Pattinaggio velocità

Milano Cortina 2026: oro Italia nell’inseguimento a squadre, la finale letta sui parziali

Italia oro nel team pursuit maschile: finale letta sui numeri veri, quelli che contano. Qui trovi percorso completo, regole decisive e parziali ufficiali che spiegano perché il sorpasso non è un lampo ma una sequenza.

Oro Italia: Team Pursuit maschile Analisi parziali ufficiali Percorso: quarti, semifinali, finali Regole che contano davvero Chi sono Ghiotto, Giovannini e Malfatti Milano Ice Park: pista da 400 metri

Pubblicato il: Martedì 17 febbraio 2026 alle ore 22:20. L’articolo riflette le informazioni disponibili alla data di pubblicazione e potrebbe non includere sviluppi successivi, che possono incidere sull’inquadramento dei fatti. Eventuali aggiornamenti saranno riportati nell’Update log. In mancanza di registrazioni nell’Update log, il contenuto deve considerarsi invariato rispetto alla versione pubblicata.

Ultimo aggiornamento: Venerdì 6 marzo 2026 alle ore 09:16. L’aggiornamento può includere interventi non sostanziali (revisione formale, correzioni, impaginazione, ottimizzazioni) e non implica necessariamente modifiche ai fatti riportati. Eventuali aggiornamenti di contenuto relativi agli sviluppi della notizia sono indicati nell’Update log.

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Per questo speciale abbiamo lavorato su report di gara ufficiali, cronometraggi e regolamento tecnico, ricostruendo la finale sui parziali. La cronologia è leggibile anche se rivedi la gara in differita: gli snodi sono nel ritmo, non nelle impressioni.

Ce lo siamo detti subito guardando i numeri: l’oro dell’Italia nell’inseguimento a squadre maschile non è un “colpo di scena”, è una costruzione. 3:39.20 in Finale A e +4.51 sugli Stati Uniti. La parte interessante è dove cambia davvero la gara: fino a 3 giri e mezzo gli USA sono davanti, poi l’Italia stringe, supera a 5 giri e mezzo e da lì gli americani iniziano a perdere secondi in ogni tratto da 200 metri.

Mappa rapida: il team pursuit che abbiamo visto

Passaggio Cosa accade Segnale da tenere d’occhio Conseguenza
Quarti: l’Italia si mette davanti Time trial e miglior tempo: la finale non nasce all’ultimo giro, nasce dal primo crono utile. 3:38.40 è già un messaggio: ritmo alto e stabile senza picchi. Si entra nella fase a eliminazione con fiducia tecnica e lettura chiara del proprio passo.
Semifinale: gestione contro l’Olanda L’Italia passa in Finale A con un crono vicino al quarto e con meno sprechi. Il ritmo resta “lungo”: nessun crollo negli ultimi 1000 metri. Arrivare in finale con gambe ancora “piene” vale quanto un secondo sul tabellone.
Finale A: gli USA davanti, poi il cambio di inerzia Gli Stati Uniti costruiscono vantaggio fino a metà gara, poi l’Italia rosicchia e supera. Il sorpasso tecnico è a 5 giri e mezzo: lì il cronometro cambia colore. Da quel punto gli USA iniziano a perdere secondi ad ogni parziale.
Chiusura: l’ultima parte decide l’oro Gli ultimi 1000 metri sono un muro: l’Italia resta regolare, gli USA scompongono. Negli ultimi 800 metri gli USA salgono oltre 14 secondi per 200m, poi oltre 15. Il distacco finale (+4.51) diventa inevitabile e racconta la gara meglio di ogni commento.

Tip: la tabella è scorrevole. Su mobile scorri con il dito a destra e a sinistra per vedere tutte le colonne.

