Canone TV 2026

Esonero Canone Rai 2026: domanda entro fine gennaio, requisiti e invio online

La scadenza “di fine gennaio” è quella che decide se il canone ti viene addebitato per tutto l’anno. Nel 2026 il termine ordinario del 31 gennaio cade di sabato e la scadenza effettiva diventa lunedì 2 febbraio 2026. Qui trovi chi ha diritto all’esonero e come inviare la domanda online, con passaggi chiari e casi pratici.

Scadenza fine gennaio Termine 2 febbraio 2026 Quadro A: nessun televisore Quadro B: stop doppio addebito Domanda online passo passo FAQ e casi pratici

Pubblicato il: Martedì 27 gennaio 2026 alle ore 16:47.

Ultimo aggiornamento: Martedì 27 gennaio 2026 alle ore 19:58.

Contenuto verificato Verificato con fonti istituzionali su importo 2026, scadenze, definizione di “apparecchio TV” e modalità di invio della dichiarazione. Policy correzioni

Dato che sul Canone TV girano ancora tante mezze informazioni, in questa guida abbiamo incrociato scadenze e procedure con fonti istituzionali, in particolare Agenzia delle Entrate, Canone.rai.it e documenti ministeriali sulla definizione di “apparecchio televisivo”. Nota pratica: per il 2026 il Canone TV ordinario è 90 euro e per chi ha un’utenza elettrica domestica residenziale viene addebitato in bolletta in 10 rate tra gennaio e ottobre.

Se sei finito qui perché hai visto la voce “Canone TV” in bolletta e ti sei detto “ma io la TV non ce l’ho”, ti capisco. Ogni gennaio in redazione arrivano le stesse domande, sempre con un dettaglio diverso: c’è chi vive solo di streaming, chi ha cambiato casa, chi ha due bollette in famiglia e teme un doppio addebito. La parte buona è che, quando il caso è quello giusto, spesso bastano pochi minuti per sistemare. La parte delicata è questa: entro fine gennaio si decide se il canone resta in bolletta per tutto il 2026. Nel 2026 la scadenza effettiva è lunedì 2 febbraio.

Guida rapida: cosa fare entro fine gennaio

Passaggio Cosa fare Il dettaglio che fa la differenza Risultato atteso
Capisci in che caso sei Individua il percorso: Quadro A se non c’è alcun televisore in famiglia, Quadro B se il canone è già pagato su un’altra utenza, over 75 se hai requisiti dedicati. La domanda decisiva è una: in casa o nelle case della famiglia c’è almeno un apparecchio con sintonizzatore TV? Scegli il modello corretto e l’invio diventa veloce, senza giri a vuoto.
Chiarisci cosa conta come “TV” Il canone riguarda la detenzione di apparecchi “atti o adattabili” a ricevere il segnale televisivo, quindi con tuner o con possibilità reale di ricezione. Streaming e piattaforme online non bastano da soli: il punto è la capacità di ricevere il segnale radiotelevisivo. Eviti errori tipici, soprattutto se usi solo PC, tablet o smartphone.
Invia la domanda online Accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, compila la dichiarazione e salva la ricevuta. In alternativa puoi usare un intermediario o la raccomandata. Tieni a portata una bolletta e i tuoi dati anagrafici: aiutano a compilare senza interruzioni. L’esonero viene agganciato alla tua utenza e l’addebito si blocca secondo i tempi tecnici della fatturazione.
Controlla la prossima bolletta Dopo l’invio verifica che il canone non compaia più. Se un addebito passa comunque, ci sono tempi tecnici e una strada per correggere. Le richieste inviate a metà mese potrebbero riflettersi dalla bolletta successiva o da quella dopo. Sai cosa aspettarti e non ti fai sorprendere da una voce in bolletta.

Tip: la tabella è scorrevole. Su mobile scorri con il dito a destra e a sinistra per vedere tutte le colonne.

