Cronaca
Front, rave party fermato dai carabinieri: 24 denunciati a Grange lungo il Malone
Front, rave party fermato: 24 denunciati
Front, rave party fermato
24 denunciati
Il rave party non autorizzato organizzato nelle campagne di Grange di Front, nel Torinese, non è riuscito a partire. I carabinieri hanno bloccato il raduno vicino alle sponde del torrente Malone, denunciando 24 persone alla Procura di Ivrea, individuando due giovani di 20 e 23 anni come promotori e sequestrando l’attrezzatura già predisposta per musica, illuminazione e alimentazione elettrica. Il punto che conta adesso è semplice: l’intervento è arrivato prima che la festa abusiva si consolidasse.
Il blitz
L’operazione è scattata nella notte di domenica scorsa con il supporto delle pattuglie di Barbania, Ciriè, Mathi, Rivara e Rivarolo Canavese. Sul posto i militari hanno distinto subito il profilo dei presunti organizzatori da quello degli altri presenti. Tra i denunciati compaiono anche sei ragazze. Il sequestro di casse, impianti, sistemi di illuminazione e materiale elettronico ha chiuso sul nascere la possibilità di avviare il raduno.
La cornice
La geografia del caso aiuta a leggere meglio il fatto. Il Comune di Front indica Grange tra le sue frazioni e il Malone tra i corsi d’acqua del territorio. La collocazione è dunque quella di una fascia rurale lungo un torrente. In quella stessa frazione, nel 2024, la Regione Piemonte ha autorizzato lavori di sistemazione della sponda sinistra del Malone in località Cascina Babiasso, segnalando un tratto interessato da erosione e opere di consolidamento. Non prova che il rave fosse nello stesso punto, ma conferma che l’area fluviale di Grange è già oggetto di attenzione tecnica.
Il nodo penale
Qui pesa la differenza tra partecipare e organizzare. Le informazioni pubbliche disponibili finora parlano, per i presenti, di invasione di terreni o edifici in concorso e, per i due più giovani indicati come promotori, di un ruolo attivo nell’organizzazione del raduno. La cornice normativa, dal 2022, prevede inoltre l’articolo 633-bis del codice penale per chi organizza o promuove invasioni finalizzate a raduni musicali o di intrattenimento quando dall’occupazione deriva un concreto pericolo per la salute o per l’incolumità pubblica. Il quadro vigente distingue proprio il piano dei promotori da quello dei partecipanti. Su questo punto, però, gli elementi diffusi pubblicamente oggi non consentono ancora di dire se la contestazione specifica del 633-bis sia già stata formalizzata nel caso di Front.
Che cosa manca
Restano passaggi che, allo stato, non risultano pubblici: non è stata indicata la proprietà dell’area occupata, non è stato chiarito quante altre persone potessero raggiungere il sito nelle ore successive e non è ancora definita in pubblico la qualificazione giuridica finale per i due presunti organizzatori. Nelle informazioni diffuse finora non compaiono invece notizie di feriti o scontri. Ed è una differenza sostanziale, perché racconta un intervento preventivo riuscito prima che la situazione degenerasse in un problema più ampio.