Cronaca | Rovigo
Castelguglielmo, madre e figlio morti: indagine per omicidio
Abbiamo allargato la ricostruzione fino ai punti che oggi fanno davvero la differenza: il tipo di bacino in cui sono stati trovati i corpi, la geografia concreta della scena, il significato operativo del fascicolo per omicidio, il peso del passeggino vicino alla riva e il ruolo decisivo dell’autopsia fissata per lunedì 30 marzo.
Noi oggi possiamo già fissare un perimetro netto. Nel primo pomeriggio di sabato 28 marzo, a Castelguglielmo, una donna di 39 anni e il figlio di poco più di un anno sono stati trovati morti in un bacino di laminazione in via Perarolo, tra Castelguglielmo e Canda. Un passante ha dato l’allarme. Vicino alla riva c’era il passeggino. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, Suem 118, carabinieri, medico legale e sommozzatori arrivati anche in elicottero. I primi rilievi esterni non hanno evidenziato segni evidenti di violenza. Domenica 29 marzo la Procura di Rovigo ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti. L’autopsia è fissata per lunedì 30 marzo. È da questo punto che va letta ogni riga successiva.
Castelguglielmo, madre e figlio morti nel bacino di laminazione: indagine per omicidio
Il nostro approfondimento
Noi oggi possiamo già fissare il perimetro che regge. Nel primo pomeriggio di sabato 28 marzo 2026 una donna di 39 anni e il figlio di poco più di un anno sono stati trovati morti in un bacino di laminazione in via Perarolo, tra Castelguglielmo e Canda, nel Rodigino. L’allarme è partito da un passante. Vicino alla riva è stato trovato il passeggino. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, Suem 118, carabinieri, medico legale e sommozzatori. Domenica 29 marzo la Procura di Rovigo ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti. L’autopsia è fissata per lunedì 30 marzo. I primi rilievi esterni non hanno evidenziato segni evidenti di violenza e gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, compresa quella dell’omicidio-suicidio.
Avvertenza: questo approfondimento riguarda la morte di una donna e di un bambino e ricostruisce i fatti con taglio cronistico e giudiziario.
Sommario dei contenuti
- Il quadro che oggi regge
- Dove si colloca davvero la scena
- Che cosa accade dopo l’allarme
- Perché il passeggino pesa così tanto
- Perché il fascicolo è per omicidio
- Che cosa dice e non dice l’assenza di segni esterni
- Che cosa potrà chiarire l’autopsia
- I nodi ancora aperti
- FAQ
Il quadro che oggi regge
Qui serve una disciplina che in cronaca giudiziaria fa la differenza: separare i fatti già consolidati dal resto. I fatti consolidati sono il luogo, il doppio ritrovamento, la presenza del passeggino, la catena dei soccorsi, l’assenza di segni esterni evidenti di violenza, l’apertura del fascicolo per omicidio a carico di ignoti e la fissazione dell’autopsia. Tutto il resto resta in lavorazione.
Noi partiamo da questo perché il lessico usato nelle prime ore può deformare la lettura. La parola omicidio, in un fascicolo appena aperto, non equivale a una ricostruzione chiusa. Serve a tenere aperto il quadro probatorio e a consentire ogni accertamento senza amputare in anticipo nessuna strada investigativa utile.
Dove si colloca davvero la scena
Il bacino si trova in via Perarolo, in un tratto di campagna al margine tra Castelguglielmo e Canda, all’imbocco della Transpolesana e non lontano dalla zona industriale. Questo dettaglio non è arredo geografico. Cambia il modo in cui si legge il caso. Una scena laterale rispetto al centro abitato riduce i passaggi casuali, restringe il numero dei testimoni fortuiti e rende più pesanti il rilievo materiale e la cronologia degli spostamenti.
C’è anche un secondo punto che vale la pena fissare. Non parliamo di un laghetto ornamentale o di uno spazio di passeggio urbano. Parliamo di un bacino di laminazione, cioè di un’infrastruttura di difesa idraulica. Questo significa sponde, accessi e rapporto con il terreno che vanno letti come parte della dinamica e non come sfondo neutro.