Scadenza che conta davvero
Per l’esonero totale 2026 con Quadro A la finestra si chiude a fine gennaio, nel 2026 entro il 2 febbraio.
Due casi, due moduli
Quadro A se in famiglia non esiste alcun televisore. Quadro B se il canone è già su un’altra utenza e vuoi evitare il doppio.
Domanda online, ma senza stress
Con accesso digitale e dati a portata di mano, l’invio richiede pochi minuti. La ricevuta è la tua tutela.
Occhio alle truffe
Le comunicazioni “urgentissime” via telefono o WhatsApp che chiedono dati dell’utenza o IBAN sono un campanello d’allarme. Verifica sempre sui canali ufficiali.
Esonero Canone Rai 2026: scadenza di fine gennaio e come fare domanda online
Guida

Fine gennaio è la finestra che decide se il canone ti verrà addebitato per tutto l’anno: qui trovi requisiti, moduli e passaggi concreti.

Dalla redazione

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Scadenza 2 febbraio, moduli e invio online.

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In questa guida audio spieghiamo come evitare l’addebito del Canone Rai in bolletta per il 2026. La scadenza chiave per l’esonero annuale è il 2 febbraio 2026. Analizziamo i due casi principali: il Quadro A, per chi non possiede alcun televisore in famiglia, e il Quadro B, per chi paga già il canone su un’altra utenza. Spieghiamo inoltre cosa conta tecnicamente come "televisore" (la presenza del sintonizzatore) e i passaggi per inviare la domanda online tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate, evitando errori e truffe.

Update log

Registro degli aggiornamenti sostanziali: trasparenza su modifiche, correzioni e integrazioni informative.

  • Martedì 27 gennaio 2026 alle ore 16:47: Pubblicazione: guida completa alla scadenza di fine gennaio per l’esonero Canone TV 2026, con focus su Quadro A e invio online.
  • Martedì 27 gennaio 2026 alle ore 16:55: Aggiornato il box iniziale con il termine effettivo del 2 febbraio 2026 e con un richiamo allo Scadenzario dell’Agenzia delle Entrate.
  • Martedì 27 gennaio 2026 alle ore 17:08: Aggiunta la sezione “Cosa conta come televisore” con chiarimenti pratici su tuner, decoder e streaming, basata su documenti ufficiali.
  • Martedì 27 gennaio 2026 alle ore 17:18: Ampliate FAQ su tempi tecnici in bolletta, doppio addebito e avvertenze anti truffa riportate da Canone.rai.it.

Trasparenza: fonti e metodo

Questa guida è stata costruita incrociando scadenze, definizioni e modalità operative su fonti istituzionali. Per evitare la classica confusione di fine gennaio, abbiamo dato priorità a documenti ufficiali e pagine di servizio aggiornate. Il testo è informativo e pensato per casi reali, quelli che più spesso creano dubbi in bolletta.

Fonti principali consultate: Agenzia delle Entrate (Scadenzario e schede Canone TV), Canone.rai.it (importo 2026, scadenze, Quadro A e Quadro B), Ministero dello Sviluppo Economico (nota 22 febbraio 2012 sulla definizione di apparecchio televisivo).

Se hai una situazione anagrafica complessa, ad esempio intestazioni incrociate o più nuclei nella stessa abitazione, il consiglio professionale è semplice: oltre alla guida, senti un CAF o l’assistenza dell’Agenzia delle Entrate. Una dichiarazione sostitutiva è un atto serio, e conviene farla bene una volta sola.

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Contesto essenziale: perché la scadenza di fine gennaio pesa

Il Canone TV ordinario è una tassa legata alla detenzione di un apparecchio televisivo. Da qualche anno, per le utenze elettriche domestiche residenziali, l’addebito avviene in bolletta in modo automatico: è proprio questo automatismo che, quando non hai la TV, ti costringe a fare un passo in più.

La dichiarazione sostitutiva esiste per dire allo Stato una cosa precisa: nella tua famiglia anagrafica non c’è alcun apparecchio televisivo nelle abitazioni collegate alle utenze di cui sei titolare. Se questa condizione è vera, la finestra di fine gennaio decide se l’esonero vale per tutto l’anno oppure solo per la seconda metà.

Un dettaglio che spesso sfugge: si ragiona per famiglia anagrafica. Se tu non hai la TV ma un convivente sì, l’esonero non è applicabile. È uno di quei punti che vale la pena chiarire subito, prima di compilare un modulo con leggerezza.

In breve

  • Per il 2026 la scadenza di fine gennaio per il Quadro A diventa 2 febbraio 2026.
  • Quadro A solo se nella famiglia non c’è alcun televisore, in nessuna abitazione rilevante.
  • Quadro B se il canone è già su un’altra utenza della stessa famiglia e vuoi evitare il doppio addebito.
  • Conta la detenzione di un apparecchio con sintonizzatore TV, non la quantità di ore guardate.
  • Dopo l’invio possono esserci tempi tecnici: controlla le prossime bollette e conserva la ricevuta.

