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Ericsson presenta i servizi di localizzazione 5G Advanced: sub-10 cm outdoor e sub-1 m indoor
La notizia di oggi è semplice da dire e più complessa da capire davvero: Ericsson vuole rendere la localizzazione una capability nativa del 5G Standalone. Qui trovi cosa è stato annunciato, come funziona (senza magie), a chi serve davvero e quali sono i punti delicati: costi, limiti reali e privacy.
Pubblicato il: Mercoledì 21 gennaio 2026 alle ore 08:55.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 21 gennaio 2026 alle ore 18:34.
Nota di contesto: questa è una notizia tecnologica e industriale. I numeri di accuratezza dichiarati dai vendor vanno letti come obiettivi raggiungibili in configurazioni e ambienti adatti, non come garanzia “ovunque”. Dove ha senso, qui sotto trovi anche il lato meno glamour: requisiti di rete, vincoli indoor e implicazioni privacy.
Oggi, 21 gennaio 2026, Ericsson annuncia i suoi “5G Advanced location services”: una suite pensata per reti 5G Standalone che promette precisione sub-10 cm outdoor (con RTK) e sub-1 m indoor (con soluzioni indoor). Il punto non è solo “fare meglio del GPS”: è fare posizione in modo scalabile, integrato nel core e nella radio, con API che permettono a operatori e aziende di costruire servizi sopra la rete. E sì: è una notizia che, almeno per ora, circola soprattutto su canali internazionali e di settore. In Italia, sulle testate generaliste, non è ancora diventata un titolo da prima pagina. Proprio per questo vale la pena metterla in fila, bene, prima che si riempia di slogan.
Mappa rapida: cosa cambia in quattro passaggi
| Passaggio | Cosa accade | Il segnale da notare | Conseguenza |
|---|---|---|---|
| L’annuncio (21 gennaio 2026) | Ericsson presenta una suite di “5G Advanced location services” per reti 5G Standalone: fino a sub-10 cm outdoor (RTK) e sub-1 m indoor (soluzioni indoor). | Non è un gadget: è una capability integrata in rete, pensata per scalare e diventare un servizio vendibile. | Sblocca casi d’uso enterprise e mission-critical dove GPS e beacon tradizionali faticano (soprattutto indoor). |
| La parte tecnica che conta | Posizionamento “da rete”: RTK e miglioramenti RAN/Core; indoor con piccole celle/Radio Dot e segnali sincronizzati. | Obiettivo dichiarato: continuità indoor/outdoor, cioè non “perdere” un asset quando entra in magazzino. | Tracciamento più stabile lungo tutta la catena: fabbrica → cortile → strada → deposito. |
| Le API come leva di mercato | La suite include API e funzioni di rete pensate per sviluppatori, aziende e aggregatori. | La localizzazione diventa “network API”: monetizzazione oltre la semplice connettività. | Operatori e partner possono costruire servizi (fleet, safety, analytics) senza reinventare ogni volta la ruota. |
| Privacy e governance: il vero snodo | Geofencing su larga scala e analisi di densità sono potenti, ma toccano dati personali e contesti sensibili. | Se privacy e sicurezza non sono progettate da subito, il progetto rischia di fermarsi in compliance. | Il successo dipende anche da consenso, minimizzazione, controlli d’accesso e audit, non solo da centimetri e latenza. |
Tip: la tabella è scorrevole. Su mobile scorri con il dito a destra e a sinistra per vedere tutte le colonne.
Outdoor fino a sub-10 cm (RTK) e indoor fino a sub-1 m con soluzioni di rete. Non è “magia”: è progettazione e densità radio.
L’idea è integrare la localizzazione nel 5G SA, evitando ecosistemi “paralleli” e puntando su attivazioni software e API.
Il “dettaglio” vero sono le API: se la posizione diventa una Network API, cambia il modo in cui telco e imprese costruiscono servizi.
Geofencing e analisi di densità sono potenti. Senza governance (GDPR, accessi, retention) il progetto rischia di fermarsi.
Quando la “posizione” non dipende solo dal GPS: il 5G Standalone prova a trasformare la localizzazione in una capability nativa di rete.
Update log
Registro degli aggiornamenti sostanziali: trasparenza su modifiche, correzioni e integrazioni informative.
