Cronaca

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Camastra, tre operai feriti nel crollo del cestello telescopico

Alle 20:11 il quadro verificato dell'incidente di Camastra è già abbastanza definito. In via Giovanni XXIII, nel cantiere di un'abitazione privata, tre operai di una ditta di Canicattì sono precipitati da una struttura di lavoro collegata a un elevatore telescopico mentre intervenivano su un balcone al primo piano. I traumi più seri riguardano due lavoratori. Un settantenne è stato trasferito in elisoccorso al Sant'Elia di Caltanissetta, gli altri feriti sono stati distribuiti tra i pronto soccorso di Agrigento e Canicattì. Sul posto sono intervenuti il 118 e i carabinieri. Gli ispettori dell'Asp di Agrigento stanno ricostruendo la dinamica e verificando l'assetto di sicurezza del cantiere.

Il quadro clinico richiede una lettura aggiornata. Le prime uscite della mattina descrivevano condizioni molto pesanti per almeno uno dei coinvolti. Gli aggiornamenti consolidati nel pomeriggio convergono invece su ferite serie ma, allo stato, senza indicazione pubblica di pericolo di vita. Questa precisazione serve a fissare il livello reale di gravità e a evitare che il racconto resti fermo ai minuti immediatamente successivi alla caduta.

La parola impalcatura, da sola, qui non spiega l'incidente

La ricostruzione tecnica più solida porta verso il cedimento o lo sgancio di un cestello o comunque di una struttura metallica di lavoro sostenuta da un elevatore telescopico. Questo dettaglio cambia il fuoco dell'analisi. Un ponteggio tradizionale ancorato alla facciata impone verifiche sul montaggio e sugli ancoraggi. Un sistema mobile che porta uomini in quota obbliga invece a controllare come la macchina fosse configurata per sollevare persone e in quali condizioni stesse lavorando al momento del collasso.

Anche la lavorazione descritta finora spinge in quella direzione. Il cantiere riguardava il ripristino di un balcone al primo piano di una casa privata, quindi un intervento localizzato e non una lavorazione estesa su tutta la facciata. È un passaggio che pesa. Spiega perché l'accesso in quota possa essere stato affidato a un mezzo mobile e anticipa il terreno su cui si giocheranno le verifiche: qual era l'attrezzatura scelta e come quel sistema fosse stato accoppiato al mezzo nelle condizioni reali di cantiere.

Tre uomini sono caduti. Il quarto nome entra nel racconto per un altro motivo

La divergenza sul numero dei feriti va ordinata senza forzature. Il dato che resta fermo nelle ricostruzioni più affidabili è che a precipitare dalla struttura sono stati tre operai. Il bilancio complessivo sale in alcune cronache perché comprende anche il manovratore del telescopico, descritto come colto da malore per lo shock oppure coinvolto nella fase del cedimento. Per il lettore conta soprattutto questa distinzione: la caduta dall'alto riguarda tre lavoratori, mentre la presenza di una quarta persona spiega perché il quadro sanitario sia stato raccontato con sfumature diverse nelle prime ore.

Questo dettaglio pesa anche sul piano ispettivo. Se il quarto uomo era alla guida del mezzo ed era parte della stessa squadra di lavoro, gli accertamenti non si limiteranno al punto in cui il cestello si è staccato. Dovranno ricostruire la manovra e il rapporto operativo tra il telescopico e chi stava lavorando sul balcone.

Le verifiche decisive partono dalla macchina usata per portare uomini in quota

In un incidente di questo tipo la caduta descrive l'esito finale. L'accertamento decisivo riguarda la configurazione con cui il telescopico stava sollevando persone. Il Ministero del Lavoro dedica una procedura specifica al sollevamento di persone con attrezzature non previste a tal fine e lo ammette soltanto in casi eccezionali, con misure di sicurezza dedicate. Inail, sul piano dei controlli, richiama per i carrelli semoventi a braccio telescopico il regime delle verifiche periodiche previsto dall'articolo 71 del Testo unico sulla sicurezza, con periodicità annuale per questa tipologia.

La distinzione fra attrezzatura prevista dal costruttore per il sollevamento di persone e cestello usato in via eccezionale su una macchina nata per i materiali diventa quindi decisiva. Da lì dipendono il tipo di verifica richiesta e il giudizio finale sulla correttezza dell'allestimento.

Applicato al caso di Camastra, questo significa una cosa molto concreta. Gli ispettori dovranno chiarire se l'assetto usato fosse quello corretto per portare uomini in quota e se la documentazione dei controlli fosse aggiornata. La domanda vera è una sola: il sistema usato per lavorare sul balcone era stato montato e gestito in modo compatibile con quell'impiego. Su questa soglia finiranno anche la formazione dell'operatore e i registri di controllo del mezzo.

Da stasera il caso entra nella fase documentale

La ricostruzione pubblica dei fatti è ormai sufficiente per capire dove guarderanno gli investigatori. Serviranno rilievi sul mezzo e una verifica puntuale della sequenza operativa. La differenza fra cedimento del braccio e sgancio del cestello resta decisiva, perché sposta il baricentro delle responsabilità su passaggi tecnici diversi. Anche il contesto di cantiere privato pesa. In questi interventi rapidi la pressione a lavorare con mezzi mobili può aumentare, quindi ogni controllo sull'idoneità della soluzione scelta diventa ancora più sensibile.

Perché Camastra pesa oltre il singolo cantiere

Per la Sicilia questa caduta arriva a poche ore dal grave infortunio che abbiamo ricostruito nel nostro approfondimento sull'operaio ferito a Caltanissetta. Il collegamento aiuta a misurare un fatto preciso: quando il lavoro entra in una fase tecnica ad alta esposizione, la tenuta delle procedure si vede in pochi secondi. Chi segue i casi di cedimento dei sistemi di sollevamento trova un'altra chiave utile anche nel nostro approfondimento su San Felice sul Panaro, dove il crollo del cestello aveva imposto fin dall'inizio una verifica serrata sull'attrezzatura.

Abbiamo chiuso questa ricostruzione alle 20:11 del 7 aprile 2026 fermandoci ai passaggi che coincidono nei loro elementi essenziali con ANSA, RaiNews, La Sicilia, LiveSicilia e ScrivoLibero. La lettura tecnico normativa sulle attrezzature di sollevamento è stata confrontata con la documentazione pubblica del Ministero del Lavoro e di Inail.

Foto di Junior Cristarella
Autore Junior Cristarella Junior Cristarella segue con metodo documentale la cronaca degli incidenti sul lavoro e dei cantieri, ricostruendo dinamiche, catena dei soccorsi, rilievi ispettivi e cornice normativa prima della pubblicazione. In questo articolo applica lo stesso approccio a un infortunio in quota che richiede precisione tecnica su attrezzature di sollevamento, procedure operative e verifiche di sicurezza.
Pubblicato Martedì 7 aprile 2026 alle ore 20:11 Aggiornato Martedì 7 aprile 2026 alle ore 22:19