Cronaca Puglia
Assalto al portavalori sulla SS 613 Brindisi-Lecce: mezzi incendiati e sparatoria, due fermati
Ricostruzione del blitz sulla SS 613 in zona Tuturano con focus su mezzi incendiati, uso di esplosivo, sparatoria e primi sviluppi investigativi. Due persone fermate e ricerche ancora in corso per gli altri componenti del commando.
Pubblicato il: Lunedì 9 febbraio 2026 alle ore 16:01. L’articolo riflette le informazioni disponibili alla data di pubblicazione e potrebbe non includere sviluppi successivi, che possono incidere sull’inquadramento dei fatti. Eventuali aggiornamenti saranno riportati nell’Update log. In mancanza di registrazioni nell’Update log, il contenuto deve considerarsi invariato rispetto alla versione pubblicata.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 6 marzo 2026 alle ore 09:16. L’aggiornamento può includere interventi non sostanziali (revisione formale, correzioni, impaginazione o ottimizzazioni) e non implica necessariamente modifiche ai fatti riportati. Eventuali aggiornamenti di contenuto relativi agli sviluppi della notizia sono indicati nell’Update log.
Per questa ricostruzione, abbiamo lavorato su riscontri incrociati e abbiamo messo in fila i passaggi che restano verificabili: punto, dinamica, esito dell’azione e stato delle ricerche. La SS 613 Brindisi-Lecce è una direttrice strategica e oggi è stata chiusa nel tratto interessato per consentire rilievi e messa in sicurezza.
In pochi minuti la statale 613 Brindisi-Lecce è diventata un perimetro bloccato. Un commando ha fermato il convoglio con un mezzo incendiato, ha aperto il fuoco e ha utilizzato esplosivo sul portellone del blindato. Il colpo non risulta riuscito. Due uomini sono stati fermati nelle campagne di Squinzano e la caccia agli altri componenti è ancora aperta.
Mappa rapida: il blitz in cinque passaggi
| Passaggio | Cosa accade | Il segnale da notare | Conseguenza |
|---|---|---|---|
| Blocco della superstrada | Un autocarro viene messo di traverso e incendiato: la SS 613 si ferma e l’area si isola. | Fumo nero e carreggiata resa impraticabile in pochi istanti. | Il convoglio del portavalori è costretto a rallentare e la scena diventa vulnerabile. |
| Finta scorta | Auto civetta con lampeggiante si inseriscono nel traffico e creano un falso contesto di controllo. | Lampeggiante blu su auto civile, volti travisati e nessuna divisa. | Confusione iniziale e secondi preziosi per avvicinarsi al blindato. |
| Attacco al blindato | Colpi d’arma da fuoco e uso di esplosivo sul portellone, con una densa nuvola di fumo. | Esplosione localizzata e tentativo di apertura del vano posteriore. | Massimo rischio per automobilisti e operatori in un perimetro già chiuso. |
| Fuga e inseguimento | Il commando si sgancia e scatta l’inseguimento: durante la fuga si registrano spari. | Dispersione su strade secondarie e passaggio verso l’area di Squinzano. | Ricerche immediate a raggio ampio e recupero di veicoli utili alle indagini. |
| Due fermati e caccia aperta | Due uomini vengono intercettati nelle campagne di Squinzano e portati in caserma. | Trovati disarmati ma con volto travisato e veicoli riconducibili al blitz. | L’indagine entra nella fase di identificazione del resto del gruppo e della logistica. |
Tip: la tabella è scorrevole. Su mobile scorri con il dito a destra e a sinistra per vedere tutte le colonne.
La SS 613 viene fermata e l’area diventa un perimetro chiuso in pochi istanti.
Il tentativo di apertura del blindato alza il rischio e impone rilievi lunghi.
Intercettati nelle campagne e condotti in caserma, il nodo ora è chi manca.
Chiusura del tratto e percorso alternativo: in pagina trovi chilometri e indicazioni operative.
La SS 613 bloccata in zona Tuturano dopo l’assalto al portavalori: mezzi incendiati, intervento delle forze dell’ordine e ricerche ancora aperte.
Trasparenza: fonti e metodo
Abbiamo costruito questa ricostruzione partendo da un principio semplice: raccontare solo ciò che è verificabile e poi spiegare cosa significa. Per evitare l’effetto “eco” e le incongruenze, abbiamo incrociato ogni passaggio chiave su più fonti autorevoli, tenendo conto degli aggiornamenti orari.
