Cronaca | Torino
Torino, scontri al corteo pro Askatasuna: bilancio ufficiale e ricostruzione dei fatti
Bilancio degli scontri al corteo pro Askatasuna a Torino. Ricostruzione dei fatti, numeri ufficiali e distinzione chiara tra ciò che è confermato e ciò che resta in verifica. Articolo chiuso e aggiornato al 1 febbraio 2026.
Pubblicato il: Domenica 1 febbraio 2026 alle ore 14:30.
Ultimo aggiornamento: Domenica 1 febbraio 2026 alle ore 16:56.
Per questo articolo abbiamo incrociato comunicati istituzionali, dati sanitari e cronache di agenzia. Quando un numero è una stima lo diciamo. Quando è un dato ufficiale indichiamo chi lo ha diffuso. Se un dettaglio non ha riscontro pubblico lo segnaliamo come ancora in verifica.
A Torino, il corteo nazionale del 31 gennaio 2026 convocato dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna del 18 dicembre è degenerato in scontri in zona corso Regina Margherita. Il bilancio ufficiale diffuso dalla Polizia di Stato parla di tre arresti e 24 denunce, oltre a 772 identificazioni nei servizi preventivi dei giorni precedenti. Sul fronte sanitario, Azienda Zero Piemonte comunica che il 118 ha gestito il trasferimento di 103 feriti negli ospedali cittadini, 29 appartenenti alle forze dell’ordine. Le lesioni tra gli operatori superano quota cento anche nelle cronache di agenzia, con un dettaglio che arriva a 96 poliziotti, 7 militari della Guardia di Finanza e 5 carabinieri secondo ANSA. Qui sotto trovi la ricostruzione per tempi e luoghi, i numeri spiegati in modo leggibile e una sezione dedicata a ciò che oggi non ha ancora un riscontro pubblico.
Mappa rapida: dai momenti chiave al bilancio
| Passaggio | Cosa accade | Il segnale da notare | Conseguenza |
|---|---|---|---|
| Il corteo e il ricongiungimento | Due spezzoni partono dalle stazioni e un terzo dall’area universitaria. La nota della Polizia colloca il ricongiungimento intorno alle 16 in corso Cairoli. | La stima ufficiale parla di circa 20.000 partecipanti, con delegazioni anche da fuori città. | Il corteo prosegue verso corso San Maurizio, mentre l’attenzione si concentra sul tratto che porta verso corso Regina. |
| Il travisamento prima del fronte | Poco prima dell’incrocio con corso Regio Parco una parte del corteo accende fumogeni e si travisa con abiti scuri e caschi. | La Polizia stima circa 1.500 persone nel gruppo compatto che imbocca corso Regina Margherita. | Il resto della manifestazione resta all’imbocco di corso Regio Parco mentre il fronte si sposta. |
| Scontri e risposta delle forze dell’ordine | Lancio di pietre, bottiglie e artifici pirotecnici. Barricate con cassonetti dati alle fiamme per rallentare l’avanzamento. | Idrante, lacrimogeni e azioni di respingimento. Un mezzo di servizio viene incendiato e si registrano feriti. | Danni a arredi urbani, a una filiale bancaria e a un supermercato, con intervento sanitario su più ospedali. |
| Bilancio e indagini | Polizia di Stato: 3 arresti e 24 denunce. Azienda Zero: 103 feriti trasferiti dal 118, 29 appartenenti alle forze dell’ordine. | Indagini della Digos e uso della flagranza differita per uno degli arresti citati nelle cronache. | Reazioni istituzionali e politiche e un quadro informativo che si stabilizza rispetto alle cifre delle prime ore. |
Tip: la tabella è scorrevole. Su mobile scorri con il dito a destra e a sinistra per vedere tutte le colonne.
Polizia di Stato: 3 arresti e 24 denunce. Le prime cifre circolate nelle ore calde sono state poi consolidate dagli aggiornamenti ufficiali.
Azienda Zero: 103 feriti trasferiti dal 118 in sette ospedali. Tra questi, 29 appartengono alle forze dell’ordine.
Le cronache di agenzia riportano oltre cento operatori feriti, con dettaglio 96 poliziotti, 7 Guardia di Finanza e 5 carabinieri.
