Cronaca
Arezzo, furto alla Top Gold di Capolona: 20 chili d’oro stimati e indagini in corso
Arezzo, furto alla Top Gold: 20 chili d’oro stimati
Arezzo, furto alla Top Gold
20 chili d’oro stimati
Nella notte tra il 31 marzo e il 1° aprile la Top Gold di Castelluccio, nel comune di Capolona, è stata assaltata da un gruppo organizzato che ha forzato l’accesso allo stabilimento, ha fatto saltare la cassaforte e si è allontanato con una quantità di preziosi che, nelle stime più ricorrenti fin qui emerse, si avvicina ai 20 chili. Il blitz, scattato attorno alle 3, riporta al centro la sicurezza del distretto orafo aretino: i carabinieri stanno lavorando su telecamere e varchi con lettura targhe, mentre la quantificazione definitiva dell’ammanco resta aperta.
Il punto che conta adesso non riguarda solo la refurtiva. Top Gold è una realtà attiva dal 1991 nella produzione e distribuzione di oreficeria a canna vuota e il furto colpisce un territorio che, nei dati 2025, si conferma il primo in Italia per export orafo. Accade inoltre a poco più di un mese da OroArezzo 2026, il salone internazionale previsto dal 9 al 12 maggio.
La dinamica
La sequenza ricostruita finora mostra una preparazione precedente all’irruzione. Prima del colpo sono stati disseminati chiodi sulle strade di accesso e sono stati collocati ostacoli, compresi alberi abbattuti, per rallentare l’arrivo di pattuglie e soccorsi. Solo dopo la banda ha sfondato l’ingresso con un’auto usata come ariete, ha raggiunto la cassaforte e l’ha fatta esplodere con una tecnica che gli investigatori stanno ancora definendo. L’azione, secondo le ricostruzioni più accreditate, si sarebbe chiusa in pochi minuti, circa sei, lasciando danni anche alla struttura.
Il bottino
Sul bottino conviene tenere fermo un criterio di prudenza. La cifra che ricorre con maggiore costanza è quella dei circa 20 chili di oro e altri metalli preziosi, mentre il valore economico non risulta ancora ufficializzato in modo univoco. È una deduzione logica della redazione che la forbice tra le stime circolate dipenda dalla necessità di distinguere fra oro, semilavorati e altri preziosi effettivamente presenti nella cassaforte: finché l’inventario tecnico non sarà chiuso, il controvalore finale resterà mobile.
Le indagini
I carabinieri hanno avviato subito gli accertamenti sulla scena e stanno incrociando videosorveglianza aziendale, telecamere dell’area e varchi con lettura targhe. Un dettaglio già acquisito aiuta a leggere la scena: il titolare, arrivato in azienda dopo l’allarme, si è imbattuto in uno degli sbarramenti predisposti lungo la strada. Il dato conferma che gli ostacoli erano stati collocati prima dell’arrivo dei primi soccorsi.
Il peso sul distretto
Qui il danno non si misura soltanto con la refurtiva. La vicenda colpisce una filiera che tiene insieme manifattura, export e immagine internazionale del territorio. Due settimane fa la Prefettura di Arezzo aveva già riunito forze di polizia, Camera di commercio e rappresentanze del settore per rafforzare prevenzione e controlli nelle aree orafe. Dopo l’assalto alla Top Gold, Confindustria Toscana Sud chiede di riconvocare al più presto un tavolo sulla sicurezza.
Il significato del caso, quindi, è chiaro anche prima della chiusura dell’inventario. Nel distretto che oggi guida l’export italiano del comparto, il furto di Capolona mostra che rapidità d’azione, conoscenza del territorio e capacità di rallentare la risposta restano il punto più critico. Su questo si misureranno le prossime mosse investigative e le eventuali nuove misure di prevenzione.