Umbria | Cultura scientifica
Deruta, apre “Clima: tempo di agire!”: la crisi climatica diventa percorso di visita
Da oggi, 9 febbraio 2026, la Galleria di Storia Naturale di Casalina di Deruta ospita una mostra che trasforma la crisi climatica in esperienza visitabile. Qui mettiamo in fila quello che serve davvero: calendario, orari, biglietto e la logica con cui un museo scientifico decide di parlare di transizione ecologica.
Pubblicato il: Lunedì 9 febbraio 2026 alle ore 10:07. L’articolo riflette le informazioni disponibili alla data di pubblicazione e potrebbe non includere sviluppi successivi che possono incidere sull’inquadramento dei fatti. Eventuali aggiornamenti saranno riportati nell’Update log. In mancanza di registrazioni nell’Update log, il contenuto deve considerarsi invariato rispetto alla versione pubblicata.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 9 febbraio 2026 alle ore 11:26. L’aggiornamento può includere interventi non sostanziali (revisione formale, correzioni, impaginazione o ottimizzazioni) e non implica necessariamente modifiche ai fatti riportati. Eventuali aggiornamenti di contenuto relativi agli sviluppi della notizia sono indicati nell’Update log.
Per questo articolo abbiamo lavorato su documentazione e schede istituzionali: UniPG, CAMS UniPG e ANMS per date e orari. Per il contesto sulla sede museale abbiamo incrociato anche Comune di Deruta e Umbria Tourism. Sul versante “azioni per il clima” abbiamo verificato il riferimento a Ecopoint e al progetto “Parco a emissioni zero” anche sulle pagine di Parchi Lazio dedicate al Parco Marturanum.
Oggi, lunedì 9 febbraio 2026, apre al pubblico a Casalina di Deruta la mostra “Clima: tempo di agire!” nella Galleria di Storia Naturale del CAMS (Università degli Studi di Perugia), ospitata nella Manifattura ex tabacchi in Via del Risorgimento. Resta visitabile fino al 30 aprile 2026 con orario dal lunedì al venerdì 9-13 e con aperture martedì e giovedì 15-17.30. Il biglietto è indicato a 3 euro. L’inaugurazione si è tenuta venerdì 6 febbraio alle 18 con l’intervento del dott. Roberto Papi del Parco Regionale Marturanum, curatore della mostra.
Mappa rapida: la visita in quattro snodi
| Snodo | Cosa trovi | Cosa osservare | Che cosa produce |
|---|---|---|---|
| Le coordinate essenziali | Mostra “Clima: tempo di agire!” alla Galleria di Storia Naturale (CAMS UniPG), Manifattura ex tabacchi, Via del Risorgimento, Casalina di Deruta. | Sede museale dentro un edificio di archeologia industriale recuperato: la cornice è già un messaggio. | La crisi climatica viene letta nel punto in cui natura, territorio e scelte umane si toccano. |
| Il modo in cui ti aggancia | L’apertura del racconto passa da domande concrete: eventi estremi, salute, percezione dell’urgenza e migrazioni climatiche. | Si parte dal vissuto e non da una formula: il museo usa la curiosità come leva di attenzione. | La visita diventa una conversazione, non una lezione frontale. |
| Dalla diagnosi alla transizione | Nei materiali ufficiali la mostra viene descritta come un percorso che spiega cause, impatti e poi porta sulle soluzioni. | Il tema biodiversità entra con esempi riconoscibili nel quotidiano della fauna e della flora. | Il passaggio chiave è mentale: dal “che succede” al “che cosa cambia se facciamo qualcosa”. |
| La parte operativa | Aree protette come laboratori di sostenibilità, con l’obiettivo di azzerare emissioni e promuovere azioni per il clima: decalogo, Ecopoint e progetto “Parco a emissioni zero”. | Non si chiude con il problema: si apre una finestra su strumenti e pratiche ripetibili. | La visita esce dal museo e prova a rientrare nella vita reale. |
Tip: la tabella è scorrevole. Su mobile scorri con il dito a destra e a sinistra per vedere tutte le colonne.
