Festival di Sanremo

Sanremo 2026: testi integrali delle canzoni e crediti completi

Qui sotto trovi tutti i testi integrali dei brani in gara al Festival di Sanremo 2026 (76ª edizione) e i crediti completi canzone per canzone. Li abbiamo impaginati per strofe e resi consultabili con indice, tabelle e schede di lettura.

Testi integrali Crediti completi Indice navigabile Mappa autori Analisi lessicale Dati e metriche

Pubblicato il: Mercoledì 25 febbraio 2026 alle ore 15:35. L’articolo riflette le informazioni disponibili alla data di pubblicazione e potrebbe non includere sviluppi successivi che incidono sull’inquadramento dei fatti. Eventuali aggiornamenti saranno riportati nell’Update log. In mancanza di registrazioni nell’Update log, il contenuto deve considerarsi invariato rispetto alla versione pubblicata.

Ultimo aggiornamento: Venerdì 6 marzo 2026 alle ore 09:16. L’aggiornamento può includere interventi non sostanziali (revisione formale, correzioni, impaginazione o ottimizzazioni) e non implica necessariamente modifiche ai dati riportati. Eventuali aggiornamenti di contenuto sono indicati nell’Update log.

Contenuto verificato Verificato secondo i nostri standard di fact-checking e con una ricostruzione basata su testi e crediti presenti nel dossier di redazione. Policy correzioni

Per questa pagina abbiamo lavorato su un dossier di redazione che raccoglie testi e crediti. Dove nel documento compaiono indicazioni interne come [Rip. ritornello], le abbiamo mantenute perché descrivono la struttura. In due brani il testo termina con una riga interrotta: lo pubblichiamo così come risulta nel dossier, senza integrazioni.

Andiamo dritti: qui c’è il fascicolo completo. Parole e firme, insieme. Nel pacchetto dei crediti contiamo 107 nomi unici e la media è 3,9 firme per brano. Questa lettura mette ordine in una cosa che di solito resta a pezzetti.

Mappa rapida: cosa trovi qui e perché serve

Passaggio Cosa accade Segnale da notare Consegna pratica
Indice completo Abbiamo ordinato i 30 brani in modo consultabile, con rimandi diretti al testo integrale. Quando cerchi un titolo o un artista, lo trovi e ci arrivi con un click. Non devi saltare tra pagine o estratti: qui è tutto nello stesso punto.
Crediti puliti Sotto ogni canzone trovi i crediti come sono riportati nel dossier, senza interpretazioni. I nomi che ricorrono emergono subito perché li contiamo e li colleghiamo ai brani. La filiera autoriale diventa leggibile e smette di essere un dettaglio nascosto.
Metriche utili Per ogni brano mostriamo parole, righe e densità di ripetizione per capire struttura e ganci. I testi più lunghi e quelli più martellanti si distinguono a colpo d’occhio. Chi lavora di scrittura vede pattern reali e chi ascolta capisce dove sta il ritornello.
Testi integrali Ogni canzone ha il testo completo impaginato per strofe e una nota di lettura redazionale. Dove nel dossier compaiono indicazioni come [Rip. ritornello], le trovi anche qui. Hai testo e contesto tecnico nello stesso blocco, pronto da consultare.

Tip: la tabella è scorrevole. Su mobile scorri con il dito a destra e a sinistra per vedere tutte le colonne.

Testi integrali
Trenta brani, testo completo per strofe, pronto da consultare e confrontare.
Crediti completi
Ogni brano con i nomi riportati nel dossier, più mappa degli autori che ricorrono.
Metriche di lettura
Parole, righe e ripetizioni per capire dove il testo insiste e dove cambia registro.
Indice e confronto
Tabella elenco brani con link diretto al testo e lettura incrociata per parole chiave.
Sanremo 2026: testi integrali e crediti delle canzoni in gara
Speciale

Testi, firme e incastri: abbiamo impaginato il dossier della 76ª edizione in modo finalmente consultabile.

Guida rapida: come usare questa pagina

Se stai cercando un testo, vai dritto alla tabella Elenco brani e clicca sul titolo. Se vuoi capire come si muovono le firme, guarda la sezione Mappa autori. Se ti interessa l’impatto di una parola nel racconto collettivo, c’è la tabella Lessico con conteggi verificabili.

Un dettaglio importante che ci teniamo a fissare subito: noi qui non completiamo nulla a memoria. Dove nel dossier due testi chiudono su una riga interrotta, li lasciamo così. È il modo più pulito di fare informazione quando si lavora su un documento e non su frammenti.

Il quadro in numeri

I numeri, quando si parla di Sanremo, spesso vengono trattati come contorno. Qui invece sono sostanza, perché raccontano quanto è distribuita la scrittura e quanto si concentra su pochi nomi.

Indicatore Valore Lettura tecnica
Brani in gara 30 Trenta testi completi nello stesso dossier, consultabili in un unico punto.
Nomi unici nei crediti 107 La rete è ampia: pochi nomi ricorrono, molte firme sono una tantum.
Media firme per brano 3,9 La co-scrittura è la norma, ma con picchi molto diversi tra i brani.
Brani a firma singola 2 Nel dossier risultano due eccezioni: una scrittura totalmente accentrata.
Brano con più firme Bambole di Pezza - Resta con me (8) Quando le firme aumentano, spesso aumenta anche la complessità della struttura.
Testo più lungo Nayt - Prima che (451 parole) La lunghezza è un indizio: qui la narrazione prende spazio e non vive solo di ganci.
Densità di ripetizione più alta Luchè - Labirinto (0,51) Ripetere è una scelta: qui la frase torna spesso e diventa ossessione controllata.

Le metriche (parole, righe, ripetizioni) sono calcolate sul testo presente nel dossier e servono a confrontare la struttura, non a stabilire una classifica di qualità.

In breve

  • 30 brani con testo completo, impaginato per strofe.
  • 107 nomi unici nei crediti presenti nel dossier.
  • 9 nomi ricorrono almeno due volte, uno arriva a tre.
  • 2 brani a firma singola e un massimo di 8 firme sullo stesso titolo.
  • Lessico misurabile con conteggi su parole chiave e pronomi, utile per chi confronta testi.

Mappa autori: chi ricorre nei crediti e dove

Il primo dato che salta fuori quando contiamo le firme è questo: la scrittura è molto distribuita. Su 107 nomi, solo 9 ricorrono almeno due volte. È un segnale netto di varietà e rende più interessante la lettura incrociata.

Una nota pratica: quando un autore compare su brani diversi, l’interesse non è il gossip. È la possibilità di vedere come cambia la scrittura a parità di firma: lessico, ritmo, immaginario.

Composizione dei brani (Grafico)

Una visualizzazione interattiva di come sono ripartite le firme (autori e compositori) tra i 30 brani in gara in questa edizione.

Distribuzione firme: quante persone firmano un brano

Il numero di firme per canzone non è un giudizio. È un indizio su come nasce un testo: scrittura in solitaria, coppia stabile o laboratorio più largo.

Firme nei crediti Numero di brani Cosa significa in pratica
1 2 Scrittura accentrata: una sola firma nel dossier.
2 3 Co-scrittura stretta: due firme, spesso un dialogo molto netto.
3 10 Triangolo di scrittura: equilibrio tra idea, fraseggio e ritornello.
4 6 Team compatto: più mani sul testo, rischio e ricchezza aumentano.
5 2 Laboratorio esteso: la canzone nasce in filiera, spesso con molti passaggi.
6 5 Laboratorio esteso: la canzone nasce in filiera, spesso con molti passaggi.
7 1 Laboratorio esteso: la canzone nasce in filiera, spesso con molti passaggi.
8 1 Laboratorio esteso: la canzone nasce in filiera, spesso con molti passaggi.

Brani a firma singola nel dossier: Levante - Sei tu · Patty Pravo - Opera

Lessico: parole che ricorrono e pronomi che cambiano il tono

Il lessico è la parte più facile da banalizzare e la più utile da misurare. Qui non parliamo di impressioni: contiamo parole precise nel corpus dei trenta testi.

Parola Occorrenze Che cosa suggerisce
amore 43 Tema centrale e ambivalente: dichiarazione, mancanza, ironia.
notte 23 Spazio di decisioni, errori e confessioni.
vita 21 Lessico che sposta il testo sul bilancio personale.
male 23 Nodo emotivo: ferita, necessità, colpa, resistenza.
tempo 17 Passaggi di età, ritorni e promesse.
casa 15 Intimità domestica e bisogno di un luogo sicuro.
cuore 13 Simbolo classico, spesso usato in modo diretto.
Italia 7 Indicatore di atmosfera e riferimenti concreti nei testi.
Napoli 3 Indicatore di atmosfera e riferimenti concreti nei testi.
Roma 1 Indicatore di atmosfera e riferimenti concreti nei testi.
Milano 1 Indicatore di atmosfera e riferimenti concreti nei testi.

Pronomi: chi parla e quanto spesso

Pronome Occorrenze Effetto sul testo
io 81 Confessione e responsabilità, spesso con dettagli concreti.
tu 83 Dialogo e conflitto, chiamata diretta del destinatario.
noi 43 Patto o frattura: il collettivo pesa più di una singola voce.

Geografia nei testi: quando un luogo diventa prova

I luoghi nei testi non sono decorazione. Quando un artista scrive Milano o Trastevere sta fissando una scena e sta dicendo al pubblico: qui ci sono stato, qui ci torno.

Elenco brani: indice navigabile

Questa è la tabella che usiamo noi quando dobbiamo trovare un verso al volo o controllare una firma. Ogni titolo è un link interno che ti porta al testo integrale e ai crediti.

