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WhatsApp apre agli under 13 con account gestiti dai genitori: limiti, privacy e cosa cambia

Abbiamo ricostruito come funziona davvero la nuova categoria di account supervisionati: accesso possibile solo con un genitore, esperienza limitata a messaggi e chiamate, filtri severi su contatti e gruppi, transizione accompagnata quando il ragazzo compie 13 anni.

Account gestiti dai genitori Messaggi e chiamate soltanto Niente Meta AI, Canali o Stato PIN del genitore Rollout graduale Transizione controllata a 13 anni

Abbiamo verificato che WhatsApp ha aperto un corridoio separato per i più piccoli. L’annuncio è dell’11 marzo 2026 e riguarda utenti sotto i 13 anni oppure sotto la soglia minima più alta prevista nel proprio Paese. Il punto decisivo è questo: il minore potrà entrare nell’app soltanto attraverso un account gestito dal genitore o dal tutore. Dentro quel perimetro restano messaggi e chiamate. Restano fuori Meta AI, Canali e Stato. Le richieste da numeri sconosciuti finiscono in una cartella protetta dal PIN del genitore e i gruppi vengono stretti molto più del solito. WhatsApp aggiunge poi una clausola che pesa: il rollout sarà graduale nei prossimi mesi e la funzione potrebbe non essere già visibile in ogni regione.

Mappa rapida: ciò che cambia da oggi

Voce Dato verificato Segnale da cogliere Perché conta
Chi entra Utenti sotto i 13 anni o sotto la soglia minima più alta prevista localmente possono usare WhatsApp solo tramite account gestito dal genitore, dove disponibile. La registrazione standard viene sostituita da un percorso supervisionato. L’accesso passa da un corridoio controllato e non da un semplice consenso iniziale.
Cosa resta L’account gestito è limitato a messaggi e chiamate. Meta AI, Canali e Stato restano fuori. La superficie del prodotto si restringe alla comunicazione essenziale.
Chi può scrivere Di default contattano il minore solo i contatti salvati. I numeri sconosciuti finiscono nelle richieste protette dal PIN del genitore. La barriera contro i contatti inattesi è più alta di quella di un account standard.
Come si entra nei gruppi L’accesso ai gruppi è mediato dal genitore e l’account gestito non crea gruppi propri di default. Gli inviti passano da link e dal PIN del genitore. Il canale più caotico dell’app viene ristretto a monte.
Cosa controlla il genitore Il genitore gestisce contatti, gruppi, richieste in ingresso e impostazioni forti dell’account. Le decisioni sensibili restano bloccate dietro un PIN dedicato. La supervisione rimane attiva nel tempo e non si esaurisce nell’onboarding.
Crescita dell’account WhatsApp prevede una transizione guidata quando il ragazzo arriva ai 13 anni. Genitore e minore vengono avvisati in anticipo e l’azienda ha già preannunciato un possibile rinvio. La fase gestita viene trattata come un ponte e non come un recinto permanente.

Tip: la tabella è scorrevole. Su mobile scorri con il dito a destra e a sinistra per vedere tutte le colonne.

Nuova classe di account
Qui cambia la struttura del prodotto: onboarding, privacy e controlli vengono cuciti su un account separato.
Messaggistica essenziale
Messaggi e chiamate restano il nucleo. AI, Canali e Stato escono dal perimetro.
Contatti e gruppi filtrati
I numeri sconosciuti passano dalle richieste e i gruppi vengono mediati dal genitore.
Disponibilità non universale
Il rollout è reale ma graduale. Al 13 marzo 2026 la funzione non va raccontata come attiva ovunque.
WhatsApp introduce account gestiti dai genitori per gli under 13
Tecnologia

WhatsApp apre un corridoio separato per i più piccoli: accesso possibile soltanto con un genitore, funzioni ridotte e confini molto più stretti.

Contesto essenziale: qui cambia la natura dell’account

Abbiamo letto riga per riga la documentazione e il dato più forte è questo: WhatsApp ha creato una classe distinta di account per i più piccoli. Dentro questa classe convivono onboarding guidato, controlli persistenti e una disclosure privacy separata. Quando un prodotto muove insieme flusso di registrazione, termini e informativa dedicata, la decisione pesa molto più di un normale aggiornamento.

