Cronaca

Gorizia, vandalizzata la Panchina Lilla contro i disturbi alimentari Gorizia, vandalizzata la Panchina Lilla Gorizia, vandalizzata
la Panchina Lilla

Gorizia, vandalizzata la Panchina Lilla contro i disturbi alimentari

A Gorizia la Panchina Lilla dei Giardini pubblici di corso Verdi è stata colpita da un atto vandalico a poco più di una settimana dall’inaugurazione: ignoti hanno rimosso e portato via la targa commemorativa fissata allo schienale. Il Comune ha comunicato di avere avviato le segnalazioni alle autorità e di voler ripristinare la targa. Alla mattinata di giovedì 9 aprile non risultano comunicazioni pubbliche sull’individuazione dei responsabili né una data ufficializzata per la reinstallazione.

Il punto decisivo riguarda la funzione della targa. Su quel supporto compariva la frase “Dove c’è ascolto, nasce speranza. Insieme contro i disturbi del comportamento alimentare”, cioè il testo che rendeva immediatamente leggibile il senso della panchina. La rimozione priva il manufatto della sua parte più esplicita e riduce la forza del messaggio rivolto a chi convive con anoressia e bulimia, fino al binge eating, oltre che alle famiglie che cercano un linguaggio pubblico meno giudicante.

La sequenza dei fatti

La Panchina Lilla era stata inaugurata martedì 31 marzo nel tratto centrale dei Giardini pubblici, dentro il percorso cittadino legato al Fiocchetto lilla e alla sensibilizzazione sui disturbi alimentari. La lettura di “Spettri” di Giuseppe Tenaglia, dedicata alle donne tormentate dall’anoressia, aveva fissato da subito il tono della cerimonia: un momento pensato per dare riconoscibilità pubblica a una sofferenza che troppo spesso resta chiusa nel privato.

Alla posa erano presenti l’assessora al Welfare Silvana Romano, la consigliera con delega alle Pari opportunità Marilena Bernobich e i rappresentanti di Farmacie Comunali, ASUGI, Fenice FVG, Ali di Vita e SILF. La panchina nasceva quindi come punto visibile di un lavoro già avviato tra amministrazione, sanità territoriale e associazioni. Anche per questo la sottrazione della targa ha un peso che va oltre il danno materiale: interrompe la parte più esposta di quel percorso, quella che rende il tema riconoscibile a chi passa, osserva e magari per la prima volta trova una parola giusta per chiedere aiuto.

Perché la targa contava più del colore

Una Panchina Lilla senza testo resta visibile, ma parla molto meno. Il colore segnala, la targa spiega. Era quel supporto a collegare il lilla al tema dei disturbi alimentari senza lasciare ambiguità e a trasformare l’arredo urbano in un presidio civile. In un caso come questo il danno centrale coincide proprio con la perdita della parte testuale, perché è lì che si concentrava l’efficacia pubblica dell’iniziativa.

Da qui discende il valore concreto del ripristino annunciato dal Comune. Reinstallare la targa in tempi rapidi serve a impedire che il vuoto lasciato dal furto si trasformi in un arretramento simbolico prolungato. Quando un segno urbano nasce per contrastare stigma e silenzio, la sua chiarezza visiva costituisce la condizione che gli permette di funzionare ogni giorno, senza intermediazioni.

Il contesto sanitario che rende l’episodio rilevante

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione riguardano oggi oltre 3 milioni di persone in Italia e restano una delle emergenze più serie in età adolescenziale. In Friuli Venezia Giulia le strutture pubbliche seguono più di 1.500 persone, dato che misura il radicamento del problema anche sul territorio isontino e lascia intuire una quota sommersa ancora significativa.

Nel sistema locale esiste già una risposta sanitaria strutturata. ASUGI ha una SSD dedicata ai disturbi del comportamento alimentare, con sedi a San Polo di Monfalcone e a Trieste, e lavora con un’impostazione multidisciplinare che coinvolge professionisti sanitari, famiglie, servizi e scuola. La piattaforma dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornata a febbraio 2026 censisce inoltre 232 strutture dedicate nel Paese. La Panchina Lilla va letta dentro questo quadro: uno strumento visibile che porta nello spazio urbano un problema clinico reale e una rete di cura già esistente.

Che cosa resta aperto da oggi

Fino a questo momento il quadro pubblico converge su elementi essenziali: la targa è stata rimossa e portata via, le autorità sono state informate, il ripristino è stato annunciato e mancano ancora aggiornamenti ufficiali sui responsabili e sulla tempistica concreta della reinstallazione. Per Gorizia, adesso, contano due piani distinti: l’accertamento dell’episodio e la rapidità con cui il segno civico verrà restituito alla sua forma piena.

La città aveva scelto di collocare il tema dei disturbi alimentari in un luogo attraversato ogni giorno e di affidargli una forma semplice, leggibile, immediata. L’atto delle ultime ore incide proprio su quella scelta. Il risultato pubblico è la riduzione di visibilità di una fragilità reale e del diritto di nominarla nello spazio comune.

Verifica redazionale. Questa ricostruzione è stata elaborata dalla nostra redazione incrociando i riscontri pubblici disponibili fino alla mattinata del 9 aprile 2026 e coincide con il quadro documentale confermato da ANSA, RaiNews Tgr FVG, Il Goriziano, ASUGI e dalla piattaforma dell’Istituto Superiore di Sanità dedicata ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

Foto di Junior Cristarella
Autore Junior Cristarella Junior Cristarella segue con continuità fatti di cronaca che coinvolgono welfare territoriale, amministrazioni locali e salute pubblica. Per questo articolo ha ricostruito la sequenza tra inaugurazione della Panchina Lilla, rimozione della targa e quadro sanitario locale attraverso verifica incrociata di note istituzionali, fonti sanitarie e cronache territoriali.
Pubblicato Giovedì 9 aprile 2026 alle ore 13:12 Aggiornato Giovedì 9 aprile 2026 alle ore 13:12