Cronaca

Capri, multe fino a 500 euro per chi ferma i turisti in strada Capri, multe fino a 500 euro per chi ferma i turisti Capri, multe fino a 500 euro
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Capri, multe fino a 500 euro per chi ferma i turisti in strada

Capri ha reso operativa dal 7 aprile 2026 l’ordinanza n. 78 contro il procacciamento molesto di clientela su suolo pubblico o ad uso pubblico. La sanzione amministrativa va da 25 a 500 euro e riguarda operatori commerciali e agenzie di servizi turistici, compresi i collaboratori occasionali, quando fermano i passanti con modalità invadenti per proporre tavoli o escursioni. L’atto discende dalla delibera di giunta del 31 marzo 2026, è stato pubblicato dal comandante della Polizia municipale Daniele De Marini e concentra la stretta nelle due aree dove l’isola va più facilmente in sofferenza: Marina Grande e centro storico.

La sequenza che abbiamo verificato coincide con ANSA sul perimetro del divieto e con RaiNews sulla collocazione della misura dentro la strategia anti-overtourism dell’isola. Il dato tecnico sull’identificazione dell’atto come ordinanza n. 78 del 7 aprile 2026, firmata da De Marini, trova ulteriore riscontro nella pubblicazione rilanciata da Capri Post. Il risultato pratico è netto: dal porto al centro il Comune trasforma una consuetudine tollerata in una condotta sanzionabile.

Che cosa vieta davvero l’ordinanza

Il discrimine non è l’offerta commerciale in sé. Capri vive di ristorazione e servizi turistici, e il provvedimento non cancella la promozione lecita. Il punto è dove avviene il contatto e con quale intensità. Quando l’operatore esce sul percorso pubblico per intercettare il passante, rallentarlo e orientarne la scelta con insistenza, il Comune lo qualifica come procacciamento vietato. La stessa logica investe il materiale promozionale non richiesto, perché nel testo dell’ordinanza rientra anche la pubblicità ambulante che si inserisce nel flusso pedonale.

Perché la stretta pesa soprattutto tra porto e centro

Le premesse dell’atto non scelgono a caso. Marina Grande è la soglia di ingresso dell’isola e concentra sbarchi, attese e prime decisioni di spesa. Il centro storico, poche centinaia di metri dopo, assorbe lo stesso flusso dentro strade strette dove un’intercettazione commerciale insistita produce un effetto moltiplicatore: il passo si spezza, si formano microcode e la circolazione perde continuità. La misura, letta in questa chiave, difende la possibilità materiale di attraversare Capri senza essere trasformati subito in clientela da agganciare.

Il contesto spiega l’urgenza del provvedimento. Nei periodi di massima pressione l’isola arriva a 50 mila visitatori al giorno e la grande maggioranza rientra in serata. Su uno spazio di circa dieci chilometri quadrati, questo significa concentrare quasi tutto nelle stesse ore e sugli stessi varchi. In un sistema così compresso, anche comportamenti apparentemente minuti diventano un problema di governo urbano prima ancora che di stile commerciale.

Una linea costruita per strati dal 2025 a oggi

La stretta del 7 aprile 2026 non nasce dal nulla. Il 13 giugno 2025 il sindaco Paolo Falco aveva già firmato l’ordinanza n. 177 contro la petulanza e la pubblicità ambulante, vietando sulle aree pubbliche l’avvicinamento ai turisti con menù o altro materiale promozionale. Il 7 febbraio 2026 il consiglio comunale ha poi aggiunto un vademecum per i gruppi organizzati, fissando il tetto di 40 persone e imponendo cuffiette oltre le venti unità. Ha inoltre disciplinato i percorsi nelle vie più congestionate. L’atto appena entrato in vigore colpisce un altro segmento ancora: la cattura individuale del visitatore appena sbarca o appena imbocca il centro.

C’è poi un dettaglio amministrativo che merita attenzione. L’atto del giugno 2025 era un’ordinanza sindacale firmata da Paolo Falco. L’ordinanza n. 78 del 7 aprile 2026 è invece pubblicata dal comandante della Polizia municipale Daniele De Marini, dopo il passaggio in giunta del 31 marzo. La continuità politica resta evidente, ma il baricentro ormai è quello dell’esecuzione e dei controlli.

Che cosa cambia per operatori e visitatori

Per ristoratori e operatori turistici il messaggio è molto concreto. Il vantaggio competitivo non potrà più essere cercato occupando di fatto lo spazio pubblico con personale esterno incaricato di fermare i passanti. Questo sposta la concorrenza dalla velocità di aggancio alla qualità dell’offerta e tutela chi lavora senza usare la strada come estensione della propria attività. Per i visitatori il cambiamento atteso è altrettanto pratico: scegliere con meno pressione addosso e muoversi con maggiore fluidità nei punti più congestionati.

Il banco di prova della stagione 2026

L’ordinanza è abbastanza precisa da ridurre l’alibi dell’equivoco, perché individua soggetti, condotta e contesto spaziale. La sua forza deterrente, però, dipenderà dalla visibilità dei controlli fra sbarco e centro e dalla continuità dei verbali nella fase iniziale della stagione. Capri ha deciso di trattare la petulanza commerciale come un problema di gestione dello spazio pubblico. La coerenza di questa scelta si misurerà sul campo.

Il senso del provvedimento è pratico. Restituire al porto e alle vie d’accesso del centro una funzione semplice: accoglienza senza pressione.

Foto di Junior Cristarella
Autore Junior Cristarella Junior Cristarella dirige Sbircia la Notizia Magazine e lavora abitualmente su cronaca, atti pubblici e trasformazioni del turismo nei territori. Per questo articolo ha incrociato ordinanze, delibere comunali e ricostruzioni giornalistiche concordanti per chiarire che cosa cambia davvero a Capri dal 7 aprile 2026 e perché la stretta contro il procacciamento molesto si inserisce in una strategia più ampia di gestione dei flussi.
Pubblicato Mercoledì 8 aprile 2026 alle ore 10:46 Aggiornato Mercoledì 8 aprile 2026 alle ore 16:01