Cronaca

Pré-Saint-Didier, frana a Palleusieux: evacuati quattro condomini e strada chiusa Pré-Saint-Didier, frana a Palleusieux: 4 condomini evacuati Pré-Saint-Didier, frana a Palleusieux:
4 condomini evacuati

Pré-Saint-Didier, frana a Palleusieux: evacuati quattro condomini e strada chiusa

Pré-Saint-Didier, frazione Palleusieux. Il quadro verificato a Domenica 5 aprile 2026 alle ore 15:10 è definito: dopo il distacco di roccia del 31 marzo dal versante sopra Route Mont Blanc, la sindaca Veronica Pellizzari ha mantenuto in vigore l’ordinanza che impone evacuazione e divieto di accesso ai condomini Noisette, Berger, Elettra e Grenadier insieme al divieto di transito per veicoli e pedoni nel tratto interessato. Sul fronte sono in corso lavori di somma urgenza e l’aggiornamento disponibile al 5 aprile colloca la chiusura su un orizzonte di almeno tre settimane.

Il materiale non è rimasto confinato alla parete. Una parte si è arrestata ai piedi del versante, ma altri blocchi sono arrivati in prossimità delle abitazioni. È questo il dettaglio che dà il peso corretto alla decisione assunta il 31 marzo. Si è resa necessaria l’apertura di un cantiere in sicurezza in un punto dove la stabilità residua del fronte roccioso resta problematica.

La ricostruzione che pubblichiamo coincide con l’ordinanza affissa all’albo pretorio del Comune e trova riscontro, nei passaggi tecnici decisivi, anche nelle cronache di AostaSera e del Tgr Rai Valle d’Aosta. Il dato aggiornato del 5 aprile che conta più di tutti è semplice: la strada resta chiusa con transenne e la messa in sicurezza del versante è già entrata nella fase operativa.

Il perimetro effettivo del divieto

L’ordinanza comunale investe gli edifici e blocca anche il transito veicolare e pedonale nel segmento di Route Mont Blanc compreso dal civico 60 fino al vallo del torrente Palleusieux. La conseguenza pratica è netta: chi possiede un alloggio in quei fabbricati non può accedervi e chi percorre quel tratto, a piedi o in auto, incontra un divieto pieno fino alla conclusione delle opere di mitigazione.

Dentro questo perimetro l’impatto reale è molto preciso. La presenza stabile riguarda una sola unità familiare, mentre il resto del compendio è costituito in larga parte da seconde case. Il Comune ha quindi utilizzato gli amministratori condominiali per avvisare i proprietari, scelta che spiega bene il profilo dell’emergenza: il problema immediato non era reperire decine di sistemazioni alternative, ma impedire rientri impropri proprio nei giorni delle festività pasquali.

Che cosa è successo il 31 marzo

Martedì 31 marzo il versante sopra la frazione ha ceduto con un distacco stimato in circa 300 metri cubi di roccia. Gran parte del materiale si è fermata ai piedi della parete, ma non tutta. Blocchi di dimensioni rilevanti hanno raggiunto l’area vicina alle case dopo il sopralluogo tecnico che ha confermato un evento franoso in atto e condizioni di instabilità considerate incompatibili con la normale fruizione della strada e degli edifici esposti.

Un passaggio merita di essere fissato con precisione. Lo sgombero è stato firmato nella stessa giornata del dissesto, subito dopo la verifica congiunta che ha trasformato un crollo roccioso in un rischio pubblico formalmente accertato. Il provvedimento segue il sopralluogo e fotografa un fenomeno già valutato come attivo, non un secondo episodio successivo.

Perché i tecnici stanno lavorando senza disgaggi tradizionali

Dal 1° aprile il Dipartimento della Protezione civile regionale opera in somma urgenza sulla nicchia di distacco. Il punto tecnico che conta è questo: in quella posizione il disgaggio classico esporrebbe le abitazioni a ulteriori cadute di materiale. Per questo la scelta operativa è diversa e punta all’ancoraggio del materiale instabile e alla riduzione della pericolosità residua del versante.

La lettura corretta dell’intervento è dunque più impegnativa di quanto suggerisca la formula generica “bonifica della parete”. Si tratta di una stabilizzazione attiva del fronte, con fissaggi, controllo della nicchia di distacco e verifica continua dell’equilibrio residuo prima di poter riaprire accessi e strada.

Quanto durerà la chiusura

Per chi guarda alla viabilità o all’utilizzo delle seconde case il dato operativo aggiornato oggi pesa più di ogni altro. L’ultimo aggiornamento disponibile colloca la fine dei lavori nelle prossime tre settimane. La prima stima tecnica emersa sabato parlava di circa un mese. Le due indicazioni non si escludono: descrivono entrambe un intervento che supera ampiamente la soglia dei pochi giorni e che resta legato all’evoluzione del versante durante la messa in sicurezza.

La conseguenza concreta è immediata. Per l’area di Palleusieux interessata dall’ordinanza la Pasqua 2026 passa con accessi bloccati e abitazioni non utilizzabili. L’effetto operativo supera il calendario festivo. Fino a quando il fronte roccioso non verrà riportato entro una condizione di stabilità accettabile, lo sgombero resterà la misura che consente ai tecnici di lavorare senza esporre persone e proprietà a un rischio non governabile.

Foto di Junior Cristarella
Autore Junior Cristarella Massimiliano Orestano Junior Cristarella dirige una testata giornalistica registrata e coordina quotidianamente approfondimenti su cronaca territoriale, atti pubblici e gestione delle emergenze. In un caso come questo il valore editoriale sta nel leggere ordinanze, delimitare con precisione il perimetro del rischio e tradurre un intervento tecnico di messa in sicurezza in effetti concreti per residenti, proprietari e viabilità locale.
Pubblicato Domenica 5 aprile 2026 alle ore 15:10 Aggiornato Domenica 5 aprile 2026 alle ore 15:10