La nota di Polizia cita un mezzo di servizio incendiato, barricate e danni a una filiale bancaria e a un supermercato nel tratto degli scontri.
Gli scontri si concentrano su un tratto specifico della città: qui mettiamo in ordine i fatti e separiamo dati ufficiali da dettagli ancora in verifica.
Update log
Registro degli aggiornamenti sostanziali: trasparenza su modifiche, correzioni e integrazioni informative.
- Domenica 1 febbraio 2026 alle ore 15:52: Inserito il bilancio ufficiale della Polizia di Stato su arresti, denunce, misure preventive e dettagli della ricostruzione operativa.
- Domenica 1 febbraio 2026 alle ore 16:18: Aggiornata la sezione sanità con i dati di Azienda Zero Piemonte sul trasferimento dei feriti e la ripartizione per ospedali e codici triage.
- Domenica 1 febbraio 2026 alle ore 16:56: Chiusura del pezzo: chiarite le cifre circolate nelle prime ore e aggiunta la sezione “cosa è verificato e cosa resta in verifica”, con fonti indicate.
Trasparenza: fonti e metodo
La ricostruzione qui sotto parte da una scelta pratica: mettere in fila solo ciò che regge a un controllo serio. Abbiamo lavorato su comunicati istituzionali e dati sanitari, poi li abbiamo letti insieme alle cronache di agenzia e alle ricostruzioni delle testate. Quando un numero è ufficiale lo trattiamo come tale. Quando è una stima lo diciamo chiaramente. Quando è una dichiarazione politica la attribuiamo e la separiamo dai fatti già documentati.
Fonti principali citate nel testo: Polizia di Stato (nota rilanciata da Agenzia Nova, TorinoOggi, PrimaIlCanavese), Azienda Zero Piemonte e 118 (dati ripresi da Rai News, Adnkronos, Repubblica), ANSA, Sky TG24, La Stampa, Il Fatto Quotidiano. Per il glossario sui codici triage: Ministero della Salute, ASL TO4, AOU San Luigi di Orbassano. Per la flagranza differita: Normattiva, dossier della Camera dei Deputati, Questione Giustizia.
Nota importante: le indagini sono in corso. Per questo evitiamo di riempire i vuoti con supposizioni e usiamo formule precise quando un dettaglio non è verificato pubblicamente. Le persone coinvolte hanno diritto alla presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.
Approfondimenti correlati
Cronaca: notizie e approfondimenti
Il nostro hub di cronaca: aggiornamenti, ricostruzioni e contesto, con un metodo di verifica che distingue sempre tra dati ufficiali e informazioni non confermate.
Apri l’hub cronacaContesto essenziale: perché Askatasuna e perché quel sabato
Askatasuna non è un tema che nasce ieri. A Torino è un nome che porta con sé anni di discussioni, conflitti e identità politiche. Il dato di contesto che compare anche nelle ricostruzioni ufficiali è lo sgombero del 18 dicembre 2025. Da lì parte la chiamata alla manifestazione nazionale del 31 gennaio 2026.
Se ti stai chiedendo come si possa passare da un corteo a una guerriglia urbana, la risposta sta quasi sempre in due fattori: un fronte che si separa e una scelta deliberata di anonimato. Nella nota della Polizia di Stato questo passaggio è descritto con il travisamento di una parte dei partecipanti, stimata in circa 1.500 persone, e con l’attacco concentrato su corso Regina Margherita.
Il punto umano, quello che spesso si perde nel rumore, è che in mezzo ci finiscono tutti. Chi voleva solo manifestare. Chi lavora nei reparti in strada. Chi sta affacciato al balcone e si trova i cassonetti in fiamme sotto casa.
In breve
- Stima ufficiale Polizia: circa 20.000 partecipanti al corteo.
- Fronte degli scontri: gruppo stimato in circa 1.500 persone che si sarebbe travisato e avrebbe attaccato i reparti su corso Regina.
- Bilancio giudiziario: 3 arresti e 24 denunce secondo la Polizia di Stato, con indagini della Digos.
