Musica italiana

Gino Paoli è morto a 91 anni: conferma della famiglia

Ricostruzione totale sulla scomparsa del cantautore: conferma della famiglia, morte nella casa genovese dopo un breve ricovero, funerali privati, causa non resa pubblica, carriera completa, discografia per decenni, Sanremo, Parlamento, SIAE, Rai e tutti i dettagli che oggi servono davvero.

Quadro chiuso alle 18:28 Funerali privati Carriera completa Discografia per decenni Scuola genovese Parlamento, SIAE e Rai

Gino Paoli è morto nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 marzo 2026. La famiglia ha confermato oggi la notizia con una nota pubblica e ha chiesto riservatezza. Aveva 91 anni. Il quadro che ora possiamo chiudere è questo: Paoli si è spento nella sua casa di Genova dopo un breve ricovero in una clinica privata, i funerali saranno privati, la causa della morte non è stata resa ufficiale e l’eredità lasciata attraversa canzoni, tv, politica culturale, diritti d’autore, libri e memoria civile. Con lui esce di scena uno degli autori che hanno cambiato il lessico sentimentale della musica italiana.

Gino Paoli è morto a 91 anni
Lutto

Con Gino Paoli si chiude una biografia decisiva del cantautorato italiano.

Il nostro approfondimento

Gino Paoli è morto a 91 anni. La famiglia lo ha comunicato oggi con una nota pubblica sobria e nettissima. Paoli si è spento nella notte tra il 23 e il 24 marzo 2026, nella sua casa genovese, dopo un breve ricovero in una clinica privata. Le esequie saranno in forma privata. Questo è il primo blocco di fatti che possiamo considerare chiuso. Un altro blocco, invece, resta intenzionalmente fuori da ogni automatismo: la causa della morte non è stata resa pubblica dalla famiglia e noi non la riempiamo per deduzione.

La frase affidata ai giornali dai familiari contiene già il tono corretto della giornata: «Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari». Noi la prendiamo come bussola. Significa due cose. La prima è che la notizia va tenuta sui fatti. La seconda è che il lutto pubblico deve accettare un confine privato molto netto.

Perimetro di verifica: pubblicazione iniziale alle 24/03/2026 ore 16:28 e versione ampliata chiusa alle 24/03/2026 ore 18:28. Tutto ciò che segue rientra in questo perimetro temporale.

Sommario dei contenuti

Che cosa sappiamo adesso

Abbiamo un quadro molto più preciso della prima ora. Sappiamo che Gino Paoli è morto a Genova, nella sua casa, dopo un breve passaggio in clinica. Sappiamo che aveva 91 anni ed era nato a Monfalcone il 23 settembre 1934. Sappiamo che i funerali saranno privati. Sappiamo anche che la famiglia ha chiesto riservatezza e che questa richiesta non è una formula rituale ma un’indicazione concreta sul modo corretto di raccontare la giornata.

C’è poi un dettaglio che va tenuto ben fermo. La città decisiva della sua storia non è soltanto il luogo del decesso ma il luogo dell’identità. Paoli cresce a Pegli, entra nel laboratorio culturale genovese e da lì costruisce una scrittura che finirà per allargarsi all’intero paese. Il punto non è geografico in senso stretto. Il punto è che Genova, nel suo caso, non è sfondo ma matrice.

Perché la sua morte pesa davvero

Quando diciamo che con Gino Paoli se ne va una figura fondativa della canzone d’autore italiana dobbiamo essere precisi. Non stiamo parlando solo di una successione di titoli celebri. Stiamo parlando di un autore che, insieme al nucleo della scuola genovese, ha contribuito a spostare il linguaggio della musica italiana verso una zona più interna, più adulta, più capace di raccontare desiderio, malinconia, ironia e fragilità senza alzare la voce.

Paoli aveva anche una formazione iniziale diversa da quella che si immagina per un cantautore già nato tale. Si era dedicato alle arti grafiche e visive e aveva guardato con attenzione alla canzone esistenzialista francese. Questo spiega un aspetto che spesso viene ridotto a pura eleganza. La sua scrittura non era soltanto musicale. Era visiva, spaziale, piena di aria. In una sua canzone la stanza si apre, il mare resta sullo sfondo anche quando non viene nominato, una frase minima cambia l’intera prospettiva emotiva.

Gli esordi, Ricordi, Mogol e Mina

Per capire davvero Paoli bisogna ripartire dall’inizio e non dal monumento. Il debutto discografico arriva nel 1959 con il primo 45 giri per Ricordi. In questa fase iniziale emerge La tua mano. Poi succede il passaggio che cambia scala a tutta la carriera. Mogol intuisce la forza di quella scrittura e spinge Mina verso Il cielo in una stanza. Da lì in avanti Paoli non è più soltanto una promessa genovese. Diventa un autore nazionale.

Anche La gatta conta moltissimo, e non solo perché è una canzone amata da più generazioni. Dietro quel brano c’è un luogo reale. La soffitta vicina al mare rimanda a Boccadasse, in Salita Santa Chiara. Questo dettaglio vale perché rende evidente una caratteristica di Paoli: la sua capacità di partire da uno spazio concreto e trasformarlo in memoria collettiva.

Il primo Sanremo arriva nel 1961 con Un uomo vivo, in coppia con Tony Dallara. Non è un dettaglio di colore. È la prova che il sistema centrale della canzone italiana si accorge molto presto di lui.

La biografia che entra nel repertorio

Abbiamo constatato una cosa che nelle sintesi frettolose viene spesso compressa troppo. Paoli non è stato soltanto il creatore di alcuni classici. Ha scritto più di 200 canzoni e il suo catalogo attraversa fasi molto diverse. C’è il nucleo dei primi anni Sessanta, c’è la frattura umana del 1963, c’è il ritorno più maturo dei Settanta, c’è la nuova popolarità adulta degli Ottanta, c’è il jazz della fase finale, c’è perfino l’autobiografia dei 90 anni.