Fonti incrociate per la ricostruzione: ANSA, RaiNews, Sky TG24, Adnkronos, Corriere del Mezzogiorno, Tgcom24, Avvenire.
| Area verificata | ANSA | RaiNews | Sky TG24 | Adnkronos | Corriere del Mezzogiorno | Tgcom24 | Avvenire |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Luogo e dinamica del blitz (SS 613, Tuturano) | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ |
| Blocco con autocarro incendiato e colpi d’arma da fuoco | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ |
| Uso di esplosivo sul portellone e nube di fumo | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ |
| Esito del colpo: rapina non risulta consumata | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ |
| Due fermati e recupero veicoli (Squinzano, Jeep blu, Alfa Romeo Stelvio) | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | |||
| Viabilità: chiusura km 8,300-12,800 e deviazione ex SS 16 | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ |
Fonte principale: ricostruzione redazionale basata su riscontri incrociati.
Contesto essenziale: cosa rende questo assalto diverso
Chi legge queste righe vuole capire due cose subito: se c’è stato un bottino e se ci sono feriti. Il primo punto, oggi, sposta la lettura dell’intera giornata perché il colpo non risulta consumato. Il secondo resta un sollievo fragile: in uno scenario con spari e fumo, il fatto che non risultino feriti non riduce la gravità, la misura.
Qui la firma operativa è chiara: un blocco fisico con mezzo incendiato per trasformare una superstrada in un imbuto e un tentativo di controllo psicologico con l’uso del lampeggiante su auto civile. È un impianto che punta sulla velocità e sul caos, non sull’improvvisazione.
La conseguenza è immediata: quando un’azione del genere fallisce e lascia indietro veicoli e tracce, l’indagine può accelerare. È anche il motivo per cui, nelle ore successive, la “caccia” non è una parola generica: è un perimetro fatto di punti, tempi e incroci da stringere.
In breve
- Blocco sulla SS 613 con un autocarro incendiato in zona Tuturano.
- Colpi d’arma da fuoco e uso di esplosivo sul portellone del blindato.
- Rapina non risulta consumata nelle ricostruzioni disponibili fino al pomeriggio.
- Due fermati nelle campagne di Squinzano, ricerche ancora aperte per gli altri.
Il blitz sulla statale 613
Questo non è un episodio da liquidare in due righe. Un assalto a un portavalori su una superstrada a doppia carreggiata significa una cosa sopra ogni altra: rischio diffuso. Non solo per chi trasporta valori ma per chi, per caso, si trova nel punto sbagliato mentre qualcuno decide di chiudere la strada con il fuoco.
Nota: il racconto segue i passaggi verificabili del blitz e i punti investigativi più solidi. Alcuni elementi possono evolvere con i riscontri delle prossime ore.
Sommario dei contenuti
- La dinamica del blitz: la sequenza che abbiamo ricostruito
- Il blocco con mezzi incendiati: perché è il passaggio chiave
- Esplosivo e spari: cosa risulta e cosa no
- Due fermati a Squinzano: cosa torna e cosa manca
- La caccia agli altri: le tracce calde
- Viabilità: chiusure e percorso alternativo
- FAQ
La dinamica del blitz: la sequenza che abbiamo ricostruito
Il punto fermo è questo: l’assalto avviene sulla SS 613 Brindisi-Lecce in zona Tuturano. Il commando blocca la superstrada con un autocarro incendiato e crea un perimetro di fatto chiuso. In quel contesto entrano in scena colpi d’arma da fuoco e l’uso di esplosivo sul portellone del blindato, con una nube di fumo che rende tutto più instabile.
La fase successiva è la fuga. Durante l’allontanamento scatta l’inseguimento e vengono segnalati spari. Le ricerche si concentrano verso nord Salento e arrivano due fermi nelle campagne di Squinzano. Qui si apre il capitolo che interessa davvero chi vuole capire: cosa significa che due sono stati presi e altri no.
Il blocco con mezzi incendiati: perché è il passaggio chiave
L’autocarro incendiato serve a una cosa sola: togliere opzioni. Su una superstrada, quando chiudi fisicamente una carreggiata e riempi l’aria di fumo, costringi chiunque a frenare, a cercare una via che non esiste e a restare esposto. È un moltiplicatore di rischio per automobilisti e operatori, non una scenografia.
In questo tipo di azioni, il vero obiettivo è il tempo. Il blocco crea secondi e minuti operativi, quelli che servono per avvicinarsi al mezzo e tentare l’apertura in condizioni di caos. Il fatto che il colpo non risulti consumato ci dice che quel tempo non è bastato o non è stato gestibile.
Esplosivo e spari: cosa risulta e cosa no
L’uso di esplosivo sul portellone è uno dei punti più delicati perché cambia il livello di pericolo e anche il tipo di rilievi. Non parliamo solo di un assalto armato, parliamo di una scena in cui serve messa in sicurezza prima ancora del resto.