# Artista Titolo Parole Firme Gancio testuale
1 Arisa Magica favola 247 5 C’era una volta l’oceano
2 Bambole di Pezza Resta con me 244 8 Resta con me
3 Chiello Ti penso sempre 167 5 Ti penso sempre
4 Dargen D'Amico AI AI 424 4 AI AI
5 Ditonellapiaga Che fastidio 431 4 Che fastidio!
6 Eddie Brock Avvoltoi 239 3 Ma se lo sai
7 Elettra Lamborghini Voilà 337 3 E allora viva viva viva la Carrà
8 Enrico Nigiotti Ogni volta che non so volare 255 3 Volare
9 Ermal Meta Stella stellina 277 3 Stella stellina
10 Fedez, Marco Masini Male necessario 386 6 Da questa notte resto solo insieme a me
11 Francesco Renga Il meglio di me 240 6 Fra tutti i miei
12 Fulminacci Stupida sfortuna 282 2 Stupida stupida stupida sfortuna
13 J-Ax Italia Starter Pack 290 3 Serve una brutta canzone che fa
14 LDA e AKA 7even Poesie clandestine 364 6 Tu verrai sempre prima di me
15 Leo Gassmann Naturale 332 4 Ma non vale se ora mi guardi
16 Levante Sei tu 198 1 Se l’amore sei tu
17 Luchè Labirinto 429 4 Di Noi
18 Malika Ayane Animali notturni 289 6 La strada è una giungla
19 Mara Sattei Le cose che non sai di me 308 4 Tutte le notti a dirsi
20 Maria Antonietta & Colombre La felicità e basta 325 3 Ce la prendiamo e basta.
21 Michele Bravi Prima o poi 307 3 Canti solo le canzoni ma degli altri
22 Nayt Prima che 451 2 La realtà non si vede
23 Patty Pravo Opera 123 1 Semplicemente la vita,
24 Raf Ora e per sempre 248 2 Un puntino in mezzo all’universo
25 Sal Da Vinci Per sempre sì 263 7 Saremo io e te
26 Samurai Jay Ossessione 248 4 Questo maledetto feeling
27 Sayf Tu mi piaci tanto 406 3 Tu mi piaci
28 Serena Brancale Qui con me 229 6 E se ti portassi via da quelle stelle
29 Tommaso Paradiso I romantici 324 3 Spero che ti arriverà
30 Tredici Pietro Uomo che cade 376 3 Cose da fare

Testi integrali e crediti: brano per brano

Qui sotto trovi ogni brano in un blocco unico. Apri, leggi, confronta. In alto hai già i numeri e le mappe, qui c’è la materia prima.

Arisa - Magica favola

C’era una volta l’oceano

247 parole 38 righe 5 firme 6 ripetizioni Parole chiave: c’era, volta, l’arcobaleno, l’oceano e navigavo

Crediti: R. Pippa, G. Anastasi, M. Cantagalli, F. Dalè e C. Frigerio.

Nota di lettura: Il testo lavora per salti d’età: dieci, quattordici, trenta, quaranta. È una favola che cresce insieme alla voce e mette sul tavolo una cosa concreta, la telefonata al padre, prima di tornare all’immagine madre dell’oceano.

A dieci anni insieme alle mie bambole giocavo con l’amore A quattordici anni il primo bacio nelle mani avevo un fiore Con l’adolescenza io ho capito che cos’era la passione Che non c’entra con il cuore, si confonde col dolore Se finisse il mondo in questo istante fumerei una sigaretta Metterei un vestito eccezionale sembrerei una principessa Chiamerei mio padre solamente per ridirgli che mi manca Forse sono solo stanca Fuori già si è fatta l’alba C’era una volta l’oceano Io navigavo con te C’era la luna nel cielo Una notte che non ho paura nemmeno di me A trent’anni tutti mi dicevano che bella la tua voce A quaranta voglio solamente ritrovare un po’ di pace Che mi piacerebbe ritornare tra le braccia di mia madre Mentre un’altra stella cade Nel romantico disordine C’era una volta l’oceano Io navigavo con te C’era la luna nel cielo Una notte che non ho paura nemmeno di me C’era una volta il mistero Ti innamoravi di me Non c’era il bianco né il nero Ma l’arcobaleno più bello che c’è Io mi perdo tra le onde Con il sole che piano si accende E il passato diventa presente La bambina ritorna innocente Chiudi gli occhi amore O ti presto gli occhiali da sole Che per oggi la vita è una piccola magica favola C’era una volta l’oceano Io navigavo con te Non c’è più bianco né nero Ma l’arcobaleno più grande che c’è C’è l’arcobaleno qui dentro di me
Bambole di Pezza - Resta con me

Resta con me

244 parole 40 righe 8 firme 2 ripetizioni Parole chiave: dirti, resta, giorno, pezzi e rip

Crediti: L. Cerri, A. Spigaroli, M. Ungarelli, F. Tarducci, C. A. Dolci, D. Piccirillo, F. Rossi e S. Borrelli.

Nota di lettura: Qui la forza è nella postura: il racconto passa dal dolore alla presa di posizione senza chiedere permesso. Nel dossier resta anche l’indicazione [Rip. ritornello], utile per capire dove la band vuole che il pubblico si agganci e resti lì.

Volevo dirti in queste notti Ti penso ancora Che la mia vita da quel giorno È un'altra storia E a volte per cambiare tutto Basta una parola Per diventare ciò che sono Ho camminato sola Sono una donna che non guarda in faccia niente Mi hanno guardato male ma è il giudizio della gente Quando ti senti stanca dalle delusioni E l'unica certezza sono le canzoni E il giorno che non torna di un inverno con l'amore che non è più qui Ovunque sia l'errore nel miracolo di crescere così Con il cuore in gola senza lacrime e paura Con le braccia aperte per gridare Resta con me in questi tempi di odio Tu resta con me Anche se tutto questo ci cambierà Adesso sono io A dirti che ho bisogno A dirti in questo posto sembra tutto una follia Resta con me Resta con me Ho fatto sogni senza mai Chiudere gli occhi Vissuto vite che non sai se immaginarti Ho visto uomini per bene andare in pezzi E ho visto uomini di strada tornare onesti E pezzi di giornali sparsi nella mia testa Una ragazza una chitarra e una tempesta Questi non sanno cosa provo dentro Come una foglia sempre stata al vento [Rip. ritornello] E allora dimmi se conosci un modo per dimenticare i guai Per noi che siamo stati sempre appesi a un filo Aspettami nell’alba di questo mattino Ho superato anni come questi E avrei voluto dirti [Rip. ritornello]
Chiello - Ti penso sempre

Ti penso sempre

167 parole 35 righe 5 firme 6 ripetizioni Parole chiave: bugia, due, nell’agonia, detto e dirti

Crediti: R. Modello, T. Ottomano, F. Cigarini, S. Cigarini e M. Pigoni.

Nota di lettura: Apre come una conversazione a bassa voce e poi stringe sul gancio, Ti penso sempre, che torna come una frase che non si riesce a spegnere. Nota tecnica: nel dossier il testo si interrompe sull’ultima riga, Se ti rivedo ti. Noi lo riportiamo così senza ricostruzioni.

Mi piacerebbe dirti che Non ho pensato a te È che non riesco a svegliarmi E sapere che oramai non ci sei Poi questo fottuto letto Che non mi sembra fatto per due Avevi detto che ero l’unico Ed io ci avevo quasi creduto Ti penso sempre Voglio disinnamorarmi E non è rimasto niente Solo una scheggia di noi due Pensi sia stato uno sbaglio Venire sotto casa tua Non ho trovato il coraggio Di dirti quello che ho fatto Ma almeno non ti ho detto una bugia Una bugia A cosa serve il tuo odio Se la colpa è solo tua Ti penso sempre Voglio disinnamorarmi E non è rimasto niente Solo una scheggia di noi due Quindi amarsi a cosa serve? Se finiamo per odiarci Quanto tempo che si perde A dirsi ti amo e dopo addio Pensi sia stato uno sbaglio Lasciami sciogliere nell’agonia Non meritavo uno schiaffo Mi hai messo in bocca un’altra tua bugia Lasciami sciogliere nell’agonia Nell’agonia Se ti rivedo ti
Dargen D'Amico - AI AI

AI AI

424 parole 87 righe 4 firme 34 ripetizioni Parole chiave: bye, ridai, fatto, contatto e dici

Crediti: J. M. L. D’Amico, E. Roberts, G. Fazio e P. Bagni.

Nota di lettura: È un collage rapido: autostrada, coste, immagini pop e battute che entrano ed escono come messaggi vocali. Il ritornello AI AI funziona da sirena, riparte spesso e tiene insieme la satira sul Bel Paese con il diario sentimentale.

Prima di entrare in casa Stavo un’ora a cercare di toglier la sabbia Autostrada Adriatica Dalla costa si vede l’Africa e lei che si tuffa Ti prego, guardala Ha più curve di Gardaland Quando mi ha detto che tornerà in Francia Uffa Ho avuto il mal di pancia AI AI AI AI, Cosa mi fai? Mi dici vieni qui e poi te ne vai - Bye Bye Ma come - Bye? Ho perso il tuo contatto, me lo ridai? AI AI Il Bel Paese ha così buongusto Che pure il meteo non è mai brutto È uno stivale però da diva Che si fa il bagno nell’olio d’oliva Dice il Vangelo - Darai da bere A chi è straniero ma ha le stesse vene Prendi sul serio una bollicina E via il pensiero via la pellicina Ho letto sul giornale Che certe cose non puoi ancora farle con l’AI La pelle dà un effetto eccezionale Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai? AI AI AI AI, Cosa mi fai? Mi dici vieni qui e poi te ne vai - Bye Bye Ma come - Bye? Ho perso il tuo contatto, me lo ridai? AI AI Ho litigato con un dj Suonava solo la hit parade Sai, se metti le canzoni giuste La festa vola come Nureyev In Italia, troppa arte Piedi più belli delle scarpe Prendiamo un giorno di riposo Dai, trova il modo, Carlos Raposo Ho letto sul giornale Che certe cose non puoi ancora farle con l’AI La pelle dà un effetto eccezionale Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai? AI AI AI AI, Cosa mi fai? Mi dici vieni qui e poi te ne vai - Bye Bye Ma come - Bye? Ho perso il tuo contatto, me lo ridai? Ho fatto un brutto sogno Ma sembrava reale Mi bagnavo nel mare Però ne uscivo sporco E giravamo il mondo Però senza toccare Mi ha fatto molto male Ma mi è piaciuto molto Ama ciò che non ti piace È la chiave per la pace Ma la password salvata mi sembra sbagliata O la linea è saltata e ci prende fuoco casa A me mi ha rovinato la rete Altrimenti avrei fatto il prete Avrei lasciato il paese fuggendo via A cercare fortuna in Albania AI AI, Cosa mi fai? Mi dici vieni qui e poi te ne vai - Bye Bye Ma come - Bye? Ho perso il tuo contatto, me lo ridai? AI AI Me lo ridai? AI AI Me lo ridai? AI AI Me lo ridai? AI AI Me lo ridai? AI AI
Ditonellapiaga - Che fastidio

Che fastidio!

431 parole 82 righe 4 firme 35 ripetizioni Parole chiave: fastidio, matta, cos’è, dico e normale

Crediti: M. Carducci, D. Castroni, E. Ruzzi e A. Casagni.

Nota di lettura: L’idea è una lista che diventa nervo: ogni strofa aggiunge un fastidio diverso e la ripetizione fa da martello. Dentro ci finisce anche la geografia, Milano e Torino con l’Albania sullo sfondo, segno che l’irritazione qui è quotidiana ma anche mentale.