Dentro questa traiettoria esiste una frattura che non si può eludere. L’11 luglio 1963 Paoli sopravvive a un colpo di pistola e da allora convive con il proiettile vicino al pericardio. Non citiamo questo episodio per aggiungere dramma retrospettivo. Lo citiamo perché da quel momento la sua figura pubblica non potrà più essere letta separando del tutto il repertorio dalla vulnerabilità dell’uomo.

Vale poi un dettaglio tecnico che conta più di una celebrazione generica. Paoli lavorava per sottrazione. Lasciava spazio all’immagine, al respiro, al vuoto giusto. In Il cielo in una stanza una stanza privata diventa vastità. In Senza fine la ripetizione ipnotizza. In Sapore di sale la superficie luminosa convive con una corrente più scura che rende il brano meno estivo di quanto sembri a un ascolto distratto.

Il ritorno dei Settanta e la nuova maturità

Dopo i colpi più duri della biografia e dopo una fase di allontanamento crescente dalla macchina della musica, Paoli rientra nei primi anni Settanta con una serie di dischi che meritano molta più attenzione di quella che ricevono nelle sintesi da anniversario. Le due facce dell’amore, Rileggendo vecchie lettere d’amore e Amare per vivere segnano una ripresa sostanziale, non cosmetica. È un Paoli più maturo, più concreto, meno disposto a vivere soltanto di aura.

Gli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta gli restituiscono anche una centralità molto larga. Averti addosso ottiene la Targa Tenco 1984 per la miglior canzone. Una lunga storia d’amore allarga di nuovo il pubblico. Nel 1989 Paoli torna a Sanremo con Questa volta no. Nel 1991 Quattro amici vince il Festivalbar e dice a tutti che l’autore dei grandi classici sa ancora stare in alto nella memoria corrente del paese.

Gli ultimi anni pubblici

Negli anni più maturi Paoli non si è limitato a riproporre il proprio catalogo. Nel 2002 torna in gara a Sanremo con Un altro amore, chiude terzo e ottiene il riconoscimento per il miglior testo. Nel 2004 pubblica con Ornella Vanoni Ti ricordi? No non mi ricordo e nello stesso anno riceve il premio alla carriera a Sanremo. Nel 2007 apre ancora il repertorio al jazz con Milestones. Un incontro in jazz. Nel 2012 e nel 2017 il dialogo con Danilo Rea diventa una delle colonne della sua fase finale. Nel 2019 arriva Appunti di un lungo viaggio.

Il ritorno all’Ariston nel 2023, da superospite con Danilo Rea, pesa più di quanto sembri. Non è soltanto una presenza di prestigio. È la conferma che la sua voce, il suo fraseggio e la sua economia espressiva continuavano a essere percepiti come un punto alto della canzone italiana. E c’è un dettaglio che a noi interessa molto. Nel 2024, parlando dei suoi 90 anni, Paoli raccontava di stare ancora lavorando a cinque o sei nuove canzoni che gli piacevano. Questo dice tutto. Non era un autore ritirato dentro la celebrazione della propria grandezza. Era ancora uno che scriveva.

Nel settembre 2025 arriva anche il libro Cosa farò da grande. I miei primi 90 anni. Rileggendolo oggi si capisce perché quella pubblicazione non possa essere considerata una semplice appendice autobiografica. È un ultimo gesto di messa in ordine. E oggi, a poche ore dalla notizia della morte, diventa anche una chiave d’accesso ulteriore al suo modo di pensarsi e di raccontarsi.

Il punto su ciò che non formalizziamo

Qui teniamo la linea più netta. Non scriviamo una causa della morte perché non risulta una causa ufficiale diffusa dalla famiglia. Non allarghiamo oltre misura i dettagli dell’ultimo tratto privato perché la famiglia ha chiesto riservatezza e il dovere di una redazione seria, in giornate come questa, è saper distinguere il dato pubblico dal resto.

Allo stesso modo, il fatto che i funerali siano indicati in forma privata chiude già una parte importante del quadro operativo. Ciò che potrà arrivare nelle prossime ore riguarda semmai eventuali omaggi pubblici istituzionali, iniziative cittadine, palinsesti speciali o nuove precisazioni di contesto. Ma il cuore della notizia, adesso, è già pienamente definito. Gino Paoli non c’è più e il paese perde una voce che aveva insegnato a moltissimi ad ascoltare il sentimento senza retorica.

Mappa rapida: i punti chiusi e i punti ancora aperti

Nodo Che cosa sappiamo Indicazione utile Perché conta
Conferma della famiglia La morte di Gino Paoli è stata confermata oggi con una nota diffusa dalla famiglia. La comunicazione insiste sulla serenità degli ultimi momenti e sulla richiesta di riservatezza. Il racconto parte da un fatto chiuso, non da voci o ricostruzioni indirette.
Morte a Genova Paoli si è spento nella sua casa genovese dopo un breve ricovero in una clinica privata. Il quadro delle ultime ore di vita converge nelle verifiche autorevoli chiuse nel pomeriggio. La città finale della sua biografia coincide con la città che ne ha formato identità e linguaggio.
Età e anagrafe Aveva 91 anni ed era nato a Monfalcone il 23 settembre 1934. Data di nascita, età e traiettoria anagrafica risultano coerenti in tutti i riscontri. La sua scomparsa riguarda uno degli ultimi fondatori viventi del cantautorato del dopoguerra.
Funerali Le esequie saranno in forma privata e riservate ai familiari. La linea operativa della giornata resta quella della massima discrezione. Il cordoglio pubblico va tenuto distinto dal perimetro intimo del lutto.
Cause della morte Alla data dell’ultimo aggiornamento non risulta una causa ufficiale resa pubblica dalla famiglia. Manca una comunicazione formale che consenta di presentarla come fatto. Restiamo sui dati verificati ed evitiamo di trasformare deduzioni in certezze.
Scuola genovese La sua identità artistica resta legata al laboratorio genovese condiviso con Tenco, Lauzi, De André e Bindi. Biografie, archivi e ricostruzioni critiche lo collocano stabilmente in quel nucleo. La perdita viene letta insieme come fatto musicale, culturale e cittadino.
Oltre 200 canzoni La sua opera supera le duecento canzoni e parte dal primo 45 giri Ricordi del 1959. Il suo percorso non coincide con una sola stagione ma con più vite artistiche. L’eredità che resta è più ampia dei soli classici più noti.
Profilo pubblico Alla carriera musicale si aggiungono Parlamento, proposte culturali e presidenza SIAE. Paoli entra anche nelle istituzioni che regolano la vita pubblica della cultura. Il suo peso storico esce dal solo recinto dei dischi.

