Giustizia
Mauro Caroccia, cellulare sequestrato: chat sotto analisi su Le 5 Forchette
Caroccia, cellulare sequestrato: chat su Le 5 Forchette
Caroccia, cellulare sequestrato:
chat su Le 5 Forchette
La Direzione distrettuale antimafia di Roma ha disposto il sequestro del cellulare di Mauro Caroccia, detenuto a Viterbo dopo la condanna definitiva a quattro anni maturata nell'inchiesta sul clan Senese. L'obiettivo operativo è preciso: leggere chat e messaggi, insieme alla cronologia dei contatti collegati alla nascita della società Le 5 Forchette srl nel dicembre 2024 e alla gestione della Bisteccheria d'Italia di via Tuscolana 452 a Roma. Per oggi, mercoledì 8 aprile 2026, è inoltre previsto l'ascolto della moglie di Caroccia assistita dall'avvocato Fabrizio Gallo, indicata dallo stesso indagato come presente nello studio notarile di Biella nel giorno dell'atto costitutivo.
Il fascicolo entra così in una fase diversa. Dopo gli interrogatori del 1° aprile 2026 la Dda concentra il lavoro sulla traccia digitale originaria dei rapporti tra i soci e la famiglia Caroccia. Andrea Delmastro, che nella società ebbe una quota del 25 per cento e che si è dimesso da sottosegretario il 24 marzo con accettazione formalizzata il 26 marzo, allo stato non risulta indagato.
Il riflesso politico lo avevamo già ricostruito nel nostro approfondimento Referendum giustizia, il No apre il riassetto del governo. L'aggiornamento di oggi sposta il baricentro sul terreno probatorio.
Perché il telefono è il passaggio che pesa davvero
In un'indagine che ruota attorno alla formazione di una srl, il telefono serve a fissare una cronologia nativa. Può restituire quando sono partiti i contatti, quanto si sono intensificati nel tempo e se in quelle finestre siano transitati allegati o chiamate compatibili con la versione resa dagli indagati. Il punto che conta è semplice: i pm puntano alla sequenza concreta che precede l'atto notarile.
Il conferimento dell'attività tecnica alla Guardia di Finanza è un altro indicatore utile. Suggerisce un lavoro che mette in relazione conversazioni digitali con atti societari e passaggi economici della gestione del locale. È qui che il sequestro smette di essere un gesto formale e diventa uno strumento di ricostruzione.
Il nome della società va fissato bene
Un'ambiguità circolata nelle ultime ore merita di essere chiusa. In alcune cronache è apparsa la formula Le 5 Bistecche. Negli atti parlamentari consultabili e nella documentazione patrimoniale aggiornata di Delmastro la denominazione che torna con continuità è Le 5 Forchette srl. È quella che adottiamo perché oggi regge meglio alla verifica documentale.
La sequenza societaria che gli inquirenti stanno rimettendo in ordine
Il quadro pubblico già disponibile consente di fissare alcuni punti. La società nasce a Biella nella seconda metà di dicembre 2024 con Miriam Caroccia al 50 per cento e Andrea Delmastro al 25 per cento, insieme ad altri soci piemontesi di area Fratelli d'Italia tra cui Elena Chiorino, Davide Zappalà, Cristiano Franceschini e Donatella Pelle. L'unità locale indicata negli atti è quella della Bisteccheria d'Italia in via Tuscolana 452 a Roma.
Un altro passaggio conta più di quanto sembri. Nella documentazione patrimoniale aggiornata il 28 marzo compaiono anche i movimenti successivi della partecipazione di Delmastro fino alla sua uscita dalla compagine. Separatamente gli atti parlamentari collocano al 5 marzo 2026 il passaggio delle quote residue a Miriam Caroccia. Sul piano investigativo il nodo reale riguarda la gestione effettiva delle decisioni e il circuito dei contatti che preparò quei passaggi.
Perché l'audizione della moglie è centrale
L'ascolto previsto oggi ha una funzione precisa. Serve a verificare una presenza materiale in un luogo e in un momento chiave. Se la moglie di Caroccia confermerà la scena descritta dal marito, gli inquirenti potranno confrontare la sua versione con chat e traffico telefonico, letti accanto ai documenti notarili. Se emergeranno divergenze, il valore del sequestro crescerà ancora perché il telefono diventerà il principale correttivo oggettivo delle ricostruzioni personali.
Che cosa è già contestato e che cosa resta da provare
Sul piano penale il perimetro è tracciato. Mauro e Miriam Caroccia sono indagati a Roma per riciclaggio e intestazione fittizia di beni nell'ambito dell'inchiesta che collega la società a presunti proventi del clan Senese. La difesa respinge l'impianto accusatorio e dopo l'interrogatorio del 1° aprile ha sostenuto che i capitali iniziali sarebbero stati messi da Delmastro e che tutto sarebbe tracciato. Proprio qui il telefono pesa: mette alla prova una versione difensiva con un archivio digitale svincolato dalla memoria di chi parla.
Per Delmastro la lettura va mantenuta rigorosa. L'ex sottosegretario non risulta indagato allo stato degli atti pubblici disponibili. Il piano istituzionale però ha già prodotto effetti concreti: le dimissioni da Via Arenula sono state accettate con Dpr del 26 marzo 2026 e in Piemonte Elena Chiorino ha lasciato la giunta regionale il 30 marzo. La cronologia che fissiamo qui coincide sui passaggi essenziali con gli atti della Camera, del Ministero della Giustizia e della Regione Piemonte oltre che con le ricostruzioni pubblicate da ANSA, RaiNews e Sky TG24.
Che cosa cambia da oggi
Da oggi la vicenda rientra nel punto che conta per davvero: i riscontri. Se il dispositivo restituirà contatti preparatori o indicazioni operative coerenti con la nascita della srl, l'impianto dell'accusa ne uscirà irrigidito. Se invece le tracce digitali non confermeranno quel raccordo preliminare, la difesa avrà uno spazio tecnico più ampio per contestare la lettura dei pm. In ogni caso il fascicolo si stringe attorno a un criterio unico: la coerenza tra tempi degli atti e tracce digitali.