La ricaduta concreta si vede subito. Il minore entra in un ambiente ristretto, costruito per la comunicazione di base. Le aree che aumentano esposizione, contatto con sconosciuti o circolazione pubblica dei contenuti vengono ridotte o escluse a monte. Per questo la leggiamo come una nuova architettura di accesso. È la definizione che rende meglio il salto rispetto a una normale lista di filtri.

In breve

  • Accesso: solo tramite genitore o tutore e solo dove la funzione è disponibile.
  • Perimetro: l’account gestito serve per messaggi e chiamate.
  • Fuori dal pacchetto: Meta AI, Canali, Stato e messaggi effimeri nelle chat uno a uno.
  • Contatti: gli sconosciuti passano da richieste bloccate dal PIN del genitore.
  • Gruppi: ingresso mediato dal genitore e creazione gruppi disattivata di default.
  • Crescita: notifica preventiva prima dei 13 anni con opzione di rinvio già preannunciata.

Il quadro completo: WhatsApp apre agli under 13 con un percorso sorvegliato

Abbiamo verificato la sequenza completa e la raccontiamo in modo netto. L’11 marzo 2026 WhatsApp ha annunciato gli account gestiti dai genitori per gli utenti sotto i 13 anni e per chi si trova sotto una soglia locale più alta. Da quel momento l’accesso dei più piccoli smette di essere una domanda generica sull’età minima e diventa un flusso di prodotto con regole proprie.

Il cuore della novità sta qui: il ragazzo entra in una versione che tiene in piedi il nucleo privato della messaggistica e riduce al minimo ciò che amplia esposizione e complessità. Se vogliamo capire il peso reale di questa mossa dobbiamo guardare a come sono stati scritti i controlli, non solo al titolo dell’annuncio.

Dato operativo: la stessa WhatsApp precisa che il rollout proseguirà nei prossimi mesi. Al 13 marzo 2026 la funzione potrebbe non comparire ancora in ogni regione.

Sommario dei contenuti

Cosa succede davvero

Dal momento in cui il sistema è disponibile, chi dichiara un’età sotto la soglia prevista non prosegue con la registrazione autonoma come avviene per un utente standard. La procedura porta verso l’account gestito dal genitore. La scelta lessicale di WhatsApp conta: parla di parent-managed account e non di una semplice modalità protetta. Per noi il motivo è chiaro. Meta vuole poter dire che l’accesso dei preadolescenti passa da un perimetro speciale, con regole proprie e responsabilità esplicite.

Questo spiega anche perché l’azienda insiste sul rollout graduale. Non basta accendere un flag nell’app. Devono arrivare insieme interfaccia di onboarding, meccanismi di collegamento tra i due dispositivi, PIN, gestione delle richieste da sconosciuti e nuovi avvisi. Per questo oggi, 13 marzo 2026, la notizia è pienamente reale ma la disponibilità non va raccontata come universale.

Chi può attivare questi account e come parte la procedura

Il flusso ufficiale parte dopo l’inserimento dell’anno di nascita. Se il profilo ricade sotto la soglia consentita, WhatsApp propone l’attivazione supervisionata. A quel punto servono il telefono del minore e il dispositivo del genitore affiancati. Il collegamento avviene tra un account WhatsApp già esistente del genitore e quello nuovo del figlio.

Qui troviamo un altro dettaglio sostanziale. L’adulto deve completare una verifica e creare un PIN che diventa la chiave delle impostazioni sensibili. In altre parole, l’autorizzazione non vive soltanto nel momento iniziale. Resta nel prodotto e riemerge ogni volta che bisogna sbloccare una decisione importante.

Che cosa può fare l’account e che cosa resta fuori

WhatsApp lo delimita in modo molto secco: messaggi e chiamate. Il corridoio serve alla comunicazione privata di base e basta. Restano escluse Meta AI, Canali e Stato. Le chat uno a uno non hanno neppure i messaggi effimeri, scelta che dice molto sulla direzione presa dall’azienda.

Per chi segue il prodotto ogni giorno questo è il passaggio più interessante. Meta ha lasciato fuori proprio le aree che negli ultimi anni hanno allargato la superficie di WhatsApp oltre la rubrica personale. Nessun broadcasting, niente discovery di canali pubblici, niente assistente AI dentro l’account supervisionato.

Chi può contattare il minore

Le protezioni di default sono strette. Possono scrivere o chiamare soltanto i contatti salvati. I messaggi provenienti da numeri sconosciuti non entrano nel flusso ordinario: finiscono in una cartella di richieste che richiede il PIN del genitore per essere visualizzata o gestita.

