Data Privacy Day
Data Privacy Day 28 gennaio: decluttering digitale per proteggere i tuoi dati
Oggi 28 gennaio è il Data Privacy Day. Qui trovi una guida pratica al decluttering digitale: pulizia delle app, ordine nel cloud e revisione dei permessi, con percorsi utili su iPhone e Android e un focus su condivisioni e accessi di terze parti.
Pubblicato il: Mercoledì 28 gennaio 2026 alle ore 09:00.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 28 gennaio 2026 alle ore 12:46.
Questa guida incrocia fonti istituzionali e documentazione tecnica dei produttori. I percorsi nelle impostazioni possono cambiare con aggiornamenti di sistema: se un nome non coincide, usa la ricerca dentro Impostazioni.
Se dovessi riassumere il senso del Data Privacy Day in una frase direi questo: meno dati sparsi vuol dire meno problemi quando qualcosa va storto. Il 28 gennaio nasce come giornata di sensibilizzazione legata alla Convenzione 108 del Consiglio d’Europa (Council of Europe) e per me è un promemoria perfetto: non serve diventare esperti di cybersecurity, basta fare pulizia nei punti giusti. Oggi ti porto proprio lì dove la privacy si decide davvero, dentro le impostazioni e dentro le abitudini.
Mappa rapida: decluttering digitale in quattro passaggi
| Passaggio | Cosa fai | Cosa controlli | Risultato |
|---|---|---|---|
| App che non usi più | Individua le app ferme da mesi, controlla se hanno abbonamenti attivi e rimuovi quelle che non ti servono. | Spazio occupato e ultimo utilizzo: due numeri che raccontano subito cosa pesa davvero sul telefono. | Meno superficie d’attacco e meno dati lasciati in giro tra cache e accessi dimenticati. |
| Permessi sensibili | Rivedi accessi a posizione, microfono, foto, contatti e notifiche. Restringi a “solo mentre usi” quando possibile. | Permessi concessi “sempre” o app che hanno accesso a più di quanto ti aspettavi. | Riduci tracciamento involontario e rischi legati a app troppo curiose o poco curate. |
| Cloud e condivisioni | Pulisci cartelle, cestini e soprattutto le condivisioni: link pubblici e accessi a vecchi collaboratori. | File condivisi con “chiunque abbia il link” o cartelle ereditate da vecchi progetti. | Chiudi porte aperte senza accorgertene e recuperi spazio senza cancellazioni impulsive. |
| Account collegati | Revoca l’accesso delle app di terze parti ai tuoi account principali e controlla Accedi con Apple e connessioni Google. | Servizi che non usi più ma hanno ancora permessi su mail, Drive o profilo. | Se un servizio viene violato, non trascina con sé il tuo account principale. |
Tip: la tabella è scorrevole. Su mobile scorri con il dito a destra e a sinistra per vedere tutte le colonne.
Meno app inutili e meno accessi concessi per inerzia vogliono dire meno punti deboli tra cui scegliere.
Posizione, microfono e foto sono le porte principali. Se le stringi bene, il resto si semplifica.
Il punto non è solo lo spazio. Sono i file condivisi e i link lasciati aperti quando un progetto è finito.
In fondo trovi timeline e FAQ. L’obiettivo è uscire da qui con una routine mensile breve e sostenibile.
Meno app e meno accessi inutili, più controllo quotidiano: il decluttering digitale è una forma concreta di sicurezza personale.
Update log
Registro degli aggiornamenti sostanziali: trasparenza su modifiche, correzioni e integrazioni informative.
- Mercoledì 28 gennaio 2026 alle ore 09:00: Pubblicazione: guida pratica al decluttering digitale per il Data Privacy Day con percorso completo su app, cloud e permessi.
- Mercoledì 28 gennaio 2026 alle ore 09:10: Rafforzata la sezione “Permessi” con percorsi rapidi per iPhone e Android e con l’uso dell’App Privacy Report.
- Mercoledì 28 gennaio 2026 alle ore 09:18: Aggiornata la parte “Cloud” con focus su condivisioni e cestino, più note operative su iCloud e Google One.
- Mercoledì 28 gennaio 2026 alle ore 09:26: Aggiunta la sezione “Account collegati” per revocare accessi di terze parti e ripulire Accedi con Apple e connessioni Google.
Trasparenza: fonti e metodo
Questa guida è stata costruita con un criterio semplice: azioni ripetibili e verificabili. Abbiamo privilegiato fonti ufficiali, documentazione tecnica e indicazioni istituzionali, poi abbiamo trasformato quel materiale in passaggi pratici.
