Cronaca giudiziaria
Bari, 12 condanne per CasaPound: la sentenza richiama la legge Scelba e riapre il nodo scioglimento
Ricostruzione dell’episodio del 2018 che ha portato alla sentenza di primo grado del Tribunale di Bari. Spieghiamo la legge Scelba con le parole che contano davvero e mettiamo in fila perché il tema scioglimento e sgombero torna improvvisamente operativo.
Pubblicato il: Venerdì 13 febbraio 2026 alle ore 09:13. L’articolo riflette le informazioni disponibili alla data di pubblicazione e potrebbe non includere sviluppi successivi, che possono incidere sull’inquadramento dei fatti. Eventuali aggiornamenti saranno riportati nell’Update log. In mancanza di registrazioni nell’Update log, il contenuto deve considerarsi invariato rispetto alla versione pubblicata.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 6 marzo 2026 alle ore 09:16. L’aggiornamento può includere interventi non sostanziali (revisione formale, correzioni, impaginazione o ottimizzazioni) e non implica necessariamente modifiche ai fatti riportati. Eventuali aggiornamenti di contenuto relativi agli sviluppi della notizia sono indicati nell’Update log.
Questo approfondimento si concentra sul dispositivo della sentenza di primo grado del Tribunale di Bari del 12 febbraio 2026 e sul quadro normativo richiamato. Le motivazioni sono attese entro 90 giorni: alcuni snodi, soprattutto quelli legati allo scioglimento, si comprenderanno fino in fondo solo leggendo quel deposito.
A Bari si è chiuso un processo che, da anni, è diventato la linea di frattura tra cronaca e politica. Dodici condanne per esponenti di CasaPound e cinque assoluzioni, con pene che arrivano a 2 anni e 6 mesi e con una conseguenza accessoria che pesa più di quanto sembri: la privazione dei diritti politici per cinque anni. La sentenza lega l’episodio del 21 settembre 2018 alla legge Scelba e inserisce una formula che non è decorativa: “metodo squadrista” come strumento di partecipazione politica. Da qui in poi la domanda cambia: non è più solo “chi ha colpito”, è anche “che cosa può fare lo Stato quando la violenza viene letta come metodo”.
Mappa rapida: il caso in quattro passaggi
| Passaggio | Cosa accade | Il segnale da notare | Conseguenza |
|---|---|---|---|
| 21 settembre 2018: la scena in strada | Dopo una manifestazione contro Salvini a Bari, alcuni partecipanti vengono aggrediti nei pressi della sede locale di CasaPound. | La dinamica è rapida e fisica: colpi, inseguimento e strumenti improvvisati. Le telecamere fissano la sequenza. | Il fatto smette di essere “rissa”: entra nel perimetro del metodo politico e diventa oggetto di contestazioni più ampie. |
| Indagini e processo: dalle immagini alle imputazioni | Le riprese e i riconoscimenti portano a un processo con 17 imputati e una contestazione che include la legge Scelba. | Il punto non è solo chi colpisce, ma il contesto: violenza e simboli vengono letti dentro un disegno politico. | Si arriva al nodo che pesa ancora oggi: quando un gesto è “manifestazione” e quando diventa riorganizzazione. |
| 12 febbraio 2026: 12 condanne, 5 assoluzioni | Il Tribunale di Bari condanna 12 imputati con pene differenziate e applica la privazione dei diritti politici per cinque anni. | Nel dispositivo entra un’espressione che conta: “metodo squadrista” come strumento di partecipazione politica. | La sentenza diventa un acceleratore: non chiude solo il processo, riapre la discussione su scioglimento e sgombero. |
| Politica e istituzioni: la partita si sposta | Le opposizioni chiedono scioglimento di CasaPound e sgombero delle sedi simbolo, il movimento annuncia ricorso. | La parola “Scelba” torna centrale perché contiene anche la leva dello scioglimento una volta accertata la riorganizzazione. | La prossima tappa è doppia: motivazioni entro 90 giorni e un confronto politico che punta a decisioni operative. |
Tip: la tabella è scorrevole. Su mobile scorri con il dito a destra e a sinistra per vedere tutte le colonne.
La sentenza qualifica la violenza come metodo politico: è qui che entra la Scelba.
Non solo mesi di reclusione: c’è l’effetto accessorio dei cinque anni di diritti politici sottratti.
La Scelba prevede lo scioglimento quando la riorganizzazione è accertata. Il punto è capire a chi si applica l’accertamento.
Il tema delle sedi e degli immobili segue un binario diverso, ma oggi torna in agenda per ragioni politiche.