- Mercoledì 21 gennaio 2026 alle ore 08:55: Pubblicazione: cosa annuncia Ericsson sui “5G Advanced location services”, con i numeri chiave (sub-10 cm outdoor, sub-1 m indoor) e cosa significa per reti 5G SA.
- Mercoledì 21 gennaio 2026 alle ore 09:18: Aggiunta la sezione “Come funziona davvero” con spiegazione di RTK, posizionamento di rete e differenze tra indoor/outdoor (senza slogan).
- Mercoledì 21 gennaio 2026 alle ore 09:42: Rafforzate FAQ e guida pratica: quando ha senso usarlo, requisiti minimi, limiti reali e implicazioni privacy (geofencing e densità).
Trasparenza: fonti e metodo
Questo approfondimento nasce da una domanda pratica: “Ok, ma cosa significa davvero per chi deve far funzionare un progetto di tracking?” Per rispondere, abbiamo privilegiato fonti primarie (comunicati e pagine tecniche del vendor) e riscontri di settore (analisi e interviste su media specializzati), evitando la classica catena del “copio‑incollo”. Dove serve, distinguiamo tra promessa (target di accuratezza) e realtà operativa (ambiente, densità radio, rete SA).
Fonti principali consultate: Ericsson Newsroom (21 gennaio 2026), Ericsson (pagina prodotto “5G Advanced location services”), TelecomTV (approfondimento sul lancio e componenti di rete), 3GPP (materiali divulgativi su 5G‑Advanced), GSMA Open Gateway (contesto Network APIs).
Nota importante: alcune informazioni (es. disponibilità commerciale per singolo Paese, accordi con operatori, configurazioni indoor) dipendono da roadmap e contratti e possono variare. Qui ci concentriamo su ciò che è verificabile oggi e su ciò che è ragionevole aspettarsi.
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Apri la homeContesto essenziale: perché la “posizione da rete” è una notizia grossa
La localizzazione, fino a oggi, è stata spesso un patchwork: GPS fuori, qualcos’altro dentro, poi un layer software che prova a unire tutto. Funziona, certo. Ma appena alzi l’asticella (safety, robot, flotte, ospedali), emergono le crepe: buchi indoor, precisione variabile, ecosistemi che non dialogano, costi di manutenzione e taratura.
Il messaggio di Ericsson, oggi, è: portiamo la posizione dentro il 5G SA e la rendiamo una capability “di rete”, accessibile via API, scalabile e utile per verticali dove “sbagliare stanza” non è un errore banale. È anche un segnale di mercato: gli operatori hanno bisogno di nuovi servizi, e la posizione è uno dei pochi che può diventare davvero trasversale tra industria, logistica, sanità e pubblica sicurezza.
In breve
- Ericsson annuncia una suite di localizzazione “5G Advanced” per reti 5G Standalone.
- Numeri dichiarati: sub-10 cm outdoor (RTK) e sub-1 m indoor (soluzioni indoor).
- Il cuore sono API e capability di rete: la location diventa un servizio integrato, non un accessorio.
- Il nodo non è solo tecnico: geofencing e analisi di densità richiedono governance e privacy-by-design.
La notizia: Ericsson alza l’asticella sulla localizzazione in 5G SA
Partiamo dalla frase che ti interessa se lavori con sistemi reali: Ericsson dice che la rete 5G Standalone può dare posizione molto più precisa e più continua, senza trasformarti la vita in un progetto di integrazione infinito. Non è (solo) una questione di centimetri. È una questione di architettura: posizionamento integrato, API, scalabilità e una promessa implicita agli operatori: “qui c’è un nuovo business”.
Nota: nelle sezioni che seguono entriamo nel dettaglio tecnico e operativo. Se ti interessa solo “cosa cambia per me”, vai direttamente a “Guida pratica” e “FAQ”.