Fonti principali consultate per i concetti e per i percorsi operativi: Council of Europe, European Data Protection Board, Garante per la protezione dei dati personali, Apple Support, Android Help, Google Account Help, Google Drive Help, Google One Help e NIST.
Nota: questa è una guida informativa. Se hai esigenze particolari, contesti di lavoro o dispositivi gestiti da un’azienda, applica le policy interne e chiedi supporto al tuo reparto IT.
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Il decluttering digitale non è una mania da ordine perfetto, è riduzione del rischio. Ogni app installata è un canale potenziale di dati, ogni autorizzazione concessa è un pezzo di vita che può essere letto, ogni cartella condivisa è una porta.
Se ti chiedi perché questa logica “tiene” anche a livello normativo, pensa ai principi di minimizzazione e di limitazione della conservazione: raccogliere meno e conservare per meno tempo riduce danni e dispersione, ed è coerente con i principi del GDPR come spiegati dal Garante Privacy. Nella pratica personale il senso è identico: tieni il necessario, chiudi ciò che non usi e smetti di regalare permessi per abitudine.
E qui torna il Data Privacy Day: la giornata nasce dal Consiglio d’Europa e dalla Convenzione 108 (Council of Europe) e serve a ricordare che la protezione dei dati non è un tema astratto. Sta nelle scelte piccole che fai oggi sul tuo telefono.
In breve
- Taglia il superfluo: elimina app che non usi e controlla le sottoscrizioni attive (Apple Support e Google Play Help).
- Stringi i permessi: soprattutto posizione, microfono, fotocamera e foto (Apple Support e Android Help).
- Pulisci il cloud: rivedi condivisioni e cestini, poi gestisci backup vecchi (Apple Support e Google Drive Help).
- Revoca accessi di terze parti: app collegate a Google e Accedi con Apple (Google Account Help e Apple Support).
- Metti MFA dove conta: è una cintura di sicurezza per gli account principali (NIST).
Decluttering digitale: guida pratica passo passo
Ti propongo una cosa semplice: invece di saltare da una schermata all’altra, facciamo un percorso in ordine. È il modo più rapido per evitare di stancarsi a metà e lasciare tutto com’era.
Prima di iniziare: se tocchi foto, chat o note, verifica che esista un backup recente. Per i percorsi e la gestione dei backup, riferimento: Apple Support per iCloud e Guidebooks with Google per Android.
Sommario dei contenuti
- Pulizia app: cosa eliminare e cosa controllare
- Permessi: le impostazioni che valgono davvero
- Cloud: condivisioni, cestini e backup
- Account collegati: revoca accessi di terze parti
- Mantenimento: la routine che evita di ripartire da zero
Pulizia app: cosa eliminare e cosa controllare
La pulizia app è la parte più “visibile” e spesso anche la più liberatoria. Però vale la pena farla bene, perché l’errore classico è togliere l’icona e lasciare in piedi abbonamenti o accessi.
iPhone: partire dallo spazio e dall’ultimo utilizzo
Su iPhone il punto pratico è la sezione dello spazio: ti mostra quanto pesa ogni app e spesso ti fa capire cosa non apri mai. Apple documenta anche la funzione di scaricamento delle app inutilizzate (Offload Unused Apps) che rimuove l’app lasciando i documenti e i dati pronti per un eventuale ritorno. Fonte: Apple Support.
Android: app inutilizzate e permessi che si possono restringere
Su Android puoi lavorare in modo simile dalla lista delle app e dai suggerimenti del sistema. In più c’è un dettaglio utile: Android prevede funzioni per gestire le app inutilizzate e per ridurre o rimuovere permessi quando un’app resta ferma a lungo. Fonte: Android Help e Google Play Protect Help.
La domanda che evita gli errori
Prima di rimuovere un’app chiediti una cosa concreta: mi serve l’account o mi serve solo il contenuto? Se ti serve il contenuto, verifica se c’è una funzione di export o di backup interno. Se invece è un servizio che vuoi chiudere, ricorda che la disinstallazione non equivale alla cancellazione del profilo. Per i diritti come accesso e cancellazione dei dati personali, riferimento: European Data Protection Board.
Abbonamenti: la parte che molti dimenticano
È una frase che vale oro: disinstallare non sempre cancella un abbonamento. Su iPhone la gestione delle sottoscrizioni passa dalle impostazioni dell’Apple Account, su Android dalle sottoscrizioni del Google Play. Fonti: Apple Support e Google Play Help.