- Bilancio sanitario: 103 feriti trasferiti dal 118 (Azienda Zero), 29 appartenenti alle forze dell’ordine.
- Danni: un mezzo di servizio incendiato e danni a arredi urbani, filiale bancaria e supermercato nel tratto degli scontri.
La ricostruzione: dal corteo agli scontri
Se hai visto solo un video in rete, magari girato di corsa tra fumo e sirene, capisco la sensazione di caos. Il problema è che il caos è un pessimo narratore. Per capire cosa è successo serve un gesto semplice: rimettere i pezzi in ordine, senza saltare i passaggi.
Nota: qui distinguiamo tra dati ufficiali, dichiarazioni e dettagli ancora in verifica. Quando una cifra non è stabilizzata lo diciamo apertamente.
Sommario dei contenuti
- La sequenza dei fatti
- Bilancio ufficiale al 1 febbraio 2026
- Feriti: perché i numeri sembrano diversi
- Arresti, denunce e misure: glossario rapido
- Cosa è verificato e cosa resta in verifica
- Reazioni istituzionali e politiche
- Fonti citate
La sequenza dei fatti
Nella ricostruzione diffusa dalla Polizia di Stato, la manifestazione del 31 gennaio si compone di più spezzoni. Due partono dalle stazioni di Porta Susa e Porta Nuova, un terzo dall’area universitaria di Palazzo Nuovo. Il ricongiungimento viene collocato intorno alle 16 in corso Cairoli, poi il corteo si dirige verso corso San Maurizio.
È nel tratto che precede l’incrocio con corso Regio Parco che la nota colloca la svolta. Una parte dei partecipanti accende fumogeni, si travisa e si compatta. La stima ufficiale parla di circa 1.500 persone che imboccano corso Regina Margherita, in direzione del dispositivo schierato a protezione dell’area collegata ad Askatasuna. Il resto del corteo rimane all’imbocco di corso Regio Parco.
Qui entra un dettaglio che merita attenzione perché dice molto sul clima. Sempre nella nota della Polizia si parla dell’aggressione a una giornalista e alla troupe con danneggiamento di attrezzature proprio nella fase del travisamento. È un passaggio che sposta il racconto oltre il semplice “scontro con i reparti”: segnala un contesto ostile anche verso chi documenta.
Gli scontri su corso Regina, secondo la ricostruzione ufficiale, includono lanci di pietre, bottiglie e artifici pirotecnici, oltre all’uso di scudi in lamiera e tubi di lancio artigianali. Vengono costruite barricate con cassonetti e altro materiale poi incendiato, con l’obiettivo di rallentare l’avanzamento. La risposta operativa citata nelle cronache parla di idrante, lacrimogeni e azioni di respingimento.
Nella stessa ricostruzione rientrano due elementi che hanno pesato sul bilancio. Il primo è l’incendio di un mezzo di servizio del Reparto Mobile di Torino. Il secondo è l’aggressione a un operatore del Reparto Mobile di Padova, descritta come particolarmente violenta, con sottrazione di alcuni dispositivi. La nota riferisce anche danni a arredi urbani, a una filiale bancaria e a un supermercato nel tratto degli scontri.
L’ultima parte, spesso meno raccontata nei video brevi, è la dinamica finale. La Polizia riferisce di aver respinto il gruppo oltre il fiume Dora verso la periferia, con ulteriori episodi su corso Regio Parco fino al definitivo scioglimento.
Bilancio ufficiale al 1 febbraio 2026
Qui conviene andare dritti. Il bilancio che oggi possiamo chiamare “ufficiale” mette insieme due canali: la Polizia per la parte giudiziaria e operativa, Azienda Zero Piemonte per la parte sanitaria. Le cronache di agenzia servono come secondo livello, utile per dettagliare i numeri e per seguire gli aggiornamenti.
