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Arko, Gianluca Mercadanti: “Con le nostre curvature industriali la logistica guarda al futuro dell’innovazione”

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Il fondatore dell’azienda di Langhirano, in provincia di Parma, spiega come la creatura industriale risponde alle esigenze del mondo della logistica 

Parma, 28 novembre 2022. Il settore della logistica è sempre più proiettato verso il futuro, alla ricerca dei migliori sistemi per immagazzinare e stoccare i prodotti. Ma per l’automazione sono fondamentali elementi tecnici dal design ricercato, come binari e curve di difficile realizzazione. “È qui che subentrano le aziende del mondo delle curvature industriali”, ricorda Gianluca Mercadanti, fondatore di Arko. Gli impianti, infatti, necessitano di vari elementi dove le curve risultano fondamentali, come nel caso delle carrucole per il passaggio delle catene, una specifica che la logistica del mondo del tessile e dell’abbigliamento conosce bene. “Noi interveniamo nei percorsi con forme curve, è in questo che siamo specializzati”, prosegue il titolare di Arko, che 22 anni fa comprese immediatamente come il futuro dell’industria della lavorazione dei metalli sarebbe cambiato. L’azienda, fondata nel 2000, è un punto di riferimento nel mercato italiano per la curvatura di metalli di vario genere: dall’acciaio inox al ferro, passando per l’alluminio e l’ottone. Grazie alla sua intuizione, oggi Arko è una delle poche aziende in Italia ad operare nell’ambito delle curvature industriali, un settore di nicchia che si rivolge non solo alla clientela nazionale ma anche internazionale. “Lavoriamo con diverse industrie progettando insieme le lavorazioni da realizzare. Questo è un passaggio molto importante, che ci permette di rispondere appieno alle esigenze della nostra clientela”, sottolinea il fondatore. L’azienda di Langhirano, in provincia di Parma, opera con strumenti all’avanguardia, dimensionalmente capace di lavorare metalli di spessore fino ai 100 mm. Una crescita costante dell’azienda, che dal 2000 si è saputa imporre come leader nel curvature industriali. “Provengo dal mondo dei serramenti: è proprio lavorando a stretto contatto con aziende di ogni tipo che ho compreso le nuove necessità del mercato. Una volta aperta Arko — prosegue Mercadanti — ho cercato di portare innovazione nel settore, cogliendo in questo modo i bisogni dell’industria”.  

CONTATTI: https://www.curvaturaindustriale.it/index.php
 

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“Si può davvero parlare per l’Italia di un attacco hacker su larga scala o si è trattato solo di una vulnerabilità conosciuta sfruttata da cyber criminali?”

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(Adnkronos) – Il Prof. Marco Bacini direttore del Master in Cybersicurezza dell’Università Lum e advisor Cyber Vigilanza di Italpol e il Dott. Pietro Di Maria CTI Expert – Edhec Business School e cybersecurity advisor,ci spiegano quello che è successo veramente. 

Milano, 06 febbraio 2023–Il tema cybersicurezza è sempre più caldo nell’Agenda politica del Governo ed è ormai evidente come sia sempre più importante tutelare le infrastrutture strategiche nazionali. Ieri è stata una giornata molto calda, dominata da informazioni a volte poco corrette sulle quali il Prof. Marco Bacini direttore sul master sulla cybersicurezza dell’Università LUM e advisor Cyber Vigilanza Italpol e il Dott. Pietro Di Maria CTI Expert e advisor internazionale di cybersecurity hanno voluto fare un approfondimento.  

Pietro Di Maria conferma che l’allarme lanciato ieri dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ACN riguardava una vulnerabilità nota da febbraio 2021 per la quale il produttore aveva già rilasciato un aggiornamento capace di mitigare l’esposizione. 

Tecnicamente si tratta di una vulnerabilità legata ai server VMWare ESXi per i quale l’Agenzia Francese ANSSI ha lanciato un alert, rilanciato dalla nostra Agenzia, evidenziando la presenza di innumerevoli server ancora non aggiornati e vulnerabili per attacchi di tipo Ransomware da parte dei criminali informatici. 

Dall’analisi di Pietro Di Maria, il numero dei server compromessi a livello globale al momento è di circa 2000, di cui 19 in Italia. Per tenere traccia dei servizi ESXi compromessi e dell’indirizzo Bitcoin a cui il riscatto dovrebbe essere inviato è stato rilasciato anche uno script da parte del fondatore della piattaforma Shodan raggiungibile ad un indirizzo web diffuso. Questi dati denotano che non vi è in corso un’attacco verso l’Italia ma c’è l’ordinario tentativo di sfruttare vulnerabilità conosciute e non aggiornate da parte degli amministratori di rete. 

E’ stato reso noto che la vulnerabilità consente ai criminali informatici di portare all’esecuzione di codice in modalità remota (RCE) sui sistemi interessati e il vettore di attacco utilizzato per questa campagna potrebbe essere una nuova tipologia di ransomware denominato ESXiArgs, “ransomware” che sfrutta per la maggior parte i comandi di sistema già disponibili di default nelle installazioni vittime, pertanto si stima che non ci sia voluto più di un’ora per realizzarlo. 

Dalle analisi effettuate questa tipologia di malware riuscirebbe a cifrare dati di piccola portata, .vmdk .vmx, e non file system e ciò non comporta un rischio inferiore per l’integrità delle infrastrutture mondiali, secondo Di Maria però per evitare di incappare nell’infezione con questo tipo di malware è sufficiente aggiornare i sistemi VMware ESXi, mentre qualora i sistemi risultassero infettati sarà necessario eseguire una pratica di ripristino per rendere nuovamente disponibili i file compromessi, creando un fallback e usando flat.vmdk.  

Sono ormai moltissimi gli attacchi quotidiani alle infrastrutture, attacchi che sono sempre più in crescita, ed è fondamentale per il Prof. Bacini, non solo garantire la continuità di funzioni essenziali, pensiamo alla sanità, all’energia, o al sistema finanziario, ma anche lavorare per una sempre maggiore diffusione della cultura della cybersicurezza, serve consapevolezza dei pericoli e formazione, partendo dai più giovani ma senza dimenticare gli imprenditori e i professionisti. 

