Cronaca

Pescara, stop acqua il 13 e 14 aprile: chiusi scuole, musei e mercati Pescara, stop acqua il 13 e 14 aprile Pescara, stop acqua
il 13 e 14 aprile

Pescara, stop acqua il 13 e 14 aprile: chiusi scuole, musei e mercati

PESCARA. Il blocco idrico programmato per lunedì 13 aprile e martedì 14 aprile 2026 produrrà in città un effetto amministrativo già definito: tutte le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, resteranno chiuse per due giorni; i servizi educativi per l'infanzia si fermeranno fino a venerdì 17 aprile; negli stessi due giorni chiuderanno musei comunali, mercati coperti e impianti sportivi comunali; il mercato ittico all'ingrosso resterà fermo fino al 17 aprile. Il Comune resterà aperto per i servizi essenziali e attiverà il Centro Operativo Comunale. La sospensione partirà alle 6:00 del 13 aprile e terminerà alle 6:00 del 14 aprile, ma il ritorno al regime ordinario richiederà più tempo: la riattivazione sarà progressiva nel corso del 14 e il pieno ripristino è atteso entro il 15 aprile.

La misura che pesa davvero non si esaurisce nelle ventiquattro ore di stop. Il punto tecnico è che la condotta deve essere svuotata, riempita di nuovo e poi sottoposta ai controlli di qualità prima che la rete torni a funzionare senza limitazioni.

Perché il cantiere richiede una città quasi ferma

La nostra verifica conferma che il lavoro sulla condotta adduttrice Giardino non ha il profilo di una manutenzione ordinaria. Nella documentazione tecnica di ACA compaiono la sostituzione e manutenzione di valvole e organi idraulici, la separazione delle adduttrici e il consolidamento dei tratti più critici di una dorsale che alimenta la Val Pescara. È questo passaggio a spiegare la severità delle ordinanze: per intervenire in sicurezza serve svuotare completamente la condotta, poi governare il riempimento, la rimessa in pressione e il ritorno dei serbatoi ai livelli ordinari. I lavori rientrano anche nel programma di potenziamento sostenuto da fondi PNRR, quindi la finalità è strutturale e non contingente.

Il disservizio riguarda 22 Comuni e quasi 275 mila persone

Pescara è il punto che concentra la maggiore attenzione pubblica, ma il campo dell'intervento è molto più ampio. Il sistema coinvolto serve 22 Comuni distribuiti tra le province di Pescara, Chieti e Teramo. Il conteggio che abbiamo ricostruito arriva a 274.013 abitanti, cioè quasi 275 mila persone, una dimensione che coincide con la soglia sintetizzata anche da ANSA. I Comuni con chiusura totale sono Castiglione a Casauria, Torre de' Passeri, Cepagatti, Silvi, Chieti, Rosciano, San Giovanni Teatino, Turrivalignani, Torrevecchia Teatina e Tocco da Casauria. Nei territori con chiusura parziale rientrano Alanno, Bolognano, Bussi, Casalincontrada, Città Sant'Angelo, Francavilla al Mare, Manoppello, Montesilvano, Pescara, Pianella, Scafa e Spoltore.

Nel capoluogo restano fuori solo Colle Breccia e Valle Furci

Nel capoluogo adriatico la sospensione interesserà la quasi totalità del territorio comunale. Le uniche aree indicate come ancora servite sono Colle Breccia e Valle Furci, secondo il quadro operativo diffuso dal Comune di Pescara. Tutto il resto della città deve considerarsi esposto a una finestra di interruzione piena, con effetti diretti su famiglie, attività economiche, mense, palestre, strutture aperte al pubblico e gestione ordinaria dei condomìni. La scelta di fermare le scuole per due giorni e di allungare fino al 17 aprile lo stop dei servizi educativi per l'infanzia risponde a una ragione sanitaria precisa: senza approvvigionamento idrico non si garantiscono servizi igienici e pulizia degli ambienti. Al momento della riattivazione l'acqua potrebbe non essere immediatamente potabile.

La stessa logica spiega la chiusura di musei comunali, mercati coperti, impianti sportivi comunali e mercato ittico all'ingrosso. Non si tratta di un provvedimento accessorio. Ogni struttura aperta al pubblico ha bisogno di continuità nei servizi igienici, nelle pulizie e nelle procedure di sanificazione, condizioni che durante la riaccensione della rete non possono essere date per scontate. Per questo il calendario delle chiusure non coincide in modo meccanico con le ventiquattro ore di sospensione tecnica, ma segue il tempo reale necessario a riportare la rete in condizioni pienamente utilizzabili.

Il 14 aprile sarà il giorno del riempimento e dei controlli

Il ritorno dell'acqua nelle tubazioni non coinciderà con la fine del problema operativo. La riattivazione sarà progressiva nel corso del 14 aprile e la normalizzazione completa è prevista entro il 15 aprile. In parallelo la ASL effettuerà campionamenti e analisi microbiologiche e chimico-fisiche sulla qualità dell'acqua. Questo passaggio rende comprensibile l'impostazione prudenziale del Comune: il rientro dei servizi pubblici e scolastici segue il ciclo tecnico della rete, non il solo orario di fine cantiere.

Sul terreno dell'assistenza il dispositivo predisposto è già ampio. Il piano straordinario prevede 27 autobotti, di cui 20 ACA e 7 della Protezione Civile, oltre a punti di distribuzione con serbatoi fissi. La priorità sarà data alle utenze sensibili, quindi strutture sanitarie, realtà socio-assistenziali e altri servizi essenziali. Per accelerare il riempimento della rete ACA ha chiesto anche il supporto di altri gestori e un incremento di fornitura sulla dorsale litoranea verso Silvi e Città Sant'Angelo. A Pescara il COC sarà attivo dal 12 aprile e potrà essere contattato al 085 4283400, mentre per guasti e assistenza sulla rete resta disponibile il numero 800 800 838.

Per cittadini e imprese la soglia pratica da tenere in mente non è la mattina del 13 aprile, ma la sera precedente. Le scorte per le esigenze primarie vanno predisposte prima della chiusura, così come l'organizzazione di bar, ristorazione, supermercati, attività alimentari, pulizie interne e turnazioni del personale. La stessa ACA ha invitato amministratori di condominio, esercizi commerciali e grande distribuzione a programmare l'approvvigionamento preventivo. Se il quadro meteo dovesse peggiorare, l'intervento slitterà a lunedì 20 aprile e con esso verrebbero rinviate anche le misure comunali già annunciate.

La ricostruzione che emerge oggi è netta. Pescara non si trova davanti a un guasto improvviso, ma a una fermata tecnica programmata di una infrastruttura che regge l'equilibrio idrico di un'area vasta. Proprio per questo le chiusure non vanno lette come eccesso di cautela. Sono la conseguenza lineare di un cantiere che, per funzionare, impone prima il vuoto della rete e poi un ritorno graduale sotto controllo sanitario.

Foto di Junior Cristarella
Autore Junior Cristarella Massimiliano Orestano Junior Cristarella dirige una testata giornalistica registrata e segue con metodo documentale i temi di cronaca territoriale, pubblica utilità e servizi essenziali. Su vicende come l'interruzione idrica programmata di Pescara il suo lavoro editoriale si fonda sul riscontro diretto tra comunicazioni tecniche, ordinanze comunali e impatti concreti per cittadini, scuole, imprese e strutture sensibili.
Pubblicato Mercoledì 8 aprile 2026 alle ore 19:35 Aggiornato Mercoledì 8 aprile 2026 alle ore 19:35