Gastronomia e territorio
Amatriciana Day, ad Amatrice la prima edizione unisce ricetta STG, territorio e ricostruzione
La notizia da fissare subito è questa: la prima Giornata Internazionale dell’Amatriciana è partita il 6 marzo 2026, oggi 7 marzo è nel suo pieno svolgimento ad Amatrice e si chiuderà domani 8 marzo. La data non è decorativa: coincide con il riconoscimento europeo STG ottenuto dalla ricetta il 6 marzo 2020.
Lo diciamo senza giri. Amatriciana Day non nasce come trovata di calendario. Nasce per dare un perimetro stabile a tre cose che finora circolavano separate: la ricetta tutelata, il territorio che l’ha generata e la ricostruzione di una città che vuole tornare a essere letta per il suo presente. Noi abbiamo rimesso in ordine programma, significato giuridico della STG, ricadute concrete e passaggi utili per chi oggi è ad Amatrice o sta decidendo se raggiungerla domani.
Mappa rapida dell’evento
| Passaggio | Cosa accade | Segnale da leggere | Perché conta |
|---|---|---|---|
| 6 marzo, apertura ufficiale | La prima Giornata Internazionale dell’Amatriciana parte nella Sala polifunzionale del Polo del gusto e delle tradizioni con il blocco istituzionale e i confronti sul futuro dell’area amatriciana. | La festa nasce sulla data del riconoscimento STG europeo e si presenta subito come appuntamento annuale, non come iniziativa estemporanea. | L’Amatriciana viene trattata come patrimonio da presidiare e non come semplice attrazione da weekend. |
| 6 marzo, territorio in primo piano | La giornata inaugurale accosta degustazione, prodotti locali, visita ai cantieri del centro storico e passaggio a Casa Futuro. | Il piatto viene usato come chiave per leggere ricostruzione, urbanistica, turismo lento e identità locale. | Il racconto pubblico di Amatrice smette di essere solo memoriale e torna produttivo. |
| 7 marzo, secondo giorno in corso | Escursioni, e-bike, museo civico, laboratorio di restauro, attività per famiglie e pranzo nelle strutture ARAM scandiscono la parte esperienziale della manifestazione. | La ricetta esce dalla retorica e diventa motore di permanenza sul territorio. | Chi arriva oggi non trova soltanto un piatto da assaggiare ma un ecosistema da attraversare. |
| 7 marzo, pomeriggio e sera | Alle 16 è previsto lo show cooking “Scienza e pratica dell’Amatriciana”, seguito dalla degustazione e poi, alle 21:45, dallo spettacolo di Gabriella Germani all’Auditorium della Laga. | L’evento lega cucina, didattica e intrattenimento senza disperdere il baricentro gastronomico. | La seconda giornata allunga il tempo di permanenza e consolida il format della tre giorni. |
| 8 marzo, chiusura | Domenica replica delle attività diffuse, menu prenotabili nelle strutture aderenti e spettacolo “Le donne in Parlamento” alle 17:30. | La manifestazione si chiude come evento di comunità e non come sola celebrazione gastronomica. | Il debutto lascia un modello già leggibile per le edizioni future. |
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Il 6 marzo non è un giorno scelto a caso ma il giorno della registrazione STG della ricetta in sede europea.
Tutela la composizione tradizionale e il metodo. Non è un’etichetta di origine geografica in senso stretto.
È qui che la manifestazione smette di essere inaugurazione e diventa prova reale di tenuta per pubblico, accoglienza e format.
Programma giorno per giorno, disciplinare tecnico, equivoci da chiudere e FAQ per non perdersi tra slogan e semplificazioni.
Ad Amatrice la prima edizione non si limita a servire un piatto: mette in fila identità, metodo e una precisa idea di rinascita territoriale.
Contesto essenziale
Questa prima edizione ci consegna un fatto che vale più del singolo weekend. Amatrice ha trasformato l’amatriciana in un calendario civile. La differenza è qui. Una sagra vive di consumo e memoria. Un giorno internazionale, se regge, vive di ripetizione, riconoscibilità e promessa di ritorno.