Tip: la tabella è scorrevole. Su mobile scorri con il dito a destra e a sinistra per vedere tutte le colonne.

Scheda essenziale: i dati che servono davvero

Voce Dato Perché conta
Nome completo Gino Paoli Una firma entrata nel canone della canzone italiana.
Nascita 23 settembre 1934, Monfalcone Origine anagrafica friulana.
Formazione Pegli e Genova La matrice che modella lessico, immagini e appartenenza.
Morte Notte tra il 23 e il 24 marzo 2026, Genova Decesso confermato oggi dalla famiglia.
Ultime ore Nella sua casa genovese dopo un breve ricovero Dato operativo chiuso nelle verifiche del pomeriggio.
Età 91 anni Una delle figure più longeve della canzone d’autore italiana.
Funerali In forma privata Riservati ai familiari.
Primo 45 giri Ricordi, 1959 Il debutto discografico pubblico parte da La tua mano e da quel primo nucleo di incisioni.
Produzione Più di 200 canzoni Un catalogo che attraversa decenni e stagioni diverse.
Sanremo Cinque partecipazioni in gara, più il ritorno da superospite nel 2023 La sua presenza nel Festival attraversa più epoche.
Festivalbar Vincitore nel 1991 con Quattro amici Segnale chiaro della sua capacità di tornare al grande pubblico.
Parlamento Deputato dal 1987 al 1992 Con presenza nella IX Commissione della Camera.
SIAE Presidente dal 2013 al 2015 Un passaggio che allarga il suo profilo pubblico al tema dei diritti.
Ultimo libro Cosa farò da grande. I miei primi 90 anni, settembre 2025 L’autobiografia più recente, scritta con Daniele Bresciani.

Carriera in dettaglio: il percorso diviso per fasi

Periodo Che cosa succede Titoli e snodi Perché cambia la lettura
1959-1963 Debutto discografico, primi classici e centralità improvvisa nella nuova canzone italiana. La tua mano, La gatta, Il cielo in una stanza, Senza fine, Sapore di sale. Qui Paoli smette di essere una promessa e diventa misura di linguaggio.
1964-1970 Gli anni della frattura personale, di nuovi passaggi sanremesi e di una distanza crescente dal sistema della musica. Ieri ho incontrato mia madre, La carta vincente, nuova scrittura e momentaneo allontanamento dalla scena. La biografia prende il sopravvento e rende più complesso il rapporto con il successo.
1971-1974 Ritorno con una scrittura più matura e più concreta, anche attraverso il ciclo Durium. Le due facce dell’amore, Rileggendo vecchie lettere d’amore, Amare per vivere. È la fase in cui Paoli ricostruisce se stesso senza imitare il proprio passato.
1984-1991 Nuova centralità critica e popolare, con canzoni che tornano immediatamente nell’immaginario nazionale. Averti addosso, Una lunga storia d’amore, Quattro amici, Matto come un gatto. Il Paoli maturo dimostra di saper tornare in alto senza nostalgia imitativa.
1987-1992 Intersezione piena tra musica e istituzioni. Mandato parlamentare, IX Commissione, proposte sui giovani e sulla musica leggera italiana. La figura pubblica si allarga fuori dal solo repertorio.
2002-2004 Ritorno forte nel circuito generalista e nuovo dialogo con Ornella Vanoni. Un altro amore, premio per il miglior testo, premio alla carriera, Ti ricordi? No non mi ricordo. Sanremo certifica che la sua scrittura sa ancora stare nel presente.
2007-2013 Apertura del repertorio al jazz e alle riletture mature. Milestones. Un incontro in jazz, Storie, Due come noi che…, Napoli con amore. Il catalogo si muove verso nuove forme senza perdere identità.
2013-2019 Presidenza SIAE e nuova fase discografica conclusa da un album di inediti molto tardo. Presidenza SIAE, 3 con Danilo Rea, Appunti di un lungo viaggio. Paoli resta centrale tanto nelle strutture della musica quanto nella musica stessa.
2023-2025 Ultimi anni pubblici ancora pienamente attivi. Sanremo 2023 con Danilo Rea, nuove canzoni in lavorazione nel 2024, autobiografia del 2025. L’ultimo tratto della sua biografia non è di puro archivio ma di lavoro ancora vivo.

I luoghi che spiegano meglio di molti aggettivi chi fosse Paoli

Monfalcone è il punto d’origine. Pegli è il luogo della formazione. Boccadasse è la geografia simbolica che entra direttamente in una canzone come La gatta. Genova è il posto in cui la sua lingua si definisce e il posto in cui la sua vita si chiude. Già soltanto questa mappa ci dice perché la sua figura non sia astrattamente nazionale ma nazionalissima proprio attraverso un fortissimo radicamento locale.