Permessi: le impostazioni che valgono davvero
Qui di solito succede una cosa: ti accorgi che hai concesso più del necessario, spesso mesi fa. La buona notizia è che non serve ricordare tutto, basta partire dai permessi ad impatto alto.
| Permesso | Quando ha senso concederlo | Scelta prudente | Dove lo rivedi |
|---|---|---|---|
| Posizione | Mappe, navigazione, meteo localizzato, consegne quando serve. | Solo mentre usi o chiedi ogni volta. | Privacy e Sicurezza su iPhone, Permission Manager su Android (Apple Support e Android Help). |
| Microfono | Chiamate, registrazione audio, assistenti vocali, app musicali che lo richiedono davvero. | Concedi solo alle app che usi per quella funzione. | Privacy e Sicurezza su iPhone, Permission Manager su Android (Apple Support e Android Help). |
| Foto e file | Editor foto, backup, invio documenti, stampa. | Accesso limitato o selezione foto quando disponibile. | Impostazioni permessi app (Apple Support e Android Help). |
| Contatti | Messaggistica e rubriche quando serve davvero per sincronizzare. | Negalo se l’app può funzionare senza. | Impostazioni privacy (Apple Support e Android Help). |
Tip: anche questa tabella è scorrevole. Su mobile scorri con il dito a destra e a sinistra.
iPhone: App Privacy Report e permessi in un solo posto
Su iPhone puoi rivedere i permessi in Privacy e Sicurezza e c’è uno strumento sottovalutato: l’App Privacy Report. Ti mostra come le app usano i permessi concessi e anche attività di rete. Fonte: Apple Support.
Android: Permission Manager e controlli progressivi
Su Android la logica è simile: dal Permission Manager puoi entrare per tipo di permesso e vedere quali app lo hanno. È un modo comodo per scovare la sorpresa, perché ti costringe a guardare prima la porta e poi chi la sta usando. Fonte: Android Help.
Cloud: condivisioni, cestini e backup
Il cloud è spesso il luogo più “pieno” e meno controllato. Qui l’obiettivo non è cancellare tutto, è mettere in sicurezza: condivisioni, cestini e backup vecchi.
Google Drive: interrompere condivisioni e svuotare il cestino
Il passaggio pratico è questo: rivedi chi ha accesso a file e cartelle e interrompi le condivisioni che non hanno più un motivo. Poi guarda il cestino, perché finché non lo svuoti lo spazio può continuare a essere occupato. Fonti: Google Drive Help e Google One Help.
iCloud Drive e iCloud: la parte “invisibile” dei vecchi backup
Su iCloud la pulizia spesso passa dai backup di dispositivi non più in uso. Apple spiega come gestire lo spazio e come rimuovere backup vecchi. Fonte: Apple Support.
Nota pratica: se trovi una cartella condivisa legata a un progetto concluso, la domanda utile è “serve ancora a qualcuno”. Se la risposta è incerta, prima restringi l’accesso e poi decidi con calma.
Account collegati: revoca accessi di terze parti
Questa è la parte che molti saltano perché “non si vede”. Eppure è quella che cambia davvero la sicurezza: le app di terze parti che possono leggere dati del tuo account, spesso con permessi concessi anni fa.
Google: connessioni e accessi di terze parti
Nelle impostazioni dell’account Google c’è una sezione dedicata alle connessioni e agli accessi di terze parti. Da lì puoi rivedere cosa ha accesso al tuo account e rimuovere ciò che non vuoi più. Fonte: Google Account Help.
Apple: gestire le app con Accedi con Apple
Se usi Accedi con Apple, puoi vedere la lista delle app collegate dalle impostazioni del tuo Apple Account e interrompere l’uso con singole app. Fonte: Apple Support.
Mantenimento: la routine che evita di ripartire da zero
Qui non ti propongo una disciplina militare, ti propongo un trucco realistico. Metti un promemoria mensile di 10 minuti. In quei 10 minuti fai solo tre cose: guardi le app installate nell’ultimo mese, controlli i permessi delle nuove e rivedi eventuali condivisioni create di recente.
Se poi vuoi aggiungere una cintura di sicurezza, valuta MFA per gli account principali. NIST lo indica come misura che riduce i rischi quando una password viene compromessa. Fonte: NIST.
Percorsi rapidi: dove trovare le impostazioni utili
iPhone
Permessi e report: Impostazioni, Privacy e Sicurezza, App Privacy Report. Fonte: Apple Support.