| Voce | Numero | Fonte indicata nel testo |
|---|---|---|
| Partecipanti al corteo | Circa 20.000 | Polizia di Stato (rilanciata da Agenzia Nova, TorinoOggi, PrimaIlCanavese) |
| Gruppo travisato al fronte | Circa 1.500 | Polizia di Stato (rilanciata da Agenzia Nova, TorinoOggi, PrimaIlCanavese) |
| Arresti | 3 | Polizia di Stato (rilanciata da Agenzia Nova, TorinoOggi, PrimaIlCanavese) |
| Denunce | 24 | Polizia di Stato (rilanciata da Agenzia Nova, TorinoOggi, PrimaIlCanavese) |
| Identificazioni nei controlli preventivi | 772 | Polizia di Stato (rilanciata da Agenzia Nova, TorinoOggi, PrimaIlCanavese) |
| Misure di prevenzione | 30 fogli di via, 10 avvisi orali, 7 divieti di accesso ai locali pubblici | Polizia di Stato (rilanciata da Agenzia Nova, TorinoOggi, PrimaIlCanavese) |
| Feriti trasferiti dal 118 | 103 (di cui 29 forze dell’ordine) | Azienda Zero Piemonte (ripresa da Rai News, Adnkronos, Repubblica) |
| Feriti tra le forze dell’ordine | Oltre 100 (96 poliziotti, 7 Guardia di Finanza, 5 carabinieri) | Cronache di agenzia e testate (ANSA, Rai News, Il Fatto Quotidiano) |
| Danni citati | Mezzo di servizio incendiato, danni a arredi urbani, filiale bancaria e supermercato | Polizia di Stato (rilanciata da Agenzia Nova, TorinoOggi, PrimaIlCanavese) |
Tip: la tabella è scorrevole. Su mobile scorri a destra e a sinistra per vedere tutte le colonne.
Feriti: perché i numeri sembrano diversi
Questa è la domanda che mi fate più spesso quando una manifestazione degenera: “Ma allora quanti feriti ci sono davvero?” Il punto è che feriti e trasferiti non sono la stessa cosa. Azienda Zero Piemonte parla di 103 trasferimenti gestiti dal 118 verso i pronto soccorso cittadini. Dentro quei 103 ci sono 29 appartenenti alle forze dell’ordine. Con un conto semplice, restano 74 persone tra manifestanti e altre figure finite in pronto soccorso.
In parallelo, alcune cronache riportano un numero di operatori feriti che supera quota cento. Il dettaglio più citato arriva a 108 feriti tra le forze dell’ordine (96 poliziotti, 7 Guardia di Finanza, 5 carabinieri). Questo dato include anche contusioni e traumi trattati sul posto, oltre a ferite che non richiedono per forza trasporto in ospedale. È per questo che non devi aspettarti una corrispondenza perfetta tra “feriti” e “portati al pronto soccorso”.
La fotografia sanitaria più utile: ospedali e codici triage
Azienda Zero non si limita al totale. I dati ripresi da Rai News, Adnkronos e Repubblica indicano anche dove sono stati portati i feriti e con quale codice triage. Questo è il punto che, secondo me, aggiunge davvero conoscenza rispetto al solito “numero secco”.
| Ospedale | Trasferiti | Dettaglio codici |
|---|---|---|
| CTO | 25 | 24 verde, 1 arancione |
| Molinette | 26 | 11 verde, 15 azzurro |
| Gradenigo | 20 | 15 verde, 5 azzurro |
| Giovanni Bosco | 9 | 5 verde, 4 azzurro |
| Mauriziano | 5 | 4 verde, 1 azzurro |
| Martini | 9 | 7 verde, 2 azzurro |
| Maria Vittoria | 9 | 8 verde, 1 azzurro |
| Totale | 103 | 74 verde, 28 azzurro, 1 arancione |
A livello pratico, i codici triage aiutano a interpretare la gravità. Nella classificazione spiegata da strutture sanitarie piemontesi e dal Ministero della Salute, il verde indica una minore urgenza, l’azzurro un’urgenza che richiede valutazione rapida, l’arancione una situazione molto urgente. In questi dati non compare un rosso, che sarebbe l’emergenza immediata. È una fotografia compatibile con un contesto fatto di contusioni, traumi e ferite da impatto, con almeno un caso valutato come molto urgente.
Arresti, denunce e misure: glossario rapido
Anche qui capisco la confusione. Nelle ore successive agli scontri circolano parole che sembrano sinonimi e invece cambiano tutto. Una persona arrestata viene privata della libertà e la misura passa poi al vaglio dell’autorità giudiziaria. Una persona denunciata viene segnalata alla magistratura con un’ipotesi di reato, ma resta libera salvo provvedimenti successivi.