La finestra è chiara e gli orari sono definiti: feriali 9-13 con due aperture pomeridiane.
La soglia d’ingresso è bassa e rende la visita realistica anche per chi decide all’ultimo.
Non solo denuncia: il percorso viene descritto come passaggio da cause e impatti a scelte praticabili.
Decalogo, Ecopoint e progetto “Parco a emissioni zero” entrano nel discorso come strumenti e non come slogan.
A Casalina di Deruta la crisi climatica esce dalle slide e diventa un percorso di visita: domande, impatti e scelte praticabili.
Trasparenza: fonti e metodo
Qui non abbiamo “riassunto una notizia”: abbiamo ricostruito un quadro operativo. Date, orari e biglietto sono stati verificati su UniPG, sulle pagine CAMS UniPG e nella scheda evento ANMS. La sede e l’inquadramento museale della Galleria di Storia Naturale sono stati confrontati anche con le schede del Comune di Deruta e di Umbria Tourism.
Per la parte più interessante dal punto di vista della transizione ecologica, quella che mette insieme “azione” e “strumenti”, abbiamo allineato i riferimenti a Ecopoint e al progetto “Parco a emissioni zero” con le descrizioni pubblicate da Parchi Lazio per il Parco Regionale Marturanum.
Base documentale: locandina e calendario UniPG, scheda evento CAMS UniPG, scheda evento ANMS, schede sede museale (Comune di Deruta e Umbria Tourism), schede Parchi Lazio sul progetto Parco a emissioni zero e sul servizio Ecopoint.
Contesto essenziale: perché questa mostra funziona proprio qui
Il punto non è solo “una mostra sul clima”. Il punto è dove viene collocata e con quale linguaggio. La Galleria di Storia Naturale di Casalina, per come viene raccontata nelle schede istituzionali di Comune di Deruta, Umbria Tourism e CAMS UniPG, è un luogo nato per conservare e spiegare natura, collezioni e territorio. Mettere qui una mostra sulla crisi climatica significa usare un museo come traduttore: dal problema globale alla scala in cui viviamo.
Nei materiali ufficiali (CAMS UniPG e ANMS) la mostra viene descritta come un percorso che passa dalle cause agli impatti e poi alle soluzioni per la transizione ecologica. Questo dettaglio è quello che, da addetti ai lavori, ci fa drizzare le antenne: la crisi climatica non viene trattata solo come una cronaca di danni. Viene presentata come una questione di scelte misurabili e di strumenti replicabili.
In breve
- Che cos’è: “Clima: tempo di agire!”, mostra sulla crisi climatica con focus anche su transizione ecologica, come descritto da CAMS UniPG e ANMS.
- Dove: Galleria di Storia Naturale, Manifattura ex tabacchi, Via del Risorgimento, Casalina di Deruta.
- Quando: dal 9 febbraio al 30 aprile 2026. Inaugurazione 6 febbraio ore 18.
- Orari e biglietto: lun-ven 9-13 con martedì e giovedì 15-17.30. Ingresso 3 euro.
La mostra “Clima: tempo di agire!”, letta come esperienza di museo
Sommario dei contenuti
- Cosa sappiamo in modo certo: date, orari, biglietto
- Come racconta la crisi: domande, impatti e scelta di azione
- Perché in un museo naturalistico cambia tutto
- Aree protette come laboratori: decalogo, Ecopoint, Parco a emissioni zero
- Guida pratica: come organizzare la visita
- FAQ
Cosa sappiamo in modo certo: le coordinate non sono opzionali
Partiamo dalle certezze, perché sono quelle che ti fanno decidere se andare o rimandare. Il calendario è netto: apertura al pubblico dal 9 febbraio al 30 aprile 2026 con orario lun-ven 9-13 e aperture martedì e giovedì 15-17.30. Il biglietto è indicato a 3 euro. Questa griglia è riportata in modo coerente su UniPG, CAMS UniPG e ANMS.