Spazio e app pesanti: Impostazioni, Generali, Spazio iPhone. Fonte: Apple Support.
Abbonamenti: impostazioni dell’Apple Account e sezione Abbonamenti. Fonte: Apple Support.
Accedi con Apple: impostazioni dell’Apple Account e sezione dedicata alle app collegate. Fonte: Apple Support.
Android
Permessi: Impostazioni, Privacy, Gestione autorizzazioni o Permission Manager. Fonte: Android Help.
App inutilizzate e controlli: impostazioni app e funzioni di gestione app non usate. Fonti: Android Help e Google Play Protect Help.
Abbonamenti: Google Play e sezione Pagamenti e abbonamenti. Fonte: Google Play Help.
Cloud e account
Google Drive: rivedi condivisioni e gestione storage, poi cestino. Fonte: Google Drive Help.
Google Account: sezione Sicurezza e gestione connessioni o accessi di terze parti. Fonte: Google Account Help.
iCloud: gestione spazio e backup. Fonte: Apple Support.
Il commento dell’esperto
Il decluttering digitale diventa davvero utile quando smette di essere una pulizia estetica e diventa una pulizia delle autorizzazioni. È normale sentirsi un po’ spaesati la prima volta, perché il telefono ti mostra cose che avevi dato per scontate.
Se vuoi un criterio per non perdere tempo, pensa a impatto e probabilità. Impatto alto sono microfono, posizione, accesso a foto e connessioni a account. Probabilità alta sono le app che non usi più e le condivisioni vecchie. Se metti le mani lì, hai già fatto la parte che conta.
E c’è un dettaglio che vale più di mille promesse: dopo questa pulizia, la tua scelta diventa più facile ogni volta che un’app chiede un permesso. Ti abitui a leggere la richiesta e a chiederti “mi serve davvero”. È privacy applicata, non teoria.
Questo è un commento editoriale: la guida si basa su fonti ufficiali e su buone pratiche di sicurezza. I menu possono variare per versione e per produttore, quindi usa la ricerca nelle impostazioni se un passaggio non coincide al millimetro.
A cura di Junior Cristarella.
Domande frequenti
Perché il Data Privacy Day è il 28 gennaio?
È legato all’anniversario della Convenzione 108 del Consiglio d’Europa, il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante sulla protezione dei dati personali. Fonte: Council of Europe.
Quanto tempo serve per un decluttering digitale fatto bene?
Se segui l’ordine app, permessi, cloud e account collegati, in 30-60 minuti fai già una pulizia sostanziale. La parte che richiede più calma di solito è il cloud, soprattutto se hai molte condivisioni.
Disinstallare un’app cancella anche i dati e l’account?
No, spesso rimuovi solo l’app dal dispositivo. I dati possono restare nel cloud del servizio e l’account può continuare a esistere. Quando possibile, cerca dentro l’app o sul sito del servizio le opzioni per eliminare o disattivare l’account. Per i diritti degli interessati come accesso e cancellazione, riferimento: European Data Protection Board.
Come capisco quali permessi sono davvero necessari?
Parti dalla funzione: un’app torcia non ha motivo di chiedere contatti o posizione. Sugli iPhone puoi vedere e modificare i permessi in Privacy e Sicurezza e consultare l’App Privacy Report. Fonte: Apple Support.
Su Android esiste un modo per ridurre automaticamente i permessi alle app che non uso?
Sì, Android e Google Play Protect prevedono funzioni che possono rimuovere o reimpostare i permessi alle app inutilizzate e intervenire su app ritenute dannose. Fonte: Android Help e Google Play Protect Help.
Come controllo se su Google Drive ho file condivisi in modo troppo aperto?
Apri le impostazioni di condivisione di file e cartelle e rivedi chi ha accesso. Se trovi link impostati per chiunque abbia il link, valuta di limitarli o interrompere la condivisione. Fonte: Google Drive Help.
Come tolgo l’accesso alle app di terze parti dal mio account Google?
Nelle impostazioni dell’account Google vai nella sezione Sicurezza e poi su gestione delle connessioni o accessi di terze parti: da lì puoi rivedere cosa ha accesso al tuo account e rimuovere quello che non vuoi più. Fonte: Google Account Help.
Uso Accedi con Apple: come vedo le app collegate e come le rimuovo?
Puoi vedere la lista delle app collegate e interrompere l’uso di Accedi con Apple dalle impostazioni del tuo Apple Account sul dispositivo. Fonte: Apple Support.