Oggi si deve lavorare sulla formazione per sviluppare consapevolezza cibernetica dei rischi ma è doveroso comunicare
che c’è possibilità di mitigarli con un’attenta difesa cyber e con strumenti anche dal punto di vista economico alla portata di tutti.  

Le PMI italiane, i professionisti devono comprendere i rischi potenziali, evitando di rimanere bloccati con conseguenze che possono avere ripercussioni negative non solo sui soggetti attaccati ma anche e soprattutto sull’economia nazionale.  

Per informazioni: 

www.mb40.it
 

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Luca Boschi: il fotografo che esalta le ombre grazie alla luce

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Milano, 06/02/2023 – Luca Boschi, noto su Instagram come TheLightArchitect è un famoso artista fotografico italiano, specializzato nel settore della fotografia di moda e fitness.  

Ha il suo studio a Teramo ma in pochissimo tempo ha iniziato a collaborare con artisti e modelli provenienti da tutta Europa. 

Con le sue fotografie ama mostrare i corpi atletici dei modelli, che riesce a esaltare con una tecnica di illuminazione da lui stesso definita: “shadoweaving”, che si basa sulla sovraimpressione di luce.  

“Parto sempre da una base nera. Il mio obiettivo è quello di usare un grande telaio scuro dove posso tessere le ombre grazie alle luci. Con le luci esalto le ombre; per questo motivo sono stato definito stilista della luce.” 

Una tecnica speciale che Luca ama usare, dove usa la luce in modo mirato per evidenziare o nascondere determinate zone del viso o del corpo. Attraverso l’uso mirato di luci e ombre, può enfatizzare o modificare i tratti del viso delle modelle e dei modelli, creandone di completamente nuovi.  

Oltre a lavorare con modelli professionisti, a Luca piace anche lavorare con dilettanti. Apprezza l’unicità e l’individualità di ogni persona e cerca di catturare queste sfaccettature attraverso le sue fotografie.  

“Voglio che le persone che fotografo non solo riconoscano sé stessi ma scoprano anche la loro bellezza. La luce è lo strumento che uso per raggiungere questo obiettivo.”  

Tra le ultime collaborazioni spicca quella con lo stilista Alberto Messina. Nella foto di copertina di questo articolo si possono ammirare due creazioni fotografate diLuca Boschi sui modelli Lorenzo Bichi e Daniele Veneselli. 

Il punto di incontro tra fotografia e fitness 

Luca, come abbiamo detto, non è solo un fotografo di talento, è anche un appassionato di fitness e dall’anatomia umana; in particolare come l’allenamento può cambiare la forma del corpo.  

Per questo motivo nelle sue opere riesce a mettere in una luce speciale i corpi atletici dei suoi modelli, evidenziandone le forme tramite la luce. 

Questa passione per il fitness si riflette anche nel suo account Instagram, dove regolarmente condivide le foto dei suoi modelli in pose atletiche. Queste immagini non mostrano solo il fisico, la forza e la resistenza dei suoi modelli, ma anche la bellezza del corpo umano.  

Per Luca,la combinazione di fotografia e fitness è una simbiosi perfetta. Ed è proprio attraverso le sue speciali tecniche di illuminazione, che riesce amettere in mostra ancora di più i corpi atletici dei suoi modelli, mostrandoli nella loro luce migliore.  

I set fotografici 

I set fotografici di Luca sono più che semplici immagini e fotografie in posa. Sono vere e proprie opere d’arte. Luca usa la luce come abbigliamento per i suoi modelli, creando immagini mozzafiato che catturano l’attenzione degli spettatori, che ne rimangono completamente rapiti. 

È un visionario nel settore della moda e il suo lavoro è sempre fonte di ispirazione per molti altri fotografi.  

Prepara perfettamente la scena e l’atmosfera, affinché i suoi modelli possano essere mostrato al loro meglio. Così facendo riesce a far sentire i suoi modelli dei veri e propri atleti e a mostrare allo spettatore l’energia nelle loro pose e nei loro movimenti.  

Oltre la luce 

Sebbene Luca ponga molta enfasi sull’uso della luce, ci sono anche molti altri fattori che lo influenzano e che utilizza per far risaltare le sue fotografie. Gli piace lavorare con diverse prospettive e angoli di ripresa per creare immagini interessanti e uniche.  

È anche noto per divertirsi a sperimentare con diversi obiettivi per ottenere prospettive insolite. Questo gli permette di trasmettere una profondità emotiva unica nelle sue fotografie. Usa la luce per migliorare l’umore e l’atmosfera nelle sue immagini e per enfatizzare le emozioni dei suoi modelli.  

Per questo motivo è sempre alla ricerca di nuovi modi per utilizzare la luce: vuole evidenziare la personalità dei suoi modelli e attirare l’attenzione dello spettatore sui dettagli e sulle emozioni. 

Le sfide future di Luca 

Luca lo è sempre alla ricerca di nuove sfide e ispirazioni e ama essere influenzato dalla natura, dalle opere d’arte o dalla musica.  

“Amo sviluppare nuove idee e sperimentare. La fotografia per me è una forma dell’arte dove posso esprimere la mia creatività in un modo unico e genuino.” 

È sempre alla ricerca di nuovi modi per utilizzare la luce nelle sue fotografie e non ha paura di provare tecniche stravaganti per ottenere i risultati desiderati. In passato ha persino usato la luce dei lampioni,candele e altre fonti insolite per creare effetti interessanti. 

Non vediamo l’ora di vedere cos’altro creerà Luca in futuro e siamo entusiasti di scoprire i suoi progetti sperimentali e creativi. Ha già dimostrato di essere capace di creare qualcosa di straordinario: fotografie che non sono solo belle da guardare, ma evocano anche profonde emozioni. Siamo sicuri che vedremo molte altre opere impressionanti realizzate da lui in futuro. 

