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Sostenibilità

Anche in Patagonia il caldo attacca i ghiacciai

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Le temperature elevate e le precipitazioni hanno indebolito le pareti di un ghiacciaio causandone il distacco: è accadito nel parco nazionale di Queulat nella Patagonia cilena. In un video diventato virale, si vede il ghiacciaio, che si trova in cima a un dirupo di 200 metri, staccarsi, facendo precipitare migliaia di tonnellate di acqua e ghiaccio. Gli scienziati sostengono che le ondate di calore sono la causa di questi fenomeni, sempre più numerosi a causa dei cambiamenti climatici causati dall’uomo. 

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Present4Future, un progetto di inclusione sociale per i giovani

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(Adnkronos) – Un progetto di inclusione sociale dei giovani attraverso il dialogo intergenerazionale e iniziative territoriali per migliorare la qualità della vita nei contesti di appartenenza. È stato presentato questa mattina presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma ‘Present4Future’, il progetto, ideato da Bper Banca insieme a Fondazione Gruppo Abele, di inclusione sociale dedicato a ragazzi e ragazze, italiani e stranieri, tra i 14 e i 24 anni. 

‘Present4Future’ è uno degli obiettivi inseriti all’interno del Piano Industriale 2022-2025 di Bper Banca a impatto sociale positivo, avviato attraverso un’analisi di contesto sulle condizioni di carattere sociale, culturale ed educativo all’interno delle città di Roma, Milano, Torino, Palermo, Napoli e Genova.  

Da un’attenta attività di ascolto svolta dagli operatori della Fondazione Gruppo Abele e da varie associazioni locali collegate sono emerse su tutti i territori forti similitudini dei bisogni e delle carenze culturali ed educative primarie. Sulla base di queste analisi, Bper e Fondazione Gruppo Abele hanno stilato un piano di attività triennale con l’obiettivo di fornire a tutti i giovani coinvolti iniziative di formazione professionale e culturale, sportive, di aggregazione e orientamento, in grado di favorire la conoscenza delle opportunità che ogni territorio può offrire e la consapevolezza di quanto sia importante per loro stessi e per il bene comune la partecipazione attiva alla vita sociale, civile e culturale.  

“Nel confermare una forte attenzione allo sviluppo di tutto il territorio nazionale e nel riconoscere come crescita non solo gli aspetti di natura economica, finanziaria e di business, ma anche quelli connessi alle dinamiche sociali, culturali e alla partecipazione attiva alla società civile, Bper Banca ha progettato ‘Present4Future’ in partnership con il Gruppo Abele, una delle Onlus che vanta la maggiore esperienza sul territorio nazionale – spiega la presidente di Bper Banca, Flavia Mazzarella – La formazione, l’educazione, la promozione della partecipazione dei giovani, specialmente i più fragili, sono attività fondamentali per sviluppare forme educative e porre le basi per la costruzione di un futuro migliore. E Bper Banca, anche in questi percorsi, vuole essere parte attiva e attore primario”. 

“Oggi abbiamo presentato una sfida: ripensare le politiche e gli interventi rivolti ai giovani a partire dalle periferie cercando di costruire percorsi di speranza e di futuro. Smettere di parlare di giovani, ma lavorare con loro, con chi sta cercando di non mancare il proprio appuntamento con il mondo, insieme a chi è alla ricerca del proprio nome e sfugge alle designazioni e alle etichette. Un progetto che, per queste ragioni, scarta gli aggettivi e sceglie gli avverbi: qui e ora, per un altrove un altrimenti, il presente per il futuro”, dice la vicepresidente di Fondazione Gruppo Abele, Lucia Bianco.  

Per un monitoraggio puntuale e continuo nel tempo delle ricadute del Progetto, con la collaborazione di Open Impact verrà misurato l’impatto positivo generato e il ritorno sociale dell’investimento effettuato. 

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Sostenibilità

Israele abbandona la plastic tax

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(Adnkronos) – Israele ha abbandonato la plastic tax istituita nel novembre del 2021, una tassa che aveva ridotto il consumo di articoli in plastica monouso del 40%. La decisione, in contrasto agli sforzi globali per ridurre la quantità di rifiuti di plastica che inquinano soprattutto gli oceani, è arrivata dopo l’opposizione da parte dei partiti religiosi ortodossi, che hanno spiegato come colpisse specialmente le loro comunità. Infatti le famiglie ultraortodosse utilizzano la plastica tre volte di più rispetto al resto della popolazione, perché spesso hanno famiglie numerose e redditi bassi. 

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Operazione miracolo per salvare il più piccolo cetaceo al mondo

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(Adnkronos) – L’anno scorso l’ONG Sea Shepherd e la marina militare Messicana hanno dato il via ad “Operazione Miracolo”, con la missione di salvaguardare l’habitat dove vivono gli ultimi esemplari della focena del Golfo di California. Si tratta del cetaceo più piccolo al mondo, che si trova in grave pericolo di estinzione: ne rimangono tra i 6 e i 20 esemplari. Un anno dopo, il gruppo ha dichiarato di aver ridotto di oltre il 70% il numero di ore in cui i pescherecci operano dove vivono questi preziosi animali, il golfo del Pacifico che separa la penisola della Bassa California dalla terraferma. 