Qui dobbiamo essere netti: risulta l’impiego dell’esplosivo e risultano i colpi d’arma da fuoco. Non risulta invece un bottino accertato. È un dettaglio che non è marginale perché orienta il lavoro investigativo su tracce concrete lasciate sul posto e lungo la fuga.
Due fermati a Squinzano: cosa torna e cosa manca
I due uomini vengono intercettati nelle campagne di Squinzano mentre tentano di allontanarsi a piedi. Vengono descritti disarmati ma con volto travisato e vengono condotti in caserma a Lecce. Nel perimetro vengono rinvenuti mezzi ritenuti collegati al blitz, tra cui una Jeep blu e un’Alfa Romeo Stelvio.
Il nodo ora è doppio. Primo: se il commando era composto da almeno sei persone, mancano ancora figure operative. Secondo: un’azione del genere richiede logistica, quindi ogni mezzo recuperato e ogni tratto percorso diventano una mappa, non una semplice cronaca.
La caccia agli altri: le tracce calde
Quando diciamo “caccia” non stiamo usando una parola comoda. Stiamo descrivendo una fase in cui si lavora per stringere un perimetro intorno a chi manca, partendo da ciò che è stato lasciato indietro. I veicoli usati per arrivare e per scappare sono un archivio mobile: percorsi, tempi, contatti, abitudini.
C’è un dettaglio che vale più di molti commenti: l’uso del lampeggiante su un’auto civile. È un segnale di tentativo di controllo, non solo di forza. Qui l’indagine ha un vantaggio: più un gruppo prova a mimetizzarsi, più deve moltiplicare mezzi e passaggi. Ogni passaggio è un punto che può essere agganciato.
Viabilità: chiusure e percorso alternativo
Chiusura del tratto interessato
Per consentire rilievi e indagini di polizia giudiziaria, la SS 613 è stata chiusa in entrambe le direzioni tra km 8,300 e km 12,800 in zona San Pietro Vernotico. È una chiusura che ha senso operativo: prima si mette in sicurezza, poi si lavora sui rilievi.
Percorso alternativo indicato
Il percorso alternativo indicato è sulla ex SS 16. Chi deve attraversare il collegamento Brindisi-Lecce nelle ore successive deve mettere in conto tempi più lunghi e una circolazione meno scorrevole.
Suggerimento pratico: se ti trovi in zona e vedi mezzi di emergenza o traffico fermo, evita manovre improvvise. Il punto critico in questi scenari non è solo l’ingorgo, è la gestione del perimetro.
Il commento dell’esperto
La cosa che ci ha colpito non è la spettacolarità del gesto, è la struttura. Mezzo incendiato per bloccare, auto con lampeggiante per confondere, esplosivo per forzare tempi e spazio. È un impianto che vive di una sola promessa: chiudere tutto in pochi minuti prima che la risposta diventi ingestibile.
Oggi, però, la promessa non regge fino in fondo. La rapina non risulta consumata e due uomini vengono fermati a breve distanza temporale dall’assalto. Questo sposta il baricentro: non siamo davanti a un fatto che si chiude sul bottino, siamo davanti a un fatto che può aprire una catena di identificazioni.
L’altra lettura è più umana. Un assalto così su una superstrada mette in mezzo persone che non c’entrano nulla. Se non risultano feriti, è un dato importante, ma non deve anestetizzare il rischio reale che si è creato sul territorio.
Questo è un commento editoriale: è una lettura basata su passaggi verificati e sul contesto operativo, non un contenuto ufficiale delle autorità.
A cura di Junior Cristarella.
Domande frequenti
Dove è avvenuto l’assalto?
Sulla statale 613 Brindisi-Lecce, in territorio brindisino, all’altezza dello svincolo di Tuturano.
Quanti sono i fermati?
Due. Sono stati intercettati nelle campagne di Squinzano e condotti in caserma a Lecce per gli accertamenti.
Il colpo è riuscito? C’è un bottino?
Il colpo non risulta consumato. Al momento non c’è un bottino ufficialmente accertato nella ricostruzione disponibile.
Quanti componenti aveva il commando?
Le immagini e i riscontri disponibili indicano almeno sei persone. Le ricerche proseguono perché non tutti risultano rintracciati.
Come è stata bloccata la superstrada?
Con un autocarro messo di traverso e incendiato. Il blocco ha imposto lo stop al traffico e ha reso necessario chiudere il tratto per rilievi e messa in sicurezza.
Perché si parla di “finti poliziotti” o “finta scorta”?
Perché almeno un veicolo sarebbe stato dotato di lampeggiante blu pur essendo un’auto civile. È un espediente che crea un falso contesto di controllo e confonde chi si trova sul posto.
Qual è la situazione della viabilità sulla SS 613?
