Cronaca meteo
Tempesta Harry Bis: burrasca e mareggiate, onde fino a 9 metri su Sardegna Sicilia e Calabria
Quadro operativo del maltempo sul Tirreno: venti di burrasca, mareggiate e picchi d’onda fino a 9 metri in mare aperto. Qui trovi dove impatta di più, come leggere le allerte e quali comportamenti riducono davvero il rischio.
Pubblicato il: Giovedì 12 febbraio 2026 alle ore 09:18. L’articolo riflette le informazioni disponibili alla data di pubblicazione e potrebbe non includere sviluppi successivi che possono incidere sull’inquadramento dei fatti. Eventuali aggiornamenti saranno riportati nell’Update log. In mancanza di registrazioni nell’Update log, il contenuto deve considerarsi invariato rispetto alla versione pubblicata.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 12 febbraio 2026 alle ore 09:58. L’aggiornamento può includere interventi non sostanziali (revisione formale, correzioni, impaginazione o ottimizzazioni) e non implica necessariamente modifiche ai fatti riportati. Eventuali aggiornamenti di contenuto relativi agli sviluppi della notizia sono indicati nell’Update log.
Per questo articolo abbiamo lavorato su bollettini e mappe operative disponibili in mattinata, aggiornandoli quando serve. Il punto è capire dove cade l’impatto e che cosa cambia nella pratica, soprattutto lungo costa.
Oggi il rischio vero non è astratto: è fisico. Sulle coste occidentali e tirreniche di Sardegna, Sicilia e Calabria il vento entra in burrasca e il mare cresce in poche ore. Al largo del Basso Tirreno i picchi d’onda possono arrivare fino a 9 metri. La parte ingannevole è la coda: venerdì 13 febbraio il cielo può migliorare a tratti, ma la mareggiata è più lenta a mollare.
Mappa rapida: il passaggio in quattro mosse
| Passaggio | Cosa accade | Il segnale da notare | Conseguenza |
|---|---|---|---|
| Il vento entra in burrasca | Raffiche occidentali in aumento con mare che peggiora rapidamente sui bacini più esposti. | Schiuma persistente e mare che cambia faccia in poco tempo, soprattutto sotto costa. | Prime limitazioni operative e rischio reale su litorali, moli e banchine. |
| Picco del moto ondoso | La mareggiata si struttura e al largo può toccare valori molto elevati con picchi fino a 9 metri. | Frangenti che superano scogliere e spray che arriva oltre le barriere. | Accessi al mare da evitare e attenzione su strade costiere esposte. |
| Rovesci e temporali a tratti | Precipitazioni da sparse a diffuse sul versante tirrenico con episodi temporaleschi e raffiche associate. | Visibilità che cala di colpo e scrosci intensi alternati a pause brevi. | Allagamenti locali e criticità su sottopassi e viabilità in depressione. |
| Tregua meteo, coda di mare | Venerdì 13 può migliorare il cielo ma il mare resta grosso e continua a spingere verso costa. | Vento meno continuo ma onda lunga che non cala subito. | Il rischio resta alto vicino a moli e scogliere, anche con cielo più aperto. |
Tip: la tabella è scorrevole. Su mobile scorri con il dito a destra e a sinistra per vedere tutte le colonne.
Il valore è riferito al mare aperto: la costa sente l’energia sotto forma di run-up e onde che superano le difese.
È una criticità potenziale significativa: qui la prudenza non è un consiglio, è gestione del rischio.
Maestrale e Ponente spingono il mare sulle coste esposte: il problema non è vedere l’onda, è starle troppo vicino.
Abbiamo messo nero su bianco cosa fare con auto, balconi, spostamenti e accessi a moli e scogliere.
Quando il vento entra in burrasca, il mare non è uno sfondo: è il rischio principale. Oggi la priorità è restare lontani dalle coste esposte.
Trasparenza: fonti e metodo
Questo speciale nasce da una lettura integrale degli avvisi meteo e dei bollettini di vigilanza e criticità, con un controllo incrociato delle finestre temporali e delle aree indicate. Per confermare la coerenza dei dati abbiamo confrontato quanto scritto su Dipartimento della Protezione Civile, Sky TG24, Adnkronos e L’Unione Sarda. Quando un dettaglio resta isolato non lo trasformiamo in titolo.
Fonte principale: bollettini ufficiali e mappe di allerta consultati in redazione.
Contesto essenziale: perché questa fase è critica
Questo passaggio mette insieme due fattori che sulla costa fanno la differenza. Il primo è il vento occidentale in regime di burrasca: non soffia solo forte, soffia a lungo. Il secondo è la risposta del mare, che accumula energia e la restituisce come onda lunga anche quando il cielo sembra aprirsi.