Che cosa accade dopo l’allarme
Dopo la segnalazione del passante la macchina dei soccorsi si muove in fretta. Arrivano vigili del fuoco, Suem 118, carabinieri e medico legale. I corpi vengono recuperati dall’acqua. I tentativi di rianimazione non hanno esito. In parallelo si apre subito il livello tecnico della scena: i sommozzatori scandagliano il bacino per escludere la presenza di altre persone e i carabinieri cominciano a trattare l’area come un luogo da ricostruire, non soltanto come teatro di un recupero.
Questo passaggio è più importante di quanto sembri. Quando una scena viene congelata nel modo corretto, ogni elemento raccolto dopo vale di più. Il caso di Castelguglielmo, nelle sue prime ore, diventa un fascicolo proprio perché il ritrovamento non viene letto in modo sbrigativo.
Perché il passeggino pesa così tanto
Il passeggino vicino alla riva è il marker fisico che più di ogni altro costringe l’indagine a spiegare la sequenza finale. Non chiarisce da solo il motivo della morte e non autorizza conclusioni affrettate. Però fissa un punto concreto: a un certo momento il bambino non era più nel passeggino e la scena si era già spostata verso l’acqua.
Noi qui dobbiamo essere molto netti. Un oggetto sulla scena non è un racconto completo. È un vincolo. Costringe chi indaga a trovare una sequenza che sia compatibile con il luogo, con i tempi e con ciò che il bacino ha restituito. È per questo che il passeggino pesa così tanto pur non dicendo ancora tutto.
Perché il fascicolo è per omicidio
L’apertura per omicidio a carico di ignoti va letta nel suo significato tecnico. È la forma che consente alla Procura di Rovigo di procedere con il perimetro più largo possibile. Autopsia, rilievi, eventuali accertamenti irripetibili, ascolto dei testimoni, verifica della compatibilità tra scena e dinamica: tutto resta pienamente praticabile.
Noi lo diciamo in un modo ancora più diretto. Se la Procura avesse chiuso subito il caso dentro una categoria più stretta avrebbe corso il rischio di piegare i fatti alla prima impressione. Qui ha scelto l’opposto. Ha lasciato parlare gli accertamenti prima delle etichette definitive.
Che cosa dice e non dice l’assenza di segni esterni
I primi rilievi esterni non hanno evidenziato segni evidenti di violenza. È un dato solido e serio. Va però letto per quello che è. Dice che sulla superficie dei corpi non si vede, allo stato, un indicatore immediato di aggressione. Non dice ancora quale sia stata la dinamica reale del decesso. Non dice se ci siano lesioni interne. Non dice se il quadro finale sia compatibile con una sola ipotesi.
In altre parole, siamo davanti a un’informazione che restringe un pezzo del campo ma non lo chiude. È il classico punto in cui il lettore può essere tratto fuori strada da un apparente sollievo narrativo. Noi qui non ci caschiamo: senza autopsia, testimonianze e incastro dei tempi, questa resta una notizia incompleta.
Che cosa potrà chiarire l’autopsia
L’autopsia di lunedì 30 marzo è lo snodo centrale. Dovrà chiarire la causa del decesso, verificare se esistano segni non visibili all’esterno e misurare la compatibilità tra i corpi, la scena e la sequenza ipotizzata finora. In casi come questo l’esame medico-legale non è un atto di routine narrativa. È il primo mattone davvero discriminante.
C’è anche un altro aspetto. Con l’identificazione delle vittime il fascicolo entra nella ricostruzione delle ultime ore documentabili. Da qui in avanti la medicina legale dovrà parlare con le testimonianze: chi li ha visti, dove, in quale ordine e con quale margine temporale rispetto all’allarme.
I nodi ancora aperti
Le ipotesi restano aperte e questo va detto senza esitazioni. Non è escluso un incidente. Non è escluso un gesto della donna che abbia coinvolto il figlio. Non è escluso l’intervento di terzi, anche se i primi rilievi non hanno restituito segni evidenti di aggressione e le ricerche in acqua hanno escluso altre presenze nel bacino. L’errore più grave, oggi, sarebbe scambiare una pista plausibile per una verità già acquisita.
Noi abbiamo raddoppiato questo approfondimento proprio per chiudere i dubbi veri del lettore competente. Le domande utili sono cinque. Come si è mosso il binomio passeggino-corpi rispetto alla riva. Qual è la finestra temporale reale tra ultimo avvistamento e allarme. Che cosa dirà l’autopsia sulla causa della morte. Se la scena materiale combacia con una sola dinamica o con più di una. Quanto le testimonianze raccolte reggano al confronto con i rilievi.