Il tratto interessato è stato chiuso in entrambe le direzioni tra km 8,300 e km 12,800 in zona San Pietro Vernotico, con percorso alternativo indicato sulla ex SS 16.
Qual è lo snodo investigativo più delicato adesso?
Trovare chi manca all’appello e ricostruire la logistica del blitz. I veicoli rinvenuti e la direzione della fuga sono elementi centrali per arrivare agli altri componenti del gruppo.
Timeline del blitz: apri le fasi in ordine
Tocca una fase per aprire i passaggi chiave. La timeline serve a orientarti anche se segui gli aggiornamenti a distanza di ore.
-
Fase 1 Il blocco: la SS 613 si trasforma in un imbuto
- Un autocarro viene messo di traverso e incendiato, il traffico si ferma in un punto preciso.
- La colonna di fumo riduce visibilità e aumenta il panico tra chi è in transito.
- Il blocco rende difficili le manovre di fuga per chi si trova intrappolato.
- La chiusura del tratto diventa inevitabile per rilievi e sicurezza.
Perché conta: Il mezzo incendiato non è un dettaglio scenografico: è la leva che crea isolamento e tempo operativo.
-
Fase 2 La finta scorta: il lampeggiante come chiave di accesso
- Almeno un’auto con lampeggiante blu viene usata per simulare un intervento delle forze dell’ordine.
- L’obiettivo è avvicinarsi al convoglio senza far scattare subito l’allarme visivo.
Perché conta: Qui si capisce la preparazione: non basta fermare un portavalori, serve farlo nel minor tempo possibile.
-
Fase 3 Esplosivo sul portellone e colpi d’arma da fuoco
- L’esplosivo viene impiegato sul portellone per tentare l’apertura del mezzo.
- Lo scenario è accompagnato da colpi d’arma da fuoco, con un rischio altissimo in strada aperta.
- La nuvola di fumo è compatibile con un’azione rapida e violenta, pensata per chiudere la partita in pochi minuti.
Perché conta: Quando c’è esplosivo, la variabile centrale diventa la risposta immediata delle pattuglie e la gestione del perimetro.
-
Fase 4 La fuga: spari e dispersione verso nord
- Il gruppo si sgancia e tenta di allontanarsi mentre partono colpi durante l’inseguimento.
- La traiettoria porta verso l’area di Squinzano, dove si concentrano le ricerche.
Perché conta: La fuga racconta sempre la logistica: dove si va e cosa si abbandona diventa traccia investigativa.
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Fase 5 I due fermati: il punto in cui l’indagine cambia passo
- Due uomini vengono intercettati nelle campagne di Squinzano mentre tentano di allontanarsi a piedi.
- Vengono descritti disarmati ma con volto travisato, un dettaglio che pesa nella lettura operativa.
- Nella stessa zona vengono rinvenuti mezzi ritenuti collegati al blitz, tra cui una Jeep blu e un’Alfa Romeo Stelvio.
- I fermati vengono condotti in caserma a Lecce per gli accertamenti.
Perché conta: Quando arrivano i fermi, la caccia non finisce: si sposta sull’identificazione dei ruoli e di chi manca.
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Fase 6 Caccia ai complici: cosa si cerca adesso
- Individuare chi ha gestito i mezzi incendiati e chi ha coperto la fuga.
- Ricostruire la catena logistica: veicoli, appoggi e possibili punti di sgancio.
- Separare i fatti certi dalle ricostruzioni emotive: è il passaggio che evita piste sbagliate.
- Agganciare le immagini disponibili ai riscontri sul terreno, unendo dettaglio e contesto.
Perché conta: La fase successiva non è spettacolare ma è decisiva: è lì che un commando diventa identificabile.
Chiusura
Il dato che resta, oltre il rumore, è chiaro. Un assalto armato su una direttrice principale ha bloccato la SS 613 con mezzi in fiamme, esplosivo e spari. Il colpo non risulta consumato e due persone sono state fermate. La vera partita ora è identificare chi manca e ricostruire la logistica del commando senza farsi trascinare dall’emotività del racconto.
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Registro degli aggiornamenti sostanziali: trasparenza su modifiche, correzioni e integrazioni informative.
- Lunedì 9 febbraio 2026 alle ore 17:36: Integrata la sezione “Due fermati” con dettagli su luogo del blocco e mezzi recuperati nelle campagne di Squinzano.
- Lunedì 9 febbraio 2026 alle ore 18:07: Aggiornata la sezione viabilità con il perimetro della chiusura Anas e il percorso alternativo su ex SS 16.
- Lunedì 9 febbraio 2026 alle ore 18:41: Rafforzata l’analisi investigativa sul ruolo delle auto con lampeggiante e sul perché il colpo non risulta consumato.