Esonero Canone Rai 2026: chi può non pagare e come fare

Nota: questa guida riguarda il Canone TV ordinario per uso privato (quello addebitato in bolletta). Se sei un’attività o hai esigenze legate al Canone speciale, le regole sono diverse e richiedono un inquadramento dedicato.

Sommario dei contenuti

La scadenza di fine gennaio per il 2026

Partiamo dalla cosa più importante, quella che se la perdi ti fa pagare mesi che avresti potuto evitare. Per la dichiarazione di non detenzione (Quadro A) vale la regola della finestra di fine gennaio: invio entro il termine previsto e l’esonero copre l’intero anno.

Nel 2026, con il 31 gennaio che cade di sabato, la scadenza effettiva si sposta a lunedì 2 febbraio 2026. Tradotto in pratica: se vuoi che il canone non venga addebitato per tutto il 2026, è quella la data da segnare.

Se invece ti muovi più tardi, c’è ancora una finestra utile entro fine giugno, ma l’esonero vale per il secondo semestre. È una distinzione semplice e decisiva.

Chi ha diritto a non pagare: i casi reali

Quando si parla di “esonero Canone Rai” si finisce spesso a fare confusione perché si mettono insieme situazioni diverse. Qui le separo in modo pulito, così ti riconosci subito.

1) Non detieni alcun televisore: Quadro A

Questo è il caso più cercato online e anche quello che genera più errori. Il Quadro A si usa quando puoi dichiarare, con responsabilità piena, che nessun componente della tua famiglia anagrafica detiene un apparecchio TV in nessuna delle abitazioni rilevanti. Il tema non è “non lo uso”, il tema è “non lo possiedo”.

Se in casa c’è anche un solo televisore, l’esonero tramite Quadro A non è percorribile. E se il televisore è di un convivente, la regola non cambia.

2) Il canone è già pagato su un’altra bolletta: Quadro B

Qui lo scenario tipico è questo: stessa famiglia, due utenze elettriche domestiche residenziali, e il canone finisce su entrambe. Il Quadro B serve a dire su quale utenza deve restare l’addebito, perché il canone è dovuto una sola volta per famiglia anagrafica.

Un dettaglio utilissimo: il Quadro B può essere presentato in qualunque momento dell’anno e non va ripresentato ogni anno, salvo cambiamenti.

3) Over 75 con requisiti dedicati

Esiste un’esenzione specifica per chi ha compiuto 75 anni e rispetta determinati requisiti di reddito e convivenza. In sintesi, si parla di reddito annuo entro la soglia prevista e assenza di conviventi titolari di reddito proprio, con eccezioni per collaboratori domestici.

Il consiglio pratico qui è doppio: se rientri davvero nei requisiti, usa il modulo dedicato e non mischiare questa casistica con il Quadro A. Sono percorsi diversi, anche se l’obiettivo finale è lo stesso.

4) Casi particolari

Ci sono anche esenzioni legate a categorie specifiche, ad esempio diplomatici e militari stranieri. Sono situazioni meno frequenti, ma esistono e vanno trattate con le indicazioni ufficiali dedicate.

Cosa conta come “televisore” e cosa no

Questo è il punto che spiega metà delle ricerche su Google. Chi vive di streaming tende a pensare che “TV” significhi Netflix o una app sul telefono. In realtà la definizione ufficiale ruota attorno a un elemento tecnico: il sintonizzatore.

In parole semplici: un apparecchio è “TV” se è atto o adattabile a ricevere il segnale televisivo. Web TV, IPTV e contenuti via internet non sono automaticamente la stessa cosa del segnale radiotelevisivo. Se possiedi un televisore con tuner, il canone è dovuto anche se lo usi solo come monitor.

Se invece in casa hai solo dispositivi privi di tuner, e nessun altro componente della famiglia detiene un televisore, il Quadro A può avere senso. Il modo più concreto per togliersi il dubbio è controllare le specifiche: se esiste un sintonizzatore TV, quello è il discrimine.

Nota pratica: se hai ancora scatole, decoder o chiavette che aggiungono un sintonizzatore a un monitor o a un PC, considerale parte del quadro. A volte la TV “non c’è”, ma il tuner sì.

