Cronaca

Roma, Torre dei Conti: messa in sicurezza entro aprile, restauro da settembre Torre dei Conti: sicurezza entro aprile, restauro da settembre Torre dei Conti: sicurezza entro aprile
restauro da settembre

Roma, Torre dei Conti: messa in sicurezza entro aprile, restauro da settembre

La fase di messa in sicurezza straordinaria della Torre dei Conti si avvia alla chiusura entro la fine di aprile, con un traguardo indicato dal Campidoglio negli ultimi giorni del mese e dal sindaco Roberto Gualtieri anche con una possibile conclusione attorno al 20 aprile. Dopo questo passaggio si aprirà una seconda fase, definita di messa in sicurezza ordinaria, destinata a proseguire fino a settembre. Solo allora potrà ripartire il restauro vero e proprio del monumento medievale di largo Corrado Ricci, all'interno del progetto PNRR da 6,9 milioni di euro. Il dato decisivo, oggi, è questo: la torre è uscita dal quadro d'emergenza che si temeva dopo il crollo del 3 novembre 2025. La struttura è stata stabilizzata quanto basta per consentire la progressiva riapertura dell'area e il cantiere entra adesso in una fase più tecnica, meno visibile ma determinante per riagganciare il progetto di recupero e fruizione pubblica.

Il sopralluogo istituzionale dell'8 aprile ha fissato un punto di passaggio fra emergenza e programmazione. In cantiere con Gualtieri c'erano il prefetto di Roma Lamberto Giannini, il capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco Eros Mannino e il comandante dei Vigili del fuoco di Roma Adriano De Acutis. Quando nello stesso luogo si presentano amministrazione capitolina, prefettura e vertice operativo dei vigili del fuoco, il messaggio è preciso: la fase più delicata sotto il profilo della protezione immediata è considerata sotto controllo e il dossier può spostarsi sul consolidamento dell'area e sulla ripartenza del restauro.

L'origine della sequenza resta decisiva. Il 3 novembre 2025 il cedimento ha colpito il contrafforte centrale del lato meridionale della torre e ha provocato il collasso di parte del basamento a scarpa, seguito da un secondo crollo che ha interessato il vano scala e una porzione del solaio di copertura. In quel cantiere ha perso la vita l'operaio Octav Stroici. Da allora la gestione del sito si è mossa su due binari obbligati che spesso nel racconto pubblico vengono confusi: da una parte l'inchiesta sulle cause del crollo, dall'altra la necessità di mettere in sicurezza il monumento senza perdere il valore storico del manufatto e senza compromettere il progetto di recupero già finanziato.

Come si è arrivati al sopralluogo dell'8 aprile

La ricostruzione cronologica chiarisce perché il sopralluogo di oggi conti più del titolo del giorno. Il Campidoglio ha spiegato che la Procura di Roma ha consentito la coesistenza fra esigenze investigative e attività di messa in sicurezza, rendendo possibile la progressiva riduzione della zona rossa. Nel frattempo l'area rossa è stata ridotta per passaggi successivi. Una prima ordinanza del 30 gennaio 2026 ha alleggerito i divieti per le attività commerciali. Una seconda ordinanza del 19 marzo ha riaperto la porzione esterna del centro anziani tra via Tor de' Conti e via della Madonna dei Monti, ha restituito marciapiedi e una corsia carrabile verso via Cavour e ha ripristinato il passaggio pedonale del vicolo Tor de' Conti. Resta interdetta solo una porzione limitata di marciapiede su largo Corrado Ricci, necessaria al monitoraggio continuo tramite stazione topografica robotizzata.

Che cosa significa davvero la doppia messa in sicurezza

Qui si concentra il nodo tecnico che cambia la lettura della vicenda. La messa in sicurezza straordinaria è la fase che serve a neutralizzare il rischio immediato su un bene lesionato, con operazioni complesse e altamente specialistiche pensate per impedire ulteriori cedimenti. La messa in sicurezza ordinaria, invece, accompagna il ritorno a un assetto di cantiere più stabile: consolidamento dell'area, controllo strumentale, compatibilità con il quadro giudiziario e preparazione delle modifiche necessarie al progetto originario. In termini concreti, il cantiere esce dalla fase in cui la priorità assoluta era fermare un degrado irreversibile nell'immediato ed entra nella preparazione del restauro.

