Cronaca internazionale
Crans-Montana, sindaco indagato per il rogo del Constellation
Ricostruzione documentale del punto che cambia l’inchiesta sul rogo del Le Constellation. Oggi Nicolas Féraud entra nel fascicolo e il vuoto dei controlli annuali dopo il 2019 diventa uno dei cardini del caso. Qui mettiamo in ordine atti, numeri e implicazioni concrete.
A Crans-Montana oggi il dato che pesa più di ogni altro è questo: l’inchiesta sul rogo del Constellation è arrivata al vertice politico del Comune. Nicolas Féraud entra formalmente nel fascicolo insieme ad altre figure della filiera della sicurezza pubblica. Noi abbiamo rimesso in fila gli atti disponibili fino al 9 marzo 2026 e la ricostruzione porta in una direzione precisa. Il nodo non è soltanto la notte di Capodanno. Il nodo è il vuoto di vigilanza che ha lasciato il locale senza controlli annuali dal 2020 al 2025 dopo l’ultima verifica del 2019. In questo quadro restano fermi anche i numeri umani della strage: 41 morti e 115 feriti.
Mappa rapida: che cosa cambia davvero oggi
| Snodo | Che cosa sappiamo | Perché conta | Effetto immediato |
|---|---|---|---|
| La svolta di oggi | Il sindaco Nicolas Féraud entra formalmente nell’inchiesta insieme ad altre figure della filiera comunale della sicurezza. | La Procura smette di guardare solo al locale e misura il funzionamento del controllo pubblico. | Il caso si sposta dal solo errore operativo alla possibile omissione istituzionale. |
| Il vuoto dei controlli | L’ultimo controllo annuale documentato sul Constellation è del 2019. Dal 2020 al 2025 quelle verifiche non risultano eseguite. | Non parliamo di una visita saltata. Parliamo di un ciclo di vigilanza interrotto. | La prevenzione mancata entra nel cuore del fascicolo. |
| Il nodo tecnico | La pista privilegiata resta quella delle fontane pirotecniche sulle bottiglie che incendiano la schiuma del soffitto del seminterrato. | Il responsabile cantonale della sicurezza ha chiarito che anche quel materiale rientrava nei controlli di base. | Il baricentro passa dalla fatalità all’applicazione concreta delle regole esistenti. |
| Il retroterra amministrativo | Un audit interno del 2023 aveva già segnalato disfunzioni pesanti proprio nell’area comunale che doveva garantire continuità e controlli. | Le criticità erano state messe nero su bianco ben prima del rogo. | Si rafforza il tema della prevedibilità del rischio. |
| Le conseguenze pratiche | Canton Vallese e Confederazione hanno già attivato o proposto sostegni straordinari per vittime e famiglie, oltre a divieti e verifiche aggiuntive. | Le istituzioni stesse trattano la strage come un evento fuori scala. | Il caso produce effetti immediati ben oltre il processo penale. |
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La Procura non guarda più soltanto al locale. Sta verificando il funzionamento della filiera pubblica dei controlli.
L’ultimo controllo documentato è del 2019. Le verifiche annuali successive non risultano eseguite.
La pista resta quella delle fontane pirotecniche che incendiano la schiuma del soffitto del seminterrato.
Canton Vallese e Confederazione hanno già mosso aiuti straordinari e un percorso per soluzioni extragiudiziali.
Il rogo del Constellation non è più soltanto una vicenda di locale e gestori. Oggi l’inchiesta entra nel cuore della filiera pubblica dei controlli.
Contesto essenziale: perché oggi cambia davvero il fascicolo
Il punto non è soltanto l’iscrizione del sindaco. Il punto è che il fascicolo supera la dimensione dei gestori e arriva alla struttura che doveva controllare. Quando l’azione penale entra nella catena amministrativa, la domanda non è più chi ha sbagliato in sala. La domanda diventa chi avrebbe dovuto impedire che quella sala restasse vulnerabile.
Noi qui vediamo una soglia netta. Se il Comune ammette che le verifiche annuali si sono fermate dopo il 2019, il rogo non può più essere letto come una fatalità pura. Diventa il possibile effetto finale di omissioni distribuite nel tempo. È questo il passaggio che porta l’inchiesta dal bancone del locale fino al livello politico-amministrativo.
In breve
- Nicolas Féraud entra formalmente nell’inchiesta e il fascicolo raggiunge nove posizioni.