Qui cambia davvero l’esposizione. La barriera non sta nel ricordarsi di attivare un filtro. La barriera è costruita nel comportamento base dell’account. Se pensiamo a gruppi classe, attività sportive, compagni incontrati fuori rubrica o contatti presi al volo, capiamo subito quanto questo dettaglio incida sulla vita quotidiana.

Il nodo gruppi, che è molto più rigido di quanto sembri

WhatsApp stringe anche il punto che per i minori conta di più: i gruppi. La documentazione ufficiale indica che, di default, soltanto il genitore può aggiungere il ragazzo a un gruppo e l’account gestito non crea gruppi propri. Gli inviti passano da link e il PIN del genitore torna a fare da serratura.

Questo dettaglio sposta parecchio. Oggi una parte enorme della vita digitale dei più giovani passa da gruppi fluidi, spesso numerosi e poco controllati. WhatsApp prova a ricondurre quel traffico verso una logica diversa. Il genitore vede segnali di affidabilità sul gruppo, come amministratori e partecipanti, e riceve aggiornamenti se il gruppo cresce o se qualcuno attiva i messaggi effimeri.

Perché la mossa arriva adesso

Abbiamo una sequenza che merita di essere letta insieme. In Europa WhatsApp ha già abbassato la soglia base dei propri documenti da 16 a 13 anni nel 2024, lasciando comunque aperta la clausola dei Paesi con limiti più alti. Nel 2025 l’app ha monetizzato la scheda Aggiornamenti. Nel marzo 2026 isola i preadolescenti in un’area senza AI, senza broadcasting e senza pubblicità.

La nostra deduzione è lineare e poggia su fatti verificati. Meta vuole tenere dentro WhatsApp la comunicazione di base dei più piccoli, perché il telefono arriva sempre prima e il bisogno di messaggiare con famiglia, scuola o sport resta concreto. Allo stesso tempo vuole alzare il livello di tutela nelle zone del prodotto che attirano più scrutinio normativo: contatti inattesi, gruppi larghi, funzioni di scoperta, strumenti di engagement e monetizzazione.

Il tempismo ha una sua logica anche fuori da Meta. La pressione regolatoria sulla sicurezza dei minori online si è irrigidita in più mercati. Quando vediamo termini di servizio, privacy disclosure e family safety muoversi nello stesso giorno, leggiamo una risposta di prodotto e una risposta di compliance insieme.

Cosa cambia davvero da oggi

Per famiglie, scuole e attività sportive il cambio è concreto. Fino a ieri la scelta aveva due poli: aspettare oppure consegnare l’app quasi completa. Ora compare un terzo scenario. Non è perfetto, perché chiede più lavoro al genitore, ma sposta parecchio il livello di controllo iniziale.

  • Per le famiglie: primo smartphone più gestibile senza aprire subito tutta la superficie del prodotto.
  • Per scuola e sport: gruppi meno spontanei e più mediati dall’adulto.
  • Per Meta: accesso ampliato alla messaggistica di base ma perimetro commerciale escluso da questi account.
  • Per il dibattito pubblico: si passa dall’età minima scritta alla governance concreta dell’uso.

La parte più utile da tenere a mente è semplice. A partire da adesso la domanda giusta non è soltanto “un under 13 può stare su WhatsApp?”. La domanda davvero utile diventa: “con quale account, con quali limiti e con quale grado di controllo?”. Ed è proprio lì che WhatsApp ha riscritto le regole.

Confronto secco: account gestito dal genitore e account standard

Qui la distanza reale tra i due prodotti diventa visibile a colpo d’occhio. La differenza non sta in qualche spunta nascosta nelle impostazioni. Sta nel fatto che WhatsApp sta disegnando due ingressi diversi per due fasi di età diverse.

