Cronaca

Svizzera, valanga sul Fleckistock: due scialpinisti lecchesi restano ricoverati gravi a Lucerna Valanga sul Fleckistock: due lecchesi gravi Valanga sul Fleckistock:
due lecchesi gravi

Svizzera, valanga sul Fleckistock: due scialpinisti lecchesi restano ricoverati gravi a Lucerna

Alle ore 17:22 di martedì 7 aprile 2026 il quadro verificabile è questo. Sabato 4 aprile, poco prima delle 15, un distacco nel Sickinelli Couloir sul Fleckistock, nel Canton Uri, ha investito tre scialpinisti lecchesi durante la salita. Giorgio De Capitani e Niccolò Ratti sono stati recuperati gravemente feriti e trasferiti all’ospedale di Lucerna. Luca Zanette è rimasto illeso, si è messo in sicurezza e ha permesso di chiudere subito il perimetro di ricerca. De Capitani, 45 anni, è in coma con prognosi riservata dopo un trauma cranico. Ratti ha riportato fratture alle gambe e altri traumi. Sulla causa formale del distacco l’inchiesta cantonale è ancora aperta.

C’è un dettaglio che va rimesso in ordine subito. Il comunicato del Canton Uri fissa il trascinamento in circa 200 metri fuori dal canale. Le ricostruzioni italiane di ANSA e Lo Scarpone del CAI parlano di circa 300 metri. La misura definitiva sarà materia di accertamento. Il punto tecnico non cambia: i due feriti non sono stati coinvolti in un semplice seppellimento di breve corsa. Sono stati espulsi dalla linea del couloir con un’energia d’impatto coerente con il quadro traumatico emerso nelle ore successive.

La sequenza operativa che fa la differenza

Anche sulla posizione esatta del terzo compagno al momento del distacco resta una lieve divergenza pubblica. La polizia di Uri lo colloca leggermente più in basso rispetto ai due feriti, alcune ricostruzioni locali lo descrivono invece pochi metri davanti. Il punto davvero rilevante è un altro: Zanette non viene sepolto, conserva lucidità operativa e permette ai soccorritori di lavorare subito sui due travolti. Rega, Alpine Rettung Zentralschweiz, Swiss Helicopter AG e polizia cantonale vengono così indirizzate su un perimetro già chiaro. In ambiente valanghivo è un passaggio decisivo, perché riduce il tempo perso nella localizzazione e sposta l’emergenza dal problema della ricerca a quello del recupero sanitario.

Perché il Sickinelli cambia la dinamica dell’incidente

Il Sickinelli Couloir non va immaginato come un pendio largo con vie di fuga laterali. Un canale di alta quota costringe la progressione dentro una traiettoria stretta: il materiale che cede corre nello stesso solco della salita e chi viene preso ha poco spazio per uscire dal flusso. Sul Fleckistock questo pesa ancora di più perché la quota supera i 3.400 metri e la trasformazione della neve, quando il quadro termico cambia, può diventare rapida. In un contesto del genere pochi metri separano il mancato coinvolgimento da un travolgimento con impatto contro roccia e neve dura.

Il quadro clinico che risulta oggi

La parte sanitaria richiede più rigore di qualunque altro passaggio. Non risulta un bollettino pubblico dell’ospedale di Lucerna. Il perimetro verificato resta quindi questo: De Capitani è il paziente più critico ed è in coma con prognosi riservata; Ratti è ricoverato in condizioni serie ma, allo stato delle informazioni pubbliche disponibili, non risulta in imminente pericolo di vita. Il Giorno e La Provincia Unica TV, con riferimenti convergenti ai familiari, collocano qui il dato clinico ulteriore: trauma cranico per De Capitani, fratture agli arti inferiori e traumi multipli per Ratti, famiglie già a Lucerna.

La causa formale resta aperta, il contesto nivologico è già leggibile

Attribuire il distacco a una formula comoda sarebbe scorretto. La polizia cantonale mantiene aperti gli accertamenti. Il terreno tecnico attorno all’incidente è comunque già leggibile. L’SLF, il servizio federale svizzero per neve e valanghe, aveva descritto a fine marzo molta neve nuova e vento sul Nord con innalzamento del pericolo fino al grado 4 in parte della catena alpina settentrionale. Nel bilancio del weekend di Pasqua lo stesso istituto registra poi un sabato segnato da riscaldamento marcato, quota dello zero termico salita da circa 2.000 a 3.000 metri e numerose valanghe umide o spontanee. La causa dell’evento sul Sickinelli resta aperta. Intorno al distacco si riconosce già una finestra in cui il manto stava perdendo omogeneità proprio nelle ore centrali e pomeridiane. Per chi pratica scialpinismo il dato operativo è concreto: in primavera l’orologio conta quanto la pendenza, perché entrare tardi in un canale significa affrontare una neve diversa da quella osservata all’alba.

Che cosa insegna già questa ricostruzione

Il caso Fleckistock va letto come un incidente valanghivo ad alta energia. La distinzione conta perché spiega quasi tutto. Il terzo compagno illeso riduce i tempi della risposta, ma la corsa fuori dal canale aveva già spostato il problema sul terreno dei traumi maggiori. È la differenza che separa questo episodio dai travolgimenti primaverili più brevi in cui l’autosoccorso riesce a fermare quasi tutto nei primi minuti.

Su questo stesso nodo operativo abbiamo già lavorato anche nel caso della valanga del Frassati in Valle d’Aosta. Lì il gruppo riuscì a chiudere l’autosoccorso senza conseguenze sanitarie serie. Il confronto aiuta a leggere la differenza sostanziale: quando il travolgimento resta breve e l’estrazione è immediata il quadro può fermarsi alla paura; quando la corsa si allunga fuori dal canale e aggiunge impatto contro il terreno, il problema smette di essere solo nivologico e diventa traumatico.

Da qui in avanti gli aggiornamenti sostanziali saranno due. Il primo riguarda l’evoluzione dei ricoveri a Lucerna. Il secondo riguarda la ricostruzione tecnica del punto di rottura della lastra e della posizione dei tre uomini nel canale. Oltre questo perimetro, allo stato dei fatti, non c’è ancora nulla che valga la pena aggiungere.

Foto di Junior Cristarella
Autore Junior Cristarella Come direttore responsabile e fondatore di Sbircia la Notizia Magazine coordina la verifica delle fonti nelle notizie di cronaca e applica un metodo di ricostruzione basato su comunicazioni istituzionali, servizi di soccorso, bollettini neve-valanghe e cronache locali convergenti. In questo articolo limita il racconto ai dati verificabili su luogo dell’incidente, sequenza operativa dei soccorsi, quadro clinico aggiornato e contesto nivologico.
Pubblicato Martedì 7 aprile 2026 alle ore 17:22 Aggiornato Martedì 7 aprile 2026 alle ore 18:20