Cronaca

Dicomano, locomotore in fiamme sul regionale 18963: evacuazione senza feriti Dicomano, locomotore in fiamme sul regionale 18963 Dicomano, locomotore in fiamme
sul regionale 18963

Dicomano, locomotore in fiamme sul regionale 18963: evacuati i passeggeri

Aggiornamento verificato alle 08:19 di mercoledì 8 aprile 2026. Alla stazione di Dicomano il regionale 18963, partito da Firenze Santa Maria Novella alle 15:55 e diretto a Borgo San Lorenzo, ha raggiunto lo scalo con un'avaria già in corso. Dopo l'arresto del convoglio il personale ferroviario ha fatto scendere i passeggeri e il locomotore diesel ha iniziato a sprigionare fumo fino all'innesco delle fiamme. Non risultano feriti. I vigili del fuoco sono entrati in azione dalle 17:35 circa, la Regione Toscana ha disposto bus sostitutivi e la criticità ha investito entrambe le direzioni della linea. Alla mattina dell'8 aprile il notiziario regionale non presenta nuovi avvisi riferiti al 18963 oltre la rettifica pubblicata alle 20:25 di ieri sera, dettaglio che colloca la chiusura della gestione straordinaria, almeno sul piano informativo, nella stessa serata del 7 aprile.

La cronologia che mette ordine

L'orario ufficiale di RFI colloca il regionale 18963 in partenza da Firenze Santa Maria Novella alle 15:55, con passaggio teorico a Dicomano alle 16:52 e arrivo a Borgo San Lorenzo alle 17:14. Questo dettaglio serve a leggere l'episodio per quello che è stato davvero: non un convoglio rimasto inchiodato in aperta linea senza possibilità di gestione, ma un treno che riesce a entrare nello scalo e a fermarsi, aprendo al personale il margine necessario per far scendere i viaggiatori prima che la situazione degeneri.

La prima comunicazione operativa della Regione Toscana, diffusa alle 17:38, parla ancora di controllo tecnico ai sistemi di bordo e dispone la cancellazione del 18963 da Dicomano a Borgo San Lorenzo con bus per i viaggiatori. Alle 17:56 il quadro si allarga già al 18972 e ad altre corse successive. Alle 18:07 il domino raggiunge Rufina, Vicchio e Pontassieve. In serata compaiono anche i provvedimenti sul 18975, sul 18976 e sul 18978; alle 20:21 entra perfino il 18979, salvo rettifica regionale quattro minuti dopo con conferma dell'intera tratta. È il segno di una gestione ancora mobile fino alla fine delle operazioni.

Il tassello che chiarisce il passaggio più delicato arriva dalla ricostruzione di Ferrovie dello Stato, recepita da ANSA. Dopo la fermata a Dicomano per un'avaria tecnica, durante le operazioni del macchinista per risolvere l'inconveniente si sviluppano prima il fumo e poi le fiamme, quando i passeggeri erano già stati fatti scendere. In questo punto la sequenza cambia natura: da anomalia di bordo si passa a emergenza di sicurezza con effetti immediati sulla circolazione.

La differenza tecnica che spiega l'interruzione

Il punto più utile per capire i disagi non è soltanto l'incendio, ma il modo in cui l'incendio ha occupato la stazione. A fine intervento la linea risultava ancora fisicamente percorribile, però dal locomotore continuava a uscire fumo e gli altri convogli non potevano transitare accanto al mezzo senza il via libera dei vigili del fuoco. Tradotto: l'infrastruttura non era materialmente interrotta, l'esercizio restava comunque impraticabile. È questa distinzione, spesso schiacciata nei resoconti più rapidi, che spiega perché FS abbia attivato bus sostitutivi in entrambe le direzioni tra Dicomano, Borgo San Lorenzo e Pontassieve, oltre a un servizio taxi.

Dicomano, infatti, non è un capolinea ma uno scalo intermedio sul collegamento Firenze - Borgo San Lorenzo via Pontassieve. Se un locomotore danneggiato resta fermo proprio lì, il problema non colpisce solo chi era a bordo del 18963: spezza il corridoio fra Valdisieve e Mugello e costringe il gestore a dividere la linea in due tronconi operativi, con navette su gomma per ricucire il servizio. La lettura degli avvisi regionali mostra bene questo meccanismo perché le cancellazioni si distribuiscono sia verso Firenze sia verso Borgo San Lorenzo.

