Cronaca

Valanga sul Cermis, morto Werner Degiampietro al Castel di Bombasel Valanga sul Cermis, morto Degiampietro Valanga sul Cermis,
morto Degiampietro

Valanga sul Cermis, morto Werner Degiampietro al Castel di Bombasel

Werner Degiampietro, 46 anni, residente a Ziano di Fiemme e in servizio nel soccorso piste della Polizia di Stato, è morto nella mattinata di mercoledì 8 aprile dopo essere stato travolto da una valanga sul versante nord del Castel di Bombasel, nell’area dei Laghetti di Bombasel, a circa 2.370 metri. L’allarme è partito attorno alle 10, quando i colleghi che lo aspettavano sul posto di lavoro non lo hanno visto arrivare dopo l’uscita scialpinistica annunciata poco prima. L’elicottero ha individuato quasi subito il distacco e gli sci che affioravano dal manto nevoso. Il recupero ha soltanto consentito di constatare il decesso.

Il dettaglio tecnico da fissare subito è che la giornata non era affatto neutra sul piano nivologico. Il bollettino valanghe indicava grado 2, moderato, ma con segnalazione di rapido aumento del pericolo di neve bagnata già nel corso della mattinata e con zero termico previsto in forte rialzo. È il passaggio che impedisce una lettura superficiale del numero: in primavera un grado 2 può diventare severo su pendii ripidi oltre i 2.300 metri, soprattutto quando il caldo accelera la perdita di coesione del manto.

Il punto del distacco e il peso reale di quel versante

Ridurre tutto a una generica “valanga sul Cermis” lascia fuori la parte più importante. Qui parliamo del versante nord del Castel di Bombasel, nel gruppo del Lagorai sopra Cavalese, in una fascia di quota dove il terreno unisce pendenza marcata e linee di scorrimento che possono trasformare un distacco in seppellimento nel giro di pochi metri. La ricostruzione che chiudiamo su quota e versante coincide con i riscontri pubblicati in giornata da ANSA, RaiNews TGR Trento e Lo Scarpone del CAI. È questo allineamento che oggi consente di delimitare il fatto senza forzature.

L’allarme è partito dal lavoro, non dal sentiero

La sequenza operativa è già netta. Degiampietro aveva comunicato che avrebbe fatto una gita prima di prendere servizio. Quando non si è presentato e non risultava più raggiungibile, i colleghi hanno chiamato il 112 attorno alle 10. La Centrale unica di emergenza ha disposto subito l’elicottero, mentre la stazione Val di Fiemme del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino si è messa in appoggio in piazzola. Il primo sorvolo ha ristretto immediatamente il campo grazie alla valanga già visibile e agli sci riaffioranti. In casi del genere pochi minuti cambiano tutto e qui il dispositivo ha lavorato con la massima rapidità possibile.

Il tecnico di elisoccorso e il personale sanitario sono stati sbarcati direttamente sul pendio. Lo scavo è stato immediato, ma il quadro sanitario era già irreversibile. Ottenuto il nulla osta delle autorità, la salma è stata riportata a valle in elicottero. Anche questo passaggio conta nella lettura dell’evento: non c’è stata una lunga ricerca su area vasta, c’è stato un ritrovamento rapido su un distacco già leggibile dall’alto.

Perché il bollettino di oggi andava letto con più severità

Il nodo non è soltanto il grado 2. Il bollettino ufficiale diffuso sulla piattaforma AINEVA segnalava un rialzo dello zero termico fino a 3.400 metri e l’aumento del pericolo di valanghe bagnate già durante la mattinata. Sui dati strumentali di Meteotrentino il quadro termico era coerente: alla stazione Cermis Casere, a 1.900 metri, si leggevano già 10,5 gradi alle 8:40 e 14,1 gradi alle 13:25; a Cavalese, nello stesso primo pomeriggio, si superavano i 21 gradi. La deduzione più solida è questa: il solo orientamento a nord non bastava più a garantire una tenuta affidabile del manto su un pendio ripido in una giornata di così forte ammorbidimento.

Chi frequenta la montagna primaverile lo sa bene, ma il dato merita di essere scritto senza ambiguità: moderato non significa marginale. Quando il bollettino accompagna quel numero con l’avviso di peggioramento rapido nelle ore calde, l’uscita va letta sul rigelo notturno e sulla finestra utile di rientro, tenendo conto dell’esposizione reale del pendio.

Il precedente ravvicinato sul Cermis

Il Cermis arrivava a questa giornata con un segnale recente che oggi pesa ancora di più. Il 15 marzo il Soccorso Alpino Trentino era intervenuto sulla stessa montagna per la bonifica di una valanga larga circa 300 metri e lunga circa 400 in zona To della Trappola, a quota attorno ai 2.350 metri, sul fronte nord ovest. In quell’occasione nessuno era rimasto coinvolto. Il dato non serve a costruire un parallelismo meccanico tra episodi diversi. Serve a mostrare che nelle ultime settimane il massiccio aveva già restituito segnali concreti di instabilità su quote e assetti molto vicini a quelli del distacco di oggi.

Una stagione che continua a peggiorare il bilancio

L’incidente del Bombasel entra in una stagione già durissima. Il database dell’European Avalanche Warning Services, aggiornato all’8 aprile, porta il bilancio 2025/26 a 139 morti in Europa e 39 in Italia. Questo dato cambia la prospettiva: il caso del Cermis non cade fuori stagione e non arriva dentro una parentesi eccezionale. Si colloca dentro mesi in cui il rischio valanghivo ha continuato a presentarsi con forme diverse, dalle placche persistenti di pieno inverno fino alle instabilizzazioni da caldo.

Cosa cambia davvero da oggi

La lezione operativa è concreta. In questa fase dell’anno la differenza la fanno l’orario e la qualità del rigelo notturno, più dell’impressione visiva che un pendio può restituire da lontano. Per questo il caso Cermis va letto come un incidente pienamente primaverile. Chi segue da settimane la nostra cronaca di montagna ritroverà lo stesso nodo, con dinamiche diverse, anche nei recenti approfondimenti sulla valanga di Sarentino e sul caso Fleckistock: anche lì il punto decisivo resta la lettura dinamica del bollettino e della finestra termica.

Qui la cronaca si ferma ai fatti solidi. Il resto appartiene al lutto di una valle che conosce bene quel pendio e il peso di una perdita arrivata dentro la montagna di casa.

Foto di Junior Cristarella
Autore Junior Cristarella Massimiliano Orestano Junior Cristarella dirige Sbircia la Notizia Magazine e segue con metodo documentale i fatti di cronaca ad alta componente tecnica, incrociando comunicati di soccorso, bollettini ufficiali e dati ambientali per ricostruire incidenti in montagna senza amplificazioni o omissioni.
Pubblicato Mercoledì 8 aprile 2026 alle ore 17:22 Aggiornato Mercoledì 8 aprile 2026 alle ore 17:22