La vicenda di Castelguglielmo è entrata nel punto in cui il materiale probatorio conta più del riflesso emotivo. Noi continueremo a seguirla da lì, con un criterio semplice: tutto quello che è confermato va detto con nettezza, tutto quello che resta aperto va tenuto aperto fino a quando gli atti non lo chiuderanno davvero.
Mappa rapida: i nodi che spostano l’indagine
| Nodo | Dato confermato | Perché conta | Punto ancora aperto |
|---|---|---|---|
| La scena | Il ritrovamento avviene in un bacino di laminazione in via Perarolo, tra Castelguglielmo e Canda. | Area laterale rispetto al centro abitato, a ridosso della Transpolesana e della zona industriale. | Il luogo riduce i passaggi casuali e alza il peso di ogni testimonianza utile. |
| L’allarme | Un passante nota i corpi in acqua nel primo pomeriggio di sabato 28 marzo e chiama i soccorsi. | La scena viene intercettata dall’esterno e non da un familiare o da un residente che cercava le vittime. | La prima finestra temporale va ricostruita soprattutto attraverso testimonianze e rilievi. |
| I soccorsi | Intervengono vigili del fuoco, Suem 118, carabinieri, medico legale e sommozzatori giunti anche in elicottero. | La gestione passa subito dal recupero dei corpi alla verifica tecnica dell’intero specchio d’acqua. | Gli investigatori ottengono un primo controllo completo del bacino e della sua area immediata. |
| Il marker fisico | Vicino alla riva viene trovato il passeggino. | La sequenza finale non coincide con un semplice passaggio casuale lungo la strada. | L’indagine deve stabilire come e quando la scena si sia spostata dal margine del percorso all’acqua. |
| I primi rilievi | Sui corpi non emergono segni evidenti di violenza e le ricerche subacquee escludono altre persone nel bacino. | La scena non offre subito indizi esterni di aggressione e nemmeno una terza presenza in acqua. | Il baricentro si sposta su autopsia, compatibilità della dinamica e cronologia delle ultime ore. |
| La Procura | La Procura di Rovigo apre un fascicolo per omicidio a carico di ignoti. | Il caso viene trattato con il perimetro investigativo più largo possibile. | Gli accertamenti possono procedere senza chiudere troppo presto nessuna pista. |
| Le vittime | Vengono identificate come madre e figlio, residenti a Castelguglielmo. Lei aveva 39 anni e il bimbo poco più di un anno. | Il fascicolo passa dal ritrovamento anonimo alla ricostruzione delle ultime ore reali delle due vittime. | Entrano in gioco relazioni, movimenti, tempi e testimonianze riferibili a persone precise. |
| Il bivio decisivo | L’autopsia è fissata per lunedì 30 marzo. | Il caso entra nella fase medico-legale vera. | Cause della morte, tempi compatibili e segni interni potranno confermare o smentire le letture iniziali. |
Tip: la tabella è scorrevole. Su mobile scorri con il dito a destra e a sinistra per vedere tutte le colonne.
Chi è intervenuto sul posto e con quale funzione
| Soggetto | Funzione | Perché conta nel fascicolo |
|---|---|---|
| Vigili del fuoco di Rovigo | Recupero dei corpi e messa in sicurezza dell’area. | Trasformano il ritrovamento in una scena tecnicamente gestibile e conservano il passaggio tra soccorso e rilievo. |
| Sommozzatori | Scandagliano lo specchio d’acqua anche con supporto aereo. | Escludono la presenza di altre persone nel bacino e chiudono subito una prima biforcazione investigativa. |
| Suem 118 | Tenta le manovre di rianimazione. | Fissa il momento in cui la scena viene definitivamente sottratta alla dimensione del soccorso sanitario. |
| Carabinieri | Raccolgono rilievi, testimonianze e sequenza degli ultimi movimenti. | Sono l’asse della ricostruzione cronologica e materiale del caso. |
| Medico legale | Esegue il primo esame esterno sul posto. | Offre il primo filtro tecnico sui corpi ma non sostituisce l’autopsia. |
| Procura di Rovigo | Coordina il quadro giudiziario e apre il fascicolo per omicidio. | Definisce il perimetro processuale che consente tutti gli accertamenti necessari. |
Il bacino di laminazione spiegato bene
Un bacino di laminazione è un’opera di difesa idraulica pensata per trattenere e regolare temporaneamente l’acqua in eccesso durante eventi di pioggia intensi. Questa informazione, che può sembrare solo tecnica, qui è decisiva perché spiega la natura del luogo: non uno spazio ricreativo costruito per stare in riva all’acqua ma un’infrastruttura funzionale alla sicurezza idraulica del territorio.
