Cronaca
Cavazzale, Victor Tamasciuc non risponde al gip: autopsia il 7 aprile
Cavazzale, Tamasciuc non risponde al gip
Cavazzale, Tamasciuc non risponde
al gip
A Cavazzale di Monticello Conte Otto l’inchiesta sulla morte di Tiziano Segato, 64 anni, entra nel passaggio che conta davvero. Victor Tamasciuc, il coinquilino indagato per omicidio preterintenzionale, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip. Resta nel carcere di Vicenza e la Procura ha fissato per martedì 7 aprile l’autopsia sul corpo della vittima, affiancandola a un accertamento genetico per verificare l’eventuale presenza di DNA di terze persone. È il dato più rilevante aggiornato a oggi, domenica 5 aprile 2026, perché da questo momento il fascicolo dipende soprattutto dalla prova tecnico scientifica.
Il silenzio davanti al giudice sposta il baricentro dell’indagine. La versione dell’indagato resta ferma alle dichiarazioni rese nella fase iniziale agli investigatori. Da qui in avanti pesano soprattutto i rilievi di polizia giudiziaria e la medicina legale. In una vicenda maturata dentro un appartamento condiviso, questo passaggio ha un valore concreto.
La sequenza che ha portato al fermo
La cronologia che oggi regge il caso parte dalla notte tra mercoledì 1 e giovedì 2 aprile. Segato viene trovato senza vita la mattina del 2 aprile nella sua abitazione di via Fogazzaro, a Cavazzale. A dare l’allarme è proprio il coinquilino, che indirizza le forze dell’ordine verso la casa. Nel giro di poche ore gli accertamenti stringono il perimetro investigativo fino al fermo del giovane, poi portato in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale.
Il rapporto tra i due spiega perché l’attenzione degli inquirenti si sia concentrata subito sull’ambiente domestico. Segato ospitava da alcuni mesi il cittadino romeno e i due si erano conosciuti sul lavoro. La convivenza, per quanto emerge dai riscontri raccolti finora, era attraversata da tensioni ripetute e da attriti che gli investigatori collocano anche sul piano economico. È dentro questa cornice che la Procura di Vicenza, coordinata dal pm Hans Roderich Blattner, colloca la lite degenerata nel pestaggio ritenuto mortale.
Perché la versione delle quattro persone pesa adesso più di ogni dichiarazione
Il punto di frizione dell’inchiesta sta qui. Prima di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al gip, Tamasciuc aveva parlato di un’aggressione compiuta da quattro persone. La Procura lavora invece su una ricostruzione opposta e attribuisce la morte del sessantaquattrenne a uno scontro nato tra i due coinquilini. Per questo autopsia e genetica forense hanno un peso superiore a qualunque sviluppo verbale successivo: dovranno dire se sul corpo emergano elementi compatibili con altre presenze oppure se il quadro materiale resti coerente con l’ipotesi già formulata dagli investigatori.
L’esame autoptico dovrà chiarire la causa immediata della morte e la finestra oraria del decesso. Da lì si capirà quanto la dinamica ipotizzata regga sul piano medico legale. Finché quel referto manca, il procedimento ha un indagato e un’ipotesi accusatoria già definita, ma non possiede ancora il passaggio che salda in modo pieno le lesioni al decesso.
Che cosa dice davvero, a questo stadio, l’accusa di omicidio preterintenzionale
La qualificazione provvisoria scelta dalla Procura non è un dettaglio tecnico marginale. Omicidio preterintenzionale significa che, allo stato, l’evento morte viene collocato dentro un’aggressione volontaria che avrebbe prodotto un esito più grave rispetto all’intenzione iniziale attribuita all’autore. È una cornice giuridica coerente con l’ipotesi della lite degenerata, ma resta legata alla qualità delle prove che entreranno nel fascicolo nelle prossime ore. Se autopsia e analisi genetica confermeranno l’impianto emerso finora, quella qualificazione si rafforzerà. Se affiorassero elementi incompatibili, la lettura del delitto dovrà essere corretta.
Il calendario investigativo è già fissato. Martedì 7 aprile non servirà soltanto a stabilire come è morto Tiziano Segato. Servirà a capire quanto regge l’ipotesi accusatoria nella sua forma attuale e quanto spazio resti alla versione dell’indagato. La ricostruzione che abbiamo ordinato coincide, nei suoi passaggi essenziali, con i riscontri pubblici emersi in ANSA, Tgr Veneto, Corriere del Veneto e nelle emittenti del gruppo Medianordest. Qui però il punto resta interno al fascicolo: da questo momento parlano soprattutto il corpo della vittima e le tracce biologiche.