Tema Account gestito dal genitore Account standard WhatsApp Perché conta adesso
Accesso Si attiva solo con genitore o tutore e solo dove il rollout è disponibile. Registrazione diretta per chi raggiunge l’età minima prevista. La novità riguarda un corridoio supervisionato e non uno sblocco generale dell’app.
Funzioni Messaggi e chiamate. Esperienza ordinaria di WhatsApp per l’utente idoneo. L’account gestito nasce per la comunicazione essenziale.
Scoperta e contenuti Fuori Meta AI, Canali e Stato. Queste aree possono far parte dell’esperienza dove disponibili. Meta separa i minori più piccoli dalle funzioni ad alta esposizione.
Contatti sconosciuti Richieste in cartella protetta dal PIN del genitore. Protezione affidata alle impostazioni standard dell’utente. Il default diventa più restrittivo e meno aggirabile.
Gruppi Ingresso mediato dal genitore e creazione gruppi disattivata di default. Gestione ordinaria dei gruppi. Il punto più delicato dell’app viene ristretto a monte.
Privacy e controlli Il genitore gestisce le impostazioni sensibili con PIN mentre le chat restano cifrate end-to-end. Le impostazioni vengono gestite direttamente dall’utente. La supervisione è persistente ma non apre il contenuto delle conversazioni.
Pubblicità Nessun annuncio e nessun uso dei dati di questi account per advertising. WhatsApp ha avviato annunci e promozioni nella scheda Aggiornamenti, non nelle chat personali. L’account gestito viene tenuto fuori dal perimetro commerciale.
Transizione Notifica preventiva prima dei 13 anni con rinvio fino a 12 mesi già preannunciato. Nessuna transizione speciale. WhatsApp tratta questa fase come un passaggio accompagnato.

Tip: anche questa tabella è scorrevole. Su mobile puoi spostarti lateralmente per leggere tutte le colonne.

Cosa vede il genitore e cosa resta privato

Qui serve precisione assoluta. Il genitore governa il perimetro dell’account ma le conversazioni restano protette dalla cifratura end-to-end. Il controllo cade sulla cornice: contatti, gruppi, richieste in ingresso e impostazioni forti.

  • Può rivedere e modificare numero, nome, immagine del profilo e info testuale dell’account.
  • Decide chi può contattare il minore e chi può vedere alcune informazioni del profilo.
  • Gestisce le richieste da numeri sconosciuti tramite il PIN del genitore.
  • Riceve avvisi quando l’account aggiunge, blocca o segnala un altro utente.
  • Vede segnali utili sui gruppi e aggiornamenti se il gruppo cresce o se vengono attivati i messaggi effimeri.

Punto fermo: il testo dei messaggi non viene messo a disposizione del genitore. WhatsApp prova a tenere insieme supervisione e privacy spostando il controllo sui confini dell’account.

Questa differenza tecnica conta moltissimo. Sul piano del racconto pubblico è facile ridurre tutto a “parental control”. Sul piano reale parliamo di una sorveglianza dei contorni e non del contenuto. È la chiave che permette a Meta di difendere contemporaneamente il versante sicurezza e quello privacy.

La nostra lettura di prodotto

Il dettaglio che molti stanno saltando è il rapporto tra questa mossa e la traiettoria recente di WhatsApp. Nel 2025 l’app ha aperto la monetizzazione nella scheda Aggiornamenti. Gli account gestiti dal genitore restano fuori da quella zona e restano fuori anche da Meta AI.

Per noi questo è l’insight più forte dell’intera operazione. Meta vuole tenere per sé il momento del primo numero personale e insieme limitare al massimo le aree che espongono i minori a discovery, raccomandazione algoritmica o pressione commerciale. Il messaggio alla famiglia è prudenza. Il messaggio al regolatore è confinamento funzionale.

C’è anche una conseguenza industriale. Se l’account supervisionato prende piede, WhatsApp smette di trovarsi davanti a una scelta secca tra accesso negato e accesso pieno. Apre invece una terza via molto più gestibile. È un passaggio che va osservato bene, perché dice dove Meta pensa di giocarsi il rapporto con i minori nei prossimi anni.

Questa è una nostra lettura editoriale. Poggiando su fatti verificati, interpreta la logica del prodotto e le implicazioni industriali della scelta.

Che cosa cambia per famiglie, scuola e sport

Qui la teoria finisce e comincia la vita vera. Un genitore che oggi vuole dare al figlio uno smartphone per famiglia, scuola, spostamenti o attività trova una via intermedia. L’account gestito offre l’essenziale senza consegnare subito discovery, broadcasting e funzioni più esposte.

  • Gruppo classe o allenamento: l’ingresso passa da una mediazione adulta. La spontaneità cala, la controllabilità sale.
  • Numero scambiato al volo: se non è salvato, la richiesta non entra nel flusso ordinario.
  • Impostazioni sensibili: smettono di dipendere dalla memoria del ragazzo e rientrano sotto un PIN.
  • Passaggio di età: WhatsApp annuncia un accompagnamento prima del cambio e prepara anche un eventuale rinvio.