La luce di Sparta 

Legato al suo lavoro di fotografo, Luca ha creato anche una collezione basata su modelli e costumi spartani.  

Immagini e fotografie che saranno presentate in una mostra fotografica dal vivo, chiamata “La luce di Sparta”. In questo modo, non solo metterà in mostra le sue abilità fotografiche, ma anche i suoi talenti artistici.  

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ITA è un asset molto importante per il nostro paese, abbiamo grandi competenze, ma è necessario sviluppare nuove professionalità e puntare sulle rotte di lungo raggio,secondo Alessandro Cianciaruso CEO di Aircraft Engineering Academy

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Bergamo 06 febbraio 2023, diverse fonti confermano che nel memorandum firmato tra il MEF e Lufthansa la compagnia aerea tedesca dovrebbe acquisire il 40% della compagnia aerea italiana ITA, con un investimento tra i 250 e 300 milioni di euro. Questa partnership strategica rafforzerà la presenza di Lufthansa in Europa e amplierà l’offerta di voli per i clienti in Italia e in tutto il mondo.  

Lufthansa e ITA quindi condivideranno le loro conoscenze e risorse per migliorare l’efficienza operativa e offrire un’esperienza di viaggio ancora più confortevole ai clienti. Inoltre, la collaborazione delle due compagnie aeree aumenterà la competitività sulla scena globale del settore aereo.  

Il Governo italiano e il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno confermato l’operazione e hanno espresso il loro sostegno a questa partnership strategica che contribuirà allo sviluppo del settore aereo in Italia e aumenterà la competitività del paese a livello mondiale.  

Il Dott. Cianciaruso, grande esperto del settore Aviation e fondatore della AEA Aircraft Engineering Academy, con la quale forma costantemente giovani talenti da inserire nel mercato del settore aeronautico, è fermamente convinto cheITA sia un asset molto importante per il nostro paese, perché abbiamo grandi competenze che sono il fattore chiave su cui puntare, ma che è altrettanto necessario mantenere una quota di maggioranza per un asset così strategico,pur con la convinzione che con l’accordo sarà possibile sviluppare modelli di business fino ad oggi non considerati, grazie anche al know how di uno tra i player più importanti al mondo. 

Secondo le fonti la compagnia italiana non alimenterà gli hub di Francoforte e Monaco a favore di Lufthansa sulle rotte verso il nord America, considerate da sempre le più redditizie e non farà fideraggio per Lufthansa perché Francoforte non ha più capienza per gestire altri passeggeri. Per cui i passeggeri italiani potranno continuare a volare con ITA verso gli Stati Uniti direttamente dall’Italia, come avviene con gli altri hub del gruppo: Francoforte, Monaco, Vienna, Zurigo e Bruxelles da cui si vola verso gli Usa. 

Secondo Cianciaruso la strategia ottimale sarebbe quella di puntare molto sul lungo raggio e poco sul corto medio, dove sarebbe meglio fare accordi di fideraggio con le low cost con modelli di business più competitivi e più performanti continuando a lavorare per creare nuove sinergie e cooperazione anche con le low cost stesse. 

Per l’estate è previsto l’ingresso operativo di Lufthansa in ITA e sembra che la Commissione europea abbia già dato il via libera all’operazione, per cui non resta altro che aspettare e sperare di tornare a crescere, soprattutto con servizi sempre più di qualità per i client ITA.  

Il Dott. Alessandro Cianciaruso è il fondatore di AEA Aircraft Engineering
Academy la prima Accademia di formazione per manutentori aeronautici ed è ceo di SEAS (South East Aviation Services) società leader europea nella manutenzione aeronautica.  

AEA Aircraft Engineering Academy 

https://training-aea.it/
 

SEAS South East Aviation Services 

https://www.seas-italy.it/
 

Per ulteriori informazioni contattare:  

MB4.0 srl – info@marcobacini.com – +39 0226924347 

Contatti stampa: – press@marcobacini.com
 

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“Alexa, scarta un Bacio!” Questo San Valentino, Alexa legge i cartigli dei Baci Perugina per dedicarli alla persona amata

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(Adnkronos) – Grazie alla collaborazione con Perugina, il Cloud di Alexa è stato sommerso di Baci che l’assistente vocale di Amazon non vede l’ora di scartare insieme a noi 

Milano, 6 febbraio 2023–Alla richiesta “Alexa, scarta un Bacio!”, la tecnologia apre le porte all’amore e supporta tutti coloro che vogliono lasciarsi ispirare dalle citazioni che hanno fatto la storia di Baci Perugina. San Valentino è alle porte e, tra regali, festeggiamenti e cene fuori casa, c’è qualcosa che da tradizione non può proprio mancare: i cioccolatini e le dediche che fanno bene al
cuore. Ma per questo San Valentino c’è una novità: sarà l’assistente vocale di Amazon, Alexa, grazie a Baci Perugina, a scartarli per noi, diventando così messaggera di bellissime citazioni, le stesse che sono custodite nei cartigli dei Baci Perugina. 

É così che, ad esempio, quel “Ti amo non solo per quello che sei, ma per quello che sono io quando sto con te” della poetessa inglese Elizabeth B. Browning sarà letto da Alexa che simbolicamente scarterà i Baci Perugina dentro cui sono da sempre contenuti i messaggi d’amore. Da “Hai un posto nel mio cuore che nessun altro potrebbe avere” (Francis Scott Fitzgerald) a “Eravamo insieme, tutto il resto l’ho scordato”(Walt Whitman), sono solo alcune delle tante frasi che Alexa leggerà, a partire da oggi e fino al 19 febbraio. 

Dicendo “Alexa, scarta un Bacio!”, l’assistente vocale di Amazon ci riporterà alla memoria le citazioni più belle, trasportandoci in un mondo di ispirazioni romantiche da condividere con le persone
care; o semplicemente facendoci interagire in maniera inaspettata e sorprendendoci con un “buongiorno” diverso dal solito. Baci Perugina, da cento anni portavoce delle emozioni, è al fianco di Alexa nel periodo più romantico dell’anno, dimostrando di essere costantemente al passo con i tempi e ambasciatrice di un messaggio d’amore intergenerazionale e interculturale. 