Io non so più cos’è normale O un’allucinazione Se sono matta io Non è che voglia litigare Ho solo qualche osservazione Un pensiero mio La moda di Milano (che fastidio!) Lo snob romano (che fastidio!) Il sogno americano (che fastidio!) E il politico italiano (che fastidio!) La musica tribale (che fastidio!) I cani alle dogane (che fastidio!) E il corso di pilates mi deprime, il pranzo salutare (che schifo!) Stasera vado a una festa la solita farsa e non m’interessa (che fastidio!) E la vicina molesta bussa alla porta “abbassa quei bassi” (che fastidio!) E dimmi cosa mi hai messo nel bicchiere, ha un gusto amaro e (non mi fido!) Perché mi gira la testa e tutta la stanza e finché non passa (che fastidio!) Io non so più cos’è normale O un’allucinazione Se sono matta io Non è che voglia litigare Ma ho come l’impressione Di non potermi controllare E allora te lo dico (che fastidio!) Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!) L’amico dell’amico senza invito che fa il figo, che fallito Facciamoci una foto (che fastidio!) Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!) Scambiamoci il numero, ti scriverò Ma sotto quel sorriso, dico Che fastidio! Che fastidio! Che fastidio! Che fastidio! Su le mani solo se sei dell’acquario Strano ti facevo proprio sagittario La chiamo dall’India, dall’Albania, Torino Per un piano tariffario Nasi alla francese come in fotocopia Imparare a vivere con un tutorial Passa a premium, clicca qui, ascolta ora! Cento cover Bossa Nova Io non so più cos’è normale O un’allucinazione Se sono matta io Se sono matta io! E allora te lo dico (che fastidio!) Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!) L’amico dell’amico senza invito che fa il figo, che fallito Facciamoci una foto (che fastidio!) Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!) Scambiamoci il numero, ti scriverò Ma sotto quel sorriso, dico Che fastidio! Che fastidio! Che fastidio! Che fastidio! Facciamoci una foto (che fastidio!) Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!) Scambiamoci il numero, ti scriverò Ma sotto quel sorriso, dico Io non so più cos’è normale O un’allucinazione Se sono matta io Se sono matta io Se sono matta io Se sono matta io Se sono matta io Se sono matta! Nonostante i corsi di meditazione Di respirazione Non posso sopportare Gli arrivisti e i “giornalisti perbenisti” (che fastidio!) E poi i tronisti presentati come artisti (che fastidio!) Oppure l’inno nazionale al piano bar Gli F24, lo spam Che fastidio! Che fastidio! Che fastidio! Io non so più cos’è normale Ma sono matta io Ma sono matta io Ma sono matta
Eddie Brock - Avvoltoi

Ma se lo sai

239 parole 45 righe 3 firme 9 ripetizioni Parole chiave: na, letto, sai, spogliare e farà

Crediti: E. Iaschi, L. Iaschi e V. Leone.

Nota di lettura: Il titolo è una metafora dichiarata: gli avvoltoi sono quello che gira intorno quando crolli e qualcuno aspetta solo il momento. La scrittura alterna sostegno e resa, con frasi corte che si infilano come promemoria.

Ci ho provato lo sai Ma non riesco a non pensare a un noi Tanto so già che cosa dirai Rovineremmo tutto La nostra amicizia Vale più di così E fingendo Che nessuno dei due lo sapesse A far finta che non ci sia niente Mi mordo la lingua fino a sanguinare Ripetendoti che Ma se lo sai Che scegli sempre quello che ti farà male E resti sola dentro un letto da rifare Perché è più facile per te farti spogliare Che spogliarti il cuore Le parole si annodano in gola E ti asciugo il mascara che cola Per quell’uomo che non vale niente E ci caschi ancora e ancora Sei tu Che non impari mai E ci vai a letto E poi torni da me a piangere sul petto Bella come sei Non potrai fidarti mai Ma se lo sai Che scegli sempre quello che ti farà male E resti sola dentro un letto da rifare Perché è più facile per te farti spogliare Spogliare Spogliare È inutile che perdi il tempo Consumandoti quegli occhi Così belli Piangendo per quel bastardo Dicono sempre di esser degli eroi Ma ti girano intorno come avvoltoi Na na na na na na Na na na na na na Ma se lo sai Che scegli sempre quello che ti farà male E resti sola dentro un letto da rifare Per la paura che ti fa sempre scappare Da tutto questo amore
Elettra Lamborghini - Voilà

E allora viva viva viva la Carrà

337 parole 72 righe 3 firme 24 ripetizioni Parole chiave: viva, voilà, così, due e amore

Crediti: E. Roberts, A. Bonomo e P. Celona.

Nota di lettura: L’apertura è autoritratto in diretta, Elettra, Elettra Lamborghini, poi la canzone si muove tra francese e slogan pop. Il riferimento a Carrà è un segnale preciso: qui la festa è un linguaggio e non solo un mood.

Elettra, Elettra Lamborghini Ma che notte Che casino Tipo cocktail Un po’ di me un po’ di te Nessun dorma Fai il cretino Io l’offesa e poi damblé Litigare anche di sabato sera Ballando con le stelle e noi con gli occhi amarena Tu mi prendi la mano, Voglio, sì, ma non mi va, va Mamma mia che rabbia La porta che fa bam bam Solita bagarre E poi ci sale sale su Quest’aria di mare Un po’ ti odio un po’ I love you Ma che c’è di male Sai già cosa fare Dai comincia tu E allora viva viva viva la Carrà Ballare e poi finire giù per terra Viva l’amore amore amore che si fa Al buio e la televisione accesa Fino all’alba Come due gatti dietro a qualche bar Su una cabrio senza targa Noi due sotto un cielo a pois Così chic Così hard Vieni qui Voilà, voilà, voilà, voilà Mi hanno detto E mi piace Che in un letto Poi si fa la pace (Tu lo sai, tu lo sai) che i baci Sono come le ciliegie Non hai fame Sì però, sì però ti viene E poi si cade cade giù Come quando piove Un po’ ti odio un po’ I love you Non ci vuol un Nobel Sai già cosa fare Dai comincia tu E allora viva viva viva la Carrà Ballare e poi finire giù per terra Viva l’amore amore amore che si fa Al buio e la televisione accesa Fino all’alba Come due gatti dietro a qualche bar Su una cabrio senza targa Noi due sotto un cielo a pois Così chic Così hard Vieni qui Voilà, voilà, voilà Altro che chiacchiere Spegni tutto in questa notte di paillettes Eccomi qua E allora viva viva viva la Carrà Ballare e poi finire giù per terra Fino all’alba Come due gatti dietro a qualche bar Su una cabrio senza targa Noi due sotto un cielo a pois Così chic Così hard Vieni qui Voilà, voilà, voilà, voilà
Enrico Nigiotti - Ogni volta che non so volare

Volare

255 parole 44 righe 3 firme 6 ripetizioni Parole chiave: altro, volare, volta, ogni e prima

Crediti: E. Nigiotti, F. Pagnozzi e L. De Crescenzo.

Nota di lettura: Parte tardi, letteralmente. L’ora diventa clima. Volare torna come parola chiave e porta con sé la fiducia, poi la voglia di muoversi anche quando tutto ti inchioda al pavimento.

Tardi Che non è più solo notte Ma anche un po’ mattina Tardi che non mi addormento Chiudo gli occhi appena Tardi che la dovrei smettere di parlare col soffitto Di cascare tra i ricordi per rimanerci dentro Il tempo vola maledetto Veloce come un pizzicotto Ecco la prima volta che ho fatto l’amore avevo 15 anni Sopra un vecchio materasso tenevamo chiusi gli occhi Così dolce e preoccupato Così sempre attento Forse adesso che ho imparato non è più lo stesso Il tempo vola l’ho già detto Anche in un orologio rotto E mentre fuori scoppia un altro inferno Da qualche parte adesso è già domani Qualcuno è pronto e qualcun altro è perso Prima di Volare Specchio forse i sogni non finiscono dove comincia la realtà E c’è bisogno di dolore per un po’ di felicità Lo pensiamo sempre tutti che sia meglio qualcun altro E non vediamo dietro al vecchio i capelli da ragazzo Il tempo corre quanto è stronzo Sorpassa e poi ti ruba il posto E mentre fuori brucia un altro inferno Pochi minuti e poi sarà domani Qualcuno è pronto e qualcun altro è perso Prima di volare I mostri che c’ho dentro Che mi fanno cadere Questa mania che devi andare solo bene A chi mi salva ogni volta che tocco il fondo A chi comunque vada mi rimane accanto E se questa vita è un viaggio Meno male siete qui Ogni volta che non so Volare Ogni volta che non so Volare Ogni volta che non so Volare
Ermal Meta - Stella stellina

Stella stellina

277 parole 56 righe 3 firme 20 ripetizioni Parole chiave: collina, notte, preghiera, primavera e avvicina

Crediti: E. Meta, D. Faini e G. Pollex.

Nota di lettura: Sembra una ninna nanna ma la scrittura porta dentro un peso adulto. La ripetizione di Stella stellina tiene il ritmo e fa da cornice a immagini di perdita che restano addosso.

Stella stellina La notte si avvicina Non basta una preghiera Per non pensarci più Dalla collina si attende primavera Ma non c’è quel che c’era Non ci sei più tu Ho trovato la tua bambola Mi è sembrato di vederti ancora Eri così piccola La stringevi fino a sera È passata già un’eternità O solamente un’ora Da quando nel cielo una nuvola Risale dalla tua casa Dalla mia casa Stella stellina La notte si avvicina Non basta una preghiera Per non pensarci più Dalla collina si attende primavera Ma non c’è quel che c’era Non ci sei più tu Ho cercato di strapparmi il cuore Perché senza non si muore Ma ho avuto paura nel mentre Di non sentire più niente Ho pensato anche di scappare Da una terra che non ci vuole Ma non so dove andare Tra muri e mare non posso restare Stella stellina La notte si avvicina Non basta una preghiera Per non pensarci più Dalla collina si attende primavera Ma non c’è quel che c’era Non ci sei più tu Fiori in un cortile con le pietre intorno Come le farfalle hai vissuto un giorno Figlia di nessuno, melodia di un canto Quello della gente che ti ha amato tanto Oh, mia bambina, la notte è nera nera La rabbia e la preghiera non basteranno più Dalla collina verrà una primavera Nel vento della sera ci sarai pure tu Stella stellina La notte si avvicina Non basta una preghiera Per non pensarci più Dalla collina verrà una primavera Nel vento della sera ci sarai pure tu Non ti ho dimenticato Aspetto il tuo ritorno Come le farfalle Hai vissuto solo un giorno
Fedez, Marco Masini - Male necessario

Da questa notte resto solo insieme a me

386 parole 62 righe 6 firme 17 ripetizioni Parole chiave: fondo, male, necessario, bisogno e comprenderò

Crediti: F. L. Lucia, M. Masini, A. La Cava, A. Iammarino, N. Lazzarin e F. Abbate.