Ecco perché la fotografia più ingannevole è la tregua. La pioggia può ridurre intensità e frequenza, la mareggiata invece continua a lavorare su moli e scogliere. L’errore tipico è rientrare troppo presto sulle passeggiate a mare solo perché “non piove più”.
In breve
- Vento: raffiche occidentali da forti a burrasca con persistenza sulle isole maggiori e sul Sud tirrenico.
- Mare: possibili mareggiate lungo le coste esposte con impatto più duro sui litorali occidentali e tirrenici.
- Moto ondoso: al largo del Basso Tirreno picchi d’onda fino a 9 metri.
- Piogge: rovesci e temporali a tratti sul versante tirrenico con episodi più insistenti al Sud.
- Allerte: arancione su settori di Calabria e Sicilia, gialla su aree più ampie.
Il passaggio di Harry Bis: cosa aspettarsi tra oggi e domani
Lo vediamo nei dati prima ancora che nelle foto: il vento si dispone da ovest e il mare cambia faccia. In questo episodio, che molti stanno già chiamando Harry Bis, la combinazione è netta. Burrasca occidentale, mareggiata in crescita e rovesci a tratti sul versante tirrenico.
C’è una frase che per noi è lo spartiacque della giornata: possibili mareggiate lungo le coste esposte. Tradotto in pratica: oggi non è il giorno in cui ti fermi sul molo “per dare un’occhiata”. È il giorno in cui ti allontani, metti in sicurezza quello che può volare e ripensi gli spostamenti.
Avviso operativo: le indicazioni che seguono sono pensate per decisioni pratiche. Se sei in zona costiera, se lavori all’aperto o se devi muoverti, usale per scegliere prima che il rischio ti scelga.
Sommario dei contenuti
- Il quadro di oggi: vento, piogge e neve
- Dove il mare diventa più aggressivo
- Allerte: cosa significa arancione e cosa significa giallo
- Il dettaglio tecnico: come leggere “fino a 9 metri”
- Impatti concreti: costa, porti e spostamenti
- Venerdì 13: la tregua che può ingannare
- Cosa fare davvero oggi
- FAQ
Il quadro di oggi: vento, piogge e neve
Il Mediterraneo è dentro un intenso flusso occidentale e dentro quel corridoio scorrono impulsi perturbati atlantici. L’impulso che attraversa oggi porta vento forte e precipitazioni soprattutto sul versante tirrenico.
In termini operativi significa una cosa semplice: venti occidentali da forti a burrasca su molte regioni, con rinforzi più marcati su Valle d’Aosta Emilia-Romagna Toscana Campania Basilicata. Sulle isole maggiori e sul Sud tirrenico la burrasca resta il tema principale, con raffiche che possono arrivare a intensità di tempesta su Sardegna Calabria Sicilia.
Sul fronte piogge il quadro è a macchia, quindi più difficile da “sentire” senza guardare le finestre orarie. Sul Lazio i fenomeni tendono a esaurirsi nel pomeriggio. Su Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia restano rovesci e temporali più insistenti, specie sui rispettivi settori tirrenici. In parallelo, in Valle d’Aosta è prevista neve sopra 1200-1300 metri.
Dove il mare diventa più aggressivo
Il dato che oggi pesa più di tutto è il mare. In mare aperto i picchi d’onda possono arrivare fino a 9 metri e il Basso Tirreno è tra i bacini più energici al largo.
La direzione del vento spiega il perché dell’impatto. Le correnti di Maestrale e Ponente spingono i marosi verso le coste nord e ovest della Sardegna, poi sulla Sicilia tirrenica e occidentale e infine sulla Calabria tirrenica. È qui che la mareggiata tende a “mettere le mani” sulle infrastrutture costiere, soprattutto dove l’onda entra quasi frontale.
Il dettaglio tecnico che spesso manca è questo: la costa non subisce solo l’altezza dell’onda, subisce anche la sua energia. È l’energia che trasforma una giornata “da vento” in una giornata con acqua che supera barriere e banchine.
Allerte: cosa significa arancione e cosa significa giallo
Per oggi, giovedì 12 febbraio, l’allerta è arancione su settori di Calabria e Sicilia. Il livello giallo copre altre zone di Sicilia e Calabria, poi Basilicata, Campania, Puglia, Molise, Lazio, Abruzzo, Sardegna, Toscana.
Arancione non è un “colore del meteo”, è un livello di criticità potenziale. Significa che l’accoppiata pioggia e vento può produrre effetti rapidi. Sottopassi che si riempiono, alberi che cedono, tratti di costa dove l’onda entra. Giallo chiede prudenza perché basta poco per passare dal disagio al danno.
Un consiglio pratico che usiamo noi: se devi spostarti, ragiona sulla tua zona e sulla tua finestra oraria. La stessa regione può avere comportamenti diversi tra mattina e pomeriggio.