La sede è la Galleria di Storia Naturale del CAMS (Università degli Studi di Perugia) nella Manifattura ex tabacchi, Via del Risorgimento, a Casalina di Deruta. Anche questo punto torna senza sbavature nei materiali istituzionali.
Come racconta la crisi: la mossa che rende la mostra “visitabile”
Il dispositivo che emerge dai testi CAMS UniPG e ANMS è quasi chirurgico. La mostra non parte dal tecnicismo: parte da domande che qualunque visitatore riconosce come proprie. Eventi estremi più frequenti, effetti sulla salute, migrazioni climatiche e quella sensazione diffusa di urgenza che spesso resta più debole di quanto dovrebbe.
Da lì il percorso viene descritto come una sequenza che passa alle cause, si ferma sugli impatti e poi spinge sulle soluzioni legate alla transizione ecologica. Questa progressione è la chiave museale: ti accompagna senza chiederti di essere già dentro l’argomento.
Uno dei temi dichiarati è l’impatto della crisi climatica sulla biodiversità. Nei testi di presentazione vengono richiamati esempi come la migrazione anticipata degli uccelli e le alterazioni del periodo di letargo per alcuni mammiferi (CAMS UniPG e ANMS). Il senso è semplice e potente: il clima cambia quando cambiano i ritmi della vita, non solo quando cambia un numero.
Perché in un museo naturalistico cambia tutto
Qui entra in gioco Deruta. Un museo naturalistico, per come viene raccontato nelle schede di Comune di Deruta, Umbria Tourism e CAMS UniPG, è un luogo che lavora per definizione su contesto e relazioni. Non ti consegna un dato isolato. Ti costruisce una cornice che lega organismi, ambienti e storia locale.
È anche una scelta visiva che conta. L’ambientazione nella Manifattura ex tabacchi, edificio di archeologia industriale recuperato e riusato per la divulgazione scientifica nelle descrizioni istituzionali, crea una frizione interessante: dentro un contenitore che parla di lavoro e produzione si apre un discorso su limiti, emissioni e futuro. Non serve dirlo: lo senti.
Dettaglio che vale una visita lenta: le schede di Comune di Deruta e Umbria Tourism ricordano che la Galleria di Storia Naturale conserva collezioni naturalistiche legate al territorio, con un patrimonio che include una grande collezione faunistica (oltre 6.000 esemplari nella raccolta Cicioni) e una collezione ornitologica storica attribuita ad Antinori. Questo tipo di “archivio” cambia il modo in cui leggi il tema clima.
Aree protette come laboratori: il passaggio che trasforma la mostra in proposta
La frase che, da addetti ai lavori, ci sembra più densa è quella che nei materiali CAMS UniPG e ANMS mette al centro le aree protette. Vengono definite laboratori di sostenibilità e viene esplicitato un obiettivo: puntare a un rapido azzeramento delle emissioni e promuovere azioni per il clima che tutti possono mettere in pratica.
Da qui il salto di qualità: non resta un’idea. Nei materiali della mostra vengono citati un Decalogo per il clima, un Ecopoint informativo e il progetto “Parco a emissioni zero”. Il dettaglio si aggancia anche alle descrizioni di Parchi Lazio sul Parco Marturanum: lì il progetto “Parco a emissioni zero” viene raccontato come avviato nel 2019 e legato a riduzione dei consumi, uso di fonti rinnovabili e attività di sensibilizzazione su soluzioni concrete come efficienza, risparmio energetico e mobilità elettrica. Sempre Parchi Lazio definisce l’Ecopoint come uno sportello informativo collegato al progetto, presso l’Ufficio Tecnico del Parco.
Se ti stai chiedendo cosa cambia per te, visitatore, la risposta è pratica: la mostra non ti lascia solo con l’ansia. Ti mette davanti una scala di azione. Poi sta a noi decidere se restare nel ruolo di spettatori o trasformare la visita in abitudine.