- L’ultimo controllo annuale documentato sul Constellation risale al 2019. Dal 2020 al 2025 il ciclo delle verifiche annuali risulta interrotto.
- La pista tecnica continua a puntare sulla combinazione fra pirotecnica da bottiglia e schiuma fonoassorbente del soffitto del seminterrato.
- Per vittime e familiari il terreno pratico si muove già adesso tra aiuto cantonale, contribuzione federale proposta e tavolo per accordi extragiudiziali.
I numeri che vanno tenuti fermi
Sui casi ad altissima esposizione mediatica i numeri cambiano il significato dei fatti. Qui conviene fissarli una volta per tutte.
| Voce | Dato | Perché conta oggi |
|---|---|---|
| Bilancio umano aggiornato | 41 morti e 115 feriti | È il bilancio corretto dopo il decesso del diciottenne ricoverato a fine gennaio. |
| Perimetro dell’inchiesta al 9 marzo | 9 posizioni | Il caso coinvolge locale, filiera tecnica della sicurezza e catena comunale di controllo. |
| Ultimo controllo annuale documentato | 2019 | Da lì si apre il vuoto delle verifiche annuali dal 2020 al 2025. |
| Aiuto d’urgenza cantonale | 10.000 franchi per ogni persona deceduta o ricoverata | È la misura immediata già attivata dal Canton Vallese. |
| Contribuzione federale proposta | 50.000 franchi | È la misura straordinaria prevista dal Consiglio federale per famiglie delle vittime e persone ricoverate. |
L’inchiesta oggi: che cosa è accertato e che cosa cambia
Questa non è una pagina da leggere come una semplice cronaca del giorno. È il punto in cui l’inchiesta cambia scala. Noi abbiamo ricostruito i passaggi che tengono insieme atti ufficiali, cronologia degli eventi e implicazioni pratiche. Il risultato è netto: il rogo del Constellation non può più essere interpretato solo come il prodotto di una notte sbagliata. Il caso oggi mette sotto esame anche la capacità dell’ente pubblico di vedere il rischio e di neutralizzarlo in tempo.
Metodo: distinguiamo sempre i fatti accertati dalle nostre deduzioni logiche. La deduzione che proponiamo è dichiarata come tale e nasce solo da elementi già verificati.
Sommario dei contenuti
- Cosa cambia con il sindaco indagato
- Il punto che chiude la discussione sui controlli
- Perché la schiuma del soffitto è il nodo tecnico
- Il dato nascosto che pesa sul Comune: l’audit 2023
- La cifra corretta delle vittime e dei feriti
- Cosa succede da oggi sul piano giudiziario e pratico
- FAQ
Cosa cambia con il sindaco indagato
Oggi il fatto nuovo è semplice e pesante nello stesso tempo: Nicolas Féraud è entrato formalmente nel perimetro penale dell’inchiesta. Noi lo leggiamo così: la Procura del Vallese non sta più verificando soltanto le scelte dei gestori del locale. Sta misurando se l’apparato pubblico che doveva vigilare abbia lasciato per anni il Constellation senza l’ultima barriera che avrebbe potuto fermare il rischio.
Il fascicolo arriva a nove posizioni. Nel perimetro ci sono i gestori del locale, figure attuali e passate della sicurezza antincendio, persone con funzioni pubbliche sulla sicurezza e il sindaco. È una struttura processuale che racconta già una tesi di fondo: la Procura cerca una catena di responsabilità e non un colpevole di comodo buono per chiudere il caso in fretta.
Il punto che chiude la discussione sui controlli
L’ultimo controllo annuale documentato sul Constellation risale al 2019. Dal 2020 al 2025 quei passaggi non risultano eseguiti benché per gli esercizi pubblici la verifica dovesse tornare ogni anno. Dire che ci sono stati sei anni di calendario senza quel controllo non è una formula retorica. È il modo corretto di descrivere un buco di vigilanza che la stessa amministrazione comunale ha dovuto riconoscere.
Qui la differenza è enorme. Una visita mancata può ancora essere raccontata come eccezione. Un intero ciclo di verifiche scomparso cambia la fisionomia del caso. Per noi questo è il passaggio che rende molto più difficile parlare di sfortuna o di sorpresa assoluta. Quando la prevenzione non si presenta per anni, la notte del disastro smette di essere un episodio isolato.