Discografia ragionata: i dischi che servono per leggere tutta la carriera

Anno Titolo Tipo Perché conta
1961 Gino Paoli Album in studio Primo snodo lungo di catalogo, dentro la stagione in cui il suo lessico prende forma pubblica.
1964 Basta chiudere gli occhi Album in studio Raccoglie una scrittura già matura dentro una fase personale difficilissima.
1965 Gino Paoli allo Studio A Live Documenta il rapporto diretto tra repertorio e televisione musicale di quegli anni.
1971 Le due facce dell’amore Album in studio Primo tassello della fase Durium e del ritorno più adulto.
1971 Rileggendo vecchie lettere d’amore Album in studio Approfondisce una scrittura riflessiva e meno legata al solo colpo di genio iniziale.
1972 Amare per vivere Album in studio Titolo-chiave per capire il suo ciclo dei primi anni Settanta.
1974 Una sera con Gino Paoli Raccolta Fissa un primo consolidamento del canone paoliano.
1984 La luna e il signor Hyde Album in studio Dentro questo ciclo trovano posto Averti addosso e la stagione della nuova centralità.
1989 Gino Paoli ’89 dal vivo Live Documenta il ritorno del Paoli maturo su un pubblico di nuovo molto largo.
1991 Matto come un gatto Album in studio L’album di Quattro amici, decisivo per la rinnovata popolarità.
1992 Per un’ora Live Mostra il controllo del repertorio in una forma più asciutta e diretta.
1996 Appropriazione indebita Album in studio Segnala una continuità produttiva spesso trascurata nelle sintesi più sbrigative.
2000 Per una storia Raccolta Aiuta a leggere in chiave ordinata il percorso precedente al nuovo ritorno sanremese.
2004 Ti ricordi? No non mi ricordo Album con Ornella Vanoni Riapre il sodalizio più emblematico della sua vita artistica e sentimentale.
2007 Milestones. Un incontro in jazz Album Spinge il repertorio in un’altra grammatica sonora senza snaturarlo.
2009 Storie Album in studio Conferma che la scrittura di Paoli non si era fermata al ruolo di grande classico.
2012 Due come noi che… Album con Danilo Rea Consolida il dialogo con uno dei musicisti più importanti della sua fase matura.
2013 Napoli con amore Album Allarga il suo sguardo in modo dichiaratamente tematico e territoriale.
2017 3 Album con Danilo Rea Riporta al centro la canzone francese come una delle matrici originarie del suo gusto.
2019 Appunti di un lungo viaggio Album in studio Chiude il suo percorso discografico maggiore con un titolo che sembra già una sintesi di vita.

Tredici brani che spiegano il lascito

Brano Snodo di scrittura Effetto che lascia
Il cielo in una stanza Trasforma un interno privato in un’immagine smisurata senza perdere semplicità. È il brano che mostra meglio la sua capacità di fare dell’intimità una lingua nazionale.
Senza fine Costruisce la persistenza emotiva con una ripetizione che ipnotizza. Fa capire quanto Paoli sappia togliere invece di aggiungere.
Sapore di sale Mescola luce estiva e un fondo adulto che impedisce al brano di diventare cartolina. Resta una lezione di leggerezza solo apparente.
La gatta Prende una memoria minuta e la rende racconto popolare di alta tenuta. Mostra che la sua scrittura regge perfino quando parla sottovoce.
Che cosa c’è Porta la domanda sentimentale dentro una forma tersa e quasi colloquiale. È uno dei brani in cui la fragilità non chiede effetti speciali.
Sassi Lavora sulla densità dell’immagine più che sulla spiegazione narrativa. Aiuta a capire la componente più ruvida e meno consolatoria del suo primo repertorio.
Me in tutto il mondo Mostra la sua scrittura quando entra nel corpo di un’altra voce senza perdere identità. Segna l’avvio del sodalizio artistico con Ornella Vanoni.
Averti addosso Riapre il discorso amoroso con una maturità meno giovanile e più ferita. La Targa Tenco del 1984 segnala quanto Paoli fosse ancora centrale ben oltre i classici dei Sessanta.
Una lunga storia d’amore Riesce a dare maturità al sentimento senza irrigidire il canto. Il brano spiega bene perché la sua eredità arrivi anche a generazioni molto lontane dai primi anni Sessanta.
Quattro amici Usa una forma accessibile per parlare di illusioni, tempo e bilanci. Dimostra la sua capacità di restare memorabile senza farsi mai banale.
Un altro amore Riporta il lessico paoliano sul palco generalista con densità di testo e misura. Sanremo 2002 certifica che la sua scrittura sa ancora pesare nel presente.
Ti lascio una canzone Affida all’idea del lascito una forma affettuosa ma non semplificata. Aiuta a leggere Paoli anche come autore del congedo, non solo dell’innamoramento.
Il pettirosso Tiene insieme immagine narrativa e precisione emotiva senza appesantirsi. Ricorda che il suo catalogo è più largo dei soli titoli più citati.

Dettaglio di ascolto: su Sapore di sale conviene fermarsi non soltanto sul testo. Anche la costruzione musicale conta molto. L’arrangiamento di Ennio Morricone e il sax di Gato Barbieri spiegano quanto Paoli sapesse trovare complicità sonore all’altezza della propria scrittura.

Quando Paoli entra nelle voci degli altri

Una parte della sua grandezza si misura anche da qui. Mina porta Il cielo in una stanza dentro il circuito più largo della musica italiana e ne accelera l’ingresso nel canone nazionale. Ornella Vanoni entra invece nella sua biografia su un doppio binario, artistico e sentimentale. Paoli scrive per lei Me in tutto il mondo e poco dopo Senza fine, canzone che diventerà una delle forme più alte e riconoscibili del loro sodalizio.

Questo passaggio conta perché dice una cosa molto semplice. Un autore davvero forte non regge solo nella propria voce. Regge anche quando passa nel corpo, nell’immaginario e nel respiro di altre interpreti senza perdere identità.