Guida pratica: come organizzare la visita
I tre dettagli da segnare sono sempre gli stessi: quando, dove, quanto. Dal 9 febbraio al 30 aprile 2026, lun-ven 9-13 con martedì e giovedì 15-17.30, ingresso 3 euro. Sede: Manifattura ex tabacchi, Via del Risorgimento, Casalina di Deruta.
Per informazioni operative sono indicati contatti diretti: servizi.cams@unipg.it e 3666811012. Li riportiamo qui perché sono parte integrante della fruizione, non una nota a margine.
Sull’accessibilità del luogo, le schede del Comune di Deruta e di Umbria Tourism riportano indicazioni utili per chi arriva senza auto e per chi si muove in modo più semplice, a piedi o con il trasporto pubblico. È un passaggio banale solo in apparenza: anche questo fa parte della “transizione”, quella quotidiana.
Guida alla visita
Orari e periodo
Apertura al pubblico dal 9 febbraio al 30 aprile 2026. Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 con aperture pomeridiane martedì e giovedì dalle 15 alle 17.30.
Biglietto
Ingresso indicato a 3 euro.
Contatti
Per informazioni: servizi.cams@unipg.it e 3666811012.
Suggerimento pratico: se vuoi capire il senso profondo della mostra, soffermati sul passaggio “aree protette come laboratori” e su ciò che segue. È lì che il museo tenta la conversione più difficile: dal sapere all’azione.
Il commento dell’esperto
La cosa che ci convince di questa operazione è la scelta del formato. Un museo naturalistico non “fa clima” perché aggiunge un titolo alla moda. Lo fa quando prende un tema troppo grande e lo rende leggibile nel tempo di una visita. Qui la mostra, come viene descritta nei materiali CAMS UniPG e ANMS, lavora su una traiettoria semplice: aggancio con domande, chiarimento, conseguenze e poi una proposta di uscita.
Il punto più interessante è il ponte con le aree protette. Quando la mostra parla di azzeramento delle emissioni e richiama strumenti come Ecopoint e “Parco a emissioni zero”, si prende una responsabilità: smette di essere solo un racconto e si mette nei guai dell’operatività. Non è un dettaglio da brochure. È una scelta di campo.
A cura di Junior Cristarella.
Domande frequenti
Da quando è aperta al pubblico e fino a quando resta visitabile?
La mostra apre al pubblico oggi, lunedì 9 febbraio 2026 e resta visitabile fino al 30 aprile 2026. La stessa finestra temporale è riportata in modo coerente nei materiali di UniPG, CAMS UniPG e ANMS.
Dove si trova esattamente la sede?
La mostra è allestita nella Galleria di Storia Naturale (CAMS, Università degli Studi di Perugia), presso la Manifattura ex tabacchi in Via del Risorgimento, a Casalina di Deruta (PG).
Quali sono gli orari di apertura?
Gli orari indicati nei materiali ufficiali sono: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 con aperture pomeridiane martedì e giovedì dalle 15 alle 17.30.
Quanto costa il biglietto?
L’ingresso è indicato a 3 euro.
Quando è stata l’inaugurazione e chi è intervenuto?
L’inaugurazione si è tenuta venerdì 6 febbraio 2026 alle ore 18. È indicato l’intervento del dott. Roberto Papi del Parco Regionale Marturanum, curatore della mostra.
Che cosa racconta la mostra, in sostanza?
Nei testi di presentazione la mostra viene descritta come un percorso sulla crisi climatica che affronta cause e impatti e arriva alle soluzioni legate alla transizione ecologica, con un focus dichiarato anche sull’impatto sulla biodiversità.
Contatti per informazioni
Per informazioni sono indicati: servizi.cams@unipg.it e il numero 3666811012.
Timeline della visita: apri le fasi in ordine
Tocca una fase per aprire i passaggi chiave. La timeline è una guida di lettura per orientarti durante la visita.