Il sorpasso è misurabile
Il cambio di inerzia è a 5.5 giri: da lì il distacco cresce a ogni 200 metri.
Non è solo velocità
Nel team pursuit vince chi protegge il terzo atleta: ritmo, cambi e tenuta.
Gli ultimi 1000 metri decidono
L’Italia resta sotto 13.7 per 200m, gli USA salgono oltre 14 e chiudono a 15.12.
Schede tecniche dei tre azzurri
Ruoli, specialità e perché il trio funziona: trovi i dettagli nelle card dedicate.
Milano Cortina 2026: Italia oro nell’inseguimento a squadre di pattinaggio velocità
Milano Cortina 2026

Il punto non è solo il cronometro: è dove l’Italia ha costruito il sorpasso mentre gli USA si scomponevano negli ultimi 1000 metri.

Trasparenza: fonti e metodo

Questo speciale nasce da un lavoro che per noi è quasi automatico: prendere i documenti ufficiali e farli parlare. Abbiamo incrociato cronometraggi, split e lista risultati. Poi abbiamo messo quel materiale dentro una domanda unica: in quale punto la gara cambia direzione e perché.

La conferma dei numeri coincide con quanto pubblicato nelle ore dell’oro anche dall’International Skating Union e dal portale Italia Team del CONI, che allineano percorso di gara e profili agonistici dei protagonisti.

Il risultato che conta: podio e distacchi

Mettiamolo subito in chiaro: l’Italia vince l’oro nel team pursuit maschile perché chiude in 3:39.20 e lascia gli Stati Uniti a 3:43.71. Bronzo alla Cina nella Finale B, con l’Olanda appena dietro.

Esito Squadra Finale Tempo Distacco
Oro Italia Finale A 3:39.20
Argento Stati Uniti Finale A 3:43.71 +4.51
Bronzo Cina Finale B 3:41.38
Olanda Finale B 3:41.47 +0.09

Lettura rapida: il margine di +4.51 non è figlio di un errore singolo. È una sequenza di parziali in cui gli USA si “allungano” mentre l’Italia resta regolare.

Percorso verso l’oro: la strada completa

La cosa che sfugge quando ci si ferma alla foto del podio è questa: l’Italia arriva alla Finale A dopo aver già messo un punto esclamativo nei quarti. Il time trial fa ordine e racconta un dato semplice: il miglior tempo è azzurro.

Fase Italia Stati Uniti Cina Olanda
Quarti (time trial) 3:38.40 (1° tempo) 3:39.37 (2° tempo) 3:41.66 (3° tempo) 3:41.85 (4° tempo)
Semifinale 1 3:38.88 - - 3:40.67
Semifinale 2 - 3:44.29 3:52.22 -
Finale A 3:39.20 3:43.71 - -
Finale B - - 3:41.38 3:41.47

Qui c’è già un indizio che vale più di molte parole. Gli USA sono una squadra di picchi e standard altissimi, arrivavano da stagione con primato mondiale e status da riferimento. Oggi però, nel percorso gara, l’Italia è quella che non perde mai la forma del passo.

Nota di contesto: la narrativa “outsider” non regge ai numeri. Anche Reuters ha sottolineato che gli USA arrivavano da primatisti mondiali, ma qui la partita è stata sul ritmo finale e sul controllo della terza ruota.

Regole che decidono la disciplina: due frasi e capisci tutto

L’inseguimento a squadre sembra semplice finché non lo riduci alle sue regole operative. La prima è quella che cambia la strategia: il tempo è quello del terzo atleta. La seconda è quella che cambia il rischio: se il terzo uomo “si stacca”, la gara non è più recuperabile, perché la velocità del gruppo davanti non serve a niente se dietro il terzo non regge.

Che cosa significa in pratica

  • Nei quarti si corre a cronometro: il ranking nasce dai tempi.
  • In semifinale e finale, se una squadra “prende” l’altra, la prova può chiudersi prima.
  • La vera disciplina è tenere insieme la formazione mentre si cambia: chi guida deve essere utile, non eroico.
  • Quando l’acido lattico sale, la prima cosa che salta è la distanza tra secondo e terzo: è lì che nasce il crollo.

Se vuoi un modo semplice per leggere la gara: osserva sempre il terzo. Il leader può sembrare brillante, ma il cronometro premia chi protegge la scia fino all’ultimo metro.