Sommario dei contenuti
- Cosa annuncia Ericsson (senza giri di parole)
- Cosa significa “5G Advanced location services”
- Come funziona, in pratica: RTK, rete e API
- Indoor vs outdoor: la continuità è la parte più difficile
- I casi d’uso che hanno senso (e quelli no)
- Privacy e sicurezza: cosa va progettato subito
- Cosa aspettarsi in Italia nel 2026
- Guida pratica: come valutare un progetto
- FAQ
Cosa annuncia Ericsson (senza giri di parole)
Ericsson presenta una suite di “5G Advanced location services” integrata nelle reti 5G Standalone, pensata per abilitare servizi di localizzazione con due target dichiarati: sub-10 cm outdoor (con Real-Time Kinematics, RTK) e sub-1 m indoor (con soluzioni indoor Ericsson). L’azienda parla esplicitamente di casi d’uso enterprise e mission‑critical e mette al centro due elementi: API e monetizzazione per i service provider.
C’è anche un dettaglio pratico che non va ignorato: Ericsson descrive questa capability come integrata nel 5G SA, “device‑friendly” (niente app lato device) e potenzialmente più efficiente sul piano energetico rispetto a soluzioni puramente satellitari, soprattutto quando parliamo di tracking continuo.
Cosa significa “5G Advanced location services”
“5G‑Advanced” è un’etichetta che, nel mondo standard, si lega all’evoluzione del 5G nelle release più recenti. Ma qui il punto non è il marketing: è l’idea di unificare più tecniche di posizionamento (macro, outdoor ad alta precisione, indoor) dentro un’unica logica di rete.
Tradotto in italiano semplice: non vuoi scegliere tra “GPS” e “indoor tracking” come se fossero mondi separati. Vuoi che un asset (o un dispositivo) passi dall’esterno all’interno senza diventare “invisibile” o senza richiedere un cambio completo di tecnologia. È un obiettivo difficile, perché il mondo indoor è pieno di riflessioni e ostacoli. Ma è lì che si gioca la partita dei casi d’uso veri.
Come funziona, in pratica: RTK, rete e API
Qui conviene fare una distinzione netta, perché spesso si mescolano concetti diversi.
1) RTK: perché si parla di “centimetri” outdoor
RTK (Real‑Time Kinematics) è una tecnica che usa correzioni in tempo reale per ridurre gli errori del posizionamento satellitare. Detto così sembra banale, ma il punto è operativo: le correzioni devono arrivare con continuità, latenza contenuta e qualità stabile. È esattamente il tipo di cosa che una rete mobile può “portare” bene, se è progettata per farlo.
2) Posizionamento “da rete”: cosa cambia rispetto al telefono che fa tutto da solo
Ericsson e le testate di settore descrivono un approccio dove il posizionamento è trattato come una funzione del sistema 5G SA: non solo un calcolo sul dispositivo, ma un insieme di misure e funzioni tra radio e core. In altre parole, la rete partecipa. Questo è importante perché apre due strade: scalare su molte SIM e integrare i dati via API in modo più pulito.
3) Le API: il passaggio da “feature” a “prodotto”
Se sei un’azienda, la domanda che ti fai non è “posso avere un punto sulla mappa?”, ma “posso integrare la posizione nel mio MES/WMS/flotta/alerting senza impazzire?”. Le API sono qui per questo: portare la localizzazione dentro processi e applicazioni, non dentro una demo.
È anche il motivo per cui gli operatori guardano con interesse: un servizio esposto via API è vendibile, misurabile, contrattualizzabile. Non è più solo “la rete che c’è”.
Indoor vs outdoor: la continuità è la parte più difficile
Se ti è capitato di seguire progetti di tracking, questa frase ti suonerà familiare: “fuori va benissimo, poi entri e sparisce”. È il muro (letteralmente) su cui si schiantano tante soluzioni.
Ericsson parla di continuità indoor/outdoor e, lato indoor, cita soluzioni come il Radio Dot System. Qui c’è un punto da mettere in chiaro: “senza overlay” non significa “senza progettazione”. L’indoor ad alta precisione richiede quasi sempre un’architettura radio indoor fatta bene: densità, sincronizzazione, gestione interferenze. Il vantaggio, semmai, è che resti nel mondo “rete”, e non in un ecosistema di beacon/ancore separato.
I casi d’uso che hanno senso (e quelli no)
L’errore più comune è pensare che “più precisione” sia sempre meglio. In realtà, un progetto vince quando precisione e utilità coincidono. Ti faccio esempi concreti, senza romanticismo.
Dove ha senso investire
- Logistica e magazzini: tracking continuo tra esterno e interno, mezzi e asset che non devono “sparire” quando varcano una porta.