Quadro A: dichiarazione di non detenzione

Il Quadro A è quello che ti interessa se vuoi azzerare l’addebito perché non hai alcun televisore in famiglia. La logica è lineare, ma va rispettata alla lettera.

Quando conviene inviarlo

Se lo invii entro la scadenza di fine gennaio, l’esonero vale per l’intero anno. Nel 2026 la data utile è il 2 febbraio. Se lo invii entro fine giugno, l’esonero vale per il secondo semestre.

Un punto che evita guai: vale per tutta la famiglia anagrafica

È il classico punto che viene sottovalutato e poi crea problemi. La dichiarazione riguarda la famiglia anagrafica, quindi la condizione deve valere per tutti i componenti. Se dichiarassi il falso per leggerezza, oltre al tema dell’addebito entreresti nel campo delle responsabilità previste per le dichiarazioni sostitutive.

Ricordati il rinnovo

Se continui a non detenere la TV anche l’anno successivo, il Quadro A va ripresentato. Non è un “una volta per tutte”.

Quadro B: addebito su altra utenza, stop al doppio canone

Il Quadro B è la soluzione che salva tantissime famiglie quando, per intestazioni o cambi di residenza, il canone finisce su più bollette. Il principio da tenere fermo è questo: una famiglia anagrafica paga una sola volta.

Il modulo serve a indicare su quale utenza deve essere effettuato l’addebito e da quando decorre il presupposto. La parte comoda è che, una volta sistemato, non devi ripresentarlo ogni anno se non cambiano le condizioni.

Come fare domanda online, passo passo

Se hai l’accesso digitale già attivo, l’invio online è la strada più pulita perché ti lascia subito una ricevuta. Ti consiglio di fare una cosa semplice prima di iniziare: tieni a portata una bolletta e i documenti anagrafici, così non ti interrompi a metà.

Passaggi concreti

  • Entra nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate con le credenziali disponibili e apri il servizio per la dichiarazione sostitutiva Canone TV.
  • Scegli il quadro corretto: Quadro A per non detenzione oppure Quadro B per addebito su altra utenza.
  • Compila con calma e verifica codice fiscale e decorrenza: sono i due punti che fanno più danni quando si sbaglia.
  • Invia e salva la ricevuta in PDF. Anche solo in una cartella con nome chiaro, così la ritrovi al volo.

Alternative se non vuoi o non puoi inviare online

Hai comunque diverse strade: puoi appoggiarti a un intermediario abilitato, oppure inviare la dichiarazione via raccomandata senza busta all’ufficio competente, allegando un documento di identità. In alcune situazioni è possibile anche l’invio tramite PEC con firma digitale.

Suggerimento concreto: se qualcuno ti scrive o ti chiama chiedendo dati sensibili “per l’esenzione”, fermati. Le comunicazioni non richieste via canali informali sono un classico terreno di truffe. Quando hai dubbi, usa sempre i canali ufficiali.

Dopo l’invio: cosa controllare e tempi tecnici

Qui si gioca la seconda metà della tranquillità. Anche se fai tutto bene, potresti vedere ancora una rata in bolletta per tempi tecnici di lavorazione e fatturazione. È normale che l’effetto non sia istantaneo in ogni caso.

Il modo pratico di gestirla è questo: controlla almeno le prossime due bollette, e se vedi il canone ancora presente oltre un tempo ragionevole, usa la ricevuta per chiedere chiarimenti. Se invece il problema è un doppio addebito, spesso si risolve alla radice con Quadro B.

Guida pratica veloce: prima di inviare, prepara queste cose

Una dichiarazione fatta bene è una dichiarazione che non ti costringe a ricominciare. Ti lascio una mini check pratico, basato sui punti che più spesso bloccano le persone quando stanno per inviare.

  • Una bolletta luce recente, così hai sotto mano i dati dell’utenza e verifichi se è “domestica residenziale”.
  • Codice fiscale corretto e dati anagrafici aggiornati, soprattutto se hai cambiato residenza.
  • Chiarezza sul caso: Quadro A solo se in famiglia non esiste alcun televisore, Quadro B se il canone è su altra utenza.
  • Una cartella dove salvare la ricevuta. Sembra banale, ma è la differenza tra “ce l’ho” e “non la trovo più”.