La parola chiave della sentenza è nella definizione giuridica: quando la violenza diventa “metodo”, la partita non resta confinata al processo.
Trasparenza: fonti e metodo
Abbiamo lavorato su due piani, tenendoli separati per non confondere diritto e politica. Da una parte la sentenza di primo grado pronunciata a Bari il 12 febbraio 2026 e il perimetro del dispositivo, con numeri, pene e qualificazioni. Dall’altra parte la normativa: la legge Scelba e le sue modifiche, perché qui la differenza tra articolo definitorio e articolo che punisce cambia completamente il senso delle parole.
Per i dettagli di giornata e per la cornice delle reazioni abbiamo verificato che i passaggi coincidessero tra ANSA, RaiNews e Sky TG24. Il testo normativo lo abbiamo ricostruito sul testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale e per la parte sul dibattito istituzionale ci siamo appoggiati al resoconto della Camera dei deputati.
Nota: la motivazione non è ancora depositata. Finché non esce, le valutazioni sullo scioglimento restano legate a ciò che è già cristallizzato nel dispositivo e nel diritto positivo.
Contesto essenziale: perché questa sentenza pesa fuori da Bari
Il punto non è il numero delle condanne, anche se dodici non sono poche. Il punto è il ponte che il Tribunale costruisce tra un’aggressione di strada e un concetto giuridico che nasce nella Costituzione. Quando in una sentenza compare il richiamo alla Scelba, la domanda implicita è sempre la stessa: lo Stato sta descrivendo un reato comune o sta fotografando un pezzo di politica che usa la violenza come linguaggio.
La formula che emerge dal dispositivo, “metodo squadrista”, non è una parola da titoli. È una parola che serve a far scattare il senso dell’articolo 1 della legge Scelba, quello che definisce la riorganizzazione anche quando la violenza diventa metodo. Ed è qui che si apre il tema scioglimento, perché la Scelba contiene anche una norma specifica sullo scioglimento una volta che la riorganizzazione è accertata con sentenza.
In breve
- Esito: 12 condanne e 5 assoluzioni in un processo con 17 imputati.
- Pene: da 1 anno e 6 mesi a 2 anni e 6 mesi, con lesioni contestate a una parte degli imputati.
- Scelba: richiamo agli articoli 1 e 5, con privazione dei diritti politici per cinque anni.
- Politica: torna la richiesta di scioglimento di CasaPound e di sgombero delle sedi, mentre il movimento annuncia ricorso.
Il caso: dall’aggressione del 2018 alle 12 condanne
Qui vale una regola semplice: se restiamo al fatto di strada, perdiamo la chiave della sentenza. Se restiamo alla politica, perdiamo la responsabilità individuale. Il Tribunale prova a tenere insieme entrambe le cose e per farlo usa la Scelba come griglia.
Punto fermo: si tratta di una sentenza di primo grado. Le difese hanno annunciato ricorso e la motivazione verrà depositata entro 90 giorni.
Sommario dei contenuti
- Ricostruzione dell’episodio del 21 settembre 2018
- Che cosa decide il Tribunale: numeri e pene
- Legge Scelba: gli articoli che contano davvero
- Scioglimento e confisca: quando scatta l’articolo 3
- Sgombero: perché è un binario diverso
- Reazioni politiche e prossimi passi
- FAQ
Ricostruzione dell’episodio del 21 settembre 2018
La scena nasce dopo una manifestazione a Bari contro Salvini. Un gruppo di partecipanti si muove in strada e, nei pressi della sede locale di CasaPound, scatta l’aggressione. È un’azione rapida, fisica, fatta di colpi e di inseguimenti. La dinamica viene documentata anche da telecamere di videosorveglianza, un dettaglio che nel processo diventa un perno.
C’è un elemento tecnico che conta e che spesso viene sottovalutato: gli strumenti. In quella sequenza compaiono cinturoni e bastoni, oltre a oggetti di fortuna che aumentano la capacità offensiva del gruppo. Non è un dettaglio “folcloristico”. È il tipo di dettaglio che, quando finisce in un processo, orienta la lettura sulla violenza come metodo.
A valle dell’aggressione la sede barese di CasaPound finisce sotto sequestro. Questo passaggio, per chi segue la città, è una frattura simbolica e amministrativa. Da lì in avanti la vicenda non resta più solo cronaca, entra nella discussione pubblica su cosa si tollera e su cosa si vieta.