Finale A, parziali ufficiali: il sorpasso diventa inevitabile

Il dato più utile non è il tempo finale. È la traiettoria del vantaggio, misurata ogni 200 metri. Finché gli USA sono davanti, il loro margine cresce fino a 0.69 a 3.5 giri. Poi si spegne: l’Italia non accelera in modo teatrale, semplicemente resta nel ritmo mentre gli americani iniziano a cambiare passo.

Giri ITA 200m ITA split USA 200m USA split Diff (USA-ITA)
0.5 18.28 18.281 18.26 18.256 -0.02
1.0 13.30 31.581 13.38 31.635 +0.05
1.5 13.08 44.663 13.03 44.662 -0.00
2.0 13.12 57.778 12.97 57.630 -0.15
2.5 13.26 1:11.044 13.10 1:10.735 -0.31
3.0 13.29 1:24.338 13.07 1:23.801 -0.54
3.5 13.37 1:37.708 13.21 1:37.015 -0.69
4.0 13.33 1:51.038 13.36 1:50.372 -0.67
4.5 13.36 2:04.398 13.53 2:03.897 -0.50
5.0 13.39 2:17.786 13.63 2:17.530 -0.26
5.5 13.45 2:31.232 13.77 2:31.300 +0.07
6.0 13.51 2:44.742 13.94 2:45.237 +0.50
6.5 13.58 2:58.324 14.16 2:59.394 +1.07
7.0 13.57 3:11.894 14.46 3:13.855 +1.96
7.5 13.66 3:25.559 14.72 3:28.574 +3.02
8.0 13.65 3:39.197 15.12 3:43.710 +4.51

Il punto esatto in cui si vince

A 5.0 giri gli USA sono ancora avanti di 0.26. A 5.5 giri l’Italia passa davanti di 0.07. Da lì in poi il distacco cresce senza sosta e arriva a +4.51 al traguardo. Questa è la firma di una gara che si decide sulla tenuta della formazione, non sullo spunto.

Anche Associated Press ha descritto la rimonta come una progressione costruita nel finale, ma qui la cosa si vede meglio: è tutto in tabella, 200 metri alla volta.

Perché l’Italia ha vinto: lettura tecnica senza fumo

Mettiamo via le frasi buone per i post. In team pursuit vinci quando trasformi tre specialità in un’unica macchina. Il trio azzurro funziona perché ha un “motore” da distanza lunga, una testa tattica abituata alla mass start e un terzo uomo che tiene la scia senza strappi.

Tre elementi che tornano sempre quando rivedi la finale

  • Ritmo uniforme: l’Italia chiude con parziali ancora in area 13.6 per 200m, segno che il terzo resta dentro la scia fino in fondo.
  • Cambi utili: quando i cambi sono puliti, il gruppo non “si apre”. Il tempo del terzo non subisce colpi di frusta.
  • Gestione della crisi: il momento in cui gli USA iniziano a perdere è anche il momento in cui l’Italia non va in panico e non cambia piano.
  • Finale di qualità: se sali a 14.7 e poi 15.1 nei tratti da 200m, non stai “gestendo”, stai pagando.

Qui facciamo una deduzione esplicita, basata sui parziali: gli USA non perdono per un avvio sbagliato. Perdono perché negli ultimi 1000 metri la formazione non regge, e quando il terzo atleta perde anche un metro di scia, la scia non esiste più. È l’effetto domino che il cronometro amplifica.

Chi sono i tre campioni: il dettaglio tecnico che li incastra

Qui non basta dire “sono forti”. Vogliamo capire perché proprio loro, oggi, erano la combinazione giusta. La risposta è nella complementarità: uno è dominatore della distanza lunga, uno è tattico e resistente in contesti caotici, uno è specialista di staffetta con passo regolare.

Davide Ghiotto

Classe 1993, veneto, conversione dalle rotelle al ghiaccio nel 2013. Il suo dato simbolo è il primato sui 10.000 metri fatto segnare a Calgary nel 2025: significa capacità di “tenere” quando gli altri vanno fuori ritmo. Nel team pursuit questo si traduce in una cosa sola: non far saltare l’ultimo chilometro.