Perché la schiuma del soffitto è il nodo tecnico
La pista privilegiata resta quella delle fontane pirotecniche montate sulle bottiglie di champagne. Nel seminterrato del Constellation la distanza dal soffitto era minima e la schiuma fonoassorbente ha offerto un supporto combustibile devastante. Questo è il meccanismo che gli atti e le ricostruzioni tecniche tengono al centro.
C’è poi un dettaglio che sposta molto. Nei primi giorni il dibattito ha oscillato anche sull’idea che il materiale del soffitto non rientrasse davvero nei controlli. Il responsabile cantonale della sicurezza ha invece chiarito che quel tipo di materiale doveva essere verificato. Tradotto in termini semplici: il tema non è l’assenza di una regola nuova. Il tema è l’eventuale mancata applicazione di regole già esistenti.
Il dato nascosto che pesa sul Comune: l’audit 2023
Su questo sfondo entra in gioco il dato che, a nostro avviso, pesa più di ogni altro sul versante pubblico. Nel 2023 un audit interno aveva già segnalato disfunzioni serie nell’amministrazione comunale e proprio nel servizio che si occupava dei controlli. Non stiamo parlando di un rilievo marginale. Parliamo di un documento che descriveva una macchina già in sofferenza.
La nostra deduzione, che teniamo distinta dal fatto nudo, è lineare: quel documento rende più difficile sostenere che il difetto di vigilanza sia comparso all’improvviso. Se un audit segnala personale insufficiente insieme a un’esecuzione incerta dei compiti e a correzioni quasi non attuate, per la Procura diventa lecito chiedersi se il mancato controllo del Constellation sia l’espressione di una patologia amministrativa nota.
La cifra corretta delle vittime e dei feriti
Qui circola ancora un equivoco che va chiuso. Le persone ferite identificate erano diventate 116 nei primi giorni. Poi il 31 gennaio è morto a Zurigo un diciottenne ricoverato con ustioni gravissime. Da allora il bilancio corretto è 41 morti e 115 feriti. Chi continua a leggere due cifre diverse sta guardando due fotografie di momenti diversi della stessa tragedia.
La ferita, purtroppo, è ancora aperta anche nel senso più concreto. A inizio marzo restano pazienti in ospedale e in percorsi di cura anche fuori dalla Svizzera. Questo è il motivo per cui la vicenda resta una cronaca in corso e non soltanto un processo che si prepara.
Cosa succede da oggi sul piano giudiziario e pratico
Sul piano giudiziario il fascicolo ha ormai una forma riconoscibile. Gestori del bar, filiera tecnica della sicurezza, figure comunali attuali o passate, vertice politico: il profilo è quello tipico dei casi in cui la Procura cerca non il solo errore materiale dell’ultima notte ma il sistema che ha reso possibile quell’ultima notte. La novità di oggi è che questa ipotesi non resta più sullo sfondo. Entra formalmente nella procedura.
Sul piano pratico le famiglie non attendono solo il processo. Il Canton Vallese aveva già sbloccato un aiuto d’urgenza da 10.000 franchi per ogni persona deceduta o ricoverata. Ora la Confederazione punta a una contribuzione di solidarietà da 50.000 franchi per ogni famiglia delle vittime e per ogni persona passata da un ricovero ospedaliero, con una legge urgente dedicata e una tavola rotonda per favorire soluzioni extragiudiziali. Queste misure non anticipano la colpa di nessuno. Servono però a evitare che il tempo del processo lasci sole le persone colpite.
Le conseguenze più concrete che vediamo già adesso
- Per il Comune: la linea di difesa non potrà più fermarsi alla tesi della fatalità. Dovrà spiegare il vuoto dei controlli e il contesto amministrativo che lo ha reso possibile.
- Per l’indagine tecnica: il materiale del soffitto resta centrale perché lega dinamica del rogo e prevenzione mancata.
- Per vittime e familiari: gli aiuti straordinari si affiancano ai percorsi giudiziari e riconoscono la portata eccezionale del caso.
- Per la sicurezza pubblica: divieti sulla pirotecnica indoor e verifiche aggiuntive mostrano che anche le autorità considerano il rischio strutturale e non teorico.
Le domande aperte che contano davvero
- Per quale ragione il ciclo dei controlli annuali si è interrotto dopo il 2019 e chi avrebbe dovuto accorgersene subito?
- Chi ha ricevuto l’audit del 2023 e quali correzioni concrete sono state davvero attuate prima della notte del rogo?
- Che cosa risulterà dagli accertamenti completi su materiali, capacità del locale, organizzazione della serata e rispetto delle prescrizioni?