Nota di lettura: Qui c’è una confessione a viso scoperto, con la stanza e la notte che diventano prova dei fatti. Il gancio Da questa notte resto solo insieme a me suona come un verdetto che arriva dopo aver provato ogni scusa possibile.

So che in fondo non c’è tempo Quante cose che cambiano Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so I miei problemi ormai Saranno la parte di te Quella più vulnerabile e spietata Lo sai Non ho più spazio per dipingermi d’inchiostro Lo ammetto però Per altre cicatrici trovo sempre un posto Da questa notte resto solo insieme a me Toccando il fondo in una stanza di un hotel Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare Come un latitante a un passo dall’arresto Ora non ho più bisogno di scappare io Dal silenzio che è un rumore Da tutto questo male necessario Dovrei separare l’ego dall’io Ma non siamo fatti per essere fragili Ogni padre inizia come fosse un Dio Ma poi finisce che diventa un alibi La gente pudica giudica Che brutta gente che frequenta Fedez Ma ci si dimentica sempre che Giuda Se la faceva con gente per bene E so che farà male E vorrai cominciare A bere poi fumare Forse per distrazione Se è vero che siamo solo di passaggio Il vero obiettivo non può essere la meta Ma imparare a godersi il viaggio Quando crescerai E non mi chiederai nemmeno più il permesso Si impara vedrai Che i mostri non stanno soltanto sotto al letto Da questa notte resto solo insieme a me Toccando il fondo in una stanza di un hotel Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare Come un latitante a un passo dall’arresto Ora non ho più bisogno di scappare io Dal silenzio che è un rumore Da tutto questo male necessario Ci ho messo una vita per sentirmi vivo Seguendo la linea sottile di un filo Succederà ciò che deve succedere Anche nel buio si impara a vedere In fondo a tutto il male necessario Da questa notte resto solo insieme a me Toccando il fondo in una stanza di un hotel Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare Come un latitante a un passo dall’arresto Ora non ho più bisogno di scappare io E ringrazierò il passato E chi mi ha condannato E tutto questo male necessario So che in fondo non c’è tempo Quante cose che cambiano Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so
Francesco Renga - Il meglio di me

Fra tutti i miei

240 parole 51 righe 6 firme 15 ripetizioni Parole chiave: meglio, peggio, dettagli, eccomi e eccoti

Crediti: F. Renga, A. Caputo, M. Davì, S. Tarta, S. Reo e D. Sartore.

Nota di lettura: È un testo di ritorno e di bilancio: rientra, guarda indietro e decide cosa salvare. Quando arriva Il meglio di me, la frase funziona da dichiarazione ma anche da limite, perché tutto il resto resta fuori campo.

Sai sono ritornato Là dove le paure nascono Non scapperò come ho sempre fatto Ma se lo vorrai Ti lascerò la mano Che ancora non so camminare In mezzo alle piccole cose Con i pugni chiusi in tasca Ed un muro nella testa Non è stato facile Ma a volte Capita Che sorride anche una lacrima Perdona il peggio di me, il peggio di me, il peggio di me Lascialo in macchina Fra tutti i miei Dettagli sei Tu il meglio di me, il meglio di me, il meglio di me Eccomi, eccoti Il meglio di me Ridere, cambiare Imparare dagli sbagli Guarire, vedere Il tempo sulle mani Non puoi spostare le strade Ma in mezzo a una frase Trovo la direzione E ancora non so perdonare Il tempo che cambia le cose Ed i segni sulla faccia Di una vita che ti spacca Non è stato facile Ma a volte Capita Che sorride anche una lacrima Perdona il peggio di me, il peggio di me, il peggio di me Lascialo in macchina Fra tutti i miei Dettagli sei Tu il meglio di me, il meglio di me, il meglio di me Eccomi, eccoti Se tu fossi qui stasera Con tutto quel coraggio che non ho Le parole bruceranno in gola Non ancora Ancora no Fra tutti i miei Dettagli sei Tu il meglio di me, il meglio di me, il meglio di me Eccomi, eccoti Il meglio di me
Fulminacci - Stupida sfortuna

Stupida stupida stupida sfortuna

282 parole 54 righe 2 firme 13 ripetizioni Parole chiave: stupida, gelida, sfortuna, mezzo e paura

Crediti: F. Uttinacci e P. Paroletti.

Nota di lettura: Qui l’ossessione è la sfortuna stessa, chiamata per nome e ripetuta fino a farla diventare personaggio. Dentro ci sono dettagli di vita vera, chiavi perse e Sanremi. La scrittura resta leggera anche quando punge.

Ti troverò dentro a una foto Sotto l’acqua mentre nuoto Nella sabbia e nel cemento Dentro un cinema all’aperto Come un’allucinazione In mezzo a tutte le persone Che vanno chissà dove E passeranno Classifiche e Sanremi Taxi treni aerei E se mi stai ancora cercando Sono dove stavo ieri Ho solo più pensieri Un po’ meno fiducia E qualche buona scusa Ma pensa un po’ Stupida stupida stupida sfortuna Tu come stai Gelida gelida gelida paura Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada Continuo a perdere le chiavi di casa Ma pensa un po’ Vado di corsa e resto indietro E soffia il vento della metro Tra le piastrelle colorate E le rovine sotto a un vetro C’è un manifesto col tuo nome In mezzo a un fiume di persone Che vanno chissà dove E passeranno Semafori e cantieri Pianeti e buchi neri E dai facciamo i seri Ma pensa un po’ Stupida stupida stupida sfortuna Tu come stai Gelida gelida gelida paura Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada Continuo a perdere le chiavi di casa E adesso il tempo è solo un mucchio di secondi Di primavere e poi di nuovo rami spogli Ma spero di essere il migliore dei tuoi sbagli Ci credi o no? Stupida stupida stupida sfortuna Gelida gelida gelida paura Dopo di te non l’ho più detto a nessuna Vorrei raggiungerti ma qui c’è troppa notte e poca luna e lo sai Stupida stupida stupida sfortuna Che ci penso anche se non ci penso Gelida gelida gelida paura Ogni volta che non mi addormento L’infinito a me mi fa spavento Come il cielo come il mare aperto Stupida sfortuna starò più attento
J-Ax - Italia Starter Pack

Serve una brutta canzone che fa

290 parole 50 righe 3 firme 13 ripetizioni Parole chiave: serve, chi, gas, metà e brutta

Crediti: A. Aleotti, A. Bonomo e L. Buso.

Nota di lettura: È un pezzo a tesi con ritmo da slogan: prende un’Italia di cartone e la smonta con esempi concreti. La frase Italia Starter Pack è un’etichetta che si incolla e resta, esattamente come voleva l’autore.

Dice sempre il vecchio del quartiere Con molti più anni dei denti che ha Sto paese lo capisci da un cantiere Cinque dicono che fare, uno solo che lo fa Meglio essere fuori che finire dentro Tutti hanno qualcosa da nascondere Santi in paradiso non ce n’è al momento Più che avere fede è meglio un complice Condividi la password Che facciamo a metà il Wi-Fi Canta un coro da stadio Così sanno chi sei dovunque vai Serve una brutta canzone che fa Pappapparappa Mollare tutto a metà Qui per campare serve un po’ di culo sempre È vietato ma fa niente Ti passo la canna del gas Italia Starter Pack Dice l’uomo che mi fa la benza Che chi guida non deve avere pietà Sto paese è come con la precedenza È solo di chi se la prende, non è mai di chi ce l’ha E meno cose sai più sarai contento Facciamoci una botta di felicità Qui non si protesta per lo stipendio Solo per la pizza con l’ananas Per pagare c’è tempo Tanto i debiti già ce li hai Goditi sto momento Che quando vai mica lo sai Serve una brutta canzone che fa Pappapparappa Mollare tutto a metà Qui per campare serve un po’ di culo sempre È vietato ma fa niente Ti passo la canna del gas Italia Starter Pack E ci dicono che siamo disonesti, furbetti Tutti dei gran figli di mammà Di leggi sbagliate e di caffè corretti Ma abbiamo pure dei difetti E in effetti Serve una brutta canzone che fa Pappapparappa Mollare tutto a metà Qui per campare serve un po’ di culo sempre È vietato ma fa niente Ti passo la canna del gas (del gas) Italia Starter Pack
LDA e AKA 7even - Poesie clandestine

Tu verrai sempre prima di me

364 parole 65 righe 6 firme 27 ripetizioni Parole chiave: piena, prima, così, farmi e porta

Crediti: L. D’Alessio, L. Marzano, A. Caiazza, V. Petrozzino, R. Romito e F. D’Alessio.

Nota di lettura: La chiave è nel titolo: poesia clandestina come amore che si muove di lato. Napoli entra nel testo come punto di origine e il ritornello Tu verrai sempre prima di me chiude ogni giro con la stessa promessa.

Se bastasse una sola canzone per vivere un attimo Eternamente sarei condannato ad una folle bugia È da questo dolore che nasce un amore catartico Sembra fatto per noi Ti ho dedicato poesie clandestine Io che ti inseguo mentre te ne vai Neanche le onde agitate stanotte sanno dove sei E la frenesia che ti porta a svanire Per evitare una notte di guai Così avvolgente che rende reale l’effetto che fai Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè Tu verrai sempre prima di me Prima di lei Perché Solo così ci sentiamo a casa È una metropoli solitaria Questa storia che è piena di ma Piena di se Come te Bella da farmi mancare l’aria Tu sei Napoli sotterranea Questa musica sale nel sangue carnale D’amore si muore soltanto con te Tu sei capace di farmi soffrire Siamo in un limbo tra sogni e realtà Ogni ferita dimostra soltanto quanto ti vorrei Ma c’è chi giudica senza capire Che non è giusto provare a metà Un sentimento che basta da solo a parlare di noi Piangeremo un mare, mare, mare Negli occhi lacrime di sale Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè Tu verrai sempre prima di me Prima di lei Perché Solo così ci sentiamo a casa È una metropoli solitaria Questa storia che è piena di ma Piena di se Come te Bella da farmi mancare l’aria Tu sei Napoli sotterranea Questa musica sale nel sangue carnale D’amore si muore soltanto con te Cosa c’è tra la vita e la morte Se non un paradiso di colpe Siamo anime in preda alla sorte In fondo sai Che nel bene o nel male sarai La mia cura alla malinconia Che mi prende e mi porta da te Che mi prende e mi porta da te Che mi prende e mi porta da te Tu verrai sempre prima di me Prima di lei Perché Solo così ci sentiamo a casa È una metropoli solitaria Questa storia che è piena di ma Piena di se Come te Bella da farmi mancare l’aria Tu sei Napoli sotterranea Questa musica sale nel sangue carnale D’amore si muore soltanto con te
Leo Gassmann - Naturale

Ma non vale se ora mi guardi

332 parole 49 righe 4 firme 13 ripetizioni Parole chiave: vale, naturale, così, fare e bella

Crediti: L. Gassmann, M. Davì, A. Casali e F. Savini.