Il dispositivo scelto è intelligente perché tiene insieme ciò che altrove viene raccontato a pezzi. La ricetta è trattata come bene culturale materiale. Il territorio non compare come fondale da cartolina ma come corpo vivo di museo, cantieri, escursioni, laboratori, sale civiche e tavoli. La ricostruzione non resta sottintesa ma entra nel programma, quindi diventa parte del significato pubblico dell’evento.
Noi la leggiamo così: il piatto simbolo viene usato per rimettere Amatrice al centro di una conversazione contemporanea, non soltanto commemorativa. Ed è precisamente questo il salto che rende la manifestazione più rilevante di quanto sembri a una lettura superficiale.
In breve
- La ricorrenza è nuova e l’edizione inaugurale è in svolgimento dal 6 all’8 marzo 2026 ad Amatrice.
- Il 6 marzo è la data del riconoscimento europeo STG dell’“Amatriciana Tradizionale”.
- Il programma alterna convegni, degustazioni, visite ai cantieri, attività outdoor, musei, show cooking e spettacoli.
- Il disciplinare ribadisce guanciale, pomodoro, olio, vino bianco, sale, peperoncino o pepe e mette fuori gioco pancetta, cipolla e aglio.
- Il nodo vero non è folklore: è capire se l’amatriciana può reggere da leva annuale di identità, accoglienza e economia locale.
Che cosa sta succedendo davvero
A un primo sguardo si vede una festa. A un secondo sguardo si capisce che il format è più strutturato. La giornata del 6 marzo ha aperto il perimetro con il blocco istituzionale e culturale al Polo del gusto e delle tradizioni, con interventi su storia, identità, salute, turismo lento e sviluppo dell’area. Subito dopo, la manifestazione ha inserito una degustazione curata con il coinvolgimento del CFP Alberghiero di Amatrice e della Federazione Italiana Cuochi di Rieti, poi una visita guidata ai cantieri aperti del centro storico e a Casa Futuro.
Aggiornamento al momento della pubblicazione: oggi sabato 7 marzo alle 14:29 la seconda giornata è già entrata nella sua parte territoriale e conviviale. Il blocco che resta davvero da seguire è quello del pomeriggio con show cooking e degustazione, più lo spettacolo serale all’Auditorium della Laga.
Sommario dei contenuti
- Perché questa prima edizione conta più del titolo
- Programma verificato giorno per giorno
- Che cosa protegge davvero la STG
- Disciplinare tecnico in punti chiari
- Equivoci da chiudere sull’amatriciana
- I numeri che misurano la filiera locale
- Guida pratica per il 7 e l’8 marzo
- FAQ
Perché questa prima edizione conta più del titolo
Il valore del debutto non sta nel fatto che un piatto celebre abbia finalmente la sua giornata. Sta nel modo in cui quella giornata è stata disegnata. Il centro non è l’autocelebrazione. Il centro è una regia che usa l’amatriciana per far tornare nello stesso spazio storico, economico e simbolico ciò che il racconto pubblico aveva scomposto.
In apertura si parla di radici identitarie e asset di rilancio. Poi si passa dal tavolo alla città. Poi di nuovo al cibo, ma con il lessico della scienza, dell’orientamento universitario e della tecnica. Questo è il punto che cambia la lettura. La festa diventa infrastruttura narrativa. E quando un territorio sa costruire un’infrastruttura narrativa credibile, ha già guadagnato una parte del futuro che cerca.
Programma verificato giorno per giorno
Abbiamo ricontrollato la scansione degli appuntamenti e la fotografia è netta. Venerdì 6 marzo è stato il giorno della cornice istituzionale e del posizionamento culturale. Oggi 7 marzo è la giornata che mette alla prova l’esperienza sul territorio. Domani 8 marzo chiuderà il format con un’altra giornata diffusa, più la coda teatrale del pomeriggio.