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Smog, nel 2022 29 città su 95 oltre i limiti giornalieri

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(Adnkronos) – Nel 2022, 29 città su 95 hanno superato i limiti giornalieri di Pm10: le situazioni peggiori a Torino, Milano, Modena, Asti, Padova e Venezia che hanno registrato più del doppio degli sforamenti consentiti. Rispetto ai nuovi target europei previsti al 2030, situazione ancora più critica: fuorilegge il 76% delle città per il Pm10, l’84% per il Pm2.5 e il 61% per l’NO2. Sono i dati del nuovo report di Legambiente ‘Mal’Aria di città. Cambio di passo cercasi’, redatto e pubblicato nell’ambito della Clean Cities Campaign. 

Il report ha messo in evidenza i dati del 2022 nei capoluoghi di provincia, sia per quanto riguarda i livelli delle polveri sottili (Pm10, Pm2.5) che del biossido di azoto (NO2). In sintesi, infatti, sono ben 29 città delle 95 monitorate, che hanno superato gli attuali limiti normativi per gli sforamenti di PmM10 (35 giorni all’anno con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo) con le centraline di Torino (Grassi) che si piazza al primo posto con 98 giorni di sforamento, seguita da Milano (Senato) con 84, Asti (Baussano) 79, Modena (Giardini) 75, Padova (Arcella) e Venezia (Tagliamento) con 70. Queste città hanno di fatto doppiato il numero di sforamenti consentiti.  

Sempre per il Pm10, l’analisi delle medie annuali ha mostrato come nessuna di esse abbia superato il limite previsto dalla normativa vigente, ma ciò non è sufficiente per garantire la salute dei cittadini, in considerazione delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dei limiti previsti dalla nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria, che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2030. Per il Pm10, sarebbero infatti solo 23 su 95 (il 24% del totale) le città che non hanno superato la soglia di 20 µg/mc; 72 città sarebbero dunque fuorilegge.  

Le città che devono lavorare di più per ridurre le loro concentrazioni e adeguarsi ai nuovi target (20 µg/mc da non superare per il Pm10, 10 µg/mc per il Pm2.5, 20 µg/mc per l’NO2) sono: Torino e Milano (riduzione necessaria del 43%), Cremona (42%), Andria (41%) e Alessandria (40%) per il Pm10; Monza (60%), Milano, Cremona, Padova e Vicenza (57%), Bergamo, Piacenza, Alessandria e Torino (55%), Como (52%), Brescia, Asti e Mantova (50%) per il Pm2.5. Le città di Milano (47%), Torino (46%), Palermo (44%), Como (43%), Catania (41%), Roma (39%), Monza, Genova, Trento e Bolzano (34%), per l’NO2.  

“L’inquinamento atmosferico non è solo un problema ambientale, ma anche un problema sanitario di grande importanza – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – In Europa, è la prima causa di morte prematura dovuta a fattori ambientali e l’Italia registra un triste primato con più di 52mila decessi annui da Pm2.5, pari a 1/5 di quelli rilevati in tutto il continente. È necessario agire con urgenza per salvaguardare la salute dei cittadini, introducendo politiche efficaci ed integrate che incidano sulle diverse fonti di smog, dalla mobilità al riscaldamento degli edifici, dall’industria all’agricoltura. In ambito urbano è fondamentale la promozione di azioni concrete sulla mobilità sostenibile attraverso investimenti importanti sul trasporto pubblico, il ridisegno dello spazio cittadino con pedonalizzazioni e zone 30, politiche di promozione dell’uso delle due ruote in sicurezza, la diffusione delle reti di ricarica dei mezzi elettrici, facilitando la scelta di ridurre fortemente l’uso dell’auto privata. Chiediamo al governo, alle Regioni e ai Comuni, di mettere in campo azioni coraggiose per creare città più pulite e sicure. La salute è un diritto fondamentale che non può essere compromesso”.  

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Corridoi ecologici per le api europee

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(Adnkronos) – L’Ue sta sviluppando un piano per la creazione di una rete di corridoi ecologici per gli insetti impollinatori, che soffrono sempre di più per perdita di habitat e inquinamento. Un terzo delle specie di api, farfalle e sirfidi sono a rischio in Europa, e con loro anche l’agricoltura. La riproduzione dell’80% delle piante continentali dipende infatti dall’azione degli insetti impollinatori. Senza questi preziosi insetti si stima che la produzione agricola subirebbe un danno di almeno 5 miliardi di euro l’anno e che alcune colture subirebbero un calo della produzione del 50%. 

