Attentato a Vienna: aggiornamento sulle indagini


Originario della Macedonia del Nord, l’aggressore è stato condannato nel 2019 al carcere in Austria ma è stato rilasciato in anticipo.
Proseguono le indagini sull’attacco che ha terrorizzato Vienna nella notte tra lunedì e martedì. L’autore, che ha ucciso almeno quattro persone prima di essere ucciso dalla polizia, è un “simpatizzante” del gruppo jihadista Stato Islamico, originario della Macedonia del Nord, hanno annunciato le autorità austriache. Lo Stato Islamico “ISIS” ha rivendicato l’attacco di martedì sera, attraverso la sua agenzia di propaganda Amaq.

Gli elementi iniziano a filtrare sull’identità dell’assassino

Kujtim Fejzulai, 20 anni, era originario della Macedonia del Nord e possedeva anche la nazionalità austriaca, ha affermato il Ministro dell’Interno Karl Nehammer. È stato condannato nel 2019 a 22 mesi di prigione per aver tentato di raggiungere la Siria per arruolarsi nello Stato islamico, ma è stato rilasciato in anticipo, cosa che il Ministro dell’Interno Karl Nehammer ha criticato duramente davanti alla stampa.

Avrebbe agito da solo, contrariamente alle prime dichiarazioni delle autorità che avevano lanciato una caccia all’uomo per trovare altri sospettati. “Non ci sono prove in questa fase dell’esistenza di un secondo aggressore“, ha sottolineato il Ministro dell’Interno Karl Nehammer. Il Ministro ha anche annunciato l’arresto di 14 persone e 18 perquisizioni nel Paese in relazione agli attacchi. Il Governo austriaco aveva precedentemente indicato che Kujtim Fejzulai, armato di un fucile d’assalto e di una finta cintura esplosiva, era “un simpatizzante” dell’ISIS, secondo le prove raccolte da casa sua.

“L’attentato terroristico”, nelle parole del Cancelliere Sebastian Kurz, è avvenuto lunedì sera nel cuore della capitale austriaca, vicino a un’importante Sinagoga e al Teatro dell’Opera. Questo martedì, gran parte del centro era ancora delimitato. Sulla scena dell’attacco, gli ufficiali forensi hanno raccolto indizi.

L’Austria, scioccata, ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale dopo quello che il Cancelliere Sebastian Kurz ha definito un “disgustoso attacco terroristico“. In tutto il Paese, le bandiere erano mezz’asta sugli edifici pubblici e un minuto di silenzio osservato a mezzogiorno, mentre le campane delle Chiese suonavano. Il Capo del Governo, il Presidente Alexander Van der Bellen e altri alti funzionari hanno partecipato a una cerimonia in onore delle vittime.

“Decine, forse anche centinaia in salvo”

I residenti erano ancora sbalorditi, dimenticando anche il lockdown entrato in vigore martedì per combattere la seconda ondata della pandemia Covid-19. Il Rabbino della comunità ebraica di Vienna, Schlomo Hofmeister, si è detto “preoccupato” che l’attacco possa essere stato collegato alla Sinanoga. “Nessun indizio lo conferma ma non possiamo escluderlo. L’edificio è stato chiuso a quest’ora e questo è il quartiere vivo della città” ha affermato.

Guardava la scena dalla finestra del suo appartamento

L’uomo è corso verso i clienti dei bar con la sua pistola, ha sparato a decine, forse anche centinaia di colpi“, ha testimoniato un cittadino che ha visto l’orribile scena dalla finestra.

Tra le quattro vittime ci sono un uomo e una donna anziani, un giovane passante e una cameriera, ha detto il Cancelliere Kurz. 23 persone sono rimaste ricoverate, di cui sette in condizioni critiche, secondo l’Associazione Ospedaliera di Vienna.

La Polizia e i Soldati sono stati mobilitati per proteggere importanti edifici nella capitale e i bambini sono stati esentati dalla scuola martedì. Cominciano ad essere organizzati i primi tributi, limitati nel rispetto delle normi vigenti anti-covid, in particolare nella Cattedrale di Vienna, dove è stata organizzata una messa per le vittime.

Non ci lasceremo mai intimidire dal terrorismo e combatteremo questi attacchi con tutti i nostri mezzi“, ha affermato il Cancelliere. Questo attacco, avvenuto in un clima molto teso in Europa , ha scatenato un flusso di reazioni di solidarietà, dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump attraverso il suo omologo russo il Presidente Vladimir Poutin e tutti i leader europei, la Presidente dell’Unione Europea Ursula von der Leyen, il Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron e la Cancelliera Federale della Germania Angela Merkel.

Vi ricordiamo che in Francia, tre persone sono state uccise giovedì in un attacco, con un coltello, nella Basilica di Notre-Dame-de-l’Assomption a Nizza da parte di un giovane tunisino appena arrivato in Europa. Pochi giorni prima, la decapitazione di Samuel Paty, un insegnante di storia che aveva mostrato caricature di Maometto ai suoi studenti in un corso sulla libertà di espressione, tutto ciò aveva scioccato la Francia e non solo.
Finora l’Austria era stata relativamente risparmiata dall’ondata di attacchi islamisti avvenuti in Europa in questi ultimi anni.

Nessuno pensi di poter farsi scudo di Dio mentre progetta e compie atti di violenza e sopraffazione! Nessuno prenda a pretesto la religione per le proprie azioni contrarie alla dignità dell’uomo e ai suoi diritti fondamentali, in primo luogo quello alla vita ed alla libertà religiosa di tutti!” (Papa Francesco)

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