 

Amazon
 

Amazon è guidata da quattro principi: ossessione per il cliente piuttosto che attenzione verso la concorrenza, passione per l’innovazione, impegno per l’eccellenza operativa e visione a lungo termine. Amazon punta ad essere l’azienda più attenta al cliente al mondo, il miglior datore di lavoro al mondo e il luogo di lavoro più sicuro al mondo. Le recensioni dei clienti, lo shopping 1-Click, le raccomandazioni personalizzate, Prime, Logistica di Amazon, AWS, Kindle Direct Publishing, Kindle, Career Choice, i tablet Fire, Fire TV, Amazon Echo, Alexa, la tecnologia Just Walk Out, Amazon Studios e il Climate Pledge sono alcune delle innovazioni introdotte da Amazon. Per maggiori informazioni, visitate il sito www.aboutamazon.it e seguite Amazon.it su Instagram, Facebook e Twitter. 

Per ulteriori informazioni: 

Amazon Press Office – amazon.device-ITA@omnicomprgroup.com
 

Giulia Agosto – giuago@amazon.it
 

 

Gruppo Nestlé
 

Il Gruppo Nestlé, presente in 187 Paesi con più di 2000 marche tra globali e locali, è l’azienda alimentare leader nel mondo, attiva dal 1866 per la produzione e distribuzione di prodotti per la Nutrizione, la Salute e il Benessere delle persone. Good food, Good life è la nostra firma e il nostro mondo. 

Nel 2023 Nestlé celebra 110 di presenza in Italia, rinnovando il suo impegno con azioni concrete per esprimere con i propri prodotti e le marche tutto il buono dell’alimentazione. 

L’azienda opera in Italia in 9 categorie con un portafoglio di numerose marche, tra queste: Meritene, Pure Encapsulations, Vital Proteins, Optifibre, Modulen, S.Pellegrino, Acqua Panna, Levissima, Bibite e aperitivi Sanpellegrino, Purina Pro Plan, Purina One, Gourmet, Friskies, Felix, Nidina, Nestlé Mio, Nespresso, Nescafé, Nescafé Dolce Gusto, Starbucks, Orzoro, Nesquik, Garden Gourmet, Buitoni, Maggi, Perugina, Baci Perugina, KitKat, Galak, Smarties, Cereali Fitness. 

Scopri di più sul Gruppo Nestlé in Italia: https://bit.ly/3wz0AZD
 

Seguici sui nostri canali: nestle.it
@nestleit | fb.com/NestleIT | Nestlé Italia |
Nestlé | VFair
 

Canali Social Baci : 

Instagram: https://www.instagram.com/baciperugina_it/
 

Facebook: https://www.facebook.com/BaciPeruginaIT
 

Contatti:
 

Nestlé – Relazioni esterne 

Barbara Desario 

barbara.desario@it.nestle.com
 

Edelman – Ufficio Stampa Baci Perugina 

rossella.digiacomo@edelman.com
 

Ornella.degiorgi@edelman.com
 

Giorgia.galperti@edelman.com
 

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Massimo Antosa, Remax Marmi: “Con le nostre tecnologie portiamo il marmo sugli aerei”

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(Adnkronos) – Il fondatore dell’azienda specializzata nella lavorazione del marmo spiega le caratteristiche ricercate da architetti e ingegneri per l’inserimento del pregiato materiale in numerosi contesti 

Verona, 6 febbraio 2023. Sembra impossibile pensare che il marmo possa essere installato persino sugli aerei, mezzi di trasporto che fanno della leggerezza il loro valore aggiunto. Eppure, in Italia esiste un’azienda che è capace di alleggerire il pregiato e ricercato materiale tanto da poter essere inserito in contesti che richiedono poco peso. L’azienda veneta Remax Marmi, fondata da Massimo Antosa, è all’avanguardia a livello mondiale su questo fronte. Specializzata nella lavorazione del marmo, Remax Marmi ha studiato a lungo comportamento fisico e caratteristiche del marmo, cercando di alleggerirlo per una più facile installazione e costi inferiori. “Spesso pensiamo al marmo come a un materiale pesante, ma grazie all’elevata tecnologia da noi sviluppata riusciamo a ottenerlo sottile e leggero, senza precludere la resistenza meccanica e l’estetica della materia stessa”, spiega il fondatore dell’azienda veneta. Antosa ha dedicato tutta la sua vita allo studio e alla lavorazione del marmo, arrivando a sviluppare un macchinario di ultima generazione capace di renderlo leggero, sottile, persino piegabile. Parliamo di un macchinario a controllo remoto 4.0. un unicum che ha reso Remax Marmi conosciuta in tutto il mondo, con lavorazioni richieste dalle più importanti realtà di progettazione e studi di architettura. Grazie alle caratteristiche di questa speciale lavorazione del marmo, il materiale non perde le qualità di resistenza meccanica né la sua estetica, ma diventa impiegabile anche in strutture di vecchia generazione che possono supportare un carico inferiore, persino sugli aerei. “Il marmo è una delle materie incredibili presenti sul nostro pianeta. Con le sue venature rende spettacolare qualsiasi ambiente civile. Unica pecca negativa è il peso. Da questo — spiega Antosa — nasce l’intuizione di Remax”. Un’intuizione fortunata che ha portato l’azienda ad essere l’unica ad occuparsi della piegatura del marmo. Da qui una serie di lavorazioni, come la creazione di versioni lavorate del marmo talmente sottili da poter essere accostate alla retroilluminazione. L’azienda veneta tratta i marmi sia morbidi che duri, dal limestone alle quarziti, utilizzando per la spaccatura del materiale filo diamantato o lama diamantata. Un’esperienza senza pari che ha permesso a Remax Marmi di imporsi come leader mondiale della lavorazione del marmo. 

