Cronaca
Capracotta, residenti e sindaco spalano per liberare il rifugio di Prato Gentile
Capracotta, pale per liberare Prato Gentile
Capracotta, pale
per liberare Prato Gentile
Capracotta, domenica 5 aprile 2026. Il paese dell’Alto Molise continua a scavare dopo la nevicata eccezionale di fine marzo e inizio aprile. Residenti e sindaco Candido Paglione sono intervenuti anche con le pale per liberare l’accesso verso Prato Gentile, dove il rifugio era rimasto quasi irraggiungibile e dove oggi si concentra il punto più delicato, cioè la riapertura completa degli accessi e delle aree di sosta. Il sole è tornato, però la normalità non si può ancora dichiarare. In Molise resta l’allerta arancione per rischio idrogeologico per la giornata di oggi e anche per lunedì 6 aprile.
Prato Gentile non è un margine del racconto. In quella conca si concentra il cuore operativo della stazione di fondo e dei servizi legati al pianoro. Liberare quel tratto significa rimettere in funzione il punto che nelle prossime ore incide di più sulla gestione del flusso pasquale, sui mezzi di servizio e sulla sicurezza delle soste. Per questo la presenza del sindaco con i residenti ha un valore pratico prima ancora che simbolico.
Quanto pesa davvero questa nevicata
La misura corretta dell’evento non sta solo nell’altezza del manto. Conta la densità di una neve arrivata in piena primavera e resa più gravosa dall’umidità. In paese gli accumuli hanno superato largamente il metro e mezzo e in diversi punti hanno raggiunto o superato i due metri. A Prato Gentile il livello si è avvicinato ai tre metri. Questo spiega perché la criticità non resti confinata alla carreggiata, ma si allarghi a portoni, cortili, margini stradali e coperture.
Il dettaglio che più chiarisce la situazione è il gatto delle nevi rimasto bloccato davanti al garage. Se un mezzo pensato per muoversi in quota resta intrappolato, vuol dire che il problema non è più la semplice presenza di neve in strada ma la sua distribuzione irregolare, compattata dal vento e ammassata proprio nei punti in cui servono manovra e visibilità. In questo scenario la turbina apre il tracciato principale, poi la pala torna decisiva sugli ultimi metri.
Viabilità esterna e viabilità interna seguono logiche diverse
La sequenza dei fatti è ormai definita. Nella fase più dura della bufera il Comune ha attivato il Centro operativo comunale e il sindaco ha chiesto lo stato di emergenza. La SP 87 verso Guado Liscia è stata una delle direttrici più esposte. Il sistema di accesso al paese ha continuato a dipendere dai collegamenti rimasti transitabili, però il nodo più faticoso si è rapidamente spostato dentro l’abitato e verso il pianoro.
Qui sta la distinzione che serve davvero al lettore. La viabilità esterna garantisce il collegamento sanitario e logistico con Capracotta. La viabilità interna richiede invece un lavoro capillare, porta per porta, slargo per slargo, con priorità che cambiano di ora in ora. È il motivo per cui si possono avere strade di accesso aperte e insieme un paese che continua a muoversi con cautela, spesso a piedi, perché gli spazi laterali e i punti di svolta restano ancora compressi dalla neve.
Il rischio ora sale sui tetti
Con il miglioramento del tempo l’emergenza cambia forma. La neve di inizio aprile trattiene più acqua, scarica peso sulle coperture e rende instabili i bordi dei tetti nelle ore centrali della giornata. L’avviso diffuso dal sindaco sulla possibile caduta di neve e ghiaccio dagli edifici va letto in questa chiave tecnica. Il pericolo non si esaurisce quando smette di nevicare. In molti casi cresce proprio dopo, quando il manto si assesta e comincia a muoversi.
La fase successiva riguarda la messa in sicurezza delle coperture appena la viabilità interna lo consente. Il Comune ha già indicato questa priorità perché il problema si sta spostando dagli accumuli al suolo ai carichi rimasti sospesi sui tetti. Da qui in avanti il lavoro utile non sarà soltanto spalare. Servirà alleggerire i punti più esposti e conservare corridoi di accesso davvero sicuri. A Capracotta la neve continua quindi a essere materia di protezione civile anche sotto il cielo sereno.
Che cosa cambia per i prossimi giorni
Il calendario pesa. Nei giorni scorsi la neve di primavera aveva riattivato l’interesse turistico e lasciava immaginare attività invernali fino a Pasquetta. L’ondata eccezionale ha cambiato il quadro operativo. Oggi l’urgenza non è richiamare visitatori ma completare parcheggi, slarghi e accessi in modo da evitare che l’arrivo di chi ha già prenotato si trasformi in intralcio al recupero. La vera linea di confine è questa: trasformare un paesaggio eccezionale in una condizione gestibile.
Per chi deve salire a Capracotta il dato pratico è netto. Il collegamento con il paese resta possibile attraverso le direttrici rimaste funzionali, però dentro il centro abitato e sulla salita verso Prato Gentile la fase è ancora quella del ripristino. Conviene leggere il paese per ciò che è oggi, un territorio che ha ripreso a respirare ma che non ha ancora finito di liberarsi dalla neve accumulata nei giorni peggiori.
Il quadro verificato
Il quadro documentale che teniamo fermo coincide con i riscontri pubblicati da ANSA, RaiNews, dal Dipartimento della Protezione Civile, dal Comune di Capracotta e da isNews. Li abbiamo usati esclusivamente come verifica dei passaggi tecnici già ricostruiti, dalla quasi inaccessibilità del rifugio di Prato Gentile all’intervento della turbina Anas, fino all’allerta arancione ancora attiva e all’avviso sui tetti.