Che cosa decide il Tribunale: numeri e pene
Il dato nudo è netto: 17 imputati, 12 condanne e 5 assoluzioni. Le pene sono divise in due blocchi e il motivo è semplice: una parte dei condannati risponde anche di lesioni. Il risultato è una forbice che va da 1 anno e 6 mesi a 2 anni e 6 mesi. L’aggravante della premeditazione viene esclusa, un passaggio che riduce la pena ma non cancella la qualificazione politica della condotta.
| Elemento | Dato | Perché conta |
|---|---|---|
| Imputati | 17 | Il processo non riguarda un singolo, riguarda un gruppo e la sua dinamica. |
| Condanne | 12 | Il Tribunale riconosce una responsabilità ampia, non episodica. |
| Assoluzioni | 5 | È il materiale su cui si giocherà una parte dell’appello e della narrazione difensiva. |
| Pene | 1 anno e 6 mesi / 2 anni e 6 mesi | La differenza ruota sulle lesioni contestate a una parte dei condannati. |
| Diritti politici | Privazione per 5 anni | È l’effetto accessorio che rende la sentenza più “pesante” nel dibattito pubblico. |
| Motivazioni | Entro 90 giorni | Da quel testo dipende la portata dell’accertamento per lo scioglimento. |
Legge Scelba: gli articoli che contano davvero
Qui facciamo pulizia, perché la confusione è la prima cosa che fa perdere il senso. La legge Scelba nasce per dare attuazione alla XII disposizione della Costituzione, quella che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista. Non è una norma “di opinione”. È una norma costruita per colpire organizzazione, propaganda e manifestazioni quando sono idonee a produrre un rischio concreto per l’ordine democratico.
Articolo 1: la definizione che sposta il peso
L’articolo 1 è definitorio. Dice quando si ha riorganizzazione e mette dentro finalità antidemocratiche proprie del fascismo, l’esaltazione o l’uso della violenza come metodo di lotta politica, la propaganda razzista, la denigrazione delle istituzioni democratiche e dei valori della Resistenza. Dentro quella definizione c’è anche l’idea che non serva una riedizione identica del partito storico: basta una forma funzionalmente equivalente.
Articolo 5: la fattispecie sulle manifestazioni
L’articolo 5 è quello che colpisce le manifestazioni usuali del disciolto partito fascista o di organizzazioni naziste durante pubbliche riunioni. Dopo la modifica del 1975, la pena arriva fino a tre anni e si accompagna a una multa. La stessa disposizione apre la porta alla privazione dei diritti politici per cinque anni, che infatti in questa sentenza viene applicata.
Articolo 3: scioglimento e confisca
L’articolo 3 è il punto che oggi fa rumore. Prevede che, quando con sentenza risulta accertata la riorganizzazione, il Ministro dell’Interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordini lo scioglimento e la confisca dei beni dell’associazione, del movimento o del gruppo. In urgenza, la norma contempla anche un intervento governativo tramite decreto-legge.
Dettaglio tecnico che fa la differenza: l’articolo 1 definisce, l’articolo 5 punisce. Quando si legge “articolo 1” in un titolo senza distinguere, il rischio è attribuire a una definizione il ruolo di una fattispecie penale. La sentenza di Bari va letta con questa chiave in mano.
Scioglimento e confisca: quando scatta davvero la leva
La politica oggi prova a tradurre la sentenza in un atto immediato: sciogliere, sgomberare, chiudere. La norma offre una leva, ma il problema è sempre lo stesso: qual è l’oggetto dell’accertamento. Un conto è una responsabilità individuale dentro un episodio specifico. Un altro conto è dire che un’associazione, in quanto tale, realizza la riorganizzazione vietata.
Qui entra un dettaglio che spesso resta implicito. La Scelba, quando parla di scioglimento, parla di associazione, movimento o gruppo. La motivazione della sentenza ci dirà se l’accertamento riguarda una dimensione organizzativa tale da far scattare l’articolo 3 in modo lineare oppure se il dispositivo resta ancorato a condotte individuali dentro un contesto. Finché quel testo non è depositato, parlare di automatismo è un errore tecnico.
Sgombero: perché è un binario diverso
Lo sgombero è un tema che torna sempre insieme allo scioglimento, ma non coincide. Sgomberare un immobile significa intervenire su un bene, su un’occupazione, su un ordine pubblico che ha la sua catena di atti. Oggi nel dibattito ritorna soprattutto la sede simbolo di Roma, perché è lì che la discussione si incaglia da anni tra decisione politica e gestione pratica. La presenza di nuclei familiari viene spesso usata come argomento di rinvio e come motivo di cautela operativa.