Il dettaglio tecnico: come leggere “fino a 9 metri”
Un numero così fa impressione e può portare due errori opposti: sottovalutare perché “tanto non arriva in spiaggia” oppure cercare l’onda come spettacolo. Il modo corretto di leggerlo è legarlo a un concetto chiave che compare nelle sintesi: mare aperto.
Nel campo d’onda al largo si lavora con misure statistiche. L’altezza significativa è il riferimento più usato nei modelli. L’onda singola massima può superarla in modo evidente. Quando leggiamo “fino a 9 metri” stiamo descrivendo un picco nel campo d’onda offshore. Sotto costa l’onda frange e perde forma. In compenso aumenta l’aggressività attraverso il run-up, cioè l’acqua che risale e supera le difese.
Impatti concreti: costa, porti e spostamenti
Con vento di burrasca e mare grosso ci sono due errori che tornano sempre. Il primo è andare a guardare la mareggiata da moli e scogliere. L’onda non arriva come un metronomo: arrivano serie e la serie più alta è quella che sorprende.
Il secondo errore è sottovalutare ciò che vola. Oggetti leggeri e strutture provvisorie diventano pericolose con una raffica. Chi vive in costa lo sa: il vento non “sposta”, strappa.
Se devi prendere un traghetto o se devi lavorare in porto, considera ritardi o stop come scenario plausibile. La regola che riduce i problemi è decidere in anticipo, non quando sei già in banchina. Sui tratti costieri, attenzione a sottopassi e strade in depressione durante rovesci intensi.
Venerdì 13: la tregua che può ingannare
Venerdì 13 febbraio il cielo può aprirsi a tratti. È un miglioramento che riguarda soprattutto la pioggia. Il quadro meteomarino resta severo: mareggiate ancora possibili sulle coste esposte e vento occidentale che resta in burrasca su diversi tratti.
Se devi riprendere attività sulla costa, aspetta segnali reali di calo del mare. È il punto che separa una ripartenza prudente da un rischio evitabile.
Cosa fare davvero oggi
- Stai lontano da moli e scogliere. Se l’acqua arriva sotto i piedi, sei già troppo vicino.
- Sposta auto e oggetti dal lungomare, soprattutto dove il vento arriva di traverso.
- Metti in sicurezza balconi e cortili: un oggetto leggero può diventare pericoloso con una raffica.
- Se viaggi, anticipa la decisione. Controlla partenze e rientri e prepara un piano alternativo.
- Durante rovesci intensi evita sottopassi e tratti in depressione. Il tempo di reazione si misura in minuti.
- Chi lavora sul mare o in mare guadagna sicurezza rinviando. Il diporto sotto costa è un rischio gratuito quando l’onda cresce.
Guida pratica: come controllare la situazione senza perdersi
Le quattro cose che guardiamo sempre
Quando il meteo è “semplicemente brutto” si va a sensazione. Quando entra una burrasca con mareggiate, la sensazione non basta. Noi guardiamo quattro indicatori prima di decidere.
- La finestra oraria dei rinforzi di vento, non solo la giornata in generale.
- Il bacino marino indicato e l’esposizione della tua costa rispetto a quel vento.
- Il colore di allerta della tua zona e la tipologia di criticità associata.
- Le disposizioni locali su accessi a moli, passeggiate e viabilità costiera.
Suggerimento rapido: se il cielo migliora ma il mare resta grosso, consideralo un segnale normale. Il mare scende dopo, non insieme al cielo.
Il nostro punto tecnico: il mare non “spegne” quando smette di piovere
Ci sono due errori di percezione che vediamo ogni volta che il mare sale. Il primo è guardare solo il vento a terra e dimenticare il fetch, cioè la distanza di mare libero su cui il vento lavora. Se il vento soffia forte su centinaia di chilometri di mare, l’onda cresce anche se sotto costa la raffica sembra calare per qualche minuto.
Il secondo errore è confondere la fine della pioggia con la fine del rischio. Il mare ha inerzia. L’onda lunga, quella che aumenta run-up e supera le difese, resta attiva anche dopo la fase temporalesca. È uno dei motivi per cui venerdì 13 può essere più ingannevole del 12.
Un dettaglio che ci interessa molto: questo passaggio arriva dopo un episodio simile tra il 20 e il 21 gennaio. Quando il Mediterraneo resta dentro un flusso occidentale per giorni, gli impulsi si sommano. Il risultato è una sequenza di mareggiate che colpiscono le stesse coste con poco tempo per recuperare.
Questa è una lettura tecnica basata su bollettini e comportamento tipico del moto ondoso. Non è un avviso ufficiale e non sostituisce indicazioni delle autorità locali.
A cura di Massimiliano Orestano Junior Cristarella.
Domande frequenti
Cosa significa “onde fino a 9 metri”?