La nostra deduzione pratica è semplice. All’inizio salirà il lavoro del genitore e scenderà l’autonomia immediata del minore. In cambio si riduce l’improvvisazione proprio nelle aree che generano più attrito: contatti inattesi, gruppi, settaggi poco compresi e superficie troppo larga del prodotto.

Le ambiguità che chiudiamo subito

Su questo tema basta poco per scrivere una frase sbagliata. Noi fissiamo cinque punti che aiutano a non scivolare nell’approssimazione.

  • La funzione riguarda gli utenti sotto i 13 anni e anche chi si trova sotto una soglia minima locale più alta prevista dai termini.
  • La disponibilità non coincide con un rollout completo nel mondo alla data di oggi.
  • L’account gestito non include Meta AI, Canali e Stato.
  • Il genitore non legge le chat solo perché controlla l’account.
  • Il passaggio ai 13 anni viene annunciato in anticipo e WhatsApp ha già indicato un possibile rinvio fino a 12 mesi.

Questi cinque punti bastano a distinguere un pezzo utile da un titolo approssimativo. E su una notizia come questa la precisione viene prima di tutto.

Domande frequenti

Gli under 13 possono iscriversi da soli a WhatsApp?

No. L’accesso previsto passa da un account gestito dal genitore o dal tutore e dipende anche dalla disponibilità della funzione nel Paese o territorio.

La funzione è già disponibile per tutti il 13 marzo 2026?

No. WhatsApp parla di rollout graduale nei prossimi mesi e avverte che l’opzione potrebbe non essere ancora visibile in ogni regione.

Che cosa può fare l’account gestito?

Il perimetro ufficiale è ristretto a messaggi e chiamate.

Quali funzioni restano fuori?

Restano escluse Meta AI, Canali, Stato e i messaggi effimeri nelle chat uno a uno.

Il genitore può leggere le conversazioni?

Le chat restano protette da cifratura end-to-end. Il genitore controlla contatti, gruppi, richieste in ingresso e impostazioni sensibili, non il testo delle conversazioni.

Chi può contattare il minore?

Di default soltanto i contatti salvati. I numeri sconosciuti finiscono in una cartella di richieste protetta dal PIN del genitore.

Come funzionano i gruppi?

L’ingresso nei gruppi è mediato dal genitore e l’account gestito non crea gruppi propri di default. WhatsApp mostra anche segnali utili sul gruppo e aggiorna il genitore se il gruppo cresce o se vengono attivati i messaggi effimeri.

Che cosa succede quando il ragazzo compie 13 anni?

WhatsApp prevede una notifica prima della transizione all’account standard e ha già indicato anche la possibilità di rinviare il passaggio fino a 12 mesi.

Sugli account gestiti compariranno pubblicità?

No. La disclosure privacy dedicata specifica che questi account non vedranno annunci e che le relative informazioni non verranno usate per advertising.

Perché WhatsApp lo fa proprio adesso?

Per presidiare la messaggistica di base dei più piccoli e alzare insieme il livello di tutela nelle aree del prodotto che espongono di più a contatti inattesi, gruppi larghi, scoperta di contenuti e pressione regolatoria.

Timeline della mossa: apri le fasi in ordine

Tocca una fase per aprire i passaggi chiave. La timeline aiuta a leggere insieme norma, prodotto e rollout.

  1. 16 febbraio 2024 In Europa la soglia base documentale scende da 16 a 13 anni
    • WhatsApp allinea l’European Region al minimo base di 13 anni.
    • La formula conserva comunque i Paesi con limiti più elevati.
    • Il terreno normativo cambia prima ancora del prodotto.

    Perché conta: Serve a capire che l’operazione sugli under 13 non nasce nel vuoto.

  2. 11 marzo 2026 Arriva l’annuncio degli account gestiti dai genitori
    • WhatsApp presenta la nuova categoria di account supervisionati.
    • Il perimetro iniziale è messaggi e chiamate.
    • Il rollout viene descritto come graduale.

    Perché conta: La notizia si consolida su più documenti e non in una singola nota.

  3. Attivazione Il genitore collega il proprio account e imposta il PIN
    • Serve il telefono del ragazzo e il dispositivo del genitore.
    • La procedura parte dopo l’anno di nascita.
    • Le decisioni sensibili vengono protette da PIN.

    Perché conta: La supervisione resta permanente e non si esaurisce nell’ok iniziale.