La sentenza di Bari non dispone uno sgombero di Roma, ovviamente. Quello che fa è riaccendere la domanda: se la legge esiste e se un Tribunale la applica in un caso concreto, perché lo Stato rinvia su sedi e simboli. È il tipo di domanda che non resta confinata ai partiti. Arriva nelle prefetture, nelle questure e nei consigli comunali.
Reazioni politiche e prossimi passi
La reazione politica si muove su due piani. Il primo è la richiesta di scioglimento, che viene rilanciata con un lessico preciso: Scelba, riorganizzazione, dovere dello Stato. Il secondo è lo sgombero, che diventa il gesto visibile che molti chiedono come “prova” di coerenza istituzionale.
Sul fronte opposto, CasaPound e le difese annunciano ricorso e contestano la lettura che spinge verso l’idea di riorganizzazione, sostenendo che il perimetro del reato non può essere dilatato fino a trasformare un episodio in una qualificazione dell’intero movimento. Qui si giocherà l’appello e qui si giocherà la narrazione dei prossimi mesi.
Cosa monitorare nei prossimi 90 giorni
- Motivazioni: chiariranno se e come il Tribunale collega l’episodio a una struttura organizzativa.
- Appello: tempi e contenuti del ricorso diranno se la difesa punta sul fatto o sul diritto.
- Scelte istituzionali: eventuali atti del Viminale e iniziative parlamentari renderanno concreto il dibattito su scioglimento e sgombero.
- Territorio: reazioni di Comune e Regione misureranno quanto il tema resta nazionale e quanto torna locale.
Cosa succede ora: la fase dopo il dispositivo
Il tempo dell’appello
La sentenza è di primo grado e le difese hanno annunciato ricorso. Questo significa che la vicenda entra in una fase in cui, oltre al merito, diventa centrale la qualificazione giuridica. È qui che la distinzione tra articolo 1 come definizione e articolo 5 come fattispecie diventa un argomento vero, non una nota a margine.
Il tempo delle motivazioni
Le motivazioni entro 90 giorni sono la bussola. Senza quel testo, lo scioglimento resta un tema politico prima che amministrativo. Con quel testo, invece, si potrà capire se l’accertamento si presta a far scattare l’articolo 3 oppure se la sentenza resta confinata a un episodio e a responsabilità individuali.
Suggerimento pratico: quando usciranno le motivazioni, la parola da cercare non sarà solo “fascismo”. Sarà “organizzazione” e saranno i passaggi in cui il Tribunale spiega se la violenza viene letta come metodo stabile e riconoscibile.
Il commento dell’esperto
Questa sentenza ci obbliga a guardare un punto che, in Italia, viene spesso lasciato a metà. Abbiamo una Costituzione che vieta la riorganizzazione del partito fascista. Abbiamo una legge di attuazione che definisce, punisce e prevede anche lo scioglimento. Eppure, quando la cronaca porta un caso in tribunale, ci ritroviamo quasi sempre a discutere come se la legge fosse un simbolo e non uno strumento.
Il valore del dispositivo di Bari sta nel lessico. “Metodo squadrista” non è una parola morale, è una parola di inquadramento. Serve a dire che la violenza non è un incidente di percorso ma una forma di partecipazione politica. Se questo passaggio regge in motivazione, allora il dibattito su scioglimento e sgombero smette di essere un rituale e diventa una responsabilità misurabile.
C’è un’altra cosa che va detta con freddezza. Il diritto penale, da solo, non risolve il problema politico e non lo sostituisce. Una sentenza chiarisce responsabilità e perimetro di un reato. La decisione su scioglimento e sulla gestione delle sedi è un atto istituzionale che richiede scelta, coraggio e capacità operativa. La sentenza di Bari mette pressione su quella scelta.
Questo è un commento editoriale: è una lettura basata su atti pubblici, normativa e conseguenze istituzionali prevedibili. Le motivazioni della sentenza potranno confermare o restringere alcuni profili oggi leggibili solo nel dispositivo.
A cura di Junior Cristarella.
Domande frequenti
Di cosa parla la sentenza di Bari, in due righe?
Il Tribunale di Bari ha condannato 12 esponenti di CasaPound per i fatti legati all’aggressione del 21 settembre 2018, con richiamo alla legge Scelba e con privazione dei diritti politici per cinque anni.
Qual è l’episodio alla base del processo?
Un’aggressione avvenuta a Bari dopo una manifestazione contro Salvini: la dinamica è stata documentata da telecamere e ha portato a ferite per alcune delle persone coinvolte.