Il restauro PNRR riparte, però con un progetto da riscrivere in parte

La scheda ufficiale dell'intervento denominato Tor De' Conti - Restauro e allestimento dell'edificio assegna all'opera 6.900.000 euro e indica un obiettivo molto più ampio del semplice consolidamento: recupero strutturale, restauro, messa in sicurezza, salvaguardia della parte ipogea e successiva valorizzazione del bene come sede museale dedicata alle fasi più recenti dei Fori Imperiali e come centro servizi dell'Area Archeologica Centrale. Dopo il crollo il progetto riparte solo attraverso aggiornamenti tecnici rispetto all'impianto originario, già indicati dal Campidoglio. È un passaggio inevitabile: quando un cantiere su un bene storico subisce un evento di questa portata, il restauro deve essere riallineato alla nuova condizione statica del manufatto e alle risultanze emerse durante la messa in sicurezza.

Che cosa cambia subito nell'area fra via Cavour e Fori Imperiali

Per residenti, commercianti e flussi pedonali l'effetto è già misurabile. La progressiva riduzione della zona rossa ha già prodotto il rientro dei residenti nelle abitazioni e la riconsegna del centro anziani adiacente. Sul piano urbano questo significa che il tratto attorno a largo Corrado Ricci rientra nel sistema di collegamenti tra Monti, via Cavour e via dei Fori Imperiali con una continuità molto più alta rispetto ai mesi scorsi. La corsia a senso unico riaperta verso via Cavour e il recupero del passaggio pedonale nel vicolo Tor de' Conti riducono un'interruzione che per mesi aveva inciso sulla permeabilità di una delle zone più sensibili del centro storico. In un quadrante che nei giorni scorsi abbiamo seguito anche nel nostro approfondimento su abusivismo e flussi nell'area Colosseo-Fori Imperiali, la normalizzazione del cantiere incide direttamente sulla gestione della mobilità minuta, decisiva per l'uso quotidiano dello spazio.

Perché salvare la Torre dei Conti conta oltre l'emergenza

La Torre dei Conti occupa un ruolo centrale nel paesaggio romano. La scheda patrimoniale del monumento ricorda che fu edificata attorno al 1203 per Riccardo Conti per iniziativa di papa Innocenzo III e che in origine raggiungeva circa 60 metri. I danni del terremoto del 1349 e i crolli successivi ne hanno ridotto l'altezza senza intaccarne il valore documentario. La torre ingloba nei sotterranei una delle esedre del Foro della Pace ed è una delle presenze più riconoscibili del margine medievale dei Fori. Un ulteriore riferimento storico istituzionale la colloca fra i manufatti simbolici di questa stratificazione urbana, ricordando che fu citata da Petrarca e che oggi si presenta isolata per effetto delle grandi trasformazioni viarie del Novecento. Per questo la posta in gioco supera la conservazione del solo volume murario lesionato. Roma difende un nodo materiale del proprio racconto storico proprio nel luogo in cui la città antica, quella medievale e quella contemporanea si toccano con più evidenza.

Verifica redazionale. La ricostruzione pubblicata in questo articolo è stata elaborata su atti e pagine ufficiali di Roma Capitale, sulla scheda patrimoniale della Sovrintendenza Capitolina, sui riferimenti storici di Turismo Roma e sui riscontri cronologici raccolti nelle cronache del sopralluogo diffuse da ANSA e RaiNews Lazio. Tutti gli elementi essenziali riportati sopra coincidono con questo quadro documentale.

Foto di Junior Cristarella
Autore Junior Cristarella Massimiliano Orestano Junior Cristarella segue con continuità la cronaca di pubblica utilità e i dossier che intrecciano sicurezza urbana, atti di Roma Capitale, cantieri complessi e tutela del patrimonio. In questo articolo applica un metodo fondato su documenti ufficiali, cronologia degli interventi e verifica tecnica delle fonti per ricostruire che cosa cambia davvero attorno alla Torre dei Conti dopo il sopralluogo istituzionale dell'8 aprile 2026.
Pubblicato Mercoledì 8 aprile 2026 alle ore 22:02 Aggiornato Mercoledì 8 aprile 2026 alle ore 22:02