| Data | Fascia | Appuntamenti chiave | Lettura redazionale |
|---|---|---|---|
| Venerdì 6 marzo | 10:30-17:30 | Accoglienza, saluti istituzionali, panel su identità e rilancio, degustazione, visita ai cantieri del centro storico e a Casa Futuro, attività per le scuole con Roma Tre. | La giornata che fonda il senso dell’evento e lo ancora a territorio, ricostruzione e formazione. |
| Sabato 7 marzo | Mattina e pranzo | Escursioni in montagna, e-bike, oasi di Orie Terme, museo civico, laboratorio di restauro, attività per bambini, inaugurazione del centro polifunzionale a Pinaco Arafranca, pranzo nelle strutture ARAM. | È la parte che misura davvero la capacità di trattenere persone sul territorio oltre il piatto servito. |
| Sabato 7 marzo | 16:00-21:45 | Show cooking “Scienza e pratica dell’Amatriciana”, presentazione di eccellenze locali, cena nelle strutture aderenti, spettacolo di Gabriella Germani all’Auditorium della Laga. | Qui il format prova a stare insieme come esperienza completa e non da semplice degustazione pomeridiana. |
| Domenica 8 marzo | Mattina-sera | Replica delle attività diffuse, pranzo nelle strutture ARAM, spettacolo “Le donne in Parlamento” alle 17:30, cena conclusiva. | La chiusura conferma se la tre giorni ha creato un’abitudine di permanenza e non solo una curiosità inaugurale. |
Che cosa protegge davvero la STG
Qui bisogna essere chirurgici perché sul web circola molta confusione. STG non significa DOP e non significa IGP. Nella logica europea la Specialità Tradizionale Garantita mette al riparo un nome quando quel nome identifica una composizione tradizionale o un metodo tradizionale. In altre parole protegge la ricetta e la sua riconoscibilità tecnica, non un’esclusiva territoriale di produzione.
Questo non ridimensiona Amatrice. Anzi, la rafforza. Perché separa due livelli che vanno tenuti distinti. Sul piano giuridico la sigla tutela la preparazione. Sul piano storico e culturale, invece, Amatrice resta la matrice non sostituibile del piatto, il luogo da cui partono gli ingredienti narrativi, la memoria sociale e la legittimità simbolica della festa.
Ecco perché la manifestazione insiste tanto sul territorio. Se la STG protegge il metodo, il festival serve a rendere visibile la comunità che quel metodo l’ha prodotto nei secoli.
Disciplinare tecnico in punti chiari
Il disciplinare europeo è molto più istruttivo di tante discussioni online. Noi lo abbiamo riletto riga per riga e la sintesi utile al lettore competente è questa.
- Guanciale del tipo amatriciano: è l’ingrediente centrale e il disciplinare lo colloca tra il 18% e il 30% del prodotto finito per la salsa. Non viene trattato come accessorio, ma come struttura gustativa del piatto.
- Pomodoro: passata e/o polpa in pezzi stanno tra il 69% e l’81%. Il testo esclude acidificanti aggiunti e pretende un profilo da pomodoro maturo, non alterato.
- Olio extravergine: da 0,5% a 1%. La quantità contenuta dice molto: il grasso dominante deve restare quello rilasciato dal guanciale.
- Sale, vino bianco, peperoncino o pepe: sono previsti. Il vino arriva dopo la rosolatura, non come vezzo finale.
- Pecorino: è indicato come ingrediente consigliato a completamento, preferibilmente del tipo Amatriciano o Pecorino Romano DOP del Lazio.
- Esclusioni nette: il disciplinare mette fuori aglio, cipolla e pancetta. Questa è una delle poche zone in cui non esiste vero margine interpretativo se si parla di STG.
- Tecnica: il guanciale va rosolato fino al consumo della “schiuma”, poi sfumato col vino. Solo dopo entrano pomodoro e aromi. È una sequenza precisa, non una formalità.
Equivoci da chiudere una volta per tutte
Ogni volta che l’amatriciana torna al centro, riemergono gli stessi quattro equivoci. Stavolta vale la pena chiuderli.
Il primo equivoco: basta il guanciale per dire amatriciana
No. La riconoscibilità non nasce da un singolo ingrediente ma dall’equilibrio della salsa e dalla sequenza tecnica. Un pomodoro sbagliato o una rosolatura gestita male spostano il piatto fuori dal profilo tradizionale anche se in padella c’è guanciale vero.
Il secondo equivoco: pancetta e guanciale sono intercambiabili
No. La differenza non è feticcio identitario ma risultato sensoriale. Il guanciale porta un grasso più dominante e una persistenza più ampia. Se lo sostituisci, ottieni un’altra salsa.