Sanremo, Tenco, Festivalbar: quando il sistema culturale misura la durata

Fase Snodo Dato verificato Che cosa ci dice
1961 Primo Sanremo in gara Si presenta con Un uomo vivo, in coppia con Tony Dallara. È il momento in cui il giovane autore genovese entra nel grande rito nazionale della canzone.
1964 Nuovo passaggio competitivo Torna con Ieri ho incontrato mia madre insieme ad Antonio Prieto. La partecipazione arriva in una fase personale già molto complessa.
1968 Terzo snodo sanremese Concorre con La carta vincente, cantata con Ricardo. Dopo questo passaggio il rapporto con il sistema della musica si fa più accidentato.
1989 Ritorno dopo molti anni Paoli si ripresenta al Festival con Questa volta no. La sua presenza dimostra che il Paoli maturo è ancora un nome pienamente spendibile nel grande pubblico.
2002 Un altro amore Chiude al terzo posto e ottiene il riconoscimento per il miglior testo. Qui Sanremo certifica che la sua scrittura non vive di sola rendita.
2004 Premio alla carriera Il Festival gli consegna il riconoscimento alla carriera. È la formalizzazione pubblica del suo ingresso nel canone nazionale.
2023 Superospite con Danilo Rea Nella finale canta Una lunga storia d’amore, Sapore di sale e Il cielo in una stanza. L’ultima immagine sanremese lo mostra ancora presente, essenziale e intatto nel fraseggio.
1991 Festivalbar Vince il Festivalbar con Quattro amici. Non è Sanremo, ma resta il segnale più chiaro della sua ritrovata presa popolare.

Parlamento, commissione, musica leggera, giovani artisti e SIAE

Ambito Periodo Snodo Perché conta oggi
Camera dei deputati 29 giugno 1987 - 22 aprile 1992 Mandato parlamentare da deputato. Aggiunge una dimensione istituzionale a una figura nata nel cuore della canzone.
IX Commissione 4 agosto 1987 - 22 aprile 1992 Membro della Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni. Ricorda che il suo passaggio politico non fu simbolico ma incardinato nel lavoro parlamentare.
Proposta C.2880 16 giugno 1988 Valorizzazione e tutela della musica leggera italiana. Mostra che Paoli prova a trasformare la musica in tema esplicito di politica culturale.
Proposta per i giovani 1989 Incentivi per l’attività e l’espressione artistica dei giovani. Rende esplicito il suo interesse per la creatività come argine al disagio e alla solitudine.
Comune di Arenzano Dopo la stagione parlamentare Esperienza anche come assessore alla Cultura. Conferma che il suo rapporto con le istituzioni culturali non si esaurisce a Roma.
SIAE 21 maggio 2013 - 24 febbraio 2015 Nomina a presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori e successiva uscita dalla carica. Lo porta al centro del tema dei diritti, della modernizzazione e della rappresentanza degli autori.

Questo passaggio merita una riga in più. Paoli nelle istituzioni non porta la musica come ornamento identitario ma come tema di organizzazione sociale. Quando insiste sull’attività artistica dei giovani o sulla tutela della musica leggera italiana, non sta facendo un discorso laterale. Sta dicendo che la creatività è anche struttura civile del paese.

Ultimi anni pubblici: non un’uscita di scena lenta, ma un presente ancora attivo

Tempo Cosa accade Perché sposta la lettura
2004 Pubblica Ti ricordi? No non mi ricordo insieme a Ornella Vanoni. Il disco dice che la fase matura di Paoli passa anche dal dialogo con altre grandi voci.
2007 Esce Milestones. Un incontro in jazz con Danilo Rea, Enrico Rava, Roberto Gatto e altri musicisti. Il repertorio entra in un altro spazio sonoro senza perdere identità.
2009 Arriva Storie. È un promemoria importante: Paoli continua a pubblicare inediti ben oltre la sola autoantologia.
2012 Con Danilo Rea pubblica Due come noi che…. Il rapporto con Rea diventa una delle colonne della sua maturità musicale.
2013 Esce Napoli con amore. Il suo sguardo resta tematico e curiosamente mobile, non ripiegato su se stesso.
2017 Con Danilo Rea pubblica 3, lavoro dedicato alla canzone francese. Rende evidente una matrice originaria del suo gusto, quella francese.
2019 Arriva Appunti di un lungo viaggio. La sua fase avanzata non si limita a commemorare il passato ma prova ancora a produrre presente.
2023 Sanremo lo richiama all’Ariston da superospite con Danilo Rea. La scena televisiva più larga del paese lo riceve ancora come riferimento vivo.
2024 Racconta di stare lavorando a cinque o sei nuove canzoni che gli piacciono. È il segno più netto che la scrittura non si era spenta.
2025 Pubblica Cosa farò da grande. I miei primi 90 anni. L’autobiografia più recente consegna una rilettura diretta della propria traiettoria.

Libri, progetti editoriali e percorsi di memoria

Anno Titolo Forma Utilità per chi legge oggi
2012 La gatta Libro illustrato per bambini Gallucci rilegge in forma narrativa e illustrata una delle sue canzoni più celebri.
2025 Cosa farò da grande. I miei primi 90 anni Autobiografia con Daniele Bresciani Bompiani la colloca in libreria da settembre 2025 e la presenta come una ricognizione ampia della sua vita.
2024-2026 Archivi Rai e collezioni digitali Memoria audiovisiva disponibile RaiPlay, RaiPlay Sound, Rai Teche e Rai Storia permettono oggi di seguire Paoli attraverso apparizioni, speciali e materiali d’archivio.

