Giustizia
Acca Larentia, le motivazioni del gup sui saluti romani: perché 29 indagati sono stati prosciolti
Acca Larentia, perché 29 indagati sono stati prosciolti
Acca Larentia, perché 29 indagati
sono stati prosciolti
Noi oggi possiamo fissare un punto preciso: le motivazioni depositate il 2 aprile 2026 dal gup di Roma spiegano che il proscioglimento deciso il 20 febbraio per 29 indagati, quasi tutti legati a CasaPound, nasce dalla valutazione del caso concreto avvenuto il 7 gennaio 2024 davanti all'ex sede dell'Msi di via Acca Larentia. Per il giudice quella riunione non ha mostrato un pericolo concreto di ricostituzione del partito fascista né la diffusione di messaggi violenti, discriminatori o suprematisti. È questo il passaggio che chiude, allo stato degli atti pubblici, il fascicolo sui saluti romani di quella commemorazione.
Le motivazioni
Nelle pagine della decisione il rito del "presente" viene descritto come una cerimonia che si ripete ogni anno con finalità commemorativa. Il giudice esclude che, in quella occasione, la riunione abbia diffuso messaggi di odio o propaganda tali da tradurre il richiamo simbolico al fascismo in un fatto penalmente rilevante. Il punto giuridico è qui: il riferimento evocativo resta, ma in questo fascicolo non si accompagna agli elementi ulteriori che la Cassazione chiede di accertare in concreto.
Il nodo giuridico
La cornice è quella fissata dalle Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza n. 16153 depositata il 17 aprile 2024. La Suprema Corte ha chiarito che la risposta alla chiamata del presente e il cosiddetto saluto romano possono integrare il reato previsto dall'articolo 5 della legge Scelba solo quando, lette tutte le circostanze del caso, rendono concreto il pericolo di riorganizzazione del disciolto partito fascista. Ha precisato che può entrare in gioco anche la legge Mancino, ma solo se il contesto esprime organizzazioni o messaggi collegati all'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
Perché il reato cade
Nel caso Acca Larentia il gup applica esattamente questo criterio. La motivazione esclude che la commemorazione del 7 gennaio 2024 sia stata usata come copertura per rilanciare un progetto politico fascista e nega che la simbologia vista in strada abbia veicolato contenuti discriminatori o suprematisti. Non è un dettaglio lessicale. È la ragione per cui il procedimento si è fermato in udienza preliminare con il non luogo a procedere già pronunciato il 20 febbraio.
Che cosa non dice
Deduzione logica della redazione: leggere queste motivazioni come se affermassero che il saluto romano sia lecito in via generale allargherebbe il loro perimetro oltre gli atti disponibili. La Cassazione impone una verifica caso per caso su luogo, contesto, eventuali simboli, parole d'ordine e rischio concreto per l'ordinamento democratico. Per questo la portata della decisione resta circoscritta alla commemorazione esaminata dal gup di Roma.
Il contesto
La vicenda nasce dalla commemorazione di Acca Larentia, luogo legato all'agguato del 7 gennaio 1978 in cui furono uccisi Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta davanti alla sede del Movimento Sociale Italiano. Stefano Recchioni morì poche ore dopo negli scontri seguiti all'attacco. Nel 2024 il rito del presente e le braccia tese davanti all'ex sede dell'Msi hanno riaperto il caso sul piano politico e giudiziario. Le indagini costruite anche sull'analisi dei video della cerimonia hanno portato all'identificazione delle persone finite davanti al gup.
Cosa cambia adesso
L'effetto immediato è processuale e riguarda solo questo fascicolo. L'effetto più ampio è interpretativo: il deposito delle motivazioni chiarisce ancora una volta che, nelle manifestazioni che richiamano simboli del fascismo, il discrimine penale non sta nel gesto isolato ma nel suo significato concreto dentro il contesto in cui viene compiuto. È la soglia che, secondo quanto oggi risulta negli atti pubblici, il caso Acca Larentia non ha superato.