La ricostruzione ufficiale parla di tre arresti e 24 denunce. Tra gli arresti viene citata anche la flagranza differita, un istituto che consente l’arresto basandosi su documentazione video o fotografica quando l’identificazione è chiara, pur non essendo avvenuta nell’immediatezza. La logica è semplice: se l’azione è ripresa e riconoscibile, la legge consente di intervenire anche a distanza di ore in casi specifici.
Poi ci sono le misure di prevenzione amministrativa, spesso meno raccontate ma molto concrete. Il comunicato di Polizia parla di fogli di via, avvisi orali e divieti di accesso ai locali pubblici. Sono strumenti che mirano a ridurre il rischio di recidiva e di presenza in contesti sensibili, senza aspettare i tempi di un processo. Qui la parola chiave è “prevenzione”, con tutto ciò che comporta in termini di dibattito pubblico.
Cosa è verificato e cosa resta in verifica
Cosa è verificato al 1 febbraio 2026
- Il bilancio ufficiale su arresti e denunce comunicato dalla Polizia di Stato, con 3 arresti e 24 denunce.
- I dati sanitari di Azienda Zero Piemonte: 103 trasferimenti gestiti dal 118, 29 appartenenti alle forze dell’ordine, con ripartizione per ospedali e codici triage.
- La descrizione operativa del fronte degli scontri su corso Regina, l’incendio di un mezzo di servizio e i danni a filiale bancaria e supermercato, come riportato nella nota di Polizia.
- Il numero di operatori feriti superiore a cento nelle cronache di agenzia, con dettaglio 96 poliziotti, 7 Guardia di Finanza e 5 carabinieri in alcune ricostruzioni.
Che cosa resta in verifica o non ha riscontro pubblico completo
- L’elenco dettagliato di ogni singolo oggetto usato o sequestrato oltre a quanto indicato nelle note ufficiali. Alcune descrizioni circolano come dichiarazioni politiche o come resoconti parziali.
- La ricostruzione completa delle responsabilità individuali. I numeri di arresti e denunce non dicono ancora “chi ha fatto cosa”, lo diranno gli atti e gli accertamenti.
- Il dettaglio minuto dei primi contatti tra manifestanti e reparti. Le versioni possono divergere e in genere si chiariscono solo con immagini complete e informative di polizia giudiziaria.
- Le stime alternative sui partecipanti. Quelle degli organizzatori e quelle delle autorità spesso non coincidono e non sempre vengono accompagnate da criteri pubblici di conteggio.
Reazioni istituzionali e politiche
Il giorno dopo gli scontri, le reazioni istituzionali arrivano rapide. Le cronache riportano la telefonata del Presidente della Repubblica al ministro dell’Interno per esprimere solidarietà agli agenti feriti. Si registra anche la visita della presidente del Consiglio ad alcuni operatori in ospedale, con parole durissime sulla violenza in piazza. In mezzo, la città cerca il punto di equilibrio tra diritto a manifestare e sicurezza.
Qui vale una regola utile al lettore. Le dichiarazioni politiche aiutano a capire il clima del momento, ma non sostituiscono gli atti. Per questo, quando un dettaglio appare in una dichiarazione e non in una comunicazione tecnica o in un sequestro documentato, noi lo teniamo nel perimetro delle parole e non lo spacciamo per fatto.
Fonti citate
Per la ricostruzione operativa e il bilancio giudiziario: comunicazioni della Polizia di Stato riportate da Agenzia Nova, TorinoOggi, PrimaIlCanavese. Per i dati sui feriti e la ripartizione ospedaliera: Azienda Zero Piemonte e 118, ripresi da Rai News, Adnkronos, Repubblica. Per i numeri sugli operatori feriti: ANSA e altre testate che riportano lo stesso dettaglio.
Per la spiegazione dei codici triage: Ministero della Salute, ASL TO4 e AOU San Luigi di Orbassano. Per i riferimenti sulla flagranza differita: Normattiva, dossier della Camera dei Deputati, Questione Giustizia.