Nota: il Quadro A è annuale. Se continui a non avere la TV, il prossimo anno dovrai ripresentarlo. Il Quadro B invece non va ripresentato ogni anno, salvo variazioni.

Il commento dell’esperto

Il Canone TV è una di quelle cose che, finché non ti compare in bolletta, resta un rumore di fondo. Poi arriva gennaio e all’improvviso diventa urgente. Il problema non è la procedura in sé, che è abbastanza lineare: il problema è la quantità di casi diversi che finiscono tutti sotto la stessa etichetta “esonero”.

La mia regola pratica è questa: prima fai chiarezza su cosa hai davvero in casa, poi scegli il quadro giusto, infine invii. Se inverti l’ordine, rischi di ritrovarti con un invio che non produce l’effetto che ti aspettavi. È da lì che nascono le frasi del tipo “l’ho fatto ma il canone c’è ancora”.

E c’è un ultimo punto che negli ultimi mesi è diventato ancora più importante: la sicurezza. Le truffe si appoggiano sempre sulle scadenze, perché la fretta abbassa l’attenzione. Se ricevi messaggi che chiedono dati personali o coordinate bancarie, fermati e verifica sui canali ufficiali.

Questo è un commento editoriale: è una lettura basata su fonti istituzionali e su casi tipici che emergono ogni anno a ridosso della scadenza. Non sostituisce una consulenza fiscale personalizzata.

A cura di Junior Cristarella.

Domande frequenti

La scadenza è il 31 gennaio o il 2 febbraio 2026?

Il termine ordinario per chiedere l’esonero totale con Quadro A è fine gennaio. Nel 2026, poiché il 31 gennaio cade di sabato, la scadenza effettiva slitta a lunedì 2 febbraio 2026. È la data che conta per evitare l’addebito del canone sull’intero 2026.

Chi ha davvero diritto a non pagare il Canone TV?

I casi più comuni sono due: chi non detiene alcun apparecchio televisivo (Quadro A) e chi rischia un doppio addebito perché il canone è già pagato su un’altra utenza della stessa famiglia anagrafica (Quadro B). Esistono anche esenzioni dedicate, come quella per gli ultrasettantacinquenni con specifici requisiti di reddito e convivenza.

Se ho solo streaming e non ho antenna, devo pagare?

Il punto non è lo streaming in sé, ma la presenza di un apparecchio “atto o adattabile” a ricevere il segnale televisivo. Se non hai alcun dispositivo con sintonizzatore TV, la dichiarazione di non detenzione può essere il percorso corretto. Se invece possiedi un televisore con tuner, il canone è dovuto a prescindere da quanta TV guardi.

PC, tablet e smartphone fanno scattare il canone?

In linea generale conta la presenza del tuner e la capacità di ricevere il segnale radiotelevisivo. Un dispositivo privo di sintonizzatore non viene considerato “apparecchio televisivo” ai fini del canone ordinario. Se hai dubbi su un caso specifico, controlla le caratteristiche tecniche del dispositivo e la definizione ufficiale basata sul tuner.

Ho due bollette in famiglia e vedo due addebiti: cosa devo fare?

Il canone è dovuto una sola volta per famiglia anagrafica. Se viene addebitato su due utenze, in genere si risolve con il Quadro B, indicando su quale utenza deve restare l’addebito e da quando decorre il presupposto.

Devo ripresentare la dichiarazione ogni anno?

Sì per il Quadro A: se continui a non detenere alcun televisore, la dichiarazione va presentata annualmente. Per il Quadro B, invece, la dichiarazione può essere presentata in qualunque momento e non va ripresentata ogni anno, salvo variazioni.

Ho inviato la domanda ma il canone compare ancora in bolletta: è normale?

Può succedere per tempi tecnici di fatturazione. In base al momento dell’invio, l’interruzione dell’addebito può riflettersi dalla bolletta successiva o da quella dopo. Conserva la ricevuta e verifica le prossime fatture prima di ripresentare la domanda.

Non ho SPID: posso fare comunque la domanda?

Sì. Oltre all’invio online, la dichiarazione può essere trasmessa tramite un intermediario abilitato oppure inviata per raccomandata, senza busta, all’indirizzo indicato nelle istruzioni ufficiali, allegando un documento di identità. In alcuni casi è prevista anche la trasmissione via PEC con firma digitale.

