Cronaca
Scontri Torino, Simionato evade a Pasqua: convalida e ritorno ai domiciliari
Simionato evade a Pasqua: arresto convalidato
Simionato evade a Pasqua
arresto convalidato
Aggiornamento verificato alle 10:28 di mercoledì 8 aprile 2026. Angelo Simionato, 22 anni, già agli arresti domiciliari per il filone torinese aperto dopo gli scontri del 31 gennaio al corteo pro Askatasuna, è stato nuovamente arrestato per evasione dopo essersi allontanato per circa sette minuti dal perimetro dell’abitazione dei genitori a Montelaterone, frazione di Arcidosso, la sera di Pasqua. Il nuovo arresto è stato convalidato il 7 aprile e la misura dei domiciliari è stata ripristinata. Il procedimento per l’evasione proseguirà a Grosseto, in parallelo al fascicolo torinese che l’1 aprile aveva già visto il Tribunale del Riesame respingere la richiesta della Procura di aggravare la misura con il carcere.
Questo aggiornamento si innesta sulla nostra ricostruzione del 1° febbraio sugli scontri di Torino. Lì avevamo fissato il quadro dei fatti di piazza e delle prime contestazioni. Oggi il baricentro si sposta su un passaggio molto più tecnico, cioè la tenuta concreta dei domiciliari. La sequenza che pubblichiamo coincide, nei punti decisivi, con ANSA, RaiNews Tgr Piemonte e La Nazione.
Perché sette minuti bastano
Il chiarimento decisivo riguarda la natura stessa degli arresti domiciliari. La misura non impone una presenza generica in zona, ma il divieto di oltrepassare il luogo indicato nel provvedimento. È la logica dell’articolo 284 del codice di procedura penale e dell’articolo 385 del codice penale. Quando il confine fissato è la casa o la proprietà, superare quel limite senza autorizzazione espone alla contestazione di evasione. Per questo la brevità dell’uscita non svuota il fatto contestato: il punto tecnico è il superamento non autorizzato del perimetro cautelare.
In questa vicenda, dalle verifiche fin qui convergenti, l’uscita avviene poco dopo le 20 della domenica di Pasqua. Simionato supera il cancello per fare gli auguri fuori casa. I carabinieri di Arcidosso, impegnati nei controlli di routine, contestano l’evasione. Il dettaglio davvero utile sta altrove: fino a quel momento i controlli precedenti lo avevano sempre trovato all’interno dell’abitazione. La violazione, quindi, si colloca su una misura già monitorata e su prescrizioni perfettamente note.
Perché Grosseto e Torino procedono su due piani diversi
Il nuovo passaggio davanti al giudice serve anche a sciogliere una confusione possibile. Il fascicolo aperto a Grosseto non sostituisce quello torinese. Lo affianca. Il primo riguarda l’uscita non autorizzata dalla casa di Montelaterone e nasce nel luogo in cui la misura viene eseguita. Il secondo resta legato ai fatti del 31 gennaio in Piemonte. Ecco perché, dopo il nuovo arresto, Simionato è comparso davanti a un giudice del distretto toscano e attende lì l’udienza per l’imputazione di evasione, mentre la vicenda principale sugli scontri continua a Torino.
Questo sdoppiamento ha una conseguenza molto concreta sulla lettura del caso. Chi osserva solo il titolo rischia di immaginare un unico procedimento che cambia sede. In realtà la struttura è diversa: un fatto nuovo si innesta su una misura cautelare già esistente e produce un binario autonomo. È il motivo per cui la convalida del 7 aprile non riscrive il fascicolo torinese, ma aggiunge un nuovo dato giudiziario al profilo complessivo dell’indagato.
Dove sta oggi il fascicolo torinese
Sul troncone principale il punto fermo più recente resta la decisione del Riesame del 1° aprile. La Procura di Torino aveva chiesto il carcere. Il tribunale ha lasciato Simionato ai domiciliari. Già il 4 febbraio la gip Irene Giani aveva ritenuto sussistenti indizi cautelari per il concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico durante manifestazioni e aveva mantenuto anche la contestazione di resistenza a pubblico ufficiale. Nello stesso quadro giudiziario il suo ruolo era stato però distinto da quello degli aggressori ritenuti principali: secondo le ricostruzioni investigative accolte in sede cautelare, Simionato sarebbe stato presente nell’azione di gruppo contro il poliziotto Alessandro Calista, ma non indicato dai giudici come uno dei protagonisti materiali centrali del pestaggio.
È qui che la vicenda pasquale acquista peso reale. Il 1° aprile il nodo era la proporzione della misura rispetto ai fatti di Torino. Sei giorni dopo la giustizia si è trovata a valutare un elemento differente, cioè il rispetto della misura stessa. La differenza è sostanziale. Il primo passaggio riguardava la gravità cautelare del fatto originario. Il secondo riguarda l’affidabilità pratica del vincolo imposto all’indagato.
Che cosa cambia davvero da oggi
L’effetto immediato è già visibile negli atti pubblici fin qui emersi. Il nuovo arresto non ha prodotto, allo stato, un trasferimento in carcere. Il gip Marco Bilisari ha convalidato l’arresto su richiesta del pm Giampaolo Melchionna e ha ripristinato i domiciliari, mentre la difesa affidata all’avvocato Tommaso Galletti ha chiesto i termini per preparare l’udienza. Siamo quindi davanti a un episodio processualmente rilevante che però, allo stato dei riscontri disponibili, non si è tradotto in un aggravamento immediato della misura.
La conseguenza concreta sta in un altro punto. Da questa mattina la storia giudiziaria di Simionato non ruota più soltanto attorno al ruolo che avrebbe avuto nella piazza torinese. Ruota anche attorno al rispetto della misura che quel ruolo, in sede cautelare, gli aveva già imposto. È un passaggio che pesa perché aggiunge una contestazione autonoma e introduce un fatto nuovo ogni volta che il rispetto dei domiciliari tornerà al centro delle valutazioni giudiziarie.
L’ambiguità che oggi va chiusa
Alle 10:28 dell’8 aprile manca ancora un elemento che spesso viene dato per scontato troppo presto: nelle fonti pubbliche verificate non emerge la data dell’udienza a Grosseto per il nuovo procedimento di evasione. Nello stesso perimetro informativo non compaiono provvedimenti ulteriori successivi alla convalida. Il quadro disponibile, quindi, si ferma a un punto preciso: arresto convalidato, domiciliari ripristinati e prosecuzione separata dei due filoni giudiziari.
Per chi segue il caso dall’inizio, il dato che conta adesso è questo. La decisione del Riesame del 1° aprile aveva confermato i domiciliari sul fascicolo torinese. L’episodio di Pasqua ha aperto un fronte distinto sulla loro osservanza. Da qui passa l’aggiornamento vero della vicenda e da qui si capisce perché quei sette minuti abbiano prodotto un nuovo arresto.