- Fabbriche e robot/AGV: geofencing, collision avoidance, ottimizzazione percorsi, sicurezza dei lavoratori in aree a rischio.
- Sanità: dispositivi mobili costosi, letti, percorsi interni, tempi di risposta. Qui “sapere in quale stanza” può essere più importante del centimetro.
- Public safety e mission‑critical: emergenze dove localizzare rapidamente persone o incidenti cambia i tempi di intervento.
- Droni e automotive: contesti dove accuratezza e affidabilità si trasformano in sicurezza operativa (ma con requisiti e certificazioni specifiche).
Dove rischi di spendere troppo
- Se ti basta la “zona” (es. reparto, piano, area): forse una soluzione meno spinta è già sufficiente e più economica.
- Se non hai rete SA o indoor coverage adeguata: la tecnologia non compensa la mancanza di progettazione radio.
- Se non hai governance: se non puoi definire chi vede cosa, per quanto tempo e con quale scopo, non è un progetto tecnico: è un rischio legale e reputazionale.
Privacy e sicurezza: cosa va progettato subito
Qui metto il punto con chiarezza: i dati di posizione sono tra i più sensibili, perché raccontano abitudini, percorsi, presenze. Quando la localizzazione diventa “di rete” e può abilitare geofencing su larga scala o analisi di densità, cresce anche la responsabilità.
Se stai pensando “ok, ma tanto sono dati tecnici”, fermati un secondo. Il discrimine è semplice: posso collegare quel dato a una persona identificabile? Se sì, sei già nel territorio dei dati personali.
Checklist pratica di governance (senza burocratese)
- Scopo dichiarato: perché tracci? Sicurezza? Logistica? Compliance? Scrivilo prima di accendere la tecnologia.
- Minimizzazione: non raccogliere “più preciso del necessario” e non conservare “più a lungo del necessario”.
- Accessi: chi può vedere la posizione? Con che ruoli? Con che tracciamento (audit log)?
- Trasparenza: se tracci persone in contesto lavorativo, la comunicazione non è un dettaglio. È parte della sostenibilità del progetto.
- Sicurezza: cifratura, segregazione ambienti, test, gestione incidenti. La posizione è un target interessante anche per chi attacca.
Cosa aspettarsi in Italia nel 2026
Qui bisogna essere onesti: la tecnologia può esistere, ma la disponibilità “sul territorio” dipende dalla maturità del 5G Standalone e dalle priorità commerciali. Il 2026, per molte telco, è l’anno in cui il SA smette di essere solo “roadmap” e inizia a diventare piattaforma per servizi. È in quel passaggio che soluzioni come questa trovano spazio: non tanto perché “fa scena”, ma perché si incastra in un modello di ricavi.
Se vuoi un indicatore pratico: guarda i progetti enterprise (logistica, manufacturing, campus, sanità) e le partnership sulle Network APIs. È lì che questi servizi tendono ad arrivare prima, spesso come piloti, poi come offerta.
Guida pratica: come valutare (davvero) un progetto di localizzazione su 5G SA
Se sei arrivato fin qui, probabilmente hai una domanda concreta in testa: “Mi serve o no?” Ti lascio una guida che puoi usare anche in riunione, senza perdere un’ora in slide.
1) Definisci l’obiettivo con una frase misurabile
“Voglio sub‑10 cm” non è un obiettivo. È un desiderio. Un obiettivo è: “voglio sapere se un carrello è nel corridoio A o B entro 2 secondi”, oppure “voglio bloccare un AGV se entra in un’area rossa”. Quando lo scrivi così, capisci anche quanta precisione serve davvero.
2) Mappa l’ambiente: indoor è un mondo a parte
La domanda giusta non è “funziona indoor?”, ma “come è fatto il mio indoor?”. Metallo, scaffalature alte, piani multipli, pareti spesse: ogni elemento cambia multipath e copertura. In pratica, un progetto serio parte da survey e progettazione radio, non da un datasheet.
3) Verifica la base: rete 5G SA e roadmap
Se non hai (o non avrai a breve) una rete 5G SA adeguata per quell’area, l’effetto “wow” si spegne presto. Chiedi cose semplici ma decisive: copertura, sincronizzazione, densità, latenza, e soprattutto chi garantisce cosa (SLA).