Nota di lettura: Stella, Roma, Tuileries: il testo disegna un percorso e lo riempie di luoghi veri, come se servissero a fissare un ricordo. Naturale qui è una parola che pesa, perché arriva sempre dopo una piccola esitazione.

Stella che non piange mai Nemmeno quando è sola Mi scivolava tra le mani Come dalla bocca una parola Non so fare le valigie E lei vuole partire Io che sognavo strade aperte tra le gallerie Volevo una casa francese sulle Tuileries Ma lei odiava i quadri e le piramidi E noi Ci siamo trovati, lasciati poi ritrovati con altri Riempiti di baci che mi sembravano schiaffi E non ne vale la pena, ma non vale, ma non vale… Ma non vale se ora mi guardi Con quegli occhi lucidi e mi macchi La felpa con il nero dell’eyeliner Tu che sei più bella al naturale Se ci rivedremo tra vent’anni Avremo ancora voglia di spaccarci il cuore a metà Ma la verità è che fare la pace alla fine è più naturale Stella che non piange mai O almeno non con me Ma abbiam passato cinque estati In motorino tra i semafori e i tram Che Roma ad agosto sembra l’Antartide Una cartolina senza immagine E quanto amavo le sue guance pallide Non arrossivano mai E noi Ci siamo trovati, lasciati, poi ritrovati con altri Riempiti di baci che mi sembravano schiaffi E non… Ma non vale se ora mi guardi Con quegli occhi lucidi e mi macchi La felpa con il nero dell’eyeliner Tu che sei più bella al naturale Se ci rivedremo tra vent’anni Avremo ancora voglia di spaccarci il cuore a metà Ma la verità è che fare la pace alla fine è più naturale Stella adesso piange con le amiche e con sua madre Con gli sconosciuti per strada e con il suo cane Che ci siamo fatti così male, così male, così male Così, senza volerlo Ma non vale se ora mi guardi Con quegli occhi lucidi e mi macchi La felpa con il nero dell’eyeliner Tu che sei più bella Ma non vale se ora mi manchi, ma non vale se Se ci ritroveremo tra vent’anni a fare l’amore che in fondo è più naturale
Levante - Sei tu

Se l’amore sei tu

198 parole 37 righe 1 firme 8 ripetizioni Parole chiave: ah, l’amore, potessi, gira e coi

Crediti: C. Lagona.

Nota di lettura: È una canzone fisica: gambe che mancano, respiro, pelle. Nei crediti c’è una sola firma e si sente una linea unica, compatta, che porta dritto al ritornello Se l’amore sei tu.

Ah, non mi sento le gambe Ah, dove sono le braccia? E mi manca il respiro Eppure sono viva Sento che sorrido E io non l’ho deciso La vista mi abbandona un po’ Cerco la mia postura Divento la paura Mi trema anche la gola La voce non mi trova La mani ora mi ingannano È così ci si innamora Fare spazio dove posto non si trova Ah, se potessi vederti coi miei occhi Lacrimeresti tutto il mio stupore Ah, se potessi vestire la mia pelle Vibrare del mio suono Sapresti perché non ho mai trovato il modo Per spiegare che cos’è l’amore Per me Se l’amore sei tu Ma ho già perso il controllo Non mi segue più il corpo E la testa che gira, mi gira Si gira a fissare il pensiero fino a dove sono valente Il timore di niente Per mostrarsi anche nelle miserie Poi restare a contare le macerie Ah, se potessi vederti coi miei occhi Lacrimeresti tutto il mio stupore Ah, se potessi vestire la mia pelle Vibrare del mio suono Sapresti perché non ho mai trovato il modo Per spiegare che cos’è l’amore Se l’amore sei tu Se l’amore sei tu
Luchè - Labirinto

Di Noi

429 parole 83 righe 4 firme 42 ripetizioni Parole chiave: scordare, due, lontano, piangere e via

Crediti: L. Imprudente, D. Petrella, S. Tognini e R. Castagnola.

Nota di lettura: Qui la scrittura ragiona in termini di contratto e di valore, poi scivola nel labirinto emotivo. La ripetizione di Di Noi è alta e diventa ossessione controllata, come un pensiero che torna senza chiedere.

Io non so come ci si lega ma so bene quanto vale un contratto Nulla è per sempre nel rimorso l’odio annega potevamo rimanere in contatto E invece niente siamo polvere sui mobili dentro una casa vuota L’orgoglio è un brutto vizio ed io il bambino che ci gioca Mai stato troppo in alto mai caduto nella droga La notte è nera asfalto aspetto l’alba che mi trova Un po’ di luce Adesso che non riesco più ad immaginarti E non ho voce Nemmeno per gridare che lo so che parti Solo per stare lontano via da me Stai meglio lontano via da me Non abbiamo più scuse Quanto ci vuole per dimenticarsi E quello che so di te È che sei bella come una bugia Detta per non piangere Non piangere Non dormirò più tra le braccia tue In questo labirinto siamo in due E quello che so di te Nasconde un po’ di me Anche se poi te ne vai Non ti scordare di me Di me Di Noi Di Noi Anche se poi te ne vai Non ti scordare di me Di me Di Noi Di Noi Non conta l’ego contano i concetti Nessuno l’ha capito competiamo con noi stessi Forse più salgo in alto più non vedo i miei difetti Quando non so chi sono Me lo urlano ai concerti Di crisi già ne ho avute L’inverno con le tute Le corse e le cadute Scontrarsi a mani nude Mentre gli altri giocano Io mi distinguo tra pochi che osano E troverò Un po’ di luce Adesso che non riesco più ad immaginarti E non ho voce Nemmeno per gridare che lo so che parti Solo per stare lontano via da me Stai meglio lontano via da me Non abbiamo più scuse Quanto ci vuole per dimenticarsi E quello che so di te È che sei bella come una bugia Detta per non piangere Non piangere Non dormirò più tra le braccia tue In questo labirinto siamo in due E quello che so di te Nasconde un po’ di me Anche se poi te ne vai Non ti scordare di me Di me Di Noi Di Noi Anche se poi te ne vai Non ti scordare di me Di me Di Noi Di Noi Le chiavi dell’uscita Le ho messe nelle mani tue Ma in questo labirinto siamo in due Siamo in due Anche se poi te ne vai Non ti scordare di me Di me Di Noi Di Noi Anche se poi te ne vai Non ti scordare di me Di me Di Noi
Malika Ayane - Animali notturni

La strada è una giungla

289 parole 64 righe 6 firme 27 ripetizioni Parole chiave: animali, giungla, luna, notturni e puntiamo

Crediti: M. Ayane, E. Roberts, F. Mercuri, G. Cremona, L. Faraone e S. Marletta.

Nota di lettura: Il testo lavora per immagini notturne: giungla, strada, ossigeno, istinto. Animali notturni è un’etichetta che mette insieme desiderio e fuga senza bisogno di spiegare troppo.

Siamo tutti in pace con i sensi degli altri Con i nostri invece non sappiamo che farci Ed io che resto qui a perdermi A parlare di te Anche nei vicoli, vicinissimi Non riusciamo a trovarci E vorrei sapere cosa fai Ma non è male questa nostalgia, lo sai Che ci perdoniamo sempre E siamo sconosciuti per la gente Che non ci capirà mai Lo vedi, io e te La strada è una giungla Puntiamo alla luna Come animali notturni Io e te Facciamo paura Troviamo una scusa Per scomparire Che dire Ignora la parola fine Che non so più a chi appartengo se vai via Io e te La strada è una giungla Puntiamo alla luna Come animali notturni Sai potrei svegliarmi con te ogni mattina E guardare l’alba come fosse la prima Addormentiamoci davanti a un film Se vuoi dormire con me Quando mi guardi fai voragini Ed io non mi difendo più Fuori è pieno di persone, ma lo sai Che nessuno ci capirà mai Lo vedi, io e te La strada è una giungla Puntiamo alla luna Come animali notturni Io e te Facciamo paura Troviamo una scusa Per scomparire Che dire Ignora la parola fine Che non so più a chi appartengo se vai via Io e te La strada è una giungla Puntiamo alla luna Come animali notturni Ti giuro che non so più Come dirtelo Ma appena tu te ne vai Manca ossigeno Il cielo è bellissimo Dammi la mano che andiamo in un posto qualunque Non serve sia lontanissimo Per scomparire Che dire Ignora la parola fine Che non so più a chi appartengo se vai via Io e te La strada è una giungla Puntiamo alla luna Come animali notturni
Mara Sattei - Le cose che non sai di me

Tutte le notti a dirsi

308 parole 68 righe 4 firme 22 ripetizioni Parole chiave: sai, tutte, ciò, cose e dirsi

Crediti: S. Mattei, D. Mattei, A. Donadei e E. Brun.

Nota di lettura: È un racconto in prima persona che chiede spazio, con Trastevere che arriva come dettaglio reale e non decorativo. La scrittura alterna confessione e ritornello, come se facesse avanti e indietro tra quello che si dice e quello che si tiene.