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La Francia in ritardo sulle energie rinnovabili

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(Adnkronos) – Secondo il report annuale di Observ’ER, la Francia non raggiungerà gli obiettivi di diffusione delle rinnovabili previsti per il periodo 2019-2023. Per quanto riguarda l’eolico onshore, l’obiettivo ufficiale di 24,1 gigawatt (GW) di capacità installata fissato per la fine del 2023 rimarrà fuori portata. Per il fotovoltaico invece, nonostante un aumento del tasso di crescita dal 2021, a settembre 2022 la Francia aveva 15,8 GW di capacità installata nei campi fotovoltaici, mentre dovrebbe raggiungere i 20,1 GW entro la fine del 2023. Al ritmo attuale, si arriverà solo a 19 GW. 

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Degradato più di un terzo della foresta amazzonica?

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(Adnkronos) – La conservazione della foresta amazzonica potrebbe essere vicina a un punto di non ritorno. Secondo uno studio pubblicato su Science, l’attività umana, gli incendi e la mancanza di acqua potrebbero aver degradato più di un terzo di questo ecosistema prezioso per il globo: questa ampia porzione di foresta, fino a 2,5 milioni di chilometri quadrati, è ora più secca e più vulnerabile di prima alle fiamme, ma anche meno in grado di regolare il clima, assorbendo carbonio e generando precipitazioni, fornire habitat alle specie animali e sostentamento alle popolazioni. 

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Eventi climatici estremi, il ruolo della variabilità

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(Adnkronos) – Il ruolo della variabilità nella frequenza e intensità degli eventi estremi. Uno studio condotto da due ricercatrici dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Cnr-Isac) fornisce nuovi elementi per comprendere il complesso quadro di cambiamento degli eventi climatici estremi, evidenziando i fattori chiave responsabili della loro intensificazione.  

La ricerca, pubblicata su Nature Communications, chiarisce come la frequenza e l’intensità di tali eventi cambino per effetto del riscaldamento globale, e come tali cambiamenti dipendano dalle proprietà statistiche delle temperature giornaliere nelle diverse aree della Terra e dalla loro evoluzione nel tempo. In particolare, attraverso le più recenti simulazioni numeriche del clima passato e futuro, lo studio rivela il ruolo cruciale della variabilità accanto a quello dell’innalzamento delle temperature medie, quantificandone in modo rigoroso gli effetti sugli eventi estremi.  

“Gli eventi estremi aumentano in modo allarmante sia in numero che in severità dall’inizio della rivoluzione industriale, in un quadro di cambiamento altamente eterogeneo – spiega Claudia Simolo (Cnr-Isac), una delle autrici del lavoro – In alcune aree del pianeta gli eventi di caldo estremo si susseguono a ritmi senza precedenti, mentre in altre si manifestano in modo sempre più dirompente, con gravi conseguenze per l’uomo e gli ecosistemi: tuttavia, i fondamentali meccanismi di amplificazione sono ancora poco chiari, aggiungendo elementi di incertezza alle proiezioni future”.  

La variabilità naturale delle temperature giornaliere, ovvero l’ampiezza delle fluttuazioni attorno al valore medio, e i suoi possibili cambiamenti sono fattori fondamentali per comprendere e prevedere l’evoluzione degli eventi estremi con il riscaldamento globale, e la loro rapida intensificazione in vaste aree del pianeta. Ai tropici, in particolare, la limitata variabilità naturale è all’origine dello straordinario incremento degli episodi di caldo anomalo e spiega l’elevata vulnerabilità di questa regione al cambiamento climatico.  

“D’altra parte, in Europa e nel Mediterraneo, il rapido innalzamento delle temperature estive, a causa del progressivo inaridimento del suolo, è l’elemento determinante dei sempre più intensi e persistenti episodi di caldo estremo”, aggiunge Susanna Corti (Cnr-Isac).  

I risultati di questo studio stabiliscono un solido legame tra i cambiamenti negli eventi climatici estremi e il riscaldamento globale di origine antropica, e forniscono importanti prospettive per il miglioramento delle proiezioni dei modelli per i prossimi decenni. 

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I disastri naturali sono costati 313 miliardi di dollari

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(Adnkronos) – Secondo le stime del colosso assicurativo Aon, le catastrofi naturali, molte delle quali causate dai cambiamenti climatici, hanno causato nel 2022 perdite economiche per 313 miliardi di dollari. Il rapporto spiega come il 75% delle perdite assicurate a livello globale si sia verificato negli Stati Uniti, a causa dell’uragano Ian, che ha colpito la Florida nel settembre 2022, causando danni per 95 miliardi di dollari. Aon ha anche stimato che circa 31.300 persone sono morte a causa di eventi catastrofici naturali, due terzi delle quali per le gravi ondate di calore verificatesi in Europa tra giugno e luglio. 

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Stati Uniti e Sudafrica insieme contro il traffico di animali

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(Adnkronos) – Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e il governo Sudafricano hanno siglato un accordo per formare una task force che combatterà la finanza illecita legata al commercio illegale di animali selvatici, spesso a rischio d’estinzione. Questa iniziativa mira a incrementare la condivisione di informazioni tra le unità di intelligence dei due Paesi, aiutando così a preservare il patrimonio naturale del paese africano. Il crimine organizzato sudafricano usa spesso il commercio di animali esotici per finanziare altre attività illegali, come il traffico di droga e la corruzione. 

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