4) Pensa subito all’integrazione: API e sistemi esistenti
La localizzazione vale se entra nei sistemi: WMS, MES, fleet management, safety, ticketing. Prima di innamorarti della mappa, chiedi: come consumo quei dati? Chi li normalizza? Qual è il formato? Quanto è stabile nel tempo?
5) Metti la privacy in agenda all’inizio, non alla fine
Non aspettare “quando sarà pronto”. Definisci ruoli, accessi, retention e basi giuridiche da subito. Il progetto più costoso è quello che funziona tecnicamente e poi deve essere smontato perché non regge compliance e trasparenza.
Suggerimento operativo: se devi scegliere dove partire, inizia da un caso d’uso chiuso (un magazzino, un reparto, un campus). È lì che puoi misurare davvero: accuratezza, continuità, costi di esercizio, manutenzione e valore per il processo.
Il commento dell’esperto
C’è un modo semplice per capire perché questa notizia pesa: il 5G sta cercando di trasformarsi da “rete che trasporta dati” a “piattaforma che espone capability”. La localizzazione è una delle capability più naturali da monetizzare, perché parla la lingua delle aziende: asset, sicurezza, efficienza, automazione.
Ma c’è anche una trappola, e vale la pena dirlo adesso: il mercato si innamora dei centimetri, poi si scontra con la realtà dell’indoor, dei costi e delle responsabilità. Se un vendor ti promette sub‑1 m indoor, la domanda non è “bello!”. La domanda è: con quale densità radio, con quale progettazione, con quale continuità e con quale governance?
Se questa tecnologia prenderà davvero piede, non sarà perché “è più precisa del GPS”. Sarà perché riesce a fare una cosa che oggi manca spesso: portare la posizione dentro i processi, in modo stabile, scalabile e integrabile. E questo, per operatori e imprese, vale più di mille demo.
Questo è un commento editoriale: una lettura basata sui materiali pubblici e sul contesto industriale, con attenzione a requisiti, limiti e implicazioni pratiche.
A cura di Junior Cristarella.
Domande frequenti
Questa notizia è davvero di oggi 21 gennaio 2026?
Sì: l’annuncio è datato 21 gennaio 2026 e arriva dalla newsroom ufficiale di Ericsson, ripreso anche da testate di settore internazionali.
È già disponibile o è un rilascio futuro?
Ericsson indica un rilascio nel primo trimestre 2026. Alcune ricostruzioni di settore parlano di disponibilità commerciale già avviata: in pratica, l’adozione dipenderà da roadmap software, contratti e abilitazioni sui singoli operatori.
Serve per forza il 5G Standalone (SA)?
Sì: l’impostazione è “nativa” su 5G SA, perché il posizionamento viene integrato come capability di rete (core e RAN). Su reti non-SA puoi avere forme di localizzazione, ma non la stessa architettura e scalabilità dichiarate per questa suite.
Funziona con qualunque smartphone 5G?
L’idea è rendere la posizione disponibile “per ogni dispositivo 5G” senza sensori extra o infrastrutture overlay, ma nella pratica contano due cose: compatibilità del device con le misure richieste e abilitazione della rete SA. Per i progetti enterprise, la validazione su device reali è parte obbligatoria del lavoro.
Sub-10 cm outdoor e sub-1 m indoor: sono numeri garantiti ovunque?
No: sono valori di riferimento dichiarati per la soluzione in condizioni e configurazioni adeguate. L’accuratezza reale dipende da densità e sincronizzazione della rete, ambiente (multipath), bande, progettazione indoor e requisiti dell’applicazione.
Se è “senza infrastruttura aggiuntiva”, perché si parla di soluzioni indoor?
“Senza overlay” va letto come: niente beacon o sensori esterni sul dispositivo e niente ecosistemi paralleli obbligatori. L’indoor ad alta precisione, però, richiede una rete indoor ben progettata (es. piccole celle/Radio Dot): è infrastruttura di rete, non un accessorio separato.
Che differenza c’è con UWB, Wi‑Fi RTT o Bluetooth?
UWB e Wi‑Fi RTT possono dare ottima precisione in spazi controllati, ma spesso restano confinati a un sito o a un edificio e richiedono componenti dedicati. L’idea del 5G è unificare indoor/outdoor e scalare su grandi flotte, sfruttando l’infrastruttura di rete e le API.