Quando sei con me Il cielo sai che c’è Mi ricorda l’estate E Trastevere Inizia a dipingere Sopra tutte le case Di quel rosa chiaro Zucchero filato Non sai quante volte Ho cercato di volare via lontano Sembra facile Questa vita che Mischia tutte le carte Noi bambini che Pensano a ridere Con dentro sogni giganti E ci addormentiamo Qui davanti a un film Non sai quante volte Penso domani ce ne andiamo via Ma quanto è bella la follia? Tutte le notti a dirsi Le cose che non sai di me La voce tua nei giorni tristi Guarisce il mio disordine Io vorrei Solo parlarti d’amore Nel silenzio di ciò che non dico Mentre mi perdo nel tuo sorriso Per sempre Quando son con me Quelle lacrime Sono la pioggia d’estate Sopra il tetto guardo quella gente che Si abbraccia e ride e sembra semplice E le stelle quei pensieri che nel cielo Restano per non scordarli mai È tutto ciò che non ho fatto mai È vivere la vita come vuoi Tutte le notti a dirsi Le cose che non sai di me La voce tua nei giorni tristi Guarisce il mio disordine Io vorrei Solo parlarti d’amore Nel silenzio di ciò che non dico Mentre mi perdo nel tuo sorriso Ma in fondo Tutte le volte che ho paura E mi sento perdere Ma poi con te So sentire Anche quando inizia a piovere Sopra quelle domande, forse Tu resta qui Tutte le notti a dirsi Le cose che non sai di me La voce tua nei giorni tristi Guarisce il mio disordine Tutte le notti a dirsi Le cose che non sai di me La voce tua nei giorni tristi Guarisce il mio disordine Io vorrei Solo parlarti d’amore Nel silenzio di ciò che non dico Mentre mi perdo nel tuo sorriso Per sempre
Maria Antonietta & Colombre - La felicità e basta

Ce la prendiamo e basta.

325 parole 59 righe 3 firme 27 ripetizioni Parole chiave: baby, basta, prendiamo, abbiamo e credo

Crediti: L. Cesarini, G. Imparato e F. Catitti.

Nota di lettura: La felicità viene trattata come un colpo da mettere a segno: la metafora del furto regge tutto il testo. Ce la prendiamo e basta torna come patto di coppia e anche come presa di posizione.

È più facile perdonarci, Se tieni a mente siamo tutti debuttanti. “Sii te stessa e andrà tutto bene”, Diceva la supermodella con la pelle splendida. Quanto è bello essere te stessa sulle spiagge dei Caraibi, E tu piangi sui diamanti in bikini tra i coralli. Da quella chaise longue di pelle bianca La tua vita non ti stanca. Ma se abbiamo sete, abbiamo fame o siamo soli La colpa non è nostra, non sono i nostri errori, Non è così… (I love you baby) Non posso arrendermi. (I love you baby) Passo a prenderti. Baby, facciamo insieme una rapina, baby, Per riprenderci tutta la nostra vita. Che cosa credi? Credo che la felicità Ce la prendiamo e basta. Ce la prendiamo e basta. È più facile se siamo insieme, Mi difendo molto meglio dalle ansie passeggere E dai pensieri nella testa… “Fare meglio, più convinta!” Come diceva quella popstar sorridente in Valentino. E a volte mi sento molto stanca, E non riesco a tenere la testa alta. Ma se abbiamo sete, abbiamo fame o siamo soli La colpa non è nostra, non sono i nostri errori, Non è così… (I love you baby) Passo a prenderti. Baby, facciamo insieme una rapina, baby, Per riprenderci tutta la nostra vita. Che cosa credi? Credo che la felicità Ce la prendiamo e basta. Baby, dall’ansia di un’aspettativa, baby Scappiamo questo sabato mattina. Che cosa credi? Credo che la felicità Ce la prendiamo e basta. Ma se abbiamo sete, abbiamo fame o siamo soli La colpa non è nostra, non siamo dei coglioni. Baby, facciamo insieme una rapina, baby, Per riprenderci tutta la nostra vita. Che cosa credi? Credo che la felicità, Ce la prendiamo e basta. Baby, dalla tristezza che è infinita, baby Scappiamo questo sabato mattina. Che cosa credi? Credo che la felicità, Ce la prendiamo e basta. Baby, Siamo ancora in piedi. Credo che la felicità, Ce la prendiamo e basta. Ce la prendiamo e basta.
Michele Bravi - Prima o poi

Canti solo le canzoni ma degli altri

307 parole 54 righe 3 firme 14 ripetizioni Parole chiave: anni, dopo, accendi, altri e canti

Crediti: M. Bravi, T. Santoni e G. Grande.

Nota di lettura: È domestica fino a fare male: fumo nel letto, piatti, peli sul divano, radio accesa. Anche qui segnaliamo una cosa concreta: nel dossier l’ultima riga resta tronca, Se dopo anni non la smetto di. La lasciamo com’è.

Lo so fumare a letto è un brutto vizio Piangersi un po’ addosso Poi la notte non dormo mai, mai È vero È vero che il bicchiere è mezzo pieno questa sera Ma solo perché ho già bevuto una bottiglia intera È che mi manchi da morire E pure il cane non la smette di abbaiare E sarà che ogni volta che ti penso Ricomincio sempre A scorrere le foto fino all’infinito E ridere da solo Pensa tu che scemo E in fondo ancora ci spero Che prima o poi Smetterai Che quando accendi la radio Canti solo le canzoni ma degli altri Dovresti vergognarti Che dopo anni non la smetti di mancarmi Ma guarda casa mia come è ridotta Che non faccio i piatti da una settimana Che non so l’ultima volta che ho fatto la spesa Con il disco di Battisti ancora lì per terra Con il cane che lo annusa perché un po’ ti cerca Ogni volta che ti penso Ricomincio sempre A scorrere le foto fino all’infinito E ridere da solo Pensa tu che scemo E in fondo ancora ci spero Che prima o poi Smetterai Che quando accendi la radio Canti solo le canzoni ma degli altri Dovresti vergognarti Che dopo anni non la smetti di mancarmi Se dopo anni non la smetto Sempre a prendermi l’acqua per strada Che non ho l’ombrello nemmeno stasera Tienimi la fronte Ma pensa io che scemo Che non penso che a te E sono sotto casa tua E ti vorrei citofonare ma Ma non so più il tuo nome A forza di chiamarti amore Non so nemmeno adesso più chi sei Ma prima o poi Smetterai che quando accendi la radio Canti solo le canzoni ma degli altri Dovresti vergognarti Che dopo anni non la smetti di mancarmi Se dopo anni non la smetto di
Nayt - Prima che

La realtà non si vede

451 parole 92 righe 2 firme 31 ripetizioni Parole chiave: prima, finché, chi, essere e realtà

Crediti: W. Mezzanotte e S. Tognini.

Nota di lettura: È la più lunga del lotto e lo capisci subito dalla struttura: Prima che diventa anafora, poi il testo corre e cambia scena senza fermarsi. La ripetizione supera il ritornello e diventa ragionamento a voce alta.

Prima della prima donna Prima della prima volta Prima della prima droga Prima della prima idea Prima del mio vero amico Che l’ho visto andare via Prima di essere partito Prima di tornare qui Dell’idea di aver fallito Ogni volta che mi fido Che la gente mi fa schifo Che la gente è come me Prima di farmi domande Prima di essere svogliato Prima del giusto e sbagliato Io chi sono, chi sei te? Finché sai cosa prendi Non lo sai cosa perdi Forse è tardi dicevi Ce la fai? Non lo so La realtà non si vede Finché io non ti vedo Finché tu non ci vedi me (me) Supportarci a vicenda Sopportarci dicendo Che ne vale la pena Dimmi è vero o non ci credi? La realtà non si vede Finché tu non mi vedi Finché io non ci vedo te (te) Senza oggetti o costumi, progetti Immaginare i posteri Costretti al presente Sfuggirci ubriachi o con i postumi Chi aspetti? Io nessuno a salvarci Fissare il muro e stancarsi Trovare un buco e saltarci Io non credo a chi mi chiama Credo abbia sbagliato nome Io non credo a chi mi ama, di più, Non credo abbia valore Perché in tutta questa roba che c’ho addosso mi confondo E non so se mi conforta O mi ostacola il confronto Finché sai cosa prendi Non lo sai cosa perdi Forse è tardi dicevi Ce la fai? Non lo so La realtà non si vede Finché io non ti vedo Finché tu non ci vedi me (me) Supportarci a vicenda Sopportarci dicendo Che ne vale la pena Dimmi è vero o non ci credi? La realtà non si vede Finché tu non mi vedi Finché io non ci vedo te (te) Prima che qualcuno parli Prima che tu ti dica è tardi Prima che continui a farmi Com’è che continuo a farmi? Prima di essere scontato O di essere scordato Prima di essere qualcuno Che vuol essere ascoltato Prima che tu faccia un post Prima che controlli i like Prima che tu dia potere agli altri Su quello che fai Prima di mettere i vestiti Dell’amore di esserne investiti Di crescere aggressivi Chi siamo? Finché sai cosa prendi Non lo sai cosa perdi Forse è tardi dicevi Ce la fai? Non lo so La realtà non si vede Finché io non ti vedo Finché tu non ci vedi me (me) Supportarci a vicenda Sopportarci dicendo Che ne vale la pena Dimmi è vero o non ci credi? La realtà non si vede Finché tu non mi vedi Finché io non ci vedo te (te) Come vorrei, come vorrei Come vorrei, come vorrei Come vorrei, come vorrei Che tu vedessi me
Patty Pravo - Opera

Semplicemente la vita,

123 parole 25 righe 1 firme 2 ripetizioni Parole chiave: semplicemente, colore, musa, notte e opera

Crediti: G. Caccamo.

Nota di lettura: Minimal nei crediti e monumentale nelle immagini: Musa, profezie, deserti e silenzio. Opera pesa come parola di scena e si porta dietro teatro e identità. La notte resta sullo sfondo.

Sulla terra siamo soli, Solitari in compagnia, Circondati da parole, parole, Affidati a un’utopia. Siamo santi e peccatori, Naviganti e sognatori, Un po’ satelliti, Filosofi del niente. Semplicemente la vita, Semplicemente follia. Cantami ancora il presente, Nella vanità, io sono Musa, colore tagliente e poi Opera, l’Opera. Ho viaggiato per il mondo Tra oasi, deserti e misteriose profezie Dove il tempo è sospensione dell’eternità. Ma poi sono le emozioni che ci cambiano, Che ci spingono ad andare via da noi Verso un’altra dimensione, tralasciando la ragione. Semplicemente la vita, Semplicemente pazzia. Cantami ancora il presente Nella vanità, io sono Musa, colore tagliente e poi Opera, l’Opera. Io canto alla notte, respiro la notte, Cammino di notte; Sono Musa, colore tagliente e poi Opera
Raf - Ora e per sempre

Un puntino in mezzo all’universo

248 parole 43 righe 2 firme 0 ripetizioni Parole chiave: mondo, mentre, parte, primo e sulla

Crediti: R. Riefoli e S. Riefoli.

Nota di lettura: Apre con l’universo e poi scende sulla relazione come su un diario. Ora e per sempre è la frase che tiene insieme tempo e scelta, ripetuta come una firma.

