Cronaca
Arsiero, 21enne cade nel torrente Astico e muore alla Pria
Arsiero, 21enne muore nell'Astico alla Pria
Arsiero, 21enne muore
nell'Astico alla Pria
Arsiero, 7 aprile 2026. Il dato fermo, chiuso alle ore 10:44 di oggi, è questo: Alessio Nicholas Popa, 21 anni, residente a Borgoricco nel Padovano, è morto nel torrente Astico in località Pria, ad Arsiero, dopo essere finito in acqua nel tardo pomeriggio di Pasquetta. Il corpo è stato recuperato a circa sei metri di profondità e a una distanza di circa cinquanta metri dall’ultimo punto di avvistamento. Sul posto hanno operato vigili del fuoco con sommozzatori, Suem 118, soccorso alpino e carabinieri. La dinamica che oggi regge meglio è quella di una caduta accidentale dalle rocce lungo il tratto più scavato dell’Astico. Restano invece senza un riscontro pubblico definitivo sia il minuto esatto dell’incidente sia l’eventuale urto alla testa, dettaglio presente in alcune ricostruzioni ma non ancora cristallizzato da un atto tecnico diffuso.
Il primo nodo da mettere in ordine è il tempo
Nelle prime ore compaiono indicazioni diverse sull’orario preciso della caduta. Alcune ricostruzioni collocano il fatto tra le 17 e le 18, altre fissano soprattutto l’allarme attorno alle 19. La distinzione conta, perché separa il momento in cui il 21enne sparisce nell’acqua da quello in cui l’emergenza entra nel circuito dei soccorsi. Il punto realmente solido, allo stato, è che la tragedia si consuma nel tardo pomeriggio del 6 aprile e che l’attivazione del dispositivo di ricerca scatta quando gli amici perdono ogni contatto visivo con lui.
Che cosa regge davvero sulla dinamica
Le convergenze più robuste dicono che il giovane si trovava sulle rocce a bordo acqua con amici, in una zona molto frequentata per picnic e soste lungo il torrente. Da lì avrebbe perso l’appoggio ed è sparito in pochi secondi. Una testimonianza raccolta nelle ore successive rafforza la lettura della caduta accidentale. L’ipotesi del tuffo, comparsa nelle primissime ricostruzioni, oggi non ha lo stesso peso documentale. Anche il possibile colpo alla testa va trattato con la stessa cautela: è un elemento ricorrente in più resoconti, ma senza un riscontro medico-legale reso pubblico non può essere elevato a fatto chiuso.
Perché quel tratto della Pria diventa pericoloso in pochi metri
Contrà Pria, chiamata in alcune cronache anche Pria Park, non è una semplice riva balneabile. È una gola scavata dall’Astico con rocce levigate, appoggi irregolari, acqua fredda anche quando fuori fa caldo e correnti che cambiano intensità tra una pozza e l’altra. Il rischio maggiore non sta soltanto nella profondità. Sta nella combinazione tra superficie scivolosa, ingresso improvviso in acqua gelida, possibile perdita di orientamento e difficoltà di riemersione vicino a pareti rocciose. In un ambiente così la finestra utile per un soccorso immediato si riduce molto in fretta.
La complessità del posto non emerge soltanto dopo le tragedie. Già nel 2022 il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco aveva scelto proprio l’Astico in Contrà Pria per un addestramento di soccorso in ambiente torrentizio, richiamando esplicitamente i numerosi incidenti registrati in quell’area. È un dettaglio tecnico che pesa, perché dimostra che la pericolosità di quel corridoio d’acqua non è una scoperta dell’ultima ora ma un dato noto a chi opera nel soccorso.
Il dispositivo dei soccorsi racconta la scena meglio di molte formule
Dire soltanto che i soccorsi sono stati inutili rischia di schiacciare il fatto su una formula. In realtà il tipo di intervento spiega bene la natura del luogo. Quando vengono impiegati sommozzatori regionali, squadre territoriali e supporto alpino, significa che il problema non è più raggiungere un ferito dalla sponda ma lavorare in un tratto in cui chi scompare sott’acqua può essere trascinato fuori asse in pochi istanti. Il recupero a sei metri di profondità e più a valle dell’ultimo avvistamento indica esattamente questo: la corrente ha spostato il corpo e il fondale non consentiva una lettura immediata dalla superficie.
La pressione del luogo è misurabile anche negli atti comunali
La Pria entra da anni nella documentazione pubblica del Comune di Arsiero come area da gestire con misure dedicate. Gli atti e il notiziario amministrativo locale registrano l’allargamento della strada di accesso, la realizzazione di un parcheggio a pagamento attivo nella stagione aprile-settembre per regolare il traffico e l’installazione di videosorveglianza anche nella località Pria. Non sono dettagli marginali. Dicono che il sito ha una frequentazione tale da richiedere organizzazione stabile, controllo dei flussi e investimenti pubblici. In altre parole, nei giorni festivi e con il primo caldo la Pria non è un angolo isolato ma un luogo ad alta pressione umana.
Questa morte pesa anche perché i precedenti sono vicini
Nel giugno 2025, nello stesso tratto del torrente, era morto un 28enne entrato in acqua e colto da malore, con il sospetto di uno shock termico. Nel marzo 2024 la stessa località era stata teatro della morte di Giancarlo Busin, 61 anni, entrato nell’Astico per recuperare un drone. Ricordare questi casi serve a misurare un punto concreto: alla Pria il rischio non nasce solo dai tuffi spettacolari o dall’imprudenza plateale. Può scattare anche in movimenti rapidi, in immersioni brevi, in passaggi che a chi guarda da fuori sembrano gestibili e che invece si trasformano in trappola appena il corpo perde stabilità o contatto con la riva.
Il punto che resta aperto da oggi in avanti
La morte di Alessio Nicholas Popa riporta al centro una questione precisa. Un luogo molto bello, facilmente raggiungibile e ormai noto ben oltre il Vicentino continua a essere percepito da molti come spazio di svago immediato. La sua struttura fisica, però, resta quella di un ambiente torrentizio, con margini di errore molto bassi. È qui che si apre il divario che ogni incidente rimette sul tavolo: la percezione di sicurezza del visitatore e il pericolo reale del contesto non coincidono. Fino a quando non emergeranno atti nuovi, il quadro corretto resta questo: una tragedia accidentale in un punto dell’Astico dove la bellezza del paesaggio tende ancora a comprimere, in modo ingannevole, la percezione del rischio.
Trasparenza e metodo
Questa versione è stata chiusa alle ore 10:44 di martedì 7 aprile 2026 dopo un controllo incrociato su identità della vittima, localizzazione del fatto, sequenza dei soccorsi e contesto della località. La nostra ricostruzione converge nei punti essenziali con ANSA, RaiNews Tgr Veneto, Corriere del Veneto, Il Mattino di Padova, L’Eco Vicentino, Telenuovo e con la documentazione pubblica del Comune di Arsiero. Per il profilo tecnico del sito abbiamo verificato anche il precedente addestramento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in Contrà Pria. Dove le prime ricostruzioni divergevano su orari o su dettagli non ancora coperti da atti tecnici, abbiamo mantenuto soltanto il dato comune e segnalato in modo esplicito ciò che resta aperto.