È un valore riferito al mare aperto e ai picchi nel campo d’onda. Sotto costa l’onda frange e cambia forma ma può diventare più aggressiva per effetto del run-up, cioè l’acqua che risale e supera le difese.
Quali sono le zone più esposte in questo passaggio?
La dinamica favorisce i litorali occidentali e tirrenici. Le mareggiate più forti puntano le coste nord e ovest della Sardegna, la Sicilia tirrenica e occidentale e la Calabria tirrenica. Il Basso Tirreno è tra i bacini più energici al largo.
Che cosa comporta l’allerta arancione?
È un livello di criticità potenziale che segnala un rischio significativo per effetti al suolo. In pratica richiede scelte prudenti su spostamenti, permanenza in costa, gestione di sottopassi e infrastrutture esposte a vento e pioggia.
Venerdì 13 febbraio il rischio è finito?
Il cielo può migliorare a tratti ma il mare non scende subito. La mareggiata spesso resta pericolosa più a lungo della pioggia, quindi la distanza dalla costa resta una misura di sicurezza anche domani.
Se devo viaggiare in traghetto o lavorare in porto cosa conviene fare?
Valuta ritardi o stop come scenario plausibile e decidi in anticipo. Controlla comunicazioni operative del tuo porto e della compagnia. La regola che riduce i problemi è non arrivare in banchina senza un piano alternativo.
È sicuro andare a fotografare la mareggiata?
È una delle situazioni più rischiose. L’onda non arriva sempre uguale: arrivano serie e la serie più alta è quella che sorprende. Se vuoi osservare, fallo da posizioni arretrate e mai da moli o scogliere.
Qual è il segnale che ci dice che il mare sta calando davvero?
La riduzione del vento aiuta ma non basta. Guardiamo la persistenza dell’onda lunga e la continuità delle frange. Se il vento cala ma le serie continuano a superare le difese, la mareggiata è ancora in fase attiva.
Timeline: apri le fasi in ordine
Tocca una fase per aprire i passaggi chiave. La timeline serve a orientarti anche se segui l’evoluzione a distanza.
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Fase 1 Il primo scatto: vento forte e mare che sale
- Raffiche occidentali già tese con rinforzi possibili.
- Mare che passa in poche ore da agitato a molto agitato sui bacini esposti.
Perché conta: È la fase in cui si sottovaluta il rischio perché l’onda non è ancora al massimo.
-
Fase 2 Il picco: mareggiata e criticità lungo costa
- La mareggiata si struttura e cresce anche al largo.
- In mare aperto i picchi possono arrivare fino a 9 metri.
- Possibili mareggiate sulle coste esposte con acqua che supera barriere e banchine.
- Rovesci e temporali possono aggiungere stress a reti fognarie e viabilità.
Perché conta: Qui la differenza la fanno pochi metri di quota e pochi passi di distanza dalla battigia.
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Fase 3 La tregua apparente: pioggia in calo, mare ancora duro
- Nuvolosità più irregolare con precipitazioni meno diffuse.
- Venti ancora di burrasca da ovest su diversi tratti costieri.
- Mare grosso che cala lentamente soprattutto dove arriva onda lunga.
Perché conta: Il mare ha inerzia e la coda della mareggiata può restare pericolosa anche dopo il miglioramento del cielo.
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Fase 4 Dopo il picco: gestione e ripristino in sicurezza
- Verifiche su alberi e infrastrutture leggere dove il vento ha lavorato di traverso.
- Controllo di banchine e barriere prima di riaprire accessi a passeggiate e moli.
Perché conta: È la fase in cui si torna fuori ma serve lo stesso rigore della fase d’allerta.
Chiusura
Harry Bis è uno di quei passaggi in cui il mare diventa protagonista. Il vento dà il ritmo e la pioggia crea fastidio, la mareggiata invece è ciò che può fare danni e restare pericolosa più a lungo. Se sei in costa oggi, la scelta migliore è semplice: distanza dal bordo e attenzione alle finestre di rinforzo. Domani si rientra nella normalità solo quando vento e mare scendono insieme.
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Registro degli aggiornamenti sostanziali: trasparenza su modifiche, correzioni e integrazioni informative.
- Giovedì 12 febbraio 2026 alle ore 09:34: Inserito il quadro allerte con le aree più esposte, distinguendo rischio vento e rischio mareggiata in modo operativo.
- Giovedì 12 febbraio 2026 alle ore 09:47: Aggiornata la sezione tecnica sul moto ondoso per chiarire cosa significa davvero “fino a 9 metri” tra mare aperto e linea di costa.
- Giovedì 12 febbraio 2026 alle ore 09:58: Rafforzata la guida pratica su spostamenti e litorali con comportamenti utili e errori tipici da evitare durante la burrasca.