Il terzo equivoco: la guerra di formato risolve tutto
Ridurre l’amatriciana al duello spaghetti contro bucatini è un modo comodo per non guardare la sostanza. Le fonti storiche e il disciplinare ammettono una tradizione più larga di quanto certi purismi da social vogliano far credere. Il formato conta, ma conta dopo il sugo.
Il quarto equivoco: festa gastronomica uguale folklore
In questo caso sarebbe una lettura pigra. Qui il cibo è la chiave d’accesso a una strategia di narrazione territoriale molto più ampia, con dentro formazione, ospitalità, mobilità dolce, patrimonio e ricostruzione.
I numeri che misurano la filiera locale
La scala economica non va gonfiata, ma nemmeno banalizzata. Il quadro richiamato nella presentazione dell’evento ci dice che l’amatriciana non è un simbolo vuoto. La stima regionale richiamata nella presentazione dell’evento parla di 150 chili di sugo a settimana per punto di ristorazione nei comuni di Amatrice e Accumoli, per circa 100 tonnellate l’anno. Tradotto in porzioni, il dato si attesta intorno a 25 mila piatti annui nell’area di riferimento e arriva a circa 1 milione nel Lazio.
C’è poi un altro dettaglio che pesa più di quanto sembri: il territorio viene presentato con una capacità indicativa di 1.500 coperti e 300 posti di accoglienza. Non sono numeri da metropoli e proprio per questo raccontano bene la posta in gioco. L’obiettivo non è saturare indiscriminatamente. È far funzionare un modello coerente, fuori dalla sola alta stagione e senza perdere identità.
Il punto interessante è che l’evento non usa i numeri solo per autocelebrarsi. Li usa per dimostrare che attorno a un piatto esiste già una filiera reale, quindi un margine concreto di politica turistica e commerciale.
Guida pratica per chi arriva oggi o domani
Se sei ad Amatrice oggi, sabato 7 marzo
A quest’ora le attività mattutine sono già partite o concluse, quindi la scelta sensata è orientarsi sul blocco pomeridiano. Dalle 16 alle 18 il passaggio da non perdere è lo show cooking alla Sala polifunzionale del Polo del gusto e delle tradizioni. Non è una dimostrazione ornamentale. È il momento in cui l’evento esplicita il proprio lato tecnico, mettendo insieme chef e docenti per ragionare su ingredienti e chimica del piatto.
Dopo la degustazione, la serata prosegue con il menu nelle strutture associate ARAM e con lo spettacolo di Gabriella Germani alle 21:45 all’Auditorium della Laga. È una combinazione pensata per allungare la permanenza serale e impedire che la manifestazione si svuoti dopo il pranzo.
Se punti a domenica 8 marzo
Domani il format replica il lato diffuso dell’evento: escursioni, bici assistita, visite guidate al museo e al laboratorio di restauro, attività per famiglie, poi pranzo nelle strutture aderenti. Alle 17:30 è previsto all’Auditorium della Laga lo spettacolo “Le donne in Parlamento”. In sostanza, la domenica è la giornata migliore per chi vuole attraversare il territorio con meno pressione da esordio e con una lettura più distesa del contesto.
Cosa conviene prenotare
- Menu fisso nelle strutture ARAM per pranzo e cena.
- Show cooking del 7 marzo, perché l’ingresso è gratuito ma con prenotazione obbligatoria.
- Attività outdoor, soprattutto se arrivi con bambini o vuoi organizzare il percorso tra museo, oasi e laboratorio di restauro.
Il consiglio redazionale è semplice: chi arriva per capire l’evento, non soltanto per mangiare, tenga insieme almeno tre blocchi. Un momento tecnico, uno territoriale e un pasto in struttura aderente. Solo così si vede davvero come è stato costruito il format.
Il nostro punto
L’operazione riesce quando non finge di essere quello che non è. Qui nessuno sta cercando di vendere l’idea che un piatto risolva da solo la storia di un territorio. Quello che vediamo è più concreto. L’amatriciana viene usata come linguaggio comune per tenere insieme residenti, ristorazione, amministrazione, università, visitatori e memoria produttiva del luogo.
Il dettaglio che ci interessa di più è un altro. La prima giornata non si è fermata alla celebrazione della ricetta, ma ha preteso di mostrare come quella ricetta vive oggi dentro una città che ricostruisce spazi, funzioni e fiducia. È questo il tratto che può fare scuola anche altrove.