Anche la consistenza dell'intervento conferma che non si è trattato di una fiammata già esaurita in pochi minuti. Sul posto hanno operato due squadre dei vigili del fuoco, due autobotti e un carro aria. Entro le 20 l'incendio era sotto controllo, ma bonifica e messa in sicurezza del mezzo hanno continuato a pesare sulla circolazione. È un dettaglio che conta perché, sulla ferrovia regionale, lo spegnimento non coincide automaticamente con la riapertura del binario.

Perché il locomotore a gasolio non era l'anomalia

Nel racconto pubblico l'espressione locomotore a gasolio può far pensare a un mezzo fuori contesto. Qui invece il contesto conta molto. La tratta Borgo San Lorenzo - Pontassieve rientra nella rete regionale toscana a trazione diesel e a binario unico. Il fatto che il 18963 fosse trainato da un mezzo diesel, quindi, non rappresenta di per sé un elemento eccezionale. La criticità vera è un'altra: quando su una linea così strutturata si blocca il mezzo di testa in uno scalo intermedio, i margini di assorbimento del problema si assottigliano subito.

Questo spiega anche perché il numero delle corse coinvolte sia salito in fretta. Negli avvisi regionali il conto finale arriva ad almeno otto treni fra cancellazioni complete o parziali, con un nono servizio prima riprogrammato e poi confermato. Per chi viaggia, il danno reale non è soltanto la corsa soppressa. È la perdita di continuità dell'intera finestra di esercizio successiva, quella in cui si incastrano ritorni da scuola, spostamenti di lavoro e coincidenze verso Firenze.

Su questi meccanismi avevamo già lavorato nel nostro approfondimento su i disagi ferroviari tra Adriatica e nodo di Bologna. Quando un punto della rete smette di essere attraversabile in sicurezza, il problema non resta locale. Si propaga lungo le tracce successive e costringe il gestore a ricostruire il servizio corsa per corsa.

Che cosa resta da chiarire stamattina

Alle 10:26 dell'8 aprile c'è un punto fermo e c'è un punto ancora aperto. Il punto fermo è l'avaria tecnica iniziale seguita dallo sviluppo di fumo e fiamme a convoglio fermo in stazione. Il punto aperto riguarda la causa tecnica precisa che ha innescato la sequenza. Nei canali consultati fin qui non compare ancora una diagnosi pubblica sul componente guasto, né un esito tecnico ufficiale sul livello di danno riportato dal locomotore.

Tenere separati questi due piani è fondamentale. L'emergenza operativa può chiudersi prima dell'accertamento tecnico e, in questo caso, la documentazione disponibile mostra proprio questa distinzione: il notiziario di Muoversi in Toscana non pubblica nuovi avvisi dedicati al 18963 oltre la rettifica delle 20:25 di ieri sera. Questo non equivale a una relazione tecnica conclusa, ma sul piano informativo segnala che la gestione straordinaria dei treni sulla tratta si è esaurita entro la notte.

Per questa ricostruzione abbiamo incrociato il notiziario regionale e il quadro orario ufficiale con i riscontri esterni emersi nelle cronache di RaiNews Toscana, La Nazione e la Repubblica. Li abbiamo usati come verifica di tempi, mezzi impiegati e impatto sulla circolazione, mantenendo al centro la lettura dei provvedimenti operativi che definiscono davvero l'episodio.

Foto di Junior Cristarella
Autore Junior Cristarella Direttore responsabile e fondatore di Sbircia la Notizia Magazine, costruisce ricostruzioni proprietarie basate su fonti primarie, cronologie verificate e confronto fra comunicazioni operative e riscontri sul campo. Su episodi che toccano trasporti e sicurezza del servizio pubblico applica un metodo redazionale orientato ai fatti utili per chi viaggia e per chi deve misurare l'impatto reale di un evento.
Pubblicato Mercoledì 8 aprile 2026 alle ore 08:19 Aggiornato Mercoledì 8 aprile 2026 alle ore 08:19