Cronaca

Ischia, fuochi senza permesso alla Corsa dell'Angelo: 7 feriti e 2 denunciati Ischia, Corsa dell'Angelo: 7 feriti per fuochi senza permesso Ischia, Corsa dell'Angelo
7 feriti per fuochi senza permesso

Ischia, fuochi senza permesso alla Corsa dell'Angelo: 7 feriti e 2 denunciati

Alle ore 12:43 di mercoledì 8 aprile 2026 il quadro pubblico è definito nei suoi punti essenziali. A Lacco Ameno, durante la Corsa dell'Angelo della mattina di Pasqua, il bilancio corretto è di sette feriti lievi. I carabinieri hanno denunciato il titolare della ditta pirotecnica e il socio che ha materialmente acceso i fuochi. L'accertamento che pesa più di ogni altro riguarda il titolo autorizzativo: lo spettacolo è stato eseguito senza l'autorizzazione dell'autorità locale di pubblica sicurezza. C'era una richiesta, datata 27 marzo, ma non il via libera necessario.

Un chiarimento serve subito perché nelle prime ore il conteggio aveva oscillato. Il dato che oggi va considerato stabile è sette, non sei. Le persone coinvolte hanno riportato escoriazioni e ustioni leggere e sono ricorse alle cure del pronto soccorso dell'ospedale Rizzoli; allo stato non risultano quadri gravi. È il perimetro che abbiamo ricomposto e che trova riscontro anche in ANSA, RaiNews e Corriere del Mezzogiorno.

Dove sta davvero il nodo: programma pubblico e licenza non coincidono

La celebrazione pasquale aveva una scansione pubblica precisa. La rappresentazione diffusa dal Comune di Lacco Ameno collocava processione e rito in Piazza Santa Restituta nella fascia di mezzogiorno, dentro un appuntamento religioso molto partecipato. Quel calendario pubblico non sostituisce la licenza di pubblica sicurezza. Il programma di una festa dice quando il rito si svolge. La licenza dice se in quel luogo e in quelle condizioni si possa procedere con artifici potenzialmente pericolosi davanti a una folla.

La distinzione non è formale. L'articolo 57 del TULPS, leggibile in Gazzetta Ufficiale, richiede la licenza dell'autorità locale di pubblica sicurezza per accendere fuochi di artificio in un luogo abitato o nelle sue adiacenze. Le circolari ministeriali aggiungono il passaggio che qui conta di più: la licenza può essere subordinata alla verifica preventiva dell'idoneità del sito e delle misure di sicurezza. In altre parole, il controllo serve prima, per evitare che il rischio si trasferisca sugli spettatori.

La richiesta del 27 marzo spiega perché la contestazione pesa

La data della richiesta merita attenzione. Il tema autorizzativo era già aperto prima della Pasqua e al momento dell'accensione il titolo necessario mancava comunque. Da qui discende il senso delle due denunce: una riguarda il profilo della titolarità dell'impresa, l'altra l'esecuzione materiale dello sparo. È una separazione importante perché fotografa la catena concreta delle responsabilità, non una formula generica.

Questa chiave di lettura aiuta anche a capire perché il caso non possa essere archiviato come semplice incidente di piazza. La Corsa dell'Angelo concentra il pubblico in pochi metri e stringe i tempi rituali dentro uno spazio urbano ristretto. In un contesto del genere basta poco perché una traiettoria errata o una ricaduta non prevista trasformino una componente scenica in un pericolo diretto. Quando poi manca la licenza, viene meno anche il filtro che dovrebbe valutare in anticipo la compatibilità del sito con la distanza reale degli spettatori e con il dispositivo di sicurezza previsto.

Che cosa cambia adesso

Per chi organizza eventi religiosi o civili in spazi affollati, questo episodio lascia un'indicazione molto concreta. Tradizione e sicurezza devono viaggiare insieme. Se l'elemento pirotecnico entra nel rito, entra anche nella sfera dei controlli e delle responsabilità. La forza simbolica della festa non alleggerisce il quadro amministrativo. Lo rende ancora più delicato perché aumenta il numero delle persone esposte.

Su Ischia il tema della prevenzione è tornato centrale anche nelle nostre ultime cronache. Chi vuole leggere un altro passaggio utile può trovare qui il nostro approfondimento sull'incendio del Monte Epomeo, diverso per natura ma vicino nello stesso punto di fondo: l'isola continua a misurarsi con la gestione concreta del rischio in luoghi aperti e molto esposti.

Il chiarimento più utile sta qui. Il rito è la parte visibile della festa. L'autorizzazione è la parte che dovrebbe aver già messo in sicurezza tutto il resto. A Lacco Ameno quel passaggio è entrato al centro della notizia solo dopo il ferimento degli spettatori. È da lì che bisogna partire per leggere correttamente l'accaduto.

Foto di Junior Cristarella
Autore Junior Cristarella Junior Cristarella segue la cronaca con un metodo fondato su atti pubblici, norme di settore e riscontri territoriali. In questo articolo ricostruisce un incidente avvenuto durante una celebrazione molto partecipata distinguendo con precisione tra programma dell'evento, titolo autorizzativo e responsabilità emerse dagli accertamenti.
Pubblicato Mercoledì 8 aprile 2026 alle ore 12:43 Aggiornato Mercoledì 8 aprile 2026 alle ore 12:43