- La catena di comando comunale ha ignorato segnali già visibili oppure il difetto nasce da una macchina incapace di sorvegliare davvero?
Perché l’audit del 2023 non è un dettaglio
L’audit interno consegnato nell’autunno del 2023 è uno dei documenti che meritano più attenzione. Fotografava un’amministrazione con disfunzioni serie e con criticità sensibili proprio nell’area chiamata a garantire controlli e sicurezza. Noi lo consideriamo il ponte più importante tra il prima e il dopo della strage.
Va detto con precisione: l’audit non dimostra automaticamente il nesso causale con il rogo. Però cambia il contesto in cui quel nesso verrà discusso. Se le criticità erano già note, la Procura può chiedersi se il rischio fosse amministrativamente visibile prima dell’1 gennaio.
Cosa cambia da oggi per vittime e famiglie
Aiuto immediato e misura federale straordinaria
Il Canton Vallese ha già previsto un aiuto d’urgenza da 10.000 franchi per ogni persona deceduta e per ogni persona ricoverata. Questo primo sostegno serve a coprire il tempo più brutale della crisi. La Confederazione si è mossa su un piano diverso: una legge urgente dedicata alla tragedia di Crans-Montana con una contribuzione di solidarietà da 50.000 franchi per ogni famiglia delle vittime e per ogni persona che ha richiesto un ricovero ospedaliero.
Perché questa misura è importante anche se il processo deve ancora fare il suo corso
Qui c’è un punto che va chiarito. La contribuzione federale non è un risarcimento definitivo e non anticipa l’esito penale. È il riconoscimento del fatto che la scala della strage ha superato i meccanismi ordinari. In parallelo è stata prevista una tavola rotonda per favorire soluzioni extragiudiziali con possibile partecipazione finanziaria federale.
Chiarimento utile: il sostegno pubblico straordinario non chiude il capitolo dei futuri risarcimenti. È un intervento di solidarietà che vive accanto al procedimento penale e agli eventuali percorsi civili.
La nostra analisi: dove si sposta davvero il baricentro
Noi non leggiamo l’iscrizione del sindaco come un gesto simbolico. La leggiamo come il tentativo di stabilire se il rischio fosse amministrativamente visibile prima del rogo. Quando una Procura sale fino al vertice politico in un caso di questo tipo, sta testando la continuità tra omissione tecnica e omissione di governo.
Il dato cruciale è la combinazione tra controlli fermi per anni, un audit che aveva già fotografato criticità profonde e una pista tecnica che riporta tutto su un materiale che doveva stare dentro il radar della vigilanza. Questa saldatura, da sola, non equivale a una colpa accertata. Però spiega perché il fascicolo abbia superato la soglia del locale.
C’è poi un elemento che spesso sfugge. Le autorità hanno reagito dopo la tragedia vietando la pirotecnica nei locali chiusi e affidando nuove verifiche. Quando il sistema cambia così in fretta dopo un evento, ammette implicitamente che il rischio precedente non era stato neutralizzato a sufficienza. Anche questo pesa nella lettura pubblica del caso.
Questa è un’analisi editoriale basata su atti, cronologie ufficiali e riscontri documentali. Le deduzioni restano nostre e sono dichiarate come tali.
A cura di Junior Cristarella.
Domande frequenti
Il sindaco Nicolas Féraud è davvero indagato al 9 marzo 2026?
Sì. Al 9 marzo 2026 Nicolas Féraud rientra formalmente nel perimetro dell’inchiesta penale sul rogo del Constellation insieme ad altre figure comunali.
Perché si parla di sei anni senza controlli se l’ultimo controllo è del 2019?
Perché dopo l’ispezione del 2019 non risultano effettuate le verifiche annuali dovute per gli anni dal 2020 al 2025. È quindi corretto parlare di sei anni di calendario senza il controllo annuale previsto.
Quante sono oggi le posizioni nel fascicolo?
L’inchiesta arriva a nove posizioni complessive. Il perimetro comprende i gestori del locale, figure tecniche della sicurezza e componenti attuali o passate della catena comunale di controllo.
Qual è la causa ritenuta più probabile del rogo?
La pista privilegiata resta quella delle fontane pirotecniche montate sulle bottiglie di champagne che avrebbero incendiato la schiuma fonoassorbente del soffitto nel seminterrato del Constellation.
Perché il tema della schiuma del soffitto è così importante?