Andrea Giovannini

Trentino, nato nel 1993, cresciuto sul ghiaccio di Baselga di Piné. Nel suo profilo c’è un elemento che ci interessa più dei titoli: la familiarità con la gestione dello sforzo in progressione. In una staffetta dove il finale pesa, la sensibilità su quando “stare dentro” vale quanto la potenza.

Michele Malfatti

Nato nel 1994 a Trento, specialista di 5000 e team pursuit. Il suo ruolo, dentro il trio, è quello che spesso non si vede: tenere la scia quando la velocità sale e quando i cambi chiedono precisione. È il tipo di atleta che evita al gruppo di aprirsi.

Per un profilo completo, utile a chi segue la disciplina: nel percorso di Malfatti e Giovannini torna anche la coppia tecnica Marchetto-Anesi, dettaglio che aiuta a leggere la continuità del progetto.

Milano Ice Park: perché la pista conta anche nel racconto

Il team pursuit si corre su pista da 400 metri e già questo ti dice una cosa: non è uno sport “di curva”. È uno sport di traiettorie e tenuta. La sede di Milano Cortina 2026 per il pattinaggio velocità è il Milano Ice Park a Rho, nell’area metropolitana di Milano, dentro un polo fieristico riconvertito per ospitare pista e competizioni.

La scelta ha una logica chiara: impianto temporaneo e progettato per essere riutilizzato, con una configurazione pensata per trasformarsi dopo i Giochi in uno spazio per eventi sportivi e non solo. Tradotto: non è un “monumento”, è infrastruttura che deve vivere anche dopo.

Dettaglio concreto: il Milano Ice Park è indicato come sede anche di alcune gare di hockey, oltre che del pattinaggio velocità. È una di quelle scelte che spiegano come i Giochi abbiano ragionato su logistica e riuso.

Dove vedere e rivedere: guida rapida senza promesse

La regola pratica è una: vai sempre sulla guida del giorno, perché una sessione può slittare di minuti e nel pattinaggio velocità quei minuti contano. In Italia la copertura dei Giochi è distribuita tra canali in chiaro e piattaforme pay: il quadro complessivo combacia con quanto ricostruito anche dal Corriere della Sera a ridosso dell’evento.

Se invece vuoi solo capire cosa rivedere, ecco la scorciatoia: in Finale A guarda i passaggi dal 5.0 al 6.5 giro. È lì che la gara passa da “USA davanti” a “Italia in controllo”.

Suggerimento da redazione: metti in pausa sul rettilineo e osserva le distanze tra secondo e terzo. La differenza tra oro e argento, spesso, è un metro di scia perso al momento sbagliato.

Chiusura

L’oro dell’Italia nel team pursuit non è un episodio isolato: è un risultato che sta in piedi per come è costruito. Quando leggi i parziali capisci che non c’è un singolo “momento magico”, c’è un lavoro che regge mentre l’altro si scompone. Ghiotto, Giovannini e Malfatti vincono perché trasformano una disciplina di cronometro in una disciplina di squadra.

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Domande frequenti

Come si prende il tempo nel team pursuit?

Conta il tempo del terzo atleta che taglia il traguardo. Se arrivano meno di tre, la squadra non completa la prova.

Quanti giri sono nel team pursuit maschile?

Otto giri di pista lunga, pari a 3200 metri. Nei report ufficiali i parziali sono spesso riportati ogni 200 metri.

Si può vincere “prendendo” gli avversari?

Sì. In formato a eliminazione, se il terzo atleta della squadra che insegue supera il terzo della squadra davanti, la prova si chiude lì.

Che cosa ha deciso Italia-USA in finale?

Gli USA hanno costruito vantaggio fino a metà gara, poi hanno perso progressivamente ritmo. L’Italia è rimasta regolare e ha capovolto tutto dopo 5 giri e mezzo.

Qual è il distacco finale?

4.51 secondi tra Italia (3:39.20) e Stati Uniti (3:43.71) in Finale A.

Che cosa dice davvero quel distacco?

Dice che la differenza è negli ultimi 1000 metri: quando una formazione si scompone, il terzo uomo “paga” e il tempo si allarga in pochi parziali.