Dopo la pulizia cosa conviene fare per mantenere il controllo?
Una routine breve funziona meglio: una volta al mese rivedi app nuove, permessi e condivisioni. Se attivi MFA per gli account principali, riduci anche il rischio in caso di password compromesse. Fonte: NIST.
Timeline pratica: apri le fasi in ordine
Tocca una fase per aprire i passaggi chiave. La timeline è pensata per guidarti senza saltare da un menu all’altro.
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Fase 1 Preparazione rapida: crea un punto di ritorno e fai emergere l’elenco
- Prenditi 2 minuti per verificare che un backup esista e sia recente, soprattutto se tocchi foto, chat o note.
- Apri lo spazio di archiviazione del telefono e guarda la lista delle app ordinate per peso o per ultimo utilizzo.
- Segna mentalmente le app che non apri da settimane: spesso sono proprio quelle che continuano a chiedere permessi.
- Decidi una regola semplice: oggi togli il superfluo e restringi accessi, senza inseguire la perfezione.
Perché conta: Quando hai una strada di ritorno, fai scelte più lucide e non ti fermi alla prima paura di cancellare qualcosa.
-
Fase 2 Pulizia app: rimuovi ciò che non usi e controlla abbonamenti e accessi
- Disinstalla le app inutilizzate e fai attenzione a quelle che hanno un account collegato o un login social.
- Controlla le sottoscrizioni: disinstallare un’app non equivale a cancellare un abbonamento.
- Per le app che vuoi tenere, svuota cache e download interni se hanno anni di residui.
- Elimina le app “doppione” che fanno la stessa cosa: spesso sono quella vecchia e quella nuova rimaste insieme.
- Se un’app contiene dati che ti servono, valuta export o backup interno prima di rimuoverla.
Perché conta: Meno app vuol dire meno permessi da gestire e meno punti in cui un problema si trasforma in una falla.
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Fase 3 Permessi: restringi, controlla e usa i report di sistema
- Parti da posizione, microfono e fotocamera: sono i permessi che cambiano di più la tua privacy quotidiana.
- Su iPhone usa anche l’App Privacy Report per capire quali app sfruttano davvero i permessi che hai concesso.
- Su Android passa dal Permission Manager e togli autorizzazioni alle app che non ti servono mentre non le usi.
- Rivedi notifiche e accessibilità: non sono “solo fastidi”, a volte sono canali di attenzione e dati.
Perché conta: La differenza tra “ho un telefono” e “controllo il mio telefono” spesso sta in poche scelte di permesso.
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Fase 4 Cloud: ordine, condivisioni e cestini che continuano a contare
- Controlla cartelle condivise e link aperti: sono il punto in cui una foto privata diventa pubblica senza avviso.
- Su Google Drive verifica chi ha accesso e interrompi le condivisioni non più necessarie, poi svuota il cestino.
- Su iCloud Drive interrompi le condivisioni obsolete e rivedi lo spazio: vecchi backup di dispositivi possono restare lì per anni.
- Se sei al limite di spazio su Google, ricordati che Drive, Gmail e Foto condividono la stessa quota e il cestino pesa.
- Non cancellare a caso: inizia dai file più grandi e dai progetti chiusi, poi passa al resto con calma.
Perché conta: Il cloud è comodo proprio perché resta. La parte scomoda è che resta anche ciò che avevi dimenticato.
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Fase 5 Account collegati e mantenimento: revoca accessi e metti una routine sostenibile
- Nel tuo account Google rivedi le connessioni di terze parti e rimuovi quelle che non riconosci o non usi.
- Nel tuo Apple Account controlla le app che usano Accedi con Apple e cancella quelle che non ti servono più.
- Valuta l’attivazione di MFA dove possibile: riduce di molto i danni quando una password finisce in un leak.
- Dopo la pulizia, imposta un promemoria mensile di 10 minuti: è il trucco più efficace per non tornare al caos.
Perché conta: Il decluttering funziona quando diventa abitudine leggera e non una maratona una volta l’anno.
Chiusura
Il Data Privacy Day è un promemoria annuale, però la privacy si decide ogni giorno. Se oggi fai decluttering digitale, ottieni un risultato concreto: meno dati inutili, meno accessi concessi e meno condivisioni lasciate aperte. E soprattutto ti rimane un’abitudine sana, quella di guardare i permessi con la stessa naturalezza con cui guardi le notifiche.