CONTATTI:
https://www.remaxvr.com/
 

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TUTELA DELLA DIGNITA’ PROFESSIONALE: SI.N.A.G.ECO Sindacato Nazionale Amministratori Giudiziari e Coadiutori impugna la circolare ANBSC n.3/2022 DAC del 22.11.22

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Roma 31 gennaio 2023 – L’azione sindacale di SI.N.A.G.ECO Sindacato Nazionale Amministratori Giudiziari e Coadiutori non si ferma; il sindacato ha presentato il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, contro l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) avverso la circolare n.3/22 del 28/11/22 emanata dalla stessa Agenzia, in quanto lesiva degli interessi dei Coadiutori che con specifici contratti professionali, assistono l’ANBSC nella gestione dei beni e delle aziende confiscate. 

Sono esattamente 3.815 gli amministratori giudiziari iscritti all’albo istituito presso il Ministero della giustizia, molti sono Coadiutori dell’Agenzia Nazionale che come disposto dall’ Art. 38, comma 3 del codice antimafia “si avvale, per la gestione, di un coadiutore, che può essere individuato nell’amministratore giudiziario nominato dal tribunale”. 

L’ amministratore Giudiziario, nominato coadiutore da ANBSC, svolge un importante ruolo di collaborazione e proprio alla luce di questo ruolo che per efficientare la gestione delle aziende e dei beni sequestrati e confiscati, nella logica della collaborazione che è a fondamento del rapporto professionale con l’ Agenzia, occorre concordare con le organizzazioni di rappresentanza sindacale di categoria le “diverse indicazioni operative volte ad ottimizzare il delicato processo di amministrazione e destinazione di tali beni”. 

Del resto, è la stessa Agenzia al punto 2 della circolare impugnata a precisare: “
Un ruolo di grande importanza

nella gestione delle aziende amministrate dall’ANBSC è quello assegnato al Coadiutore nominato ai sensi dell’art. 38, comma 3 del Codice Antimafia
”. Successivamente, l’Agenzia redige un testo che dimentica tale fondamentale inciso, non considera l’importante base del rapporto, ossia la “collaborazione”, ed inserisce dei “diktat” che aggravano ulteriormente il già difficile e complesso compito dei Coadiutori. Nel merito, la circolare, oltre ad una serie di previsioni tecniche contraddittorie ed inique, moltiplica gli adempimenti per i Coadiutori, che divengono così il terminale di responsabilità e di incombenze gestionali che si ritiene rientrino nella competenza dell’Agenzia. 

Il Sindacato Nazionale Amministratori Giudiziari e Coadiutori aveva tempestivamente preso contatto con l’Agenzia e chiesto un incontro per definire le modalità di confronto, al fine di presentare delle proposte indirizzate ad un processo di miglioramento del rapporto di collaborazione. A seguito di tale incontro del 21 dicembre 2022, tenutosi a Roma tra i Rappresentanti sindacali delegati di SINAGECO e la Direzione dell’Agenzia, non è stata accolta la richiesta di sospensione dell’efficacia della circolare, lasciando comunque aperta la strada di un Tavolo tecnico per individuare le possibilità di riforma della stessa. 

SINAGECO ricorda che la gestione delle aziende, e dei numerosissimi beni sequestrati e confiscati alle mafie, si incentra sulla qualificata attività dei Coadiutori, liberi professionisti, senza il cui ausilio l’ANBSC non sarebbe autonomamente in grado di amministrare e poi destinare tali beni. Queste alcune sintetiche motivazioni del ricorso alla dovuta azione legale per tutelare la categoria professionale e la necessità della valutazione di possibili ulteriori forme di tutela sindacale, confermando ancora oggi la disponibilità ad aprire subito il Tavolo di confronto con ANBSC per riformare l’impugnata circolare ed individuare interventi di miglioramento al fine di efficientare le procedure in corso. 

UFFICIO STAMPA
 

SI.N.A.G.ECO.
 

Sindacato Nazionale Amministratori Giudiziari e Coadiutori 

Via Tirso, 26 – 00198 ROMA 

T +39 06 85357821  

Fax +39 0685357849 

 

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Kaspersky ricorda l’importanza di proteggere bambini e ragazzi dalle cyber-minacce

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(Adnkronos) – In occasione del Safer Internet Day, Kaspersky analizza le minacce informatiche più diffuse tra gli utenti più giovani e offre alcuni utili suggerimenti per proteggersi. 

Milano, 06 febbraio 2023. Il 7 febbraio 2023 ricorre il Safer Internet
Day (SID) e quest’anno più che mai l’obiettivo è far riflettere i più giovani non solo sull’uso consapevole della rete, ma anche sul ruolo attivo e responsabile che possono avere per rendere Internet un luogo positivo e sicuro. Negli ultimi anni, infatti, l’utilizzo della rete è aumentato del 4% e quello dei social media dell’80% (1), spinto dalle restrizioni della pandemia che hanno portato i ragazzi a trascorrere più tempo a casa. In occasione di questa giornata, gli esperti di Kaspersky hanno analizzato le cyber-minacce più frequenti che colpiscono principalmente bambini e ragazzi e fornito alcuni consigli per proteggersi. 

1.Non condividere informazioni personali  

I bambini della generazione Alpha sono i veri nativi digitali: per loro, smartphone e tablet, non rappresentano solo un modo alternativo per divertirsi, ma sono gli strumenti primari attraverso i quali hanno imparato a giocare, studiare e relazionarsi, anche dalla più tenera età. Come dimostrano i risultati emersi dal sondaggio (2) commissionato da Kaspersky a Educazione Digitale, il 55% dei bambini tra 5 e 11 anni possiede già un dispositivo personale e il 20% lo utilizza per più di 2 ore al giorno. Ne consegue che i dispositivi tecnologici siano diventati sempre più uno strumento primario per il gioco e per l’intrattenimento, ma è fondamentale prestare attenzione alla modalità d’uso che ne fanno i più piccoli. Il 40% dei bambini è, infatti, disposto a condividere le informazioni personali perché, anche se virtuale, lo considerano comunque un amico. I rischi che ne derivano sono diversi, ad esempio ricevere messaggi da sconosciuti con proposte di giochi e sfide che potrebbero essere pericolose e avere effetti anche nel mondo reale. Rischi che diventano sempre più frequenti nell’ambito gaming, in cui i cybercriminal

i sono in grado di manipolare le conversazioni in modo molto semplice, individuando i bambini nei canali di chat generali per poi iniziare a inviargli messaggi personali per reperire informazioni dettagliate.  