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Fase 1 Perché qui: una galleria naturalistica dentro una Manifattura ex tabacchi
- La sede è la Galleria di Storia Naturale di Casalina, ospitata nella Manifattura ex tabacchi in Via del Risorgimento.
- Il contesto non è neutro: un edificio produttivo recuperato diventa spazio di divulgazione scientifica.
- Le schede istituzionali raccontano una galleria legata a collezioni naturalistiche e alla storia del territorio.
Perché conta: La crisi climatica, in un museo naturalistico, si legge meglio perché il “prima” non è un’idea: è un archivio.
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Fase 2 Il dispositivo narrativo: domande che sembrano semplici e invece fanno da bussola
- La mostra si apre su interrogativi diretti: eventi estremi, salute e migrazioni climatiche entrano subito nel discorso.
- La scelta del linguaggio è didattica senza essere distante: riduce la soglia di ingresso per chi non è specialista.
- Noi la leggiamo come una strategia precisa di museo scientifico: portarti dentro prima di chiederti attenzione lunga.
Perché conta: Un museo non deve solo informare: deve farti restare davanti ai contenuti abbastanza a lungo da capirli.
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Fase 3 Impatti: il punto in cui la crisi smette di essere astratta
- Nei testi di presentazione la mostra dichiara un focus anche sulla biodiversità e sui segnali già osservabili.
- Tra gli esempi vengono citati cambiamenti nei tempi di migrazione degli uccelli e alterazioni dei cicli di letargo di alcuni mammiferi.
- L’effetto, per il visitatore, è immediato: non si parla di “altrove”, si parla di organismi e ritmi reali.
Perché conta: Quando tocchi la biodiversità, il clima non è più un grafico: diventa un sistema vivo che si sposta.
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Fase 4 Soluzioni e territorio: dalle aree protette al progetto “Parco a emissioni zero”
- La mostra insiste sulle aree protette come laboratori di sostenibilità con l’obiettivo di ridurre e azzerare emissioni.
- Sono richiamati strumenti operativi: un decalogo per il clima, un Ecopoint informativo e il progetto “Parco a emissioni zero”.
- Le pagine di Parchi Lazio spiegano che il progetto include azioni di riduzione dei consumi e uso di fonti rinnovabili, con attività di sensibilizzazione anche su mobilità elettrica, efficienza e risparmio energetico.
Perché conta: Qui la narrazione fa un salto: non ti chiede solo consapevolezza, ti propone un modello di azione.
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Fase 5 Come si visita: calendario, orari e biglietto
- Apertura al pubblico dal 9 febbraio al 30 aprile 2026.
- Orari: dal lunedì al venerdì 9-13 con aperture pomeridiane martedì e giovedì 15-17.30.
- Biglietto: 3 euro.
Perché conta: I dettagli pratici non sono contorno: decidono se una mostra diventa davvero accessibile.
Chiusura
“Clima: tempo di agire!” apre oggi e ci mette davanti un tema che conosciamo tutti, ma che spesso resta senza forma. Qui la forma è quella del museo: un percorso che prova a farti capire e poi a farti scegliere. Se la visita funziona, lo capisci da una cosa sola: quando esci, non ti senti più soltanto informato, ti senti coinvolto.
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Update log
Registro degli aggiornamenti sostanziali: trasparenza su modifiche, correzioni e integrazioni informative.
- Lunedì 9 febbraio 2026 alle ore 11:05: Consolidati data di apertura al pubblico, orari e biglietto riportati in modo coerente nei materiali CAMS UniPG, UniPG e ANMS.
- Lunedì 9 febbraio 2026 alle ore 11:17: Integrata la sezione sulla sede (Galleria di Storia Naturale nella Manifattura ex tabacchi) e sul contesto museale con riscontro su Comune di Deruta, Umbria Tourism e CAMS UniPG.
- Lunedì 9 febbraio 2026 alle ore 11:26: Aggiunto il dettaglio operativo su Ecopoint e sul progetto Parco a emissioni zero, in linea con quanto descritto da Parchi Lazio e richiamato nei materiali della mostra.