Noi la mettiamo in evidenza per una ragione precisa. In un’opera di questo tipo la conformazione delle sponde, gli accessi laterali e il rapporto con il terreno diventano parte della scena. Leggere il bacino come semplice “laghetto” è comodo ma impreciso. Leggerlo per quello che è aiuta a capire perché gli investigatori trattino ogni dettaglio topografico come un dato e non come paesaggio.
Che cosa non è accertato e va tenuto aperto
- La sequenza finale completa. Sappiamo dove finiscono i fatti visibili ma non abbiamo ancora il tracciato completo che porta all’acqua.
- La causa medico-legale del decesso. Finché l’autopsia non parla il quadro resta incompleto anche se i rilievi esterni orientano la lettura.
- La finestra temporale precisa. Il primo pomeriggio è un contenitore ancora troppo largo per chiudere una dinamica seria.
- Il peso effettivo delle testimonianze. Ogni racconto andrà misurato contro luogo, orari e compatibilità materiale.
- La pista finale dell’inchiesta. Incidente, gesto della donna o intervento di terzi restano, allo stato, scenari da verificare e non conclusioni.
Geografia utile della scena
Via Perarolo non pesa soltanto perché dà un indirizzo al fatto. Pesa perché colloca il bacino in una fascia laterale tra Castelguglielmo e Canda, all’imbocco della SS 434 Transpolesana e vicino alla zona industriale. In termini investigativi questo cambia il valore di ogni elemento raccolto. Meno passaggi casuali significano meno occhi fortuiti e più importanza per la cronologia costruita a posteriori.
Anche la distanza percepita dal centro abitato conta. Il sindaco Giorgio Grassia ha parlato di sgomento per una tragedia avvenuta poco lontano dal paese. Questo ci dice due cose insieme: il fatto non è esploso in uno spazio centrale e affollato ma non è nemmeno caduto fuori dalla vita quotidiana della comunità.
Le ultime ore da ricostruire
Con l’identificazione di madre e figlio l’indagine cambia pelle. Prima c’era un doppio ritrovamento. Adesso c’è una cronologia personale da ricostruire. Gli investigatori devono incrociare chi li ha visti, dove sono stati notati nel primo pomeriggio, quale percorso hanno seguito e in che rapporto temporale tutto questo stia rispetto all’allarme lanciato dal passante.
Noi qui vediamo il passaggio più sensibile dell’intero caso. Appena le vittime hanno un’identità verificata, entrano nel fascicolo i movimenti reali delle ultime ore. È questa la soglia che separa il racconto generale dalla ricostruzione probatoria.
Glossario operativo per leggere il fascicolo senza errori
Fascicolo a carico di ignoti
È il contenitore processuale che consente di indagare senza avere ancora un nome iscritto nel registro degli indagati.
Primi rilievi esterni
Sono il primo sguardo tecnico sui corpi e sulla scena. Orientano ma non esauriscono la prova.
Autopsia
È l’esame medico-legale che può trasformare i sospetti in compatibilità o incompatibilità verificabili.
Compatibilità della dinamica
È il test decisivo tra ciò che la scena mostra e ciò che un’ipotesi pretende di spiegare.
Marker fisico
È un elemento concreto della scena, come il passeggino, che non racconta tutto ma costringe la ricostruzione a rispettare un vincolo reale.
Le domande che l’inchiesta deve chiudere davvero
- Qual è la causa della morte certificata dal medico-legale per entrambi i corpi?
- Quale finestra temporale precisa separa l’ultimo avvistamento utile dall’allarme del passante?
- Il rapporto tra passeggino, riva e posizione dei corpi è compatibile con una sola sequenza o con più di una?
- Le testimonianze raccolte coincidono con ciò che il luogo e i rilievi permettono davvero?
- Il fascicolo potrà restringersi dopo l’autopsia oppure avrà bisogno di nuovi accertamenti tecnici?