2.Non parlare con gli sconosciuti 

Internet e in particolare il mondo del gaming così come quello dei social media hanno subito una forte crescita durante la pandemia, offrendo la possibilità di interagire con altre persone in un momento molto difficile per i più giovani. In alcuni casi queste interazioni nascondono anche un lato oscuro: predatori online o cyberbulli possono fingere di essere qualcun altro veicolando messaggi inappropriati o chiedendo di attivare la webcam per chattare di persona fino ad arrivare agli incontri nella vita reale. Secondo Internet Safety 101, giocare online ad esempio permette ai predatori di condividere l’esperienza e raccogliere informazioni necessarie per guadagnarsi la fiducia degli utenti più giovani. Per questo motivo i genitori dovrebbero spiegare chiaramente ai propri figli di non interagire con persone che non conoscono nella vita reale. 

3.Controllare le impostazioni della webcam 

Oggi, con molti dispositivi, dai laptop ai tablet agli smartphone, dotati di webcam integrate, le segnalazioni di hacking sono in continuo aumento. Come osservato da Business Insider, lo scorso anno negli Stati Uniti oltre 4.500 webcam sono state oggetto di attacco e i relativi contenuti sono stati trasmessi online. Che sia interna o esterna, qualsiasi unità connessa, come una webcam, un microfono o un dispositivo audio, potrebbe essere controllata da criminali per sfruttare i bambini e i ragazzi.Per limitare questo rischio, occorre utilizzare un software di sicurezza informatica che esegua una scansione periodica del sistema in tempo reale per rilevare eventuali malware, verificare che l’impostazione predefinita “off” sia attivata e usare protezioni fisiche come l’otturatore o un pezzo di nastro adesivo. 

4.Verificare siti ed e-mail per non essere vittime delle frodi online  

Con l’aumento del traffico online, aumentano anche le truffe: i pericoli vanno dal furto di identità alle perdite economiche. Non sempre è facile individuare una truffa a prima vista, quindi, prima di trasferire denaro o inserire i dati della carta di credito, vale la pena perdere un po’ più di tempo e impegno per controllare e-mail e siti web. Ad esempio, se i bambini utilizzano lo smartphone o il tablet dei genitori è fondamentale disattivare gli “aggiornamenti in-app”, per evitare che vengano accumulate ingenti spese per gli acquisti senza rendersene conto. In ambito gaming invece una frode abbastanza diffusa è la perdita di denaro o dei progressi accumulati durante il gioco, ne sono un esempio i giocatori di Grand Theft Auto (GTA) Online vittime di questa truffa e addirittura banditi dai server a causa di una presunta vulnerabilità nella versione PC del gioco.  

5.Malware mascherati da applicazione legittime 

Spesso, cercando fonti alternative per scaricare app di streaming o giochi, gli utenti possono imbattersi in vari tipi di malware, tra cui trojan, spyware e backdoor, nonché applicazioni malevole come adware. È quindi importante fare attenzione alle app che si scaricano, perché i malware possono essere mascherati da applicazioni legittime. Tra luglio 2021 e giugno 2022 sono stati distribuiti 91.984 file che includevano malware e applicazioni potenzialmente indesiderate utilizzando popolari titoli di gioco come esca, con 384.224 utenti colpiti a livello globale. Minecraft ne è un esempio: il famoso gioco sandbox che da oltre un decennio è uno dei titoli più diffusi in tutto il mondo ha, infatti, conquistato il primo posto tra i più spesso utilizzati come esca.  

“Internet oggi rappresenta una preoccupazione per molti genitori perchéè diventata la principale fonte di informazione e intrattenimento per i giovani ma nasconde gravi rischi: il Safer Internet Day è quindi un’occasione per sottolineare l’importanza di educare le nuove generazioni ad un uso consapevole e sicuro della rete. Proprio in quest’ottica di puntare sull’educazione, Kaspersky collabora con il MIUR, nello sviluppo del progetto Safer Internet Centre – Generazioni Connesse: si tratta di una testimonianza concreta dell’impegno di Kaspersky nel processo educativo delle nuove generazioni, per aiutare i più piccoli a comprendere i pericoli che il web può nascondere così da consentire di utilizzare le tecnologie in modo consapevole e sicuro. I rischi in cui possono incorrere i più giovani durante la navigazione online sono, infatti, in continua evoluzione, per questo è importante che i ragazzi siano informati e che gli adulti siano sempre aggiornati sulle attività online dei loro figli, stabilendo un dialogo sull’utilizzo sicuro della rete”, ha affermato Cesare D’Angelo, General Manager Italy & Mediterranean di Kaspersky.  

 

(1)“I giovani e l’utilizzo delle tecnologie”, ricerca promossa da Corecom Lombardia e curata da PoliS-Lombardia, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano Bicocca. 

(2) Sondaggio condotto attraverso la piattaforma Educazione Digitale che ha coinvolto 88 scuole italiane iscritte alla piattaforma. Il campione intervistato è di 1.833 bambini italiani, tra i 5 e i 10 anni: il 53,9% di bambini e il 47,1% di bambine. Il 19,3% dai 5 ai 6 anni, il 29,5% dai 7 agli 8 anni e il 51,1% dai 9 ai 10 anni. Il periodo di indagine va da maggio ad ottobre 2021.L’indagine aveva lo scopo di indagare le abitudini della generazione Alpha in merito all’uso dei dispositivi tecnologici e la loro consapevolezza circa i rischi nei quali potrebbero incorrere navigando in rete. 

