Cronaca
Pietracatella, nuovi interrogatori sulla morte di madre e figlia
Pietracatella, nuovi interrogatori sul caso di madre e figlia
Pietracatella, nuovi interrogatori
sul caso di madre e figlia
Pietracatella, venerdì 3 aprile 2026. L'inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi di 50 anni e della figlia Sara Di Vita di 15 è entrata in una fase operativa più serrata. In questura a Campobasso la Squadra Mobile sta riascoltando parenti e persone vicine alla famiglia, la casa resta sotto sequestro e la Procura di Larino procede con un fascicolo contro ignoti per duplice omicidio premeditato. Il passaggio tecnico che ha ribaltato la pista iniziale è una traccia tossicologica che orienta verso la ricina, ma il quadro non viene ancora trattato come definitivo: la procuratrice Elvira Antonelli ha chiesto prudenza in attesa del deposito completo degli accertamenti. La relazione autoptica, dopo la proroga concessa al medico legale, è attesa entro la fine di aprile.
La novità di oggi non sta solo nel numero delle persone ascoltate. Conta soprattutto la natura delle domande. Fino a pochi giorni fa il lavoro serviva a capire se la catena dei malori potesse spiegarsi dentro una vicenda alimentare o clinica. Adesso gli investigatori stanno ricostruendo accessi all'abitazione, abitudini domestiche, rapporti personali e tempi con un'impostazione pienamente da indagine per omicidio. È il segnale più netto del cambio di scenario avvenuto a cavallo fra il 31 marzo e il 3 aprile.
Perché Larino accentra tutto il caso
La regia dell'inchiesta è ormai una sola. A Larino è confluito anche il fascicolo aperto nei mesi scorsi per omicidio colposo a carico di cinque medici del Cardarelli di Campobasso. La ragione è giuridica prima ancora che territoriale. L'ipotesi di reato più grave, cioè l'avvelenamento, sarebbe maturata a Pietracatella e in un momento anteriore rispetto agli accessi ospedalieri che avevano fatto nascere il primo filone. Questo spostamento non cancella il tema sanitario, però lo rimette dentro una cornice diversa: prima viene la ricerca del possibile atto doloso, poi la verifica di tutto ciò che è accaduto dopo.
La scansione che abbiamo ricostruito combacia con i passaggi già fissati da ANSA, RaiNews, Sky TG24, la Repubblica e Corriere della Sera. Durante le festività natalizie le due donne si sentono male nella casa di famiglia, vengono visitate al pronto soccorso, rientrano e poi peggiorano fino al ricovero definitivo. I decessi arrivano tra il 27 e il 28 dicembre 2025. A fine marzo la pista alimentare viene superata dagli accertamenti tossicologici acquisiti dagli inquirenti. Dal 1° aprile il procedimento viene ricomposto a Larino e nelle ultime ore è scattata la nuova tornata di audizioni.
Il nodo tossicologico che ha cambiato la lettura dei fatti
Il punto di svolta nasce dal lavoro del Centro Antiveleni di Pavia e da analisi svolte anche fuori Italia. Il dato che orienta l'inchiesta riguarda una non negatività alla ricina nei campioni esaminati. Qui sta la ragione della cautela chiesta dalla Procura. Sul piano investigativo l'elemento è stato sufficiente per aprire il fronte del duplice omicidio premeditato. Sul piano medico legale, però, manca ancora il deposito che deve chiarire in forma conclusiva quantità, tempi di esposizione e ruolo causale della sostanza nella morte delle due vittime.
Questo passaggio merita attenzione perché spiega anche l'apparente contraddizione di queste ore. Le indagini corrono come in un caso di avvelenamento mirato, mentre la Procura evita formulazioni assolute sulla sostanza specifica finché non arriveranno le relazioni finali. Le due linee non si escludono. Rispondono a funzioni diverse. La polizia giudiziaria lavora sull'ipotesi che oggi regge meglio ai riscontri. L'ufficio requirente, invece, deve blindare il perimetro probatorio prima di trasformare una pista forte in un'affermazione processualmente inattaccabile.
Che cosa stanno cercando gli investigatori adesso
La casa resta il centro materiale dell'indagine perché viene considerata il luogo più probabile della somministrazione. Per questo i nuovi sopralluoghi hanno un obiettivo preciso: cercare residui, contenitori, superfici o oggetti che possano restituire il contatto con un agente tossico. In parallelo la Squadra Mobile sta lavorando sulla provenienza della sostanza. Il doppio binario è chiaro. Da una parte si controllano possibili canali di approvvigionamento online, compreso il dark web. Dall'altra si verificano percorsi più vicini e materiali più facilmente reperibili, per capire se l'eventuale preparazione possa essere passata da una filiera meno distante di quanto appaia.
Le nuove audizioni servono proprio a questo. In un caso del genere la testimonianza non vale solo per i rapporti personali. Vale anche per i dettagli pratici: chi entrava in casa, chi aveva familiarità con la cucina, chi conosceva ritmi e presenze, chi può aiutare a ricostruire un intervallo temporale compatibile con l'esposizione. È qui che l'indagine cambia qualità. La ricerca del movente resta importante, ma oggi pesa ancora di più la mappa delle occasioni concrete.
Perché la proroga delle autopsie sposta davvero il baricentro
Il mese in più chiesto dal medico legale Pia Benedetta De Luca non è un dettaglio procedurale. Sposta il momento in cui l'inchiesta potrà saldare il dato investigativo con quello scientifico. La relazione finale è attesa entro la fine di aprile perché mancano ancora risultati provenienti dai laboratori che stanno lavorando sui campioni prelevati. Fino a quel deposito la ricostruzione resta forte ma non chiusa. Dopo quel deposito, invece, la Procura potrà misurare con maggiore precisione la causa della morte, il possibile veicolo della sostanza e la coerenza temporale tra assunzione e collasso clinico.
Questo slittamento produce un effetto immediato anche sulle altre posizioni coinvolte in passato. Il primo filone sui sanitari del Cardarelli nasceva dentro una vicenda letta come sospetta intossicazione alimentare con successive dimissioni e peggioramento. Oggi quel quadro è stato ribaltato dagli elementi tossicologici raccolti finora. L'esito finale delle consulenze dirà fino in fondo quanto quel ribaltamento alleggerisca o esaurisca la pista della colpa medica.
Che cosa sappiamo davvero stasera
Alla chiusura di questa giornata ci sono fatti solidi e fatti che richiedono ancora deposito. È solido che il fascicolo sia per duplice omicidio premeditato contro ignoti. È solido che la casa di Pietracatella resti sotto sequestro e che siano ripresi gli interrogatori nella cerchia più vicina alle vittime. È solido che la pista alimentare, dominante a dicembre, sia stata superata dagli accertamenti disponibili. Resta invece aperto il tratto decisivo che unisce provenienza della sostanza e modalità con cui sarebbe arrivata alle vittime. Fino a quando quel segmento non sarà coperto da consulenze depositate e riscontri materiali, l'inchiesta avrà una direzione chiara ma non ancora il suo punto finale.