Dove rivederlo e riascoltarlo adesso: tv, radio, streaming e archivio Rai

Canale o piattaforma Quando Che cosa propone Perché è utile
Rai 1 24 e 25 marzo 2026 La volta buona, La vita in diretta, Sottovoce, 1mattina News, UnoMattina e Storie Italiane. È il percorso più semplice per chi vuole seguire il ricordo nei programmi generalisti.
Rai 2 24 e 25 marzo 2026 BellaMa’ alle 15:30, speciale BellaMa’ alle 19:00 e I fatti vostri alle 11:10 del giorno successivo. Copertura immediata e popolare del lutto televisivo.
Tgr Liguria e Tg2 Italia Europa 24 e 25 marzo 2026 Diretta dalla casa genovese del cantautore e approfondimento con Umberto Broccoli alle 10:00. Qui la notizia si lega al territorio e all’archivio delle interviste.
Rai Storia 25 marzo ore 11:45 e 26 marzo ore 17:55 Biografie - Gino Paoli, il cielo in una nota. È la finestra più ordinata per chi cerca un ritratto sintetico costruito con materiali tv.
Rai Storia e Rai 5 25 marzo ore 12:25 e seconda serata Senza fine, speciale con la prima esecuzione televisiva Rai del 25 settembre 1965. È il contenuto d’archivio più prezioso per vedere Paoli dentro la storia della tv musicale.
RaiPlay e RaiPlay Sound Da oggi Collezione Omaggio a Gino Paoli, interviste, esibizioni, speciali e ritratti audio. La via più pratica per chi vuole recuperare materiali subito e in autonomia.

Percorso rapido: per chi oggi non vuole aspettare i palinsesti lineari, la scelta più pratica resta la collezione dedicata su RaiPlay e il percorso parallelo su RaiPlay Sound.

Affetti, legami e biografia privata nei punti che hanno rilievo pubblico

Nodo Fatto Rilievo pubblico
Anna Fabbri Prima moglie di Paoli, conosciuta nel 1954 e sposata nel 1957. Da questa unione nasce Giovanni, poi morto nel marzo 2025.
Stefania Sandrelli Relazione diventata presto un fatto pubblico nazionale negli anni Sessanta. Da questo legame nasce Amanda nel 1964.
Ornella Vanoni Sodalizio artistico e sentimentale tra i più forti della canzone italiana. Me in tutto il mondo e Senza fine sono due snodi decisivi di questo rapporto.
Paola Penzo Compagna della maturità e poi moglie, sposata nel 1991. Con lei ha tre figli, Nicolò, Tommaso e Francesco, e un lungo tratto finale della propria vita privata e creativa.
Cinque figli Giovanni, Amanda, Nicolò, Tommaso e Francesco. È il perimetro familiare pubblico che ricorre con maggiore coerenza nei ritratti delle ultime ore.

Teniamo questa sezione sul piano che le compete. Non serve a trasformare il privato in racconto ornamentale. Serve a capire dove la vita di Paoli ha intersecato direttamente la sua opera, la cronaca culturale e l’immaginario pubblico italiano.

Reazioni immediate: come il paese sta leggendo la perdita

Voce Primo messaggio Lettura utile
Club Tenco Lo ricolloca subito tra i protagonisti della generazione che ha fatto della canzone una forma d’autore. Il lutto viene letto come perdita strutturale per la storia della canzone italiana.
Regione Liguria Omaggio sul maxischermo della sede regionale e diffusione dei suoi brani nel pomeriggio del 24 marzo. La sua scomparsa viene percepita in Liguria come un fatto identitario oltre che artistico.
Monfalcone Il sindaco richiama il segno lasciato da Paoli nella musica del Novecento e nel nome della città natale. Anche il luogo dell’origine anagrafica riattiva la memoria pubblica della sua figura.
Gianni Morandi e Carlo Conti Le prime parole del sistema musicale e televisivo insistono sull’amicizia, sulla poesia e sulla centralità del suo repertorio. La perdita viene letta nello stesso momento come fatto umano e come fatto di linguaggio.

Domande frequenti

È confermata la morte di Gino Paoli?

Sì. La famiglia ha diffuso oggi una nota pubblica che conferma la scomparsa del cantautore nella notte tra il 23 e il 24 marzo 2026.

Dove è morto Gino Paoli?

Il quadro verificato del pomeriggio indica la sua casa genovese come luogo del decesso, dopo un breve ricovero in una clinica privata.

Quanti anni aveva?

Aveva 91 anni. Era nato a Monfalcone il 23 settembre 1934.

La causa della morte è stata resa pubblica?

No. Alla data e all’ora dell’ultimo aggiornamento non risulta una causa ufficiale diffusa dalla famiglia.

Che cosa sappiamo sui funerali?

Le esequie sono indicate in forma privata e riservate ai familiari.

Qual è la vera città di Gino Paoli?

Monfalcone resta il dato anagrafico, ma Genova e in particolare Pegli restano il cuore della sua formazione artistica e civile.

Dove si trovava davvero la soffitta di La gatta?

La ricostruzione oggi più solida la colloca a Boccadasse, nel borgo marinaro di Genova, in Salita Santa Chiara.

Qual è stato il suo primo disco?

Il suo primo 45 giri per Ricordi risale al 1959. In quella fase iniziale emerge anche La tua mano, spesso indicata come brano d’esordio.

Perché il suo nome è così importante per la scuola genovese?

Perché Paoli è tra gli autori che hanno contribuito a spostare la canzone italiana verso una scrittura più intima, più adulta e meno declamatoria, dentro lo stesso laboratorio culturale di Tenco, Lauzi, De André e Bindi.

Quante canzoni ha scritto?

Le verifiche biografiche più affidabili parlano di oltre duecento canzoni.

Quante volte partecipò a Sanremo?

RaiNews quantifica in cinque le partecipazioni competitive di Gino Paoli al Festival di Sanremo. A queste si aggiunge il ritorno da superospite nel 2023.

Ha avuto anche ruoli istituzionali?

Sì. È stato deputato dal 1987 al 1992, ha fatto parte della IX Commissione della Camera, ha presentato proposte sulla musica e sui giovani artisti ed è stato presidente della SIAE dal 2013 al 2015.