 

 

Informazioni su Kaspersky 

Kaspersky è un’azienda di sicurezza informatica e digital privacy che opera a livello globale fondata nel 1997. La profonda competenza di Kaspersky in materia di threat intelligence e sicurezza si trasforma costantemente in soluzioni e servizi innovativi per proteggere le aziende, le infrastrutture critiche, i governi e gli utenti di tutto il mondo. L’ampio portfolio di soluzioni di sicurezza dell’azienda include la protezione degli Endpoint leader di settore e una serie di soluzioni e servizi specializzati per combattere le minacce digitali sofisticate e in continua evoluzione. Più di 400 milioni di utenti sono protetti dalle tecnologie di Kaspersky e aiutiamo 240.000 clienti aziendali a proteggere ciò che è per loro più importante. Per ulteriori informazioni: https://www.kaspersky.it/
 

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Immediapress

Operatori sanitari in pensione a 72 anni? “L’irriducibile, ennesimo attacco al Servizio Sanitario Nazionale”

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(Adnkronos) – La posizione di Women for Oncology Italy in una lettera aperta alle parti politiche. 

6 febbraio 2023 – Per la terza volta un emendamento al decreto milleproroghe che allunga l’età pensionabile degli operatori sanitari a 72 anni viene presentato dalla Lega, dopo essere già stato ritenuto irricevibile per ben due volte. Viene da chiedersi da chi e perchétanto accanimento. Chi ne trae vantaggio? Non certo i medici, sottopagati e sfruttati da un sistema che non è mai stato così fragile come in questo momento e che avrebbe bisogno di seri e strutturali provvedimenti per provare ad arrestarne la deriva prima che diventi irrecuperabile. Non certo i cittadini che sanno bene che i turni ospedalieri notturni e festivi, il pronto soccorso, gli ambulatori e l’assistenza non sono più da anni nelle mani dei primari ospedalieri e dei direttori delle Cliniche Universitarie, che hanno mantenuto privilegi e che si tenta di far rimanere con la scusa della carenza dei medici. Dobbiamo onestamente raccontarci la verità e cioè che la cura dei cittadini è oggi interamente gestita da medici sempre più stanchi e demotivati, che con estrema fatica ed etica deontologica continuano a garantire l’efficienza del sistema in un lavoro che diventa ogni giorno più usurante e meno gratificante. Stupisce peraltro che in nessuna delle 3 proposte di emendamenti si faccia alcun riferimento alla NECESSITÀ che i medici chiamati a persistere in attività debbano pienamente assolvere ai compiti assistenziali previsti dal CCNL per la dirigenza medica con partecipazione attiva ai turni assistenziali, guardie notturne e festive. In tutti gli addetti ai lavori aleggia invece il timore che il prolungamento dell’attività assistenziale cui questi emendamenti mirano possa essere principalmente di natura libero-professionale. 

Chiediamo pertanto che, in modo trasparente, venga valutata la quantità di attività clinica all’interno del SSN in rapporto alla libera professione per escludere che questo emendamento non sia affetto da conflitti di interesse. 

In due precedenti comunicati (Basta rattoppi al SSN, non sono i medici in pensione che ci salvano, Basta rattoppi al SSN) abbiamo inoltre riportato in maniera puntuale tutte le motivazioni per cui questo ennesimo rattoppo al SSN sarebbe profondamente sbagliato e pericoloso, unendo la nostra voce a quella di tanti altri colleghi che, come noi, vivono ogni giorno la trincea che è diventata la realtà ospedaliera. A questo proposito abbiamo anche lanciato una petizione e raccolta firme sui social, a cui hanno già aderito oltre 1500 medici e per la quale invitiamo tutti a partecipare (http:www.womenforoncologyitaly.it/basta-rattoppi-al-ssn-non-sono-i-medici-in-pensione-che-ci-salvano/).  

È chiaro a tutti che non si può più aspettare: veniamo da 10 anni di tagli ai finanziamenti del SSN nazionale e da 30 anni di politiche poco visionarie che ci portano oggi allo stato di assoluta debolezza e fragilità in cui versiamo e tutti noi, medici e cittadini insieme, ne paghiamo lo scotto. Se questo provvedimento (ribadiamo già bocciato due volte!) venisse ora accolto, sarebbe come spargere benzina sul fuoco e scatenerebbe una protesta che danneggerebbe ulteriormente il SSN pubblico. Assisteremmo ad una ulteriore, ennesima fuga dei medici dagli ospedali e alla ulteriore demotivazione di chi ci resta per assenza di alternative. Il SSN non è mai stato così prezioso e fragile come in questo momento. Serve un preciso atto di consapevolezza e coscienza di tutti per impedirne l’ennesimo attacco da cui difficilmente si riprenderebbe questa volta. 

Women for Oncology Italy 

Ufficio stampa Motore Sanità
 

comunicazione@motoresanita.it
 

Laura Avalle– Cell. 320 0981950 

Liliana Carbone Cell.3472642114 

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Coronavirus

Regionali, Bandecchi (Alternativa Popolare): “D’Amato ha dimenticato di essere stato alla Unicusano e del supporto che abbiamo dato alla sanità durante la pandemia”

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(Adnkronos) – Roma, 6 febbraio 2023. “Sta facendo la campagna elettorale attaccando me per un’ipotesi di reato tutta da dimostrare, mentre lui è stato condannato per aver usato indebitamente oltre 250mila euro di soldi pubblici.” Stefano Bandecchi, coordinatore nazionale di Alternativa Popolare, è intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi e Emanuela Valente, su Radio Cusano Campus. 

