Trasporti e viabilità
A7 Genova, 10 km di coda verso Milano: perché il nodo resta delicato il 7 aprile
A7 Genova, 10 km di coda verso Milano
A7 Genova, 10 km di coda verso Milano
il quadro del 7 aprile
Genova, martedì 7 aprile 2026 alle ore 10:43. Sulla A7 Serravalle-Genova la fase più pesante del controesodo pasquale si è concentrata ieri sulla direttrice verso Milano, con un picco di 10 chilometri di coda tra Genova Bolzaneto e Isola del Cantone. La nostra ricostruzione individua un punto preciso: la coda non nasce da un generico eccesso di veicoli, ma dall’impatto del rientro festivo su una sezione già compressa dai lavori in galleria all’altezza del km 106,1, dove il traffico è stato fatto scorrere su una sola corsia in deviazione sulla carreggiata opposta. Oggi il tratto non può essere considerato archiviato: il quadro ufficiale della rete ligure continua a segnalare verso Serravalle tempi di percorrenza molto superiori alla media fino alle 19, con alleggerimento atteso solo nella fascia 19-21. Fino alle 14 resta inoltre in vigore il divieto di circolazione per i mezzi pesanti.
Il tratto che ha ceduto davvero
Il collo di bottiglia si colloca nella parte nord del nodo genovese, là dove la A7 smette di funzionare come asse di smistamento urbano e torna a essere corridoio di lunga percorrenza. Il dettaglio tecnico che conta è questo: il cantiere che ha innescato il rallentamento più grave insiste nella zona della galleria Monreale, tra il km 105+500 e il km 103+500 in direzione Milano, con scambio di carreggiata e capacità ridotta. La sequenza che abbiamo ricomposto coincide con i bollettini di Autostrade per l’Italia, con la cronaca di ANSA e con i rilanci territoriali di Primocanale e Genova24. Il dato utile, per chi legge il traffico in chiave operativa, è che la criticità si è formata in un punto che già da settimane lavora con margini molto stretti.
Come si è costruita la coda di Pasquetta
La mattina di lunedì 6 aprile la direttrice verso nord aveva già mostrato i segnali che di solito precedono il salto di scala. I primi bollettini indicavano 4 chilometri di coda tra Busalla e Isola del Cantone. Poco più a valle si era aggiunto un secondo rallentamento tra Bolzaneto e Busalla. Questo sdoppiamento è il passaggio decisivo della giornata, perché segnala che la pressione non era più confinata al solo punto lavori.
Nel primo pomeriggio i due addensamenti si sono saldati. Da quel momento la coda ha smesso di essere una perturbazione locale e ha occupato in continuità l’uscita nord dell’area genovese, fino a toccare il massimo di 10 chilometri fra Genova Bolzaneto e Isola del Cantone. In serata il rientro non si è assorbito rapidamente: i bollettini hanno ancora registrato 5-6 chilometri di incolonnamento, segno che la tratta aveva perso elasticità ben prima del picco e l’ha recuperata solo in modo parziale.
Perché quei 10 chilometri spiegano solo una parte del problema
La lettura più utile non si ferma alla misura della coda. Il vero elemento da isolare è la sovrapposizione di due compressioni ravvicinate della capacità. A nord di Busalla resta il dispositivo della Monreale. Più a sud, nella zona della galleria Giovi, tra il km 113+800 e il km 111+700, il traffico è stato deviato sulla carreggiata opposta. Dal 3 aprile fino a oggi quel tratto ha viaggiato con una configurazione speciale pensata per garantire il passaggio, ma con un limite pratico che pesa molto: il flusso deviato non può uscire a Busalla. È un dettaglio poco visibile nei racconti generici e invece spiega perché il traffico non sia riuscito a scaricarsi localmente quando i volumi del controesodo hanno iniziato a salire.
Nei giorni di Pasqua gran parte dei cantieri liguri era stata sospesa. Proprio per questo il nodo merita una lettura più severa: i lavori rimasti attivi erano quelli che non potevano essere rimossi e si trovavano esattamente sulla direttrice più esposta verso nord. La deduzione più solida, leggendo insieme la mappa dei cantieri e la progressione delle code, è che il picco di ieri sia nato dall’incontro fra il rientro festivo e una sezione già irrigidita, non da un singolo episodio improvviso. Quando la capacità residua si riduce in due punti vicini, la coda retrocede fino a inglobare la fascia di accesso al nodo genovese.
Che cosa cambia oggi, 7 aprile
L’aggiornamento di oggi modifica soprattutto la direzione del problema. Sulla A7 verso Genova i tempi di percorrenza attesi risultano in linea con la media per tutta la giornata. Verso Serravalle il quadro resta invece segnato in rosso dalla mattina al tardo pomeriggio, con un passaggio a criticità inferiore solo in serata. Questo significa che il nodo non sta vivendo una congestione simmetrica: chi rientra in Liguria ha oggi una finestra molto più gestibile di chi lascia la costa e punta verso la pianura.
Il divieto per i mezzi pesanti fino alle 14 aiuta a sottrarre volume alla corrente principale, ma non elimina il fattore che ieri ha prodotto il picco, perché la fragilità della tratta resta geometrica prima ancora che quantitativa. Nel quadro nazionale Anas stima per oggi un traffico superiore di circa 11% rispetto a un martedì ordinario. Sul nodo genovese questo aumento si innesta su una rete che continua a presentare tratti con capacità compressa. Chi interpreta la giornata come un semplice martedì di rientro rischia quindi di sottovalutare la permanenza del problema proprio nella direzione verso Milano.
Che cosa conviene leggere nelle prossime ore
Per chi deve partire dalla Liguria il vantaggio vero oggi è soprattutto di orario. I micro detour hanno un’utilità limitata quando il collo di bottiglia si trova dentro l’asse principale e quando uno dei flussi deviati non può utilizzare l’uscita di Busalla. Il segnale operativo più netto è quello della fascia serale: dopo le 19 la previsione ufficiale declassa la criticità della direttrice verso nord, mentre nelle ore centrali resta attesa la maggiore penalizzazione. È la differenza più concreta per chi ha margine di scelta sull’orario di partenza.
Dentro questo scenario pesa anche il profilo della domanda, che avevamo già analizzato nel nostro approfondimento sul costo degli spostamenti di Pasqua. Quando il rientro festivo si prolunga fino al martedì, il nodo ligure non sopporta soltanto un residuo di traffico turistico ma assorbe anche il ritorno alla mobilità ordinaria di lavoro e distribuzione. È questa sovrapposizione, più del numero nudo dei veicoli, a spiegare perché la A7 resti la direttrice più delicata del sistema genovese anche oggi.
Il punto conclusivo è molto semplice: i 10 chilometri di ieri non sono stati un incidente statistico ma l’effetto leggibile di una rete che sul corridoio verso Milano continua a reggere con margine ridotto. Il picco appartiene alla cronaca di Pasquetta. La vulnerabilità del tratto, invece, è ancora pienamente attuale nella giornata del 7 aprile.