Quali sono i titoli da ascoltare per capire subito Gino Paoli?

Per entrare davvero nella sua opera conviene partire da Il cielo in una stanza, Senza fine, Sapore di sale, La gatta, Che cosa c’è, Averti addosso, Quattro amici e Una lunga storia d’amore.

Che cosa stava facendo negli ultimi anni?

Continuava a rileggere il proprio repertorio, lavorava con Danilo Rea, nel 2023 è tornato a Sanremo da superospite e nel 2025 ha pubblicato l’autobiografia Cosa farò da grande. I miei primi 90 anni.

Nel 2024 stava ancora scrivendo nuove canzoni?

Sì. In una delle sue ultime interviste pubbliche raccontava di avere cinque o sei nuove canzoni in lavorazione che gli piacevano.

Dove si può rivedere oggi Gino Paoli in tv e in streaming?

Rai dedica già da oggi una programmazione speciale sulle reti tv e radio, mentre RaiPlay e RaiPlay Sound hanno attivato collezioni e percorsi dedicati con interviste, esibizioni e materiali d’archivio.

Timeline di una traiettoria decisiva

Apri le fasi in ordine. Qui abbiamo ricostruito, senza compressioni inutili, la sequenza che spiega il peso reale della notizia di oggi.

  1. 1934 Monfalcone all’anagrafe, Genova nel destino
    • Nasce il 23 settembre 1934 a Monfalcone.
    • Cresce a Pegli, dentro l’orizzonte genovese che segnerà lingua e immagini.
    • La sua biografia comincia già con un doppio asse: origine friulana e destino ligure.

    Perché conta: Senza questo doppio radicamento si capisce meno la sua voce e si capisce peggio la sua collocazione nella cultura italiana.

  2. Anni Cinquanta Le arti grafiche, la canzone francese e il primo laboratorio personale
    • All’inizio si dedica anche alle arti grafiche e visive.
    • Assorbe temi e suggestioni della canzone esistenzialista francese.
    • La scrittura inizia a prendere una piega lontana dalla canzone di pura esposizione vocale.

    Perché conta: Qui si forma la misura stilistica di Paoli, fatta di sottrazione, precisione e spazio lasciato al sottinteso.

  3. 1959 Il primo 45 giri per Ricordi
    • Pubblica il primo 45 giri con la Ricordi.
    • Il debutto coincide con La tua mano e con il primo ingresso nel mercato discografico.
    • Da promessa locale inizia la traiettoria dell’autore nazionale.

    Perché conta: È il punto in cui la vocazione smette di essere privata e diventa discografia.

  4. 1960-1961 La gatta, Mina e il paese che si accorge di lui
    • La gatta apre la fase dei primi grandi classici.
    • Mogol lo sostiene e convince Mina a portare Il cielo in una stanza verso una diffusione nazionale enorme.
    • Nel 1961 arriva anche il primo passaggio in gara a Sanremo con Un uomo vivo, in coppia con Tony Dallara.

    Perché conta: In pochissimo tempo Paoli passa dal laboratorio genovese al centro della canzone italiana.

  5. 11 luglio 1963 Il colpo di pistola e il proiettile vicino al pericardio
    • Tenta il suicidio e sopravvive.
    • Il proiettile resta nel corpo vicino al pericardio.
    • La fragilità dell’uomo entra da quel momento nel racconto pubblico dell’artista.

    Perché conta: Questa frattura biografica pesa sulla lettura della sua opera e impedisce ogni ritratto semplificato.

  6. 1964-1968 Nuovi Sanremo e allontanamento progressivo dalla macchina del successo
    • Nel 1964 torna a Sanremo con Ieri ho incontrato mia madre insieme ad Antonio Prieto.
    • Nel 1968 si ripresenta con La carta vincente, cantata con Ricardo.
    • Dopo questi passaggi la distanza dalla scena aumenta e inizia un periodo più accidentato.

    Perché conta: Questa fase mostra quanto la sua carriera non sia stata una linea comoda e continua.

  7. Primi anni Settanta Il ritorno attraverso la trilogia Durium e la tv
    • Nel 1971 e nel 1972 arrivano Le due facce dell’amore, Rileggendo vecchie lettere d’amore e Amare per vivere.
    • La televisione Rai gli dedica uno speciale costruito intorno al repertorio di quella fase.
    • Il suo discorso artistico si fa più maturo, più concreto, meno dipendente dal mito dei primi classici.

    Perché conta: Qui Paoli dimostra di saper rinascere senza ricalcare il proprio passato.

  8. 1974-1984 Premio Tenco e nuova centralità critica
    • Nel 1974 il Club Tenco lo inserisce fra i nomi premiati della rassegna.
    • Nel 1984 Averti addosso ottiene la Targa Tenco per la miglior canzone.
    • Nello stesso periodo il suo nome torna forte anche nella percezione del grande pubblico.

    Perché conta: L’autore viene riconosciuto insieme dalla critica e dal pubblico, non da uno solo dei due mondi.

  9. 1984-1991 Una lunga storia d’amore, Matto come un gatto e Quattro amici
    • Una lunga storia d’amore diventa uno dei brani simbolo della sua maturità.
    • Matto come un gatto riporta Paoli a una forte riconoscibilità popolare.
    • Nel 1991 Quattro amici vince il Festivalbar.

    Perché conta: È il ciclo che mostra come Paoli abbia saputo rifondare la propria popolarità adulta.

  10. 1987-1992 La parentesi parlamentare
    • Viene proclamato deputato il 29 giugno 1987.
    • Siede nella IX Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni.
    • Nel 1988 presenta una proposta sulla valorizzazione e tutela della musica leggera italiana e nel 1989 una sugli incentivi per l’attività artistica dei giovani.

    Perché conta: Rende visibile una convinzione precisa: la cultura, per lui, è anche struttura pubblica.

