Arriva ‘Domani e per sempre’, il romanzo d’esordio di Ermal Meta già opzionato dalla tv


Il romanzo d’esordio del cantautore Ermal Meta è già un successo. Anche se uscirà in libreria (e in ebook) il 19 maggio con La Nave di Teseo, ‘Domani e per sempre’ (collana Oceani, pp. 554, 20 euro), non solo sta già suscitando l’interesse dei maggiori editori inglesi e tedeschi alla London Bookfair in questi giorni ma i diritti cinematografici sono già stati opzionati dalla Palomar di Carlo Degli Esposti per una serie tv.  

Il romanzo del cantautore albanese naturalizzato italiano propone una galleria di personaggi indimenticabili, su tutti la storia straordinaria di un ragazzo, Kajan, nel cuore dei conflitti del Novecento che drammaticamente somiglia a quanto stiamo vedendo e vivendo anche oggi. 

“Rimasi molto colpita – racconta Elisabetta Sgarbi, direttore generale ed editoriale La nave di Teseo – quando ascoltai a Sanremo il brano ‘Vietato morire’. Mi feci subito viva con lui. Ma Ermal, con molta serietà, mi disse che per lui i libri erano una cosa importante e voleva essere certo di avere un libro da scrivere. Dopo qualche anno di silenzio, mi chiama annunciando: ‘Ho un libro da farti leggere, un romanzo’. Sono rimasta colpita da ‘Domani e per sempre’ come rimasi colpita da ‘Vietato morire’. C’è una grande capacità di costruire storie, di intrecciare la Storia con la S maiuscola e le storie delle persone. C’è la guerra e c’è l’amore, ci sono la morte, il tradimento, la musica e la speranza. C’è l’Albania, c’è la Germania, ci sono gli Stati Uniti. Sono certa che la narrativa italiana, con questo romanzo, potrà contare su una nuova, sorprendente voce”, sottolinea Sgarbi. 

Al centro della narrazione del romanzo c’è Kajan, che ha avuto una fortuna rara, un talento indiscusso per il pianoforte, e una sfortuna tragica: nascere nel corso della Seconda Guerra Mondiale, in Albania. E il 1943 e Kajan vive in una fattoria con la famiglia e con suo nonno Betim nella campagna albanese. I suoi genitori sono partigiani e sono sulle montagne a combattere contro i nazisti. L’esistenza di Kajan scorre in qualche modo al riparo dalle atrocità belliche, fino a che un giorno un disertore tedesco di nome Cornelius bussa alla loro porta, cercando rifugio. Il soldato è un abile pianista e il piccolo Kajan decide di approfittarne per imparare; si rivela un allievo disciplinato e talentuoso, e sviluppa un rapporto di affetto viscerale con il soldato, Poco prima della resa dei tedeschi, una truppa di nazisti invade la fattoria. I tre ascoltano impotenti gli spari, nascosti in una botola sotterranea. La tensione cresce fino a quando i tedeschi non scoprono il loro nascondiglio: è lì che Cornelius esce fuori senza esitazione e ancora una volta, uccidendo i suoi connazionali, salva la vita di Kajan. Betim, però, è rimasto mortalmente ferito dagli spari. È la notte della liberazione dell’Albania. Cornelius ha la possibilità di tornare a casa, in Germania, con l’aiuto di Selie, la madre di Kajan, leader di un comando di partigiani che ha molto peso nel partito. Quindici anni dopo circa, Kajan è divenuto uno stimato professore di musica, a soli 20 anni, per merito del suo prodigioso talento. Ama, ricambiato, una sua alunna di nome Elizabeta. Ma c’è un problema, accentuato dalla figura della rigida e irreprensibile madre Selie, ormai elevata agli alti ranghi del novello regime comunista: Elizabeta è la figlia di un traditore. La guerra che Kajan pensava finita sta per iniziare in una nuova forma con nuovi nemici.  

La storia del romanzo è piaciuta a tal punto a Carlo Degli Esposti, che ne ha subito opzionato i diritti per trasformarla in una serie tv: “Sono rimasto molto colpito – dice il produttore di tanti successi cinematografici e televisivi – da ‘Domani e per sempre’. Si tratta di una storia sincera e coraggiosa, che propone uno sguardo nuovo sulla dittatura, sul dolore e il sacrificio del popolo albanese e una riflessione profonda sul concetto di radici e di libertà, di cui ancora una volta, oggi, la Storia ci ha dimostrato la labilità. Il romanzo dimostra ancora una volta la genialità di un artista come Ermal Meta, che si è cimentato con un’opera possente, dal respiro internazionale”.  

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