Guida rapida: come seguire gli aggiornamenti senza perdersi
Perché i numeri cambiano nelle prime ore
Quando succede un evento così, le prime cifre sono spesso parziali. A volte includono persone solo condotte in questura per identificazione, poi rilasciate. Altre volte mescolano feriti medicati sul posto con feriti portati in ospedale. Il modo più pulito per orientarsi è aspettare i dati consolidati da chi ha la responsabilità istituzionale di comunicarli.
Cosa controllare quando esce una notizia nuova
La bussola, di solito, è questa: note della Questura o della Polizia di Stato per arresti e dinamica, dati del sistema sanitario per i feriti, poi agenzie di stampa per seguire gli sviluppi minuto per minuto. Se una voce gira solo sui social e non compare in nessun canale verificabile, è prudente metterla da parte.
Suggerimento pratico: quando leggi “feriti”, chiediti sempre “feriti dove?” Sul posto, in ospedale, o conteggio complessivo? Questa domanda da sola risolve buona parte delle apparenti contraddizioni.
Il commento dell’esperto
C’è una cosa che, nelle giornate come questa, viene quasi sempre sottovalutata. La proporzione. Se prendi la stima ufficiale di 20.000 partecipanti e la confronti con il gruppo stimato in 1.500 persone al fronte, la quota è intorno al 7 o 8 per cento. È poco, ma basta. Perché un gruppo compatto, travisato e concentrato su un punto, riesce a dettare il racconto dell’intera giornata.
E qui entra l’altro dato che spesso passa inosservato. I 103 trasferimenti del 118 non sono una statistica astratta. Sono sette ospedali che in poche ore assorbono un’ondata di accessi, quasi tutti verdi e azzurri, con un solo arancione. Tradotto: molte ferite “da scontro” sono dolorose e spettacolari, ma non tutte sono gravi. Questo non sminuisce nulla, anzi chiarisce. Il peso sociale di una guerriglia urbana non si misura solo in prognosi riservate, si misura anche nell’impatto sulla città e sulla percezione di sicurezza.
L’ultima cosa, forse la più delicata, riguarda le parole. “Arresto”, “denuncia”, “identificazione”, “fogli di via” sembrano etichette da cronaca nera. In realtà descrivono livelli diversi di intervento. Capirli non è un dettaglio da addetti ai lavori, è il modo per non farsi trascinare dalle semplificazioni.
Questo è un commento editoriale: separa dati ufficiali e lettura giornalistica. Non sostituisce gli atti d’indagine né anticipa conclusioni giudiziarie.
A cura di Junior Cristarella.
Domande frequenti
Quando si sono verificati gli scontri e in quale zona?
Gli scontri sono collegati alla manifestazione del 31 gennaio 2026 e si concentrano in zona corso Regina Margherita e corso Regio Parco, secondo le ricostruzioni riportate nelle note ufficiali e nelle cronache.
Qual è il bilancio ufficiale di arresti e denunce al 1 febbraio 2026?
La Polizia di Stato comunica 3 arresti e 24 denunce. Nelle prime ore sono circolate cifre diverse, poi consolidate dagli aggiornamenti successivi.
Quanti feriti ci sono stati e perché circolano numeri diversi?
Azienda Zero Piemonte riferisce 103 feriti trasferiti dal 118 negli ospedali cittadini, 29 appartenenti alle forze dell’ordine. Altri conteggi riportano un numero di operatori feriti superiore a cento includendo anche lesioni lievi trattate sul posto.
Quante persone sono state identificate nei controlli preventivi?
La Polizia indica 772 identificazioni nei servizi preventivi svolti tra 29 e 31 gennaio su principali vie di comunicazione, linee ferroviarie e aeroporto.
Che cosa significa “flagranza differita”, citata per uno degli arresti?
È una forma di arresto basata su documentazione video o fotografica che consente l’intervento anche a distanza di alcune ore dall’evento, quando l’identificazione è chiara. È un istituto previsto dall’ordinamento in casi specifici.
Un numero alto di partecipanti significa che tutti hanno preso parte agli scontri?