  11. 2002-2004 Il ritorno forte sulla scena generalista
    • Nel 2002 torna in gara a Sanremo con Un altro amore.
    • Si classifica terzo e ottiene il riconoscimento per il miglior testo.
    • Nel 2004 riceve il premio alla carriera e pubblica Ti ricordi? No non mi ricordo con Ornella Vanoni.

    Perché conta: Sanremo certifica che Paoli è ancora un autore presente, non un monumento in vetrina.

  12. 2007-2019 Jazz, riletture e nuovi lavori
    • Con Milestones. Un incontro in jazz apre un dialogo forte con Danilo Rea, Enrico Rava, Roberto Gatto e altri musicisti.
    • Nel 2012 e nel 2013 arriva un nuovo ciclo di dischi con Danilo Rea.
    • Nel 2017 pubblica 3 e nel 2019 Appunti di un lungo viaggio.

    Perché conta: La fase matura non vive di solo repertorio ma di continua rielaborazione.

  13. 2013-2015 La SIAE e il nodo della rappresentanza degli autori
    • Il Quirinale lo nomina presidente della SIAE il 21 maggio 2013.
    • Il mandato nasce con una durata quadriennale.
    • La fase si chiude con le dimissioni del febbraio 2015.

    Perché conta: Anche qui si vede la sua presenza dentro le strutture che regolano la vita pubblica della musica.

  14. 2023-2025 Sanremo, nuove canzoni e autobiografia dei 90 anni
    • Nel 2023 torna all’Ariston da superospite con Danilo Rea.
    • Nel 2024 racconta di stare ancora lavorando a cinque o sei nuove canzoni.
    • Nel settembre 2025 esce Cosa farò da grande. I miei primi 90 anni.

    Perché conta: L’ultimo tratto pubblico lo mostra ancora dentro il presente, non chiuso nella nostalgia.

  15. 2026 La morte, il lutto e il perimetro corretto del racconto
    • Muore nella notte tra il 23 e il 24 marzo 2026 a 91 anni.
    • La famiglia conferma la notizia e chiede riservatezza.
    • Le esequie vengono indicate in forma privata.

    Perché conta: Chiude la cronologia e definisce il tono esatto con cui la giornata va raccontata.

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Trasparenza: fonti e metodo

Questa versione estesa nasce da una verifica chiusa su più piani. Abbiamo incrociato i dati della giornata con il materiale pubblicato da ANSA, Reuters, RaiNews, Rai Ufficio Stampa, RaiPlay, Treccani, Bompiani, Gallucci, Camera dei deputati, Quirinale, SIAE, Discografia Nazionale della canzone italiana e Club Tenco. Le fonti esterne, per noi, non guidano il racconto. Servono a validare ciò che stiamo già affermando dopo il controllo redazionale.

Metodo: fissiamo i fatti, distinguiamo ciò che è chiuso da ciò che non lo è, poi spieghiamo perché ogni dato cambia il senso della notizia.

Dati di pubblicazione e policy editoriali

Pubblicato il: 24/03/2026 ore 16:28. La prima versione dell’articolo è stata chiusa con i dati confermati disponibili in quel momento.

Ultimo aggiornamento editoriale: 24/03/2026 ore 18:28. La versione attuale incorpora il quadro operativo della giornata, la ricostruzione della carriera completa, una discografia ragionata, i passaggi istituzionali, i libri, la memoria Rai e una sezione molto più ampia sui dettagli che i lettori cercano davvero.

Contenuto verificato Verificato secondo i nostri standard di fact-checking con riscontri incrociati su fonti autorevoli e archivi istituzionali. Policy correzioni

Se arriveranno ulteriori comunicazioni ufficiali su commemorazioni pubbliche o altri dettagli formali, le integreremo solo dopo una nuova verifica completa.

Update log

Registro degli aggiornamenti sostanziali: trasparenza su modifiche, correzioni e integrazioni informative.

  • 24/03/2026 ore 16:28: Pubblicazione: fissato il perimetro dei fatti chiusi sulla scomparsa di Gino Paoli, distinguendo subito i dati confermati da quelli ancora privi di formalizzazione pubblica.
  • 24/03/2026 ore 16:41: Inserita la conferma del decesso nella casa genovese del cantautore dopo un breve ricovero in una clinica privata.
  • 24/03/2026 ore 16:55: Aggiornata la sezione operativa con l’indicazione delle esequie in forma privata, riservate ai familiari.
  • 24/03/2026 ore 17:09: Estesa la scheda biografica con Pegli, il primo 45 giri del 1959, il luogo reale de “La gatta” e i primi passaggi sanremesi del cantautore.
  • 24/03/2026 ore 17:24: Aggiunte le sezioni su Parlamento, IX Commissione, proposta per l’attività artistica dei giovani, valorizzazione della musica leggera italiana e passaggio alla presidenza SIAE.
  • 24/03/2026 ore 17:47: Raddoppiata la parte sul catalogo con una discografia ragionata per decenni, i ritorni a Sanremo, il Festivalbar 1991 e le collaborazioni della fase matura.
  • 24/03/2026 ore 18:03: Rafforzato il capitolo sugli ultimi anni pubblici con il libro del 2025, le nuove canzoni ancora in lavorazione nel 2024 e il ritorno all’Ariston nel 2023.
  • 24/03/2026 ore 18:28: Chiusa la versione più ampia con nuove tabelle su carriera, discografia, affetti pubblicamente noti, archivio Rai, programmi tributo e cronologia completa.
Foto di Junior Cristarella
Autore Junior Cristarella Junior Cristarella segue quotidianamente musica, spettacolo e cultura con un metodo di verifica fondato su fonti autorevoli, archivi e riscontri istituzionali.
Pubblicato 24/03/2026 ore 16:28 Aggiornato 24/03/2026 ore 18:28