Se il format reggerà anche domani e se tornerà l’anno prossimo con la stessa nitidezza, allora il 6 marzo non sarà più soltanto una data da addetti ai lavori. Sarà diventato il giorno in cui Amatrice detta il proprio racconto invece di subirlo.
Domande frequenti
Che cos’è esattamente l’Amatriciana Day?
È la prima Giornata Internazionale dell’Amatriciana. Il cuore simbolico è il 6 marzo, ma l’edizione inaugurale 2026 è stata organizzata ad Amatrice su tre giornate, dal 6 all’8 marzo.
Perché si celebra proprio il 6 marzo?
Perché il 6 marzo 2020 la denominazione “Amatriciana Tradizionale” è stata registrata dall’Unione europea come Specialità Tradizionale Garantita. La ricorrenza nasce da lì.
La STG significa che l’Amatriciana può essere cucinata solo ad Amatrice?
No. La STG tutela la ricetta tradizionale e il metodo, non impone una zona esclusiva di produzione come accade per altri regimi. Amatrice resta però la matrice storica, culturale e simbolica del piatto.
Quali sono i punti tecnici davvero non negoziabili della ricetta STG?
Guanciale, pomodoro, olio extravergine d’oliva, sale, vino bianco e peperoncino o pepe. Il pecorino è consigliato come completamento. Il disciplinare esclude aglio, cipolla e pancetta.
Spaghetti o bucatini?
La polarizzazione è più social che tecnica. Nel corpus storico e nel disciplinare ricorrono spaghetti e bucatini, oltre alla pasta corta. La discriminante vera è la fedeltà alla salsa, non la guerra di formato.
Cosa resta oggi, sabato 7 marzo, da seguire ad Amatrice?
Nel pomeriggio sono previsti lo show cooking delle 16 alla Sala polifunzionale del Polo del gusto e delle tradizioni e in serata, alle 21:45, lo spettacolo di Gabriella Germani all’Auditorium della Laga.
Serve prenotare?
Sì per il menu fisso nelle strutture associate ARAM e per alcuni appuntamenti a ingresso contingentato, come lo show cooking del 7 marzo. Le attività mattutine diffuse dipendono anche dalla disponibilità residua e dalle condizioni meteo.
Perché in questo evento si parla anche di cantieri e ricostruzione?
Perché la manifestazione è stata costruita come racconto completo di Amatrice. La cucina non viene separata dal territorio e il programma inserisce in modo esplicito visite ai cantieri e a luoghi simbolici della ripartenza.
Timeline essenziale di come si è arrivati fin qui
Apri una fase per volta. La timeline serve a leggere il 2026 come esito di un percorso e non come semplice settimana di festa.
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Snodo 1 6 marzo 2020: la data che oggi regge tutto
- La Commissione europea registra “Amatriciana Tradizionale” come STG con il regolamento di esecuzione 2020/395.
- Da qui nasce il motivo per cui la ricorrenza viene fissata proprio il 6 marzo.
- Il punto decisivo è giuridico e simbolico insieme: tutela della ricetta e nuova leggibilità pubblica del piatto.
Perché conta: Senza questa data la festa sarebbe solo evocativa. Con questa data diventa un appuntamento che ha una base normativa precisa.
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Snodo 2 Estate 2025: il progetto prende forma
- L’idea di una giornata internazionale viene messa sul tavolo da ARAM per portare Amatrice fuori dalla sola stagionalità estiva.
- La leva scelta è chiara: usare l’amatriciana come marchio civico e turistico, non solo come richiamo di consumo.
- Da quel momento il 6 marzo smette di essere una data nota agli addetti ai lavori e comincia a essere proposta come ricorrenza pubblica.
Perché conta: Questo passaggio spiega perché oggi la manifestazione abbia un impianto di sistema e non da sagra improvvisata.
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Snodo 3 3 febbraio 2026: presentazione e perimetro istituzionale
- Il progetto viene presentato con la tre giorni 6-7-8 marzo già definita.
- Entrano in asse patrocinio locale, Regione Lazio, Camera di Commercio di Rieti e Viterbo e Università Roma Tre.
- La manifestazione viene impostata fin da subito come intreccio di cultura del cibo, formazione e rilancio territoriale.
