Cronaca
Maltempo tra Molise e Abruzzo, SS16 Adriatica spezzata sul Trigno: Ciciliano sabato in sopralluogo
SS16 spezzata sul Trigno: sabato sopralluogo di Ciciliano
SS16 spezzata sul Trigno
sopralluogo di Ciciliano sabato
Il maltempo che sta colpendo il versante adriatico del Centro-Sud ha rotto il punto più delicato dei collegamenti tra Molise e Abruzzo. Sul ponte del Trigno lungo la SS16 Adriatica, nel territorio di Montenero di Bisaccia, il cedimento ha interrotto una direttrice strategica per la mobilità costiera e in serata risultano ancora in corso le ricerche di un’auto coinvolta nel crollo, con una persona data per dispersa nelle ultime ore. Il capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano ha indicato proprio questo tratto come la criticità principale e ha annunciato un sopralluogo in Molise e Abruzzo sabato 4 aprile. Oggi la scena non si esaurisce nel ponte: ci sono la viabilità ordinaria spezzata, le evacuazioni precauzionali lungo il Biferno, l’area industriale di Termoli allagata e collegamenti ferroviari che stanno tornando regolari più in fretta di quelli stradali.
Il nodo SS16
Qui non siamo davanti a una chiusura locale. Ciciliano ha spiegato che la porzione di ponte compromessa è rilevante e che il ripristino non sarà breve; inoltre anche una possibile viabilità alternativa presenta criticità strutturali. La conseguenza pratica è pesante perché la SS16 non regge soltanto gli spostamenti tra Basso Molise e Vastese, ma una parte dei movimenti Nord-Sud lungo la dorsale adriatica proprio a ridosso della Settimana Santa.
Anas aveva già interdetto il tratto e ha confermato che il crollo interessa il passaggio sul Trigno a Montenero di Bisaccia. Per ridurre l’effetto immediato sul traffico, il casello di Termoli sull’A14, chiuso in via precauzionale il 1° aprile, è stato riaperto nel pomeriggio del 2 aprile e dalle 16 è scattata l’esenzione del pedaggio tra Vasto Sud e Termoli, misura destinata a restare fino al ripristino della viabilità ordinaria. In altre parole, l’autostrada sta assorbendo il ruolo che la costa non riesce più a garantire.
Biferno e evacuazioni
Il secondo fronte è il Basso Molise. Ciciliano ha riferito di circa 200 evacuati in via precauzionale nell’area interessata dalla piena del Biferno, dopo l’apertura delle paratie della diga del Liscione con scarichi superiori ai 500 metri cubi al secondo. Le ordinanze firmate dal Comune di Termoli sulla zona industriale del COSIB e sulle aree di Rio Vivo mostrano bene la natura dell’emergenza: non un singolo punto di crisi, ma un sistema di aree esposte in cui l’acqua condiziona case, lavoro e accessibilità nello stesso momento.
Nella piana industriale di Termoli l’acqua ha allagato il comparto produttivo dove si trova anche lo stabilimento Stellantis, che aveva già fermato i turni per motivi di sicurezza. Questo passaggio pesa più dei soli danni immediati, perché trasforma un evento meteorologico in un problema economico e logistico per una delle aree industriali più sensibili della costa molisana.
Ferrovia in recupero
Sul fronte ferroviario il segnale più utile è arrivato nel pomeriggio. RFI ha comunicato alle 15:40 il ritorno alla regolarità della circolazione sulla linea Pescara-Foggia tra Porto di Vasto e Fossacesia dopo le avverse condizioni meteo. Il dato conta perché separa due piani spesso confusi: la rete su rotaia sta recuperando funzionalità, mentre la mobilità stradale costiera continua a dipendere da chiusure, deviazioni e misure straordinarie.
Abruzzo ancora esposto
In Abruzzo, intanto, la pressione non si è spostata solo sulla costa. Il Centro funzionale regionale conferma per il 2 e 3 aprile allerta rossa per rischio idraulico nel bacino basso del Sangro e allerta rossa per rischio valanghe su Gran Sasso Est e Maiella. Dentro questo stesso quadro rientra la criticità di Passolanciano, dove Esercito e Anas hanno ripristinato l’accesso a un hotel rimasto isolato dalla neve. Il punto vero è che in poche decine di chilometri convivono piena fluviale, frane, neve tardiva e rischio valanghe.
Sabato 4 aprile
Il sopralluogo annunciato da Ciciliano per sabato 4 aprile arriva dopo l’unità di crisi presieduta il 1° aprile a Roma con Regioni, Prefetture e Vigili del fuoco. È una deduzione logica della redazione che la visita serva soprattutto a verificare sul posto la tenuta dei collegamenti sostitutivi, l’estensione dei danni nella fascia costiera tra Trigno e Biferno e i tempi realistici per passare dalla gestione dell’emergenza ai ripristini. Il Dipartimento nazionale prevede un’attenuazione dei fenomeni nel corso di venerdì, ma le conseguenze su ponti, argini e aree allagate non si chiuderanno con la fine della pioggia.
Cosa cambia ora
Per chi deve muoversi nelle prossime ore il dato decisivo è semplice: la SS16 sul Trigno non è un tratto recuperabile a breve, l’A14 tra Vasto Sud e Termoli è diventata il corridoio alternativo con pedaggio azzerato e gli spostamenti locali nel Basso Molise restano legati alle ordinanze comunali e alle riaperture progressive della rete secondaria. È qui che si gioca davvero la fase due dell’emergenza.