Dove si è corso il team pursuit?

Al Milano Ice Park di Rho, area metropolitana di Milano, sede delle gare di pattinaggio velocità ai Giochi.

Chi sono i tre campioni olimpici?

Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti. Nell’articolo trovi schede tecniche con specialità e incastri di ruolo.

Dove posso rivedere la gara?

La disponibilità dipende dai diritti di trasmissione in Italia e dalle piattaforme attive sui Giochi: controlla guida TV e streaming ufficiali del giorno.

Timeline tecnica: apri le fasi nell’ordine giusto

Tocca una fase per leggere snodi e implicazioni. È la guida più utile se rivedi la gara a pezzi.

  1. Fase 1 La base: quarti a cronometro e migliore tempo
    • Il time trial mette subito l’Italia al comando: 3:38.40.
    • Gli USA inseguono già qui, a meno di un secondo, ma non davanti.
    • L’ordine dei valori nasce prima della finale: chi legge solo l’ultimo atto si perde metà storia.

    Perché conta: Nel team pursuit la forma è ritmo: chi “tiene” il passo lungo si porta in finale una struttura.

  2. Fase 2 La semifinale non è spettacolo: è efficienza
    • Contro l’Olanda il passaggio è netto e il crono resta sotto 3:39.
    • La squadra evita accelerazioni inutili: la gara vera arriva dopo.
    • Il messaggio è semplice: se controlli la terza ruota, controlli il tempo.

    Perché conta: Il cronometro del terzo atleta è la regola che trasforma il team pursuit in disciplina di squadra vera.

  3. Fase 3 Finale: USA davanti fino a 3 giri e mezzo
    • A 3.5 giri gli USA sono avanti di 0.69: è il picco del loro vantaggio.
    • L’Italia resta dentro la gara senza scomporsi, parziale dopo parziale.
    • Qui si capisce la differenza tra “partire forte” e “durare forte”.

    Perché conta: Il team pursuit non premia lo sprint iniziale: premia la capacità di non cambiare faccia quando brucia.

  4. Fase 4 Il sorpasso che vale l’oro: 5 giri e mezzo
    • A 5.5 giri la differenza passa a +0.07 per l’Italia: è il punto di rottura.
    • Da quel momento ogni 200 metri pesa: gli USA non rientrano più.
    • La gara diventa una sottrazione: secondi che scivolano via e non tornano.

    Perché conta: Quando una squadra perde l’allineamento, il terzo uomo “si stacca” e il cronometro esplode.

  5. Fase 5 Ultimi 1000 metri: la forbice si apre
    • L’Italia chiude con parziali ancora sotto 13.7 per 200m.
    • Gli USA salgono a 14.16 poi 14.46 poi 14.72 e chiudono a 15.12.
    • Il distacco finale non è un colpo secco: è una sequenza.

    Perché conta: La vittoria è un lavoro di sistema: ritmo, cambi e tenuta psicofisica quando l’acido lattico chiede conto.

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Update log

Registro degli aggiornamenti sostanziali: trasparenza su modifiche, correzioni e integrazioni informative.

  • Martedì 17 febbraio 2026 alle ore 22:27: Inseriti parziali ufficiali della Finale A e lettura punto per punto del sorpasso che si costruisce dopo metà gara.
  • Martedì 17 febbraio 2026 alle ore 22:58: Aggiunta la sezione “Percorso verso l’oro” con quarti e semifinali, più tabella completa podio e distacchi.
  • Martedì 17 febbraio 2026 alle ore 23:24: Rafforzate le schede dei tre campioni con dati anagrafici, specialità e incastri tecnici utili a capire la staffetta in pista.
Foto di Junior Cristarella
Autore Junior Cristarella Junior Cristarella dirige la testata e coordina il lavoro di verifica: per Milano Cortina 2026 la redazione incrocia documenti ufficiali di gara, cronometraggi e profili atleti certificati.
Pubblicato Martedì 17 febbraio 2026 alle ore 22:20 Aggiornato Venerdì 6 marzo 2026 alle ore 09:16