E la privacy? Geofencing e densità non sono rischiosi?
Sono utilissimi e delicati. La posizione è un dato personale quando riconduce a una persona identificabile. Servono basi giuridiche chiare, minimizzazione, controllo accessi, retention limitata, audit e trasparenza: senza governance, la tecnologia diventa un boomerang.
Cosa aspettarsi in Italia nel 2026?
Dipende dalla maturità delle reti 5G Standalone e dalle scelte commerciali degli operatori. La traiettoria è chiara: più SA significa più servizi “da rete” (API e capability). Il “quando” e il “dove” saranno legati a rollout, partnership e progetti pilota enterprise.
Timeline: dalla “posizione come dato” alla “posizione come servizio di rete”
Apri le fasi in ordine per capire dove nasce il bisogno, cosa aggiunge il 5G SA e cosa cambia davvero quando entrano API e governance.
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Fase 1 Il problema: il GPS è ottimo “a cielo aperto”, ma indoor non basta
- In fabbrica, in ospedale, in un hub logistico: il contesto è pieno di pareti, metallo, multipath e piani diversi.
- Beacon e tag aiutano, ma spesso creano ecosistemi separati e costi di manutenzione.
- Chi deve garantire sicurezza o automazione non può permettersi buchi di copertura o stime “a occhio”.
Perché conta: Prima ancora della precisione, serve continuità: sapere dove si trova qualcosa, sempre, senza cambiare tecnologia ogni 30 metri.
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Fase 2 Il contesto: 5G Standalone e 5G-Advanced spingono oltre la connettività
- Con il 5G SA, molte funzioni diventano native nel core e più “programmabili”.
- Il posizionamento entra nella logica di servizio: non solo per emergenze, ma per applicazioni enterprise.
- Le Network APIs diventano il ponte tra rete e applicazioni: qui si gioca la monetizzazione.
Perché conta: Se l’operatore può “vendere” anche insight di rete (posizione inclusa), il 5G smette di essere una commodity pura.
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Fase 3 Outdoor: RTK e posizionamento di rete per arrivare al “sub-10 cm”
- RTK usa correzioni in tempo reale per ridurre l’errore tipico del GNSS, arrivando a precisioni molto spinte in condizioni adatte.
- Ericsson dichiara sub-10 cm outdoor: è un valore di picco, non una promessa universale “ovunque e comunque”.
- La rete 5G SA aiuta a rendere più scalabile l’uso di queste correzioni per flotte e dispositivi aziendali.
Perché conta: Nel mondo reale, la domanda è: in quali aree posso garantire quella precisione, con quali costi, e con quale SLA.
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Fase 4 Indoor: densità radio e soluzioni dedicate per restare sotto il metro
- Indoor ad alta precisione significa spesso aumentare densità e sincronizzazione dei segnali radio.
- Ericsson cita il Radio Dot System e soluzioni indoor per arrivare a sub-1 m in ambienti complessi.
- Il punto forte è la transizione: l’asset entra in un edificio e il tracking non “cambia pelle”.
Perché conta: Il valore sta nel non dover gestire due mondi separati (GPS fuori, altro dentro) con piattaforme che non si parlano.
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Fase 5 Dal centimetro al valore: API, casi d’uso e (soprattutto) privacy
- API di localizzazione = integrazione più veloce con WMS, MES, flotte, safety e sistemi di allarme.
- Geofencing e analisi di densità sono utili, ma vanno governati: dati di posizione = dati personali.
- Il successo dipende dalla combinazione: tecnologia + policy + controlli + trasparenza verso lavoratori e utenti.
Perché conta: È qui che si decide se la tecnologia finisce in produzione o resta in demo: la parte “non tecnica” è spesso la più dura.
Chiusura
L’annuncio di Ericsson di oggi non va letto come “un altro comunicato sul 5G”. Va letto come un tentativo chiaro: trasformare la localizzazione in un servizio nativo del 5G Standalone, con API e casi d’uso che interessano industria e servizi critici. Se prenderà piede, la differenza la faranno due cose: la qualità della rete (soprattutto indoor) e la qualità della governance (privacy, accessi, trasparenza). In mezzo ci sono i centimetri, certo. Ma non sono l’unica storia.