Perché sposta il caso dal semplice uso imprudente della pirotecnica alla verifica della prevenzione. Il chiarimento secondo cui quel materiale doveva rientrare nei controlli di base rende centrale il nodo della vigilanza mancata.
Il Comune sapeva già di avere problemi interni prima della strage?
Un audit interno del 2023 aveva già segnalato disfunzioni serie nell’amministrazione comunale, compresa l’area che si occupava di controlli e sicurezza. Questo non equivale da solo a una colpa penale ma pesa molto nella lettura del contesto.
Qual è il bilancio umano corretto da usare oggi?
Il bilancio aggiornato è di 41 morti e 115 feriti. Il numero dei feriti era stato inizialmente portato a 116 prima che uno dei ricoverati morisse per le ustioni riportate.
Che sostegni economici sono previsti per vittime e famiglie?
Il Canton Vallese ha già previsto un aiuto d’urgenza da 10.000 franchi per ogni persona deceduta o ricoverata. A livello federale è stata avviata una legge urgente per una contribuzione di solidarietà da 50.000 franchi per ogni famiglia delle vittime e per ogni persona passata da un ricovero ospedaliero.
Il sostegno federale sostituisce i risarcimenti che potranno arrivare più avanti?
No. Si tratta di una misura di solidarietà straordinaria e non di una definizione anticipata delle responsabilità civili o penali. I percorsi risarcitori restano un capitolo distinto.
Timeline dell’inchiesta: apri le fasi in ordine
La timeline serve a orientarti tra fatti, allargamento del fascicolo e misure adottate dopo la strage.
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1 gennaio La notte del rogo: il Constellation diventa una trappola in pochi istanti
- L’incendio esplode intorno all’01:30 durante i festeggiamenti di Capodanno nel seminterrato del locale.
- La pista tecnica privilegiata punta alle fontane pirotecniche sulle bottiglie a contatto con il soffitto rivestito di schiuma fonoassorbente.
- Il bilancio iniziale è già devastante e apre subito un’inchiesta per accertare cause e responsabilità.
Perché conta: Il punto da tenere fermo è questo: la violenza del rogo non basta da sola a spiegare la strage. Bisogna capire perché quell’ambiente fosse così vulnerabile.
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6 gennaio Emergono i controlli mancati e il Comune ammette il buco dopo il 2019
- Viene chiarito che il locale non aveva ricevuto i controlli annuali previsti dal 2020 al 2025.
- Il sindaco parla di una grave mancanza e il Comune avvia verifiche straordinarie sugli esercizi pubblici.
- Sul materiale del soffitto arriva una puntualizzazione chiave: anche la schiuma rientrava nei controlli di base.
Perché conta: Qui il caso cambia forma. Il rogo non riguarda più soltanto ciò che accade la notte dell’incendio ma anche ciò che non è stato fatto negli anni prima.
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Fine gennaio Il fascicolo si allarga e affiora il peso dell’audit interno del 2023
- L’inchiesta esce dal perimetro dei soli gestori e raggiunge attuali ed ex responsabili della sicurezza.
- Entra nella discussione pubblica un audit del 2023 che aveva già fotografato serie disfunzioni nell’amministrazione comunale.
- La domanda giudiziaria diventa più ampia: chi sapeva che il sistema non funzionava e chi doveva intervenire.
Perché conta: L’audit non prova da solo il nesso causale con il rogo ma rende più difficile trattare il mancato controllo come una semplice dimenticanza.
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1 febbraio e 25 febbraio Il bilancio sale a 41 morti e la Confederazione apre il capitolo del sostegno straordinario
- Il decesso di un diciottenne ricoverato porta il bilancio a 41 vittime e ridefinisce il conteggio dei feriti in 115.
- Il Canton Vallese aveva già attivato un aiuto d’urgenza da 10.000 franchi per ogni persona deceduta o ricoverata.
- Il Consiglio federale approva una legge urgente per una contribuzione di solidarietà da 50.000 franchi e una tavola rotonda per favorire soluzioni extragiudiziali.
Perché conta: Il tempo della giustizia resta lungo ma le esigenze materiali di vittime e famiglie hanno già imposto una risposta pubblica immediata.
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9 marzo Il sindaco entra formalmente nell’inchiesta: nove posizioni complessive
- Oggi vengono formalizzate nuove posizioni nel fascicolo che include il sindaco e altre figure comunali attuali o passate.