Perché conta: È il momento in cui il format si stabilizza e il messaggio diventa riconoscibile.
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Snodo 4 6 marzo 2026: debutto effettivo ad Amatrice
- Convegni, degustazioni e visita ai cantieri trasformano l’apertura in una presa di posizione pubblica sul futuro della città.
- Il piatto simbolo non resta confinato al tavolo ma viene usato per raccontare turismo lento, prodotti locali e ricostruzione.
- La prima giornata definisce il tono dell’intera manifestazione.
Perché conta: Qui vediamo l’elemento nuovo: l’Amatriciana Day non celebra soltanto un’identità, la organizza.
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Snodo 5 7 e 8 marzo 2026: la prova del pubblico
- La seconda e la terza giornata misurano se il format regge fuori dal momento inaugurale.
- Le attività diffuse e il menu nelle strutture aderenti testano la capacità reale di accoglienza.
- Se il flusso tiene, il 6 marzo ha già trovato il suo rito civile.
Perché conta: È qui che una buona idea diventa davvero appuntamento annuale.
Trasparenza: fonti e metodo
Questo speciale nasce da una ricostruzione redazionale del programma e del suo significato tecnico. Abbiamo verificato date, scansione degli appuntamenti, perimetro istituzionale e attività diffuse sul programma ufficiale di Giornata dell’Amatriciana, nella pagina evento di Visit Lazio, nelle pagine dedicate dell’ateneo partner e nel lancio del 6 marzo diffuso da ANSA.
Per il fondamento normativo della ricorrenza abbiamo ricontrollato il regolamento europeo conservato in EUR-Lex e la ricostruzione tecnico-storica disponibile in Arsial. Il taglio generale della tre giorni, compresa l’insistenza su tradizione e rinascita territoriale, trova un ulteriore riscontro nel servizio di RaiNews.
Metodo: noi non abbiamo fatto una rassegna. Abbiamo preso il calendario reale, il disciplinare STG e i numeri richiamati in presentazione per capire che cosa cambia davvero da oggi per il racconto di Amatrice e del suo piatto simbolo.
Dati di pubblicazione e policy editoriali
Pubblicato il: Sabato 7 marzo 2026 alle ore 14:29. L’articolo riflette le informazioni verificate disponibili a quell’ora e potrebbe non includere sviluppi successivi della seconda giornata e della chiusura prevista per l’8 marzo. Gli aggiornamenti sostanziali vengono registrati nell’Update log.
Ultimo aggiornamento: Sabato 7 marzo 2026 alle ore 16:18. L’aggiornamento può includere integrazioni di programma, chiarimenti tecnici sulla STG, correzioni formali o miglioramenti di impaginazione.
L’evento è in corso ad Amatrice dal 6 all’8 marzo 2026. Il quadro degli appuntamenti può subire micro-variazioni organizzative legate a disponibilità, meteo o capienza, soprattutto per le attività diffuse e per quelle con prenotazione obbligatoria.
Update log
Registro degli aggiornamenti sostanziali con orario di intervento e natura della modifica.
- Sabato 7 marzo 2026 alle ore 14:29: Pubblicazione: ricostruzione completa della prima edizione dell’Amatriciana Day con programma verificato, lettura della STG e guida pratica per chi arriva ad Amatrice nel secondo giorno della tre giorni.
- Sabato 7 marzo 2026 alle ore 15:07: Integrata la sezione tecnica sul disciplinare europeo con i punti davvero decisivi per distinguere l’Amatriciana Tradizionale dalle versioni libere.
- Sabato 7 marzo 2026 alle ore 16:18: Aggiornata la guida operativa del 7 e 8 marzo con i passaggi utili per seguire show cooking, attività sul territorio e appuntamenti finali della manifestazione.
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Quello che vediamo adesso ad Amatrice è più di una festa ben organizzata. È il tentativo riuscito, almeno nel suo avvio, di far coincidere una ricetta protetta, una comunità che chiede di essere letta nel presente e una data annuale che può diventare rito. Il vero test è ancora aperto e si chiuderà con l’ultima giornata di domani. Ma una cosa possiamo già dirla: l’Amatriciana Day ha trovato il suo senso quando ha smesso di parlare soltanto di pasta e ha cominciato a parlare di Amatrice attraverso la pasta.