La dichiarazione vale per una sola casa o per tutte?

La dichiarazione riguarda tutte le abitazioni per le quali il dichiarante risulta titolare di utenza elettrica a uso domestico residenziale. Inoltre la condizione di non detenzione deve valere per tutti i componenti della stessa famiglia anagrafica.

Timeline pratica: fai così, in ordine

Apri le fasi una alla volta. È una scaletta pensata per arrivare all’invio senza inciampi.

  1. Fase 1 Verifica rapida: capisci se devi muoverti davvero
    • Controlla se nella tua famiglia anagrafica esiste almeno un apparecchio TV in una qualsiasi abitazione.
    • Se hai più case, conta la presenza del TV in ognuna, non solo nella principale.
    • Guarda il tuo contratto luce: l’addebito riguarda le utenze domestiche residenziali.
    • Se vedi il canone su due bollette, quasi sempre il problema è l’allineamento tra intestatari o la mancanza del Quadro B.

    Perché conta: La pratica più veloce è quella che parte dal caso giusto: capire prima evita invii inutili e soprattutto evita aspettative sbagliate.

  2. Fase 2 Scegli il quadro corretto: A, B o un’esenzione diversa
    • Quadro A: lo usi solo se non c’è alcun televisore detenuto da alcun componente della famiglia.
    • Quadro B: lo usi se il canone deve essere addebitato su un’altra utenza della stessa famiglia anagrafica.

    Perché conta: Il 90 per cento degli intoppi nasce qui: stesso modulo per casi diversi significa addebito che continua.

  3. Fase 3 Invio online: pochi passaggi, ma fatti con calma
    • Accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate con le credenziali disponibili.
    • Seleziona il servizio dedicato alla dichiarazione per Canone TV e scegli Quadro A o Quadro B.
    • Compila i dati richiesti e verifica con attenzione codice fiscale e decorrenza.
    • Invia e scarica la ricevuta: è il tuo promemoria se più avanti devi chiarire un addebito.

    Perché conta: Una ricevuta salvata oggi è la cosa che ti fa dormire sereno domani, soprattutto se la prima bolletta è già partita.

  4. Fase 4 Dopo l’invio: quando ti aspetti lo stop in bolletta
    • L’effetto non è sempre immediato: esistono tempi tecnici legati alla fatturazione.
    • Se invii entro metà mese, in genere lo stop si riflette più velocemente rispetto a un invio a fine mese.
    • Controlla almeno le prossime due bollette e conserva la ricevuta in un posto facile da ritrovare.

    Perché conta: Sapere che ci sono tempi tecnici evita la tentazione di fare doppie domande e creare confusione sullo stesso codice fiscale.

  5. Fase 5 Se qualcosa non torna: doppio addebito, variazioni e rimborsi
    • Se il canone compare su due bollette, la strada tipica è Quadro B con l’indicazione dell’utenza corretta.
    • Se la situazione cambia, ad esempio acquisti un TV dopo il Quadro A, devi comunicare la variazione.
    • Se paghi una rata non dovuta, esiste una procedura di rimborso gestita tramite i moduli dell’Agenzia delle Entrate.
    • In caso di dubbi anagrafici complessi, un CAF o l’assistenza dell’Agenzia delle Entrate ti aiutano a evitare errori formali.

    Perché conta: La gestione migliore è quella che chiude il problema alla radice, senza aspettare che l’addebito si ripeta nei mesi successivi.

Chiusura

Il punto non è “fare la domanda”, il punto è fare la domanda giusta entro la finestra giusta. Se rientri nel Quadro A e ti muovi entro la scadenza di fine gennaio, nel 2026 entro il 2 febbraio, ti togli il canone dall’intero anno. Se il problema è un doppio addebito, il Quadro B è spesso la soluzione più pulita. E se hai dubbi su cosa conti come televisore, torna al passaggio del tuner: è lì che si scioglie la maggior parte delle incertezze.

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Foto di Junior Cristarella
Autore Junior Cristarella Junior Cristarella cura guide pratiche per i lettori su televisione e servizi collegati: Canone TV, bollette e procedure online, con un metodo di verifica basato su fonti istituzionali e aggiornamenti ufficiali.
Pubblicato Martedì 27 gennaio 2026 alle ore 16:47 Aggiornato Martedì 27 gennaio 2026 alle ore 19:58