Domande frequenti
Che cosa è accertato al 29 marzo 2026 alle 11:03?
È accertato il ritrovamento di una donna di 39 anni e del figlio di poco più di un anno in un bacino di laminazione in via Perarolo, tra Castelguglielmo e Canda. È accertata l’apertura di un fascicolo per omicidio a carico di ignoti ed è fissata l’autopsia per lunedì 30 marzo.
Perché la Procura procede per omicidio se non c’è un indagato?
Perché questa formula consente di compiere tutti gli accertamenti necessari senza restringere subito il campo. In questa fase è una cornice tecnica dell’indagine.
Il fascicolo per omicidio implica già il coinvolgimento di terzi?
No. Implica che la Procura tiene aperto l’intero spettro delle ipotesi compatibili con i rilievi. Tra queste rientra anche l’ipotesi dell’omicidio-suicidio.
Che cosa è stato trovato vicino alla riva?
Vicino all’acqua è stato trovato il passeggino. È uno snodo materiale della scena ma da solo non basta a fissare la dinamica finale.
Sui corpi ci sono segni di violenza?
Nei primi accertamenti esterni non sono emersi segni evidenti di violenza. Il dato andrà però verificato e contestualizzato dall’autopsia.
Chi è intervenuto sul posto?
Sono intervenuti vigili del fuoco, Suem 118, carabinieri, medico legale e sommozzatori arrivati anche in elicottero. Le ricerche subacquee hanno escluso la presenza di altre persone nel bacino.
Perché il luogo del ritrovamento conta così tanto?
Perché si tratta di un bacino artificiale collocato in una zona laterale rispetto al centro abitato, all’imbocco della Transpolesana e vicino alla fascia industriale. Questo riduce i passaggi casuali e rende più decisivi rilievi e testimonianze.
Che cosa può dire davvero l’autopsia?
Può chiarire la causa del decesso, verificare la presenza di eventuali lesioni non visibili all’esterno e misurare la compatibilità tra scena e dinamica ipotizzata.
Che cosa resta non accertato?
Resta non accertata la sequenza finale completa. Non è chiuso il punto su come madre e figlio siano arrivati in acqua e quale sia stata la dinamica precisa del decesso.
Perché l’assenza di segni esterni non basta a chiudere il caso?
Perché un primo esame esterno è solo un livello iniziale di lettura. In un’indagine di questo tipo il quadro probatorio vero si costruisce con autopsia, testimonianze, rilievi e compatibilità temporale.
Ci sono aggiornamenti ufficiali successivi all’apertura del fascicolo?
Al momento il passaggio confermato e già calendarizzato è l’autopsia di lunedì 30 marzo. Per il resto la Procura mantiene aperte le verifiche senza indicare una pista esclusiva.
Timeline dell’indagine: apri le fasi in ordine
Ogni fase aggiunge un’informazione diversa e mostra quando il caso smette di essere solo ritrovamento e diventa ricostruzione giudiziaria.
-
28 marzo | primo pomeriggio Un passante vede i corpi e fa partire la macchina dei soccorsi
- Il ritrovamento avviene nel bacino artificiale di via Perarolo.
- La segnalazione arriva dall’esterno e non da chi conosce direttamente le vittime.
- Il passeggino viene notato vicino alla riva.
Perché conta: Questa fase definisce il punto esatto da cui parte la ricostruzione fattuale.
-
28 marzo | minuti successivi L’intervento sul posto allarga subito il livello degli accertamenti
- Arrivano i vigili del fuoco di Rovigo, il Suem 118 e i carabinieri.
- Il medico legale procede ai primi rilievi esterni.
- La scena smette di essere solo un’emergenza e diventa un luogo da repertare.
Perché conta: È il passaggio in cui il caso entra subito dentro una logica giudiziaria e non resta un fatto da soccorso.
-
28 marzo | nel corso del pomeriggio I sommozzatori scandagliano il bacino per chiudere la prima domanda
- Le squadre specializzate arrivano anche con l’elicottero.
- Le ricerche proseguono per escludere la presenza di altre persone nello specchio d’acqua.
- Dalle verifiche non emergono altri corpi.
Perché conta: Si chiude subito un corridoio investigativo che avrebbe cambiato radicalmente la scena.
-
28 marzo | tra sera e notte I rilievi esterni restringono il campo senza trasformarsi in risposta finale
- Sui corpi non si vedono segni evidenti di violenza.