- L’inchiesta raggiunge nove posizioni complessive tra gestori del locale, filiera tecnica della sicurezza e catena politico-amministrativa.
- Il caso assume pienamente il profilo di una verifica sulla responsabilità distribuita nel tempo.
Perché conta: Da questo momento la vera domanda non è più soltanto come sia partito il fuoco. La domanda è chi doveva intercettare il rischio prima che il fuoco partisse.
Le misure già adottate dopo il rogo
Anche il dopo, in questa vicenda, parla. Crans-Montana ha vietato la pirotecnica nei locali chiusi e ha disposto controlli straordinari con un ufficio esterno specializzato. Il Canton Vallese ha poi esteso il divieto di dispositivi pirotecnici negli spazi interni accessibili al pubblico.
Queste decisioni non provano da sole la colpa penale di qualcuno. Dicono però una cosa molto chiara sul piano del rischio: il pericolo che si è materializzato al Constellation non viene trattato come un caso teorico o irripetibile. Viene trattato come un rischio che richiede correzioni immediate.
Chiusura
La soglia è qui. Da oggi a Crans-Montana non basta più chiedersi chi abbia acceso la miccia. Bisogna capire chi avrebbe dovuto togliere il combustibile, chi avrebbe dovuto controllare il locale e chi ha lasciato che quel controllo sparisse per anni. È su questo terreno che l’iscrizione del sindaco cambia davvero il caso.
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Cronaca: i nostri approfondimenti
La nostra sezione cronaca raccoglie ricostruzioni, inchieste e analisi sui fatti che richiedono rigore documentale e contesto.
Apri la pagina hubTrasparenza: fonti e metodo
Questo speciale è stato costruito a partire da atti ufficiali del Ministero pubblico del Canton Vallese, dalla cronologia della Polizia cantonale e dalla documentazione federale sul sostegno alle vittime. Le fonti esterne non guidano il racconto. Servono solo a confermare ciò che emerge dagli atti e dalla nostra ricostruzione.
I passaggi chiave sull’allargamento dell’inchiesta, sui controlli mancati, sul bilancio umano aggiornato e sulle misure successive coincidono con i riscontri pubblicati da Reuters, RTS, RSI, Swissinfo e TV5Monde. Noi li usiamo come bollino di convalida tecnica di un quadro che resta costruito da questa redazione.
Fonti principali: atti del Ministero pubblico del Canton Vallese, Polizia cantonale del Vallese, documentazione del Consiglio federale e del Dipartimento federale di giustizia e polizia.
Dati di pubblicazione e policy editoriali
Pubblicato il: Lunedì 9 marzo 2026 alle ore 13:54. L’articolo riflette le informazioni disponibili alla data di pubblicazione e potrebbe non includere sviluppi successivi. Eventuali aggiornamenti sostanziali sono riportati nell’Update log.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 9 marzo 2026 alle ore 15:43. L’aggiornamento può includere anche interventi di revisione formale, correzioni o integrazioni documentali che non modificano necessariamente l’impianto fattuale del pezzo.
Per questo speciale abbiamo lavorato su atti, documentazione istituzionale e controllo incrociato di fonti autorevoli aggiornate al 9 marzo 2026. Quando distinguiamo tra fatto e deduzione lo facciamo in modo esplicito. Quando un elemento non è ancora definito dagli atti, non lo presentiamo come certezza.
Update log
Registro degli aggiornamenti sostanziali: trasparenza su modifiche, correzioni e integrazioni informative.
- Lunedì 9 marzo 2026 alle ore 13:54: Pubblicazione: ricostruzione documentale del nuovo perimetro dell’inchiesta dopo l’iscrizione del sindaco Nicolas Féraud nel fascicolo sul rogo del Constellation.
- Lunedì 9 marzo 2026 alle ore 14:27: Integrata la sezione sui numeri accertati della strage, con chiarimento sul passaggio da 116 persone ferite inizialmente identificate all’attuale bilancio di 115 feriti dopo il decesso del diciottenne ricoverato.
- Lunedì 9 marzo 2026 alle ore 15:11: Rafforzata l’analisi sul vuoto dei controlli annuali dopo il 2019 e sul peso dell’audit interno del 2023 nella lettura delle responsabilità comunali.
- Lunedì 9 marzo 2026 alle ore 15:43: Aggiunte le card su sostegno a vittime e famiglie, divieti e verifiche introdotti dopo il rogo e conseguenze concrete dell’allargamento dell’inchiesta a nove posizioni.