Un puntino in mezzo all’universo Ero un alieno mi sentivo solo Mi confondevo tra la gente perso Dentro un astronave eternamente in volo Mentre il mondo parlava al futuro Me ne stavo fermo alla deriva E il mio viso sorrideva comunque Ma il cuore no E tu per mano hai preso la mia vita E camminando sulla via d’uscita Senza parlare mi dicevi: Ora e per sempre resterai Ci sarai anche se mai più ti rivedrò Sei nell’anima e lì ti cercherò Quando mi mancherai Ora e per sempre sarai. Tra le pagine di un vecchio diario Consumato come il nostro tempo In un soffio di vento il nostro primo anniversario Adesso è un eco lontano Oggi il mondo è così diverso, Niente è sicuro, tutto è controverso E tra milioni di voci si nasconde la verità E tu sei sempre la più bella Il tempo ti sta una meraviglia E ogni segno sulla pelle parla di te Ora e per sempre amore mio Era previsto che sarei rimasto io Non avevamo molte probabilità Ma siamo ancora qua E tornerei indietro solo per un attimo Al primo incontro per sentirne il brivido Graffiti un po’ sbiaditi di un fuoco Che non c’è più Ma è parte di noi Ora e per sempre E mentre il mondo urla e stride Vuoto di empatia Noi non saremo parte di questa follia Stringimi forte quando il sole sorgerà Insieme ci troverà ci troverà Quando l’alba verrà Ora e per sempre sarà
Sal Da Vinci - Per sempre sì

Saremo io e te

263 parole 61 righe 7 firme 25 ripetizioni Parole chiave: saremo, sì, grande, vita e davanti

Crediti: S. M. Sorrentino, F. Sorrentino, A. La Cava, F. Abbate, F. Mercuri, G. Cremona e E. Maimone.

Nota di lettura: È una promessa che prende la forma di racconto: dal principio fino al sì. Nei crediti è uno dei brani più affollati e il testo alterna italiano e napoletano con naturalezza.

È cominciato tutto quanto dal principio Io che per te ero solo un uomo sconosciuto Poi diventato un re dal cuore innamorato Tu una regina ora vestita in bianco sposa Abbiamo sognato figli in una grande casa E superato tutte le difficoltà Perché un amore, non è amore per la vita Se non ha affrontato la più ripida salita E si accenderà la musica E qui ti aspetterò Il più grande giorno Ti regalerò Saremo io e te Per sempre Legati per la vita che Senza te Non vale niente Non ha senso vivere Con la mano sul petto Io te lo prometto Davanti a Dio Saremo io e te Da qui Sarà per sempre sì So bene che è una grande incognita il futuro Ma insieme a te non mi spaventerà perché Costruiremo tutto ma non alzeremo un muro Litigare e far l’amore poi che male c’è E si accenderà la musica Per te io canterò Il più grande giorno Ti regalerò Saremo io e te Per sempre Legati per la vita che Senza te Non vale niente Non ha senso vivere Con la mano sul petto Io te lo prometto Davanti a Dio Saremo io e te Da qui Sarà per sempre Sì, soltanto sì Per questi giorni E mille altri ancora Un semplice sì L’eternità è dentro una parola Saremo io e te Per sempre Legati per la vita che Senza te Non vale niente Non ha senso vivere Con la mano sul petto Io te lo prometto Davanti a Dio Saremo io e te Accussì Sarrà pe sempe sì
Samurai Jay - Ossessione

Questo maledetto feeling

248 parole 55 righe 4 firme 19 ripetizioni Parole chiave: correre, feeling, maledetto, sento e amo

Crediti: G. Amatore, S. Sellitti, L. Stocco e V. Coppola.

Nota di lettura: Qui l’ossessione è descritta come attrazione e come disturbo. Le frasi in spagnolo e il ritmo da weekend danno al testo un taglio da notte che non vuole finire.

Nulla è per sempre Ma il profumo tuo sulla mia pelle Non passa mai, no mai Sicuramente Stai dormendo nel letto di un altro pure stasera Maro’ che pena Siamo sempre alle solite Una tirata tutto il weekend Tu mi nascondi le storie E mi racconti un’altra bugia vuoi la verità Ora penso a me In mezzo a questo disordine Sarà strano ma ti sento addosso Come un’ossessione stanotte ritorni qui Al centro delle mie fantasie Ti amo solo di venerdì Bailando contigo asì Per un’ora ti sento mia Non è amore è una malattia Questo maledetto feeling Questo maledetto feeling Andale andale Scatta un paio di foto poi mandale Fammi vedere cosa indossi stasera Poi facciamo l’alta marea Sotto la luna piena Non sei mai stata sincera Non può durare una vita intera Una storia se fa solo male Tra noi sarà solamente Una noche de sexo Andamento lento Non posso fermare il tempo Questo feeling maledetto Io lo sento addosso Come un’ossessione stanotte ritorni qui Al centro delle mie fantasie Ti amo solo di venerdì Bailando contigo asì Per un’ora ti sento mia Non è amore è una malattia Questo maledetto feeling Questo maledetto feeling Devo correre correre correre correre correre Ahahah Devo correre correre correre correre correre Come un’ossessione stanotte ritorni qui Al centro delle mie fantasie Ti amo solo di venerdì Bailando contigo asì Per un’ora ti sento mia Non è amore è una malattia Questo maledetto feeling Questo maledetto feeling Questo maledetto feeling
Sayf - Tu mi piaci tanto

Tu mi piaci

406 parole 96 righe 3 firme 39 ripetizioni Parole chiave: piaci, tanto, amore, tutti e amare

Crediti: A. S. Viacava, L. Di Biasi e G. De Lauri.

Nota di lettura: È un testo pieno di mondo: lavoro, territorio, alluvioni, personaggi citati senza filtri. Dentro ci stanno Italia, Liguria, Emilia e persino Tenco. La frase Tu mi piaci tanto resta il centro emotivo che tiene tutto.

Tu, figlio di un muratore L’Emilia che si allaga E la Liguria pure E intanto che si ride E che si fa l’amore Le tue tasse vanno spese In un hotel a ore Io, Amando a modo mio Ho sbagliato tante cose E tante mode non le seguo Io, Amando a modo mio Avrei voluto darti Meno cuore, amore mio E allora Corri contro il tempo Che il denaro non ti aspetta E cosa vuoi che sia la fretta Su una macchina che scheggia E non mi vedrai alla finestra A farti una serenata Perché il mondo non si ferma Ma non ho fiato più Rallenta Quando si spegne la luce Tu, con chi rimani? Ti senti a posto Col tuo vino rosso Il nome su un bossolo? Tu mi piaci Tu mi piaci Tu mi piaci tanto Tu mi piaci Tu mi piaci Tu mi piaci tanto Noi siamo tutti uguali Al bar e a lavorare Figli di nostra madre Vogliamo solo amare E in questa avidità E in questo dimostrare Tu mi piaci tanto L’Italia per me è quella grande azione di Cannavaro L’Italia è tristemente nota per qualche fatto ma minimizziamo Il cielo è azzurro e il pomeriggio Se ci armate, noi non partiamo E come ha detto un imprenditore “L’Italia è il paese che amo” Amore, amore mio Che paura di venir capito In questa fase di tirocinio Tenco è morto qui vicino Non temere, amore mio Farò meglio per nostro figlio Schiaccerò quelli degli altri Così giocherà da solo Quando si spegne la luce Tu, con chi rimani? Ti senti a posto Col tuo vino rosso Il nome su un bossolo? Tu mi piaci Tu mi piaci Tu mi piaci tanto Tu mi piaci Tu mi piaci Tu mi piaci tanto Noi siamo tutti uguali Al bar e a lavorare Figli di nostra madre Vogliamo solo amare E in questa avidità E in questo dimostrare Tu mi piaci tanto Ho fatto una canzonetta È un fiore su una camionetta E le botte delle piazze Le dimentichiamo Ho fatto una canzonetta Spero che non vi spaventi Che possiamo ripartire Tutti a mano, a mano Tu mi piaci Tu mi piaci Tu mi piaci tanto Tu mi piaci Tu mi piaci Tu mi piaci tanto Noi siamo tutti uguali Al bar e a lavorare Figli di nostra madre Vogliamo solo amare E in questa avidità E in questo dimostrare Tu mi piaci tanto
Serena Brancale - Qui con me

E se ti portassi via da quelle stelle

229 parole 36 righe 6 firme 9 ripetizioni Parole chiave: averti, cielo, così, intero e l’universo

Crediti: S. Brancale, C. Avarello, N. Bruno, A. Bruno, F. Barnaba e S. Mineo.

Nota di lettura: La canzone parte dalla radio e poi apre una finestra più ampia, quasi cosmica, con stelle e ricordi. Qui con me è un invito ripetuto che diventa casa più che luogo.

C’è una canzone alla radio che suona E che parla di noi. Di quell’amore che resterà sempre, non passerà mai. E quando ti penso lo sento arrivare quel brivido dentro che attraversa il cuore, In questo silenzio sento la tua voce, Calma, la rabbia, la sete, la fame e non cambierà Quella complicità che da bambina cercavo nei tuoi occhi e che per sempre mi Accompagnerà. E se ti portassi via da quelle stelle Per cancellare il tuo addio dalla mia pelle Scalerei la terra e il cielo Anche l’universo intero Per averti ancora qui con me. E ti parlo come se mi stessi accanto Due gocce d’acqua non si perdono nel mare mai, E poi guardami ma quanto ti assomiglio Nelle mani, nell’amore che Mettevi ogni volta nelle cose Ed ogni giorno era sempre da festeggiare Sono anch’io così Noi così simili Noi così simili E se ti portassi via da quelle stelle Per cancellare il tuo addio dalla mia pelle Scalerei la terra e il cielo Anche l’universo intero Per averti ancora qui con me E se ti portassi via da quelle stelle Ti stringerei forte anch’io ora e per sempre Scalerei la terra e il cielo Anche l’universo intero Per averti ancora qui con me Quanta vita ruba il tempo Oltre i limiti ti sento So che sei ancora qui con me. Con me, con me.
Tommaso Paradiso - I romantici

Spero che ti arriverà

324 parole 54 righe 3 firme 18 ripetizioni Parole chiave: guardano, romantici, alto, cielo e spero

Crediti: T. Paradiso, D. Petrella e D. Simonetta.

Nota di lettura: È un film di dettagli: pioggia, treni, televisione, notti. I romantici è una categoria e anche un’autodifesa, perché il testo racconta cosa resta quando la scena cambia.