No. Le ricostruzioni ufficiali distinguono tra il corteo complessivo e un gruppo più ristretto, stimato in circa 1.500 persone, che si sarebbe travisato e avrebbe attaccato i reparti.
Che cosa sappiamo sui danni e sui sequestri?
Secondo la nota della Polizia, oltre ai feriti si registrano danni a arredi urbani, a una filiale bancaria e a un supermercato. Viene indicato anche il sequestro di oggetti usati come armi improprie e strumenti per offendere.
Ci saranno altri sviluppi?
Sì. Le indagini sono in corso e le cifre su indagati, capi di imputazione e ulteriori provvedimenti possono evolvere con nuovi accertamenti.
Timeline: le fasi, in ordine
Apri una fase per orientarti. La timeline mette in fila ciò che accade prima, durante e dopo gli scontri.
-
Fase 1 Prima del corteo: controlli intensificati
- Tra 29 e 31 gennaio vengono potenziati i controlli su strade, ferrovie e aeroporto di Caselle.
- La Polizia comunica 772 persone identificate e varie misure di prevenzione disposte dal questore.
Perché conta: È il contesto operativo che spiega perché, già prima della manifestazione, l’attenzione fosse altissima sul rischio di gruppi organizzati.
-
Fase 2 La manifestazione: tre spezzoni che confluiscono in centro
- Due spezzoni partono da Porta Susa e Porta Nuova.
- Un terzo si muove dall’area universitaria di Palazzo Nuovo.
- La nota della Polizia colloca il ricongiungimento intorno alle 16 in corso Cairoli.
- Da lì il corteo si dirige verso corso San Maurizio e verso l’area di corso Regina.
Perché conta: Serve a capire che le immagini degli scontri raccontano un tratto preciso della giornata e non tutta la manifestazione.
-
Fase 3 La svolta: fumogeni e travisamento prima dell’incrocio
- Poco prima dell’incrocio con corso Regio Parco una parte del corteo accende fumogeni e cambia abbigliamento.
- Secondo la ricostruzione della Polizia il gruppo compatto è composto da circa 1.500 persone.
- Nello stesso frangente viene segnalata l’aggressione a una giornalista e alla troupe con danneggiamento delle attrezzature.
Perché conta: È il momento in cui la dinamica passa da manifestazione a scontro, con un fronte che si separa e si organizza.
-
Fase 4 Gli scontri: corso Regina e zona Dora
- Il gruppo occupa le carreggiate di corso Regina Margherita e attacca i reparti con pietre, bottiglie e artifici pirotecnici.
- La nota di Polizia cita anche scudi in lamiera e tubi di lancio artigianali.
- Vengono costruite barricate con cassonetti, poi dati alle fiamme, per ostacolare l’avanzamento.
- La risposta include idrante, lacrimogeni e manovre di respingimento.
- Un mezzo del Reparto Mobile di Torino viene incendiato e un agente del Reparto Mobile di Padova resta gravemente ferito durante un’aggressione.
Perché conta: Qui si concentrano feriti e danni. È anche la fase in cui si accumulano prove video e identificazioni utili alle indagini.
-
Fase 5 Dopo: bilanci, inchieste e nodi aperti
- La Digos procede con tre arresti, due in flagranza e uno in flagranza differita, più 24 denunce.
- Azienda Zero Piemonte riferisce 103 feriti trasferiti dal 118 in sette ospedali cittadini.
- Le lesioni tra le forze dell’ordine superano quota cento e includono polizia, Guardia di Finanza e Carabinieri.
- Le responsabilità individuali e alcuni dettagli su armi improprie restano oggetto di verifiche investigative.
Perché conta: È la fase in cui i numeri si stabilizzano e si capisce dove finiscono i dati ufficiali e dove iniziano le ipotesi.
Chiusura
Il bilancio di Torino, al 1 febbraio 2026, ha numeri ormai consolidati su arresti, denunce e gestione sanitaria. Restano aperte le responsabilità individuali e alcuni dettagli operativi che solo gli atti potranno chiarire fino in fondo. Se c’è una cosa che questa ricostruzione prova a fare, è togliere nebbia. Perché tra un video e un dato ufficiale c’è una differenza enorme: il primo ti emoziona, il secondo ti orienta.