Sulle Regionali di Lazio e Lombardia. D’amato attacca Rocca, cavalcando il caso Unicusano. “Senza l’Unicusano e senza quel grande evasore di Bandecchi (secondo le ipotesi della Guardia di Finanza) sarebbe stata una campagna elettorale più in sordina. La Gdf mi accusa di aver interpretato male una legge, che tra l’altro non ho nemmeno interpretato io, ma due studi di commercialisti, tre sindaci del Cda e due agenzie internazionali di revisione dei conti che mi danno ragione. Noi abbiamo solo applicato le leggi che applicano tutte le altre università italiane, se il problema è nostro credo che il problema sia anche delle altre università italiane. È venuta fuori una situazione imbarazzante. Io in questi giorni su Tag24.it ho risposto a D’Amato. Quando D’Amato parla di Bandecchi come se fosse il ‘mostro’, si scorda di essere stato più volte nella nostra università, si scorda che ha avuto supporto da noi perché abbiamo donato respiratori, mascherine, abbiamo supportato la ricerca, siamo partiti con il Forlanini, poi il Sant’Andrea e non mi ricordo a quali altri ospedali abbiamo elargito i famosi soldi sporchi della Cusano, come li chiamano La Repubblica e D’Amato. La cosa bella è che la Gdf ci ha contestato anche queste spese, dicendo che non sono ben chiare. Abbiamo speso 2 milioni e mezzo per il Covid, quando D’Amato dice che noi siamo il problema, mentre lui ha una condanna della Corte dei Conti a pagare 275mila euro che gli hanno contestato di aver preso indebitamente, parliamo di soldi pubblici. A me non hanno contestato niente. Probabilmente a lui dà fastidio che i candidati di Alternativa Popolare siano nella lista Rocca, ne abbiamo 4 a Roma e 1 a Frosinone, tutti professionisti che vengono dal mondo del lavoro. Sono le persone che potrebbero assicurare quel cambiamento che Alternativa Popolare rappresenta poiché rappresenta il mondo che lavora, persone che vivono la realtà di tutti i giorni. Io conosco D’Amato come uomo semplice, per bene, tranquillo, non capisco come mai ha voluto dimenticare, come mai si sia posto in questa maniera. Deve cominciare a pensare che Stefano Bandecchi non è un coniglietto, è una persona che sa leggere, sa scrivere e che sa parlare, è uno dei più grandi contribuenti italiani. Qui tutti mi hanno conosciuto, hanno usufruito della nostra università e adesso, solo per un’ipotesi di reato, tutta da verificare, D’Amato si permette di dire queste cose e di affrontare una campagna elettorale, in una Regione
dove non funziona niente, parlando di noi? Io sono entrato in politica solo per un motivo, non ho bisogno di guadagnare 170mila euro l’anno perché li guadagno in 15 giorni, io voglio fare politica per i miei nipoti, perché siamo un popolo che sta scendendo nelle graduatorie internazionali ed è un problema se l’Italia non resuscita. Non abbiamo più nascite perché non abbiamo più i soldi per farle. Alternativa Popolare sa esattamente come mantenere i figli dell’Italia, noi usiamo il cervello anziché gli slogan, nei nostri programmi c’è qualcosa di importante sia nel Lazio sia in Lombardia. Io sono anche candidato a Terni come sindaco, perché l’Italia se la vuoi cambiare ti devi esporre. Noi cerchiamo di fare la politica con gli uomini non con i soldi”.
 

Ufficio Stampa 

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Immediapress

Unicusano sotto inchiesta: perché l’Ateneo afferma di essere accusato ingiustamente?

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(Adnkronos) – 6 febbraio 2023. Sequestro Unicusano, un excursus sui fatti. Parliamo davvero di una evasione fiscale o quanto accaduto è diventato solo un caso mediatico per colpire l’Ateneo? E perché non si estende la stessa indagine, almeno per senso di giustizia, alle altre università italiane?
 

I bilanci. Che differenza c’è tra i bilanci della Sapienza, di Torvergata, della statale di Milano, dell’Università di Palermo, del Politecnico di Torino, della Bocconi, della Luiss e di tutti gli altri Atenei con quelli della Unicusano? NESSUNA DIFFERENZA. I bilanci sono identici, realizzati sugli stessi principi e leggi. Ricordiamo infatti che l’Università Niccolò Cusano è nata, come tutte le altre università italiane, per decreto. 

Spin off. Che differenza c’è tra gli spin off dell’Unicusano e quelli di altri Atenei? NESSUNA DIFFERENZA. Perché tutti sono stati creati con le marginalità e gli avanzi di bilancio, tutti gli spin off sono regolarmente tassati IRES e quando producessero utili e dividendi, gli stessi tornerebbero in pancia agli Atenei ritassati a loro volta come dividendi al 26% IRES. 

Il caso mediatico Unicusano. Cosa ha fatto l’università Niccolò Cusano di differente dalle altre per trovarsi sui giornali con titoli diffamatori come quello di repubblica “i soldi sporchi della Cusano”?Niente di diverso da quanto fanno gli altri Atenei.Forse la Unicusano ha usato soldi pubblici per fare cose private? Come riscontrato dalla GDF, nei bilanci dell’Ateneo entrano a fondo perduto soldi pubblici tra gli 80 e i 220 mila euro (dipende dall’anno); che certo non potranno contribuire a pagare i 1500 dipendenti in essere (impiegati, professori, contrattisti). Come mai il Ministero delle Università, negli ultimi 16 anni, non ha mai contestato irregolarità alla Niccolò Cusano, pur essendo l’unico organo legittimato? Evidentemente perché i bilanci di questa università sono stati fatti con gli stessi parametri utilizzati da tutte le altre università italiane.
 

C’erano forse altri interessi per sbattere il “mostro” in prima pagina? Il presidente Bandecchi è forse un uomo scomodo? L’Unicusano, arrivata prima nella ricerca ingegneristica industriale (dati anvur), è forse scomoda al sistema? 

“Vorremmo avere risposte alle nostre domande e vorremmo sapere perché oggi 21 milioni sono stati sequestrati e perché tutti coloro che vi lavorano, dagli organi di comando ai manutentori, sono guardati e considerati dagli italiani GRANDI evasori fiscali.” – dichiara il Presidente del CdA, Stefano Bandecchi. 

Il quale conclude “consiglio alla guardia di finanza di fare la stessa operazione presso tutte le università italiane, quanto meno per un senso di giustizia, basandosi sugli stessi principi, oppure si chieda -agli alti comandi- di far chiedere scusa a chi si è reso responsabile di questa situazione infamante senza né capo né coda”. 

Ufficio Stampa 

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