Che cosa prevede la legge Scelba in modo concreto?
È la legge che attua la XII disposizione della Costituzione: definisce quando si configura la riorganizzazione del disciolto partito fascista e punisce, tra l’altro, le manifestazioni fasciste in riunioni pubbliche.
Perché si parla di “metodo squadrista” e perché pesa?
Perché la sentenza usa quella formula per qualificare la violenza come strumento di partecipazione politica: è il passaggio che collega il fatto di cronaca a una categoria giuridica anti-democratica.
Scioglimento di CasaPound: è automatico dopo questa sentenza?
No, non è automatico. La Scelba prevede lo scioglimento quando con sentenza risulta accertata la riorganizzazione, ma l’operatività concreta dipende da come viene qualificato l’accertamento e da quali soggetti riguarda.
Sgombero delle sedi: è la stessa cosa dello scioglimento?
Sono due binari distinti. Lo scioglimento riguarda l’associazione o il movimento. Lo sgombero riguarda un immobile e una procedura amministrativa o giudiziaria legata alla proprietà e alla sicurezza.
Cosa succede adesso?
Le difese hanno annunciato ricorso. Le motivazioni della sentenza sono attese entro 90 giorni: lì si capirà la portata dell’accertamento e quanto spazio esiste per iniziative istituzionali.
Timeline del caso: apri le fasi in ordine
Tocca una fase per aprire i passaggi chiave. La timeline serve a orientarti tra fatto, processo e conseguenze istituzionali.
-
Fase 1 21 settembre 2018: l’aggressione che accende il caso
- Dopo il corteo, un gruppo viene preso di mira in strada nel quartiere Libertà.
- I colpi arrivano con cinturoni e bastoni, oltre a oggetti di fortuna.
- Alcuni dei presenti riportano ferite e l’episodio finisce al centro di denunce e riscontri video.
Perché conta: La differenza tra violenza “occasionale” e violenza “metodo” si gioca già qui: nel contesto e nella ripetibilità del gesto.
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Fase 2 Indagini: le telecamere, i riconoscimenti e la cornice Scelba
- Le immagini diventano la spina dorsale della ricostruzione.
- Si arriva a 17 imputati e a un’impostazione che non si ferma alle lesioni.
- Nel fascicolo entra la contestazione legata alla legge Scelba, con focus su manifestazioni e finalità.
Perché conta: Quando in un processo entra la Scelba, il bersaglio non è solo il danno fisico: è il significato politico del gesto.
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Fase 3 La sentenza: numeri, pene e aggravanti
- Condanne: 12. Assoluzioni: 5.
- Cinque pene a 1 anno e 6 mesi e sette pene a 2 anni e 6 mesi, con le lesioni contestate a una parte degli imputati.
- Esclusa l’aggravante della premeditazione.
Perché conta: Il modo in cui vengono calibrate le pene ci dice come il Tribunale ha letto la dinamica, senza forzare aggravanti non sostenibili.
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Fase 4 Scelba: dentro il dispositivo entra il “metodo squadrista”
- L’articolo 1 definisce la riorganizzazione anche quando la violenza diventa metodo politico.
- L’articolo 5 colpisce le manifestazioni usuali del fascismo in riunioni pubbliche, con pena fino a tre anni.
- Disposta la privazione dei diritti politici per cinque anni, una leva che la norma prevede espressamente.
Perché conta: Qui c’è la chiave: la sentenza non fotografa solo un pestaggio, aggancia quel pestaggio a una categoria costituzionale.
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Fase 5 Reazioni e prossimi passi: scioglimento e sgombero tornano in agenda
- Le opposizioni chiedono un atto di governo sullo scioglimento e sullo sgombero delle sedi simbolo.
- CasaPound e difese annunciano ricorso e contestano la lettura “organizzativa” della vicenda.
- Le motivazioni della sentenza sono attese entro 90 giorni e saranno decisive per capire la portata dell’accertamento.
Perché conta: La partita vera parte adesso: finché non c’è motivazione, il terreno è quello del dispositivo e del diritto positivo.
Chiusura
Bari consegna una sentenza che non resta chiusa in tribunale. Dodici condanne e un richiamo esplicito alla Scelba rimettono in moto due parole che in Italia diventano sempre scivolose: scioglimento e sgombero. Il dispositivo è già un segnale, le motivazioni saranno il vero spartiacque. Quando arriveranno, capiremo se lo Stato ha davanti un caso circoscritto o un accertamento che pretende conseguenze istituzionali immediate.
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