  4. Uso quotidiano Contatti e gruppi entrano in un regime molto più stretto
    • Solo i contatti salvati possono chiamare o scrivere di default.
    • Gli sconosciuti passano dalle richieste protette.
    • I gruppi vengono mediati dal genitore.

    Perché conta: Qui si misura il vero salto rispetto all’account standard.

  5. A 13 anni WhatsApp prepara la transizione all’account standard
    • Genitore e ragazzo ricevono un avviso prima del cambio.
    • L’azienda anticipa un rinvio possibile fino a 12 mesi.
    • La fase gestita è pensata come un ponte.

    Perché conta: La strategia non finisce all’onboarding ma accompagna la crescita.

Chiusura

Il dato più serio da portare a casa il 13 marzo 2026 è questo: WhatsApp ha deciso di far entrare i preadolescenti soltanto dentro una corsia protetta, con un genitore agganciato alla struttura dell’account e con molte funzioni tagliate prima ancora dell’uso. Per le famiglie è una via intermedia che fino a ieri l’app non offriva con questa precisione. Per Meta è una mossa di presidio sul primo smartphone e insieme una risposta alla pressione crescente sulla sicurezza dei minori online.

Noi continueremo a guardare due variabili. La prima è la velocità reale del rollout. La seconda è il modo in cui i singoli Paesi faranno pesare le proprie soglie locali dentro un prodotto che prova a muoversi su scala globale. È lì che capiremo quanto questo nuovo corridoio diventerà davvero centrale.

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Trasparenza: fonti e metodo

Abbiamo verificato ogni passaggio partendo dalla documentazione ufficiale di WhatsApp, comprese le sezioni dedicate alla sicurezza familiare, ai termini di accesso e alla privacy specifica degli account gestiti dal genitore. La ricostruzione coincide con i riscontri pubblicati da Reuters, TechCrunch e Sky TG24.

Le implicazioni pratiche e la lettura di prodotto presenti in questo speciale sono nostre deduzioni argomentate e poggiano su quel perimetro di fatti verificati. Dove l’azienda parla di rollout graduale o di funzioni in arrivo, abbiamo mantenuto la stessa prudenza lessicale.

Base documentale: annuncio ufficiale dell’11 marzo 2026, Family Safety, Termini di servizio e privacy disclosure degli account gestiti dal genitore.

Dati di pubblicazione e policy editoriali

Pubblicato il: Venerdì 13 marzo 2026 alle ore 08:43. Questo articolo fotografa il quadro disponibile alla data di pubblicazione e distingue sempre tra funzioni annunciate, rollout attivo e parti del prodotto ancora in distribuzione.

Ultimo aggiornamento: Venerdì 13 marzo 2026 alle ore 10:06. Gli interventi successivi possono includere correzioni formali, integrazioni tecniche o precisazioni sul rollout. Le modifiche sostanziali vengono registrate nell’Update log.

Contenuto verificato Verificato secondo i nostri standard di fact-checking con controllo di documentazione ufficiale, termini di servizio e informative privacy pertinenti. Policy correzioni

Per questo speciale abbiamo incrociato documentazione ufficiale, termini e disclosure privacy, mantenendo separate le parti fattuali dalle deduzioni editoriali. Quando parliamo di effetti pratici su famiglie, scuole o gruppi lo segnaliamo come nostra lettura ragionata.

Update log

Registro degli aggiornamenti sostanziali: trasparenza su modifiche, correzioni e integrazioni informative.

  • Venerdì 13 marzo 2026 alle ore 08:43: Pubblicazione: ricostruzione completa del nuovo sistema di account gestiti dai genitori annunciato da WhatsApp per under 13 e utenti sotto la soglia minima locale.
  • Venerdì 13 marzo 2026 alle ore 09:18: Integrata la sezione sui limiti di prodotto con dettaglio su Meta AI, Canali, Stato, richieste da sconosciuti e gruppi.
  • Venerdì 13 marzo 2026 alle ore 10:06: Rafforzato il confronto con l’account standard e chiarito il passaggio ai 13 anni con notifica preventiva e opzione di rinvio preannunciata.
Foto di Junior Cristarella
Autore Junior Cristarella Junior Cristarella dirige Sbircia la Notizia Magazine e coordina il lavoro di verifica su piattaforme digitali e servizi online con attenzione alle novità tecnologiche.
Pubblicato Venerdì 13 marzo 2026 alle ore 08:43 Aggiornato Venerdì 13 marzo 2026 alle ore 10:06