- Le ipotesi restano comunque multiple.
- Il passeggino resta uno degli elementi fisici più pesanti dell’intera scena.
Perché conta: Qui nasce l’equilibrio delicato tra ciò che appare e ciò che deve ancora essere dimostrato.
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29 marzo | mattina Arriva l’identificazione e il fascicolo si definisce meglio
- Le vittime vengono ricondotte a madre e figlio residenti a Castelguglielmo.
- La donna aveva 39 anni.
- Il bambino aveva compiuto un anno lo scorso dicembre.
Perché conta: Da questo momento gli inquirenti possono incrociare presenze, spostamenti e relazioni personali.
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29 marzo | mattina avanzata La Procura apre l’indagine per omicidio a carico di ignoti
- L’atto serve a tenere aperto il perimetro investigativo.
- Nessuna pista viene esclusa, compresa quella dell’omicidio-suicidio.
- Gli accertamenti vengono ricondotti a un quadro processualmente più robusto.
Perché conta: Il lessico giudiziario diventa parte della notizia e va letto senza scorciatoie.
-
30 marzo | snodo atteso L’autopsia deve trasformare la scena in un dato medico-legale
- L’esame dovrà chiarire la causa del decesso.
- Servirà anche a verificare la compatibilità dei primi rilievi con la dinamica reale.
- Solo dopo questo passaggio il fascicolo potrà stringersi davvero.
Perché conta: È la soglia che separa la cronaca del ritrovamento dalla prima prova tecnica robusta.
Chiusura
A Castelguglielmo oggi esistono due piani che non vanno confusi. Il primo è quello dei fatti già stabilizzati. Il secondo è quello delle ipotesi che l’autopsia e gli accertamenti dovranno verificare. Noi teniamo aperto il secondo proprio per difendere il primo. È il solo modo corretto di raccontare un’indagine che non ha ancora consegnato la sua risposta finale.
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Metodo: fatti confermati, punti ancora in verifica e letture redazionali sono distinti con chiarezza.
Dati di pubblicazione e policy editoriali
Pubblicato il: 29/03/2026 ore 09:05. Questo approfondimento fotografa il quadro disponibile alla data e all’ora indicate. Gli sviluppi successivi possono modificare perimetro e peso degli elementi già emersi. Quando accade, interveniamo in chiaro nell’Update log.
Ultimo aggiornamento: 29/03/2026 ore 11:03. L’aggiornamento può riguardare sia integrazioni di contenuto sia affinamenti formali. Le modifiche che cambiano il quadro dei fatti vengono registrate sotto con orario preciso.
Per la realizzazione di questo approfondimento abbiamo verificato ogni passaggio temporale e geografico su più riscontri indipendenti, tenendo distinto ciò che è già confermato da ciò che attende ancora una verifica tecnico-giudiziaria.
Update log
Registro degli aggiornamenti sostanziali con orario preciso.
- Domenica 29 marzo 2026 alle ore 09:05: Pubblicazione con la prima ricostruzione del ritrovamento nel bacino di via Perarolo e della sequenza dei soccorsi attivati nel primo pomeriggio di sabato 28 marzo.
- Domenica 29 marzo 2026 alle ore 09:19: Consolidato il quadro sui primi rilievi esterni, sulla presenza del passeggino vicino alla riva e sull’esclusione di altre persone nel bacino dopo le verifiche subacquee.
- Domenica 29 marzo 2026 alle ore 09:37: Inserita l’apertura del fascicolo per omicidio a carico di ignoti da parte della Procura di Rovigo e fissata la centralità tecnica dell’autopsia di lunedì 30 marzo.
- Domenica 29 marzo 2026 alle ore 10:01: Ampliata la lettura del luogo con i riferimenti alla posizione del bacino tra Castelguglielmo e Canda, all’imbocco della Transpolesana e in prossimità della zona industriale.
- Domenica 29 marzo 2026 alle ore 10:28: Aggiunta la spiegazione operativa su cosa consente un fascicolo per omicidio in questa fase e su perché l’assenza di segni evidenti di violenza non chiude la dinamica.
- Domenica 29 marzo 2026 alle ore 11:03: Raddoppiato l’approfondimento con nuove card su catena dei soccorsi, glossario giudiziario, geografia della scena, domande aperte e metodo di verifica multifuente.