Cronaca
Campi Flegrei, scossa di magnitudo 2.1 alle 9:59 a Pozzuoli
Campi Flegrei, scossa 2.1 alle 9:59 a Pozzuoli
Campi Flegrei, scossa 2.1
alle 9:59 a Pozzuoli
Alle un terremoto di magnitudo Md 2.1 ha interessato i Campi Flegrei con epicentro a Pozzuoli, nei pressi di via Cupa Cigliano, alle coordinate 40.8365 N, 14.1323 E e a una profondità di 2,7 chilometri. Il sisma è stato avvertito in modo netto nell'area flegrea e nella fascia occidentale di Napoli, con segnalazioni soprattutto tra Agnano, Pisciarelli, Quarto e diversi quartieri di Pozzuoli. L'evento è stato accompagnato da un boato. Al momento in cui pubblichiamo non risultano danni a persone o cose e non c'è alcuna variazione del livello di allerta, che resta giallo.
Il primo elemento da fissare è la precisione della localizzazione. La soluzione rivista attribuisce all'evento una qualità B, con errore orizzontale di 0,3 km e verticale di 0,1 km. Non si tratta quindi di un epicentro approssimato: la fascia Cupa Cigliano-Solfatara è individuata con margini ristretti. Un Md 2.1 a 2,7 km di profondità, così vicino a un tessuto urbano densamente abitato, tende a essere percepito più chiaramente di quanto il numero possa far pensare a chi legge il dato senza contesto.
La localizzazione coincide con i dati del catalogo GOSSIP dell'Osservatorio Vesuviano e con il riepilogo pubblicato dal Comune di Pozzuoli. La cronaca territoriale di RaiNews Campania conferma sia il boato percepito dai residenti sia l'assenza di segnalazioni di danno. Nella nostra lettura questo passaggio pesa più della magnitudo in sé: la scossa ha avuto un impatto emotivo immediato, ma non ha modificato il quadro operativo.
Perché la scossa di oggi va letta dentro il quadro di fondo
Nel Bollettino Settimanale emesso il 31 marzo, per la settimana dal 23 al 29 marzo erano indicati appena 13 terremoti con magnitudo massima 1.0. La scossa di oggi supera nettamente quel massimo recente, anche se sulla scala di magnitudo il confronto non va letto come un semplice raddoppio aritmetico. Il raffronto corretto è con il febbraio 2026, quando nell'area furono registrati 254 terremoti e un evento massimo di 3.5. Ancora più ampia è la distanza dai picchi del 2025, arrivati fino a 4.4 e 4.6. Tradotto in termini operativi: il sisma di questa mattina è netto e avvertibile, ma da solo non segnala un salto di scenario.
Il quadro deformativo aggiunge un'altra chiave utile. Dall'inizio di febbraio 2026 la velocità media di sollevamento del suolo nella zona di massima deformazione è scesa a circa 10 ± 3 millimetri al mese. Non significa che il fenomeno si sia fermato. Significa che la caldera continua a sollevarsi, ma con un ritmo inferiore rispetto alle fasi più accelerate del 2025. Alla stazione GNSS di RITE il sollevamento misurato è arrivato a circa 162,5 centimetri dal 2005, di cui circa 24,5 centimetri dal gennaio 2025. Sono numeri che descrivono una crisi bradisismica persistente, non un episodio isolato.
Sul piano geochimico i parametri restano elevati. Il monitoraggio ufficiale segnala che i valori continuano a essere coerenti con il riscaldamento e la pressurizzazione del sistema idrotermale. Nella sola area interna della Solfatara il flusso di CO2 dal suolo è stimato intorno a 1300 tonnellate al giorno, mentre la temperatura media della fumarola BG si colloca nell'ordine dei 173 °C. Il punto decisivo però è un altro: nello stesso bollettino settimanale non vengono indicati elementi tali da suggerire evoluzioni significative a breve termine. È il passaggio che impedisce di leggere la scossa di oggi come un automatismo verso uno scenario più grave.
Cosa cambia da oggi per residenti e istituzioni
Non cambia il livello di allerta. Lo stato attuale resta giallo, che per il Dipartimento della Protezione Civile corrisponde a una fase di Attenzione con monitoraggio rafforzato, verifica delle misure operative e aggiornamento dei piani. Nello stesso quadro viene ricordato che la crisi in corso presenta valori di magnitudo e sollevamento paragonabili a quelli registrati negli anni Ottanta, ma con effetti differenti sull'edificato per la diversa vulnerabilità degli immobili e per gli adeguamenti successivi. Questo chiarimento serve a leggere correttamente anche la scossa di oggi: un evento molto sentito non coincide automaticamente con uno stesso livello di danno diffuso.
Per chi vive nell'area flegrea, il dato pratico di oggi è questo: la scossa si inserisce in una sequenza di fondo che continua a produrre eventi superficiali e percepibili, come mostrano anche i due terremoti più piccoli registrati ieri 2 aprile, tra cui un Md 1.3 alle nel golfo di Pozzuoli e un Md 1.2 alle al confine con Agnano. Nel catalogo consultato in serata, la scossa delle 9:59 risulta il principale evento rivisto della giornata. È un dettaglio utile perché misura la giornata per ciò che è stata davvero: non un picco senza precedenti, ma nemmeno una vibrazione marginale.
Per segnalare eventuali disagi a Pozzuoli restano attivi la Centrale Operativa della Polizia Municipale al numero 081/8551891 e la Protezione Civile comunale al numero 081/18894400. In un quadro di bradisismo persistente questa è l'informazione pratica che conta: sapere subito quale canale usare quando l'evento genera conseguenze concrete, anche se la magnitudo resta contenuta.