Mi sveglio sotto la pioggia che cade Spero mia figlia sia uguale a sua madre Bellissima che non so come fa A stare con uno che di notte accende la televisione, Sempre lo stesso film, la stessa scena Col volume a cannone No, non so come fa E voglio dirti ti amo prima di decollare Ti prego non girarti quando scendo le scale Che sarebbe stupendo non rovinare tutto Posso portarti più in alto, più in alto, più in alto Come hai fatto tu Spero che ti arriverà Davvero una musica dolce Per i tuoi giorni malinconici Vorrei avere un pianoforte in tasca Solo per ricordarmi di noi Ho il cuore appeso sulla giacca Ogni volta che parlo di noi I romantici guardano il cielo I romantici guardano un treno che se ne va Io quando bevo ci credo alle fate Io non farò come ha fatto mio padre Gelido Non so come si fa Ti darò sempre un bacio prima di partire Se fumo faccio la doccia prima di dormire Che sarebbe stupendo non rovinare tutto Posso portarti più in alto, più in alto, più in alto Come hai fatto tu Spero che ti arriverà Davvero una musica dolce Per i tuoi giorni malinconici Vorrei avere un pianoforte in tasca Solo per ricordarmi di noi Ho il cuore appeso sulla giacca Ogni volta che parlo di noi I romantici guardano il cielo I romantici guardano un treno Che corre via nella speranza di rivedersi nel futuro Dove giocavano ragazzi con la palla contro il muro E adesso non c’è nessuno Non c’è più nessuno Ma i romantici guardano il cielo E ci credono davvero Spero che ti arriverà Una musica dolce per i tuoi giorni malinconici Vorrei avere un pianoforte in tasca Solo per ricordarmi di noi Ho il cuore appeso sulla giacca Ogni volta che parlo di noi I romantici guardano il cielo I romantici guardano un treno Che se ne va
Tredici Pietro - Uomo che cade

Cose da fare

376 parole 74 righe 3 firme 22 ripetizioni Parole chiave: cade, l’uomo, cose, male e aspetto

Crediti: P. Morandi, A. Di Martino e M. Spaggiari.

Nota di lettura: L’imbarazzo è dichiarato subito e il testo lo usa come motore. Uomo che cade torna come immagine ricorrente e la scrittura sembra una lista mentale, cose da fare, che però si spezza ogni volta che l’emozione prende spazio.

L’imbarazzo che ci sarà tra noi due questa sera sarà bellissimo Lo aspetto come l’ultima cena Sarai bellissima ma è il minimo che aspetto da te Sarà anche colpa del tuo aspetto Ma di me non ho rispetto E mi sporco Sotto la pelle Ho gli interni neri come una Mercedes Tu ti sporchi A restare con me e Chiusa in uno specchio, C’è tutto il tuo riflesso e… e Cambi forma Alle parole Come il fumo alle feste Muovi tutto ciò che è attorno Come un Dio della notte Io per te potrei anche perdermi in un gioco di niente Ma se ti farà male allora non pensare Chiudimi la porta in faccia Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa Dimmi che hai troppe Cose da dire Cose da fare Fogli bruciare Per rimanere ferma a guardare L’uomo che cade, l’uomo che cade Se solo tu Se solo sapessi che voglio soltanto che resti Andassi via Di questi palazzi non vedo che spenti riflessi Dalla città (dalla città) Che non riposa mai (che brucia ormai) Forse sapresti chi sei Tu sei la fine del film La grande esplosione La notte che conquista il giorno un nuovo colore Sei la lama Trafitta E io il tuo polmone Ma se ti farà male allora non pensare Chiudimi la porta in faccia Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa Dimmi che hai troppe Cose da dire Cose da fare Fogli bruciare Per rimanere ferma a guardare L’uomo che cade, l’uomo che cade E faccio un’altra figuraccia Come un bambino scivolato in una piazza A volte siamo bravi a sparire Per non rischiare Di farci male Se guardi su c’è un uomo che cade, L’uomo che cade, un altro che cade Se solo tu Andassi via Dalla città che fotte l’anima Forse potresti sì forse puoi Chiudermi la porta in faccia Se rivedermi al Margine ti scioglie l’ansia Dimmi che hai troppe cose da dire Cose da fare Fogli bruciare Per rimanere ferma a guardare L’uomo che cade, l’uomo che cade E faccio un’altra figuraccia Come un bambino scivolato in una piazza A volte siamo bravi a sparire Per non rischiare Di farci male Se guardi su c’è un uomo che cade, L’uomo che cade, un altro che cade

Domande frequenti

Qui ci sono davvero tutti i testi integrali delle canzoni in gara?

Sì. La pagina raccoglie i 30 testi in gara a Sanremo 2026 così come compaiono nel dossier di redazione, con impaginazione per strofe e indice navigabile.

Dove trovo i crediti di ogni canzone?

Sotto ogni brano trovi la riga Crediti con l’elenco dei nomi riportati nel dossier. In alto trovi anche una tabella che mette in evidenza gli autori che ricorrono.

Perché in alcuni testi compare la scritta [Rip. ritornello]?

È un’indicazione presente nel dossier. L’abbiamo mantenuta perché chiarisce la struttura e aiuta a capire dove si concentra la ripetizione.

Quanti nomi ci sono nei crediti di questa edizione?

Dal conteggio sui crediti presenti nel dossier risultano 107 nomi unici. La media è di circa 3,9 firme per brano.

Ci sono brani a firma singola?

Sì. Nel dossier risultano due brani con un solo nome nei crediti: Levante con Sei tu e Patty Pravo con Opera.

Quali autori ricorrono più spesso?

Un nome compare tre volte nei crediti. Altri ricorrono due volte e la lista è riportata nella sezione Mappa autori.

In due testi vedo una chiusura che sembra tronca: è un errore?

Nel dossier ci sono due brani che terminano con una riga interrotta. Li pubblichiamo così come sono, senza integrare parti mancanti.

Come faccio a trovare in fretta un artista o un titolo?

Usa l’indice e la tabella elenco brani: ogni titolo è un link interno che porta al testo integrale.

Timeline di lettura: apri le fasi e usa la griglia

Questa timeline è la nostra griglia operativa per leggere testi da Festival: ti aiuta a capire dove il brano insiste e dove cambia registro.

  1. Fase 1 L’incipit: come una canzone ti aggancia nei primi versi
    • Osserva se l’apertura è un’immagine, una frase parlata o un dettaglio concreto.
    • Controlla subito il punto di vista: io, tu, noi cambiano la percezione.
    • Nota se il lessico è quotidiano o se punta su metafore alte.
    • Se trovi nomi propri o luoghi, sono spesso il perno del ricordo.

    Perché conta: L’incipit decide la distanza emotiva e prepara il tipo di ritornello che arriverà.

  2. Fase 2 Il punto di vista: chi parla e a chi sta parlando davvero
    • La prima persona tende a essere confessione e presa di responsabilità.
    • La seconda persona sposta il peso sul dialogo e sulle frasi che restano in gola.
    • Il noi è un patto: quando c’è, spesso è anche una ferita.
    • Le canzoni che cambiano pronome di solito stanno cambiando scena.
    • I passaggi più rivelatori arrivano quando il pronome non regge più.

    Perché conta: Capire chi parla significa capire dove il testo vuole portarti prima del ritornello.

  3. Fase 3 Il ritornello: gancio, promessa e frase che deve restare
    • Individua la riga che torna identica: è quasi sempre la firma emotiva.
    • Quando il ritornello è corto, punta sulla memorizzabilità.
    • Quando è lungo, racconta e non solo ripete.
    • Le ripetizioni interne al ritornello sono il termometro del gancio.

    Perché conta: Il ritornello è il punto in cui la canzone smette di spiegare e inizia a incidere.

  4. Fase 4 Ripetizioni e variazioni: dove il testo si fa martello
    • Conta quante volte torna la stessa frase: spesso indica ansia o desiderio.
    • Le micro-varianti sono importanti: cambiano il senso senza cambiare la musica.
    • Una ripetizione può anche essere ironia, soprattutto nei testi più taglienti.
    • Se il testo ripete e accelera, di solito sta salendo verso il finale.

    Perché conta: Ripetere non è riempire: è scegliere dove mettere il peso.

  5. Fase 5 Dettagli concreti: oggetti, luoghi e nomi che fanno da prova
    • Un oggetto semplice può rendere credibile una storia molto grande.
    • Un luogo citato con precisione crea un fermo immagine.
    • Le date e gli anni spostano la canzone nel tempo e non nel vago.
    • I riferimenti pop sono scorciatoie emotive.
    • Quando i dettagli spariscono, spesso entra la metafora.

    Perché conta: Il dettaglio è quello che ti fa pensare: questa cosa è successa davvero.

  6. Fase 6 Finale e uscita: cosa resta dopo l’ultima riga
    • Se chiude su un’immagine, il testo vuole restare sospeso.
    • Se chiude su una frase netta, vuole chiudere un conto.
    • Se torna al ritornello, vuole imprimersi come mantra.
    • Le ultime parole spesso sono una decisione più che un saluto.

    Perché conta: La chiusura ti dice se la canzone ha risolto qualcosa o se ti lascia lì apposta.

Chiusura

Quando metti insieme testi e crediti succede una cosa semplice. Le canzoni smettono di essere titoli e diventano oggetti leggibili e confrontabili sul serio. Verificabili. È esattamente il motivo per cui abbiamo pubblicato questo dossier in forma integrale.

Se vuoi un consiglio da collega: parti dai brani più lunghi e poi confrontali con quelli a densità di ripetizione alta. Capisci subito dove la scrittura sceglie narrazione e dove sceglie mantra.

A cura di Junior Cristarella.

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Update log

Registro degli aggiornamenti sostanziali: trasparenza su modifiche, correzioni e integrazioni informative.

  • Mercoledì 25 febbraio 2026 alle ore 15:35: Pubblicazione: dossier Sanremo 2026 con testi integrali dei brani in gara e crediti completi canzone per canzone.
  • Mercoledì 25 febbraio 2026 alle ore 16:02: Uniformata l’impaginazione dei testi per strofe, mantenendo anche le indicazioni interne presenti nel dossier come [Rip. ritornello].
  • Mercoledì 25 febbraio 2026 alle ore 16:41: Inserita la mappa dei crediti con conteggi, autori che ricorrono e collegamenti tra brani.
  • Mercoledì 25 febbraio 2026 alle ore 17:18: Aggiunte schede brano per brano con metriche di lettura, indice navigabile e note editoriali sul testo.
Foto di Junior Cristarella
Autore Junior Cristarella Junior Cristarella segue quotidianamente spettacolo e musica: testi, crediti e dinamiche editoriali con un metodo di verifica basato su documenti di redazione e controllo incrociato dei dati.
Pubblicato Mercoledì 25 febbraio 2026 alle ore 15:35 Aggiornato Venerdì 6 marzo 2026 alle ore 09:16