Entra in contatto con noi

Lavoro

Alperia, approvato piano industriale 2027 e Vision 2031

Pubblicato

il

I consigli di sorveglianza e gestione di Alperia hanno approvato il piano industriale 2023-27 e la Vision 2031, il piano strategico di Alperia che riassume le visioni del management, dei consigli e degli azionisti e che traghetterà il Gruppo al 2027 e al 2031 coniugando obiettivi di sostenibilità con una crescita significativa di tutte le business unit. La Vision di Alperia è basata su 2 obiettivi: sostenibilità e posizionamento integrato lungo l’energy value chain. 

In sintesi, il piano industriale 2023-27 prevede diverse azioni: un miliardo di euro di investimenti complessivi al 2027 con grande attenzione alle ricadute territoriali economiche e sociali; Ebitda in crescita fino a oltre 300 milioni di euro nel 2027; Focus di crescita incentrato sulla transizione energetica e clienti con interventi di risanamento energetico di edifici per oltre 450 milioni di euro e l’attivazione di oltre 400 comunità energetiche entro la fine del piano; abbattimento dell’emissioni di CO2e (Scope 1,2 e 3) del 46% al 2027, rispetto al 2021; investimento e crescita anche per i settori tradizionali del Gruppo: generazione idroelettrica, distribuzione e teleriscaldamento che complessivamente assorbiranno circa 650 milioni di euro di investimenti. 

Tra gli investimenti previsti a piano rientrano importanti interventi nella Distribuzione, Teleriscaldamento ed Idrogeno connessi a possibili contributi messi a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ancora, superare l’attuale situazione finanziaria connessa al forte innalzamento dei prezzi dell’energia elettrica con obiettivo di raggiungimento e mantenimento di una guidance di indebitamento netto non superiore a 2x Ebitda in arco piano, mantenendo elevati profili di liquidità. Inoltre, gestione dei talenti e ricambio generazionale per accompagnare la crescita e valorizzare le risorse interne. Continua la forte spinta alla digitalizzazione di tutto il gruppo. Infine, attenzione alle iniziative di aggregazione territoriale per sviluppo di partnership strategiche. Confermato il trend di crescita dei dividendi. 

Sono tre i pilastri tramite quale Alperia vuole rendere i territori di riferimento esempi virtuosi della transizione energetica: sostenibilità, consolidamento e innovazione. Sul tema della sostenibilità sarà prioritario l’abbattimento delle emissioni, la creazione di valore sul territorio e la costruzione di una governance integrata trasformando le principali società del Gruppo in società benefit e ottenendo un rating esg. Con le iniziative di consolidamento Alperia intende rafforzare il business in Alto Adige e in tutti i territori attualmente serviti consolidando anche l’esposizione finanziaria. In quest’ottica rientra anche il consolidamento del portafoglio prodotti e dei servizi offerti.  

In tema di Innovazione Alperia intende trasformare i suoi business in coerenza con la transizione energetica. Qui sarà fondamentale trasformare la value proposition sulla vendita della commodity e dei servizi in chiave sostenibilità e customer centricity. In generale Alperia intende proseguire con un’innovazione diffusa dei core business e nello sviluppo di nuovi business per la decarbonizzazione. Per le singole BU si prevedono, con maggiore dettaglio, diverse priorità ed iniziative di crescita. BU Generazione: è la prima business unit del gruppo per margini e capitale investito e rappresenta il punto di forza del portafoglio attuale di attività. Alperia è uno dei maggiori produttori idroelettrici italiani con 39 centrali per oltre 1400 MW di potenza. Nel 2024 scadranno 8 concessioni di grande derivazione per complessivi 440 MW. 

Il Piano prevede le seguenti attività e priorità strategiche: task force per il rinnovo delle 8 concessioni in scadenza; investimento per rifacimento delle condotte forzate di Lasa e S. Pancrazio; rifacimento integrale delle centrali di Cardano, Bressanone, Lasa e Lana; conferma del capacity market anche per il 2024; crescita per nuove centrali idroelettriche a seguito delle nuove gare per la concessione di grande derivazione nel 2024 (+60MW); investimenti complessivi per 320 milioni di Euro entro il 2027 includendo interventi connessi alla produzione e distribuzione di Idrogeno oltre alla realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici. 

BU reti: la rete di distribuzione elettrica di Alperia è di oltre 8.700 km (in alta, media e bassa tensione) per oltre 2,5 TWh distribuiti. Edyna, la società di distribuzione del Gruppo, uno dei più grandi distributori nazionali, è uno dei primi operatori ad aver introdotto il contatore di nuova generazione in Italia. In particolare, il Piano industriale, per la BU prevede: installazione di oltre 260 mila contatori di nuova generazione, completando il piano di rilascio su tutte le aree servite; conclusione processo di unificazione delle tensioni; continua spinta agli investimenti per assicurare la resilienza della rete nonché per aumentare la qualità e continuità del servizio elettrico; potenziamento ed integrazione della rete di Bolzano e Merano; mantenimento struttura Rete Gas per eventuale futura partecipazione a gare atem; obiettivo di riduzione emissione di CO2 tramite abbassamento perdite di rete, aumento della hosting capacity ed unificazione rete sulla media tensione. E ancora: potenziamento della rete in relazione alle Olimpiadi e Paraolimpiadi 2026; spinta su prodotti e servizi connessi a servizi idrici; nvestimenti per oltre 245 milioni di euro. 

BU Vendite e Trading: Alperia sta abilitando nuovi modelli di business per interfacciare il cliente con canali digitali e rivisitando il ruolo dei canali fisici. In particolare, il Piano industriale prevede: importante crescita della base clienti (+270k) sia per crescita organica che per crescita tramite acquisizioni; sviluppo di una rete omnichannel proseguendo il rafforzamento territoriale; sviluppo del portafoglio di asset management per impianti non di proprietà; sviluppo di ulteriori servizi di trading e demand response; proposta di nuove offerte ‘a scaffale’ power e gas solo 100% green; investimenti per oltre 50 milioni di euro. 

BU calore e servizi: Alperia gestisce 7 teleriscaldamenti sul territorio altoatesino, tra cui gli impianti della città di Bolzano e Merano. Lo sviluppo di una rete di oltre 125 km garantisce la fornitura di un quarto dell’energia termica prodotta in Alto Adige. Alperia Ecoplus è uno dei maggiori operatori nazionali con circa 217 GWht prodotti e distribuiti. Le priorità strategiche per la BU si concentreranno su: continuare lo sviluppo del teleriscaldamento di Bolzano; miglioramento del mix energetico di Merano; realizzazione di 6 nuovi impianti, di cui 3 a biomassa; consolidamento di altri gestori di impianti di teleriscaldamento; realizzazione di impianto di raffrescamento a Bolzano; investimenti per circa 80 milioni di euro. 

BU smart region: è la BU del Gruppo promotrice della transizione energetica attraverso soluzioni ed applicazioni ad alto contenuto tecnologico per aziende, città e cittadini rafforzando il posizionamento su industrie, sme, condomini, pubblica amministrazione, sanità e servizi smart per il cittadino e le città. Sono in corso di sviluppo iniziative interessanti per offrire un’offerta all’avanguardia dei trend di mercato. Gli incentivi all’efficientamento domestico (ad es. Superbonus 110%) hanno già dato importanti ritorni di mercato con una sensibile crescita del portafoglio di opportunità. Rilevante ed importante anche il ruolo di Neogy, primario operatore nazionale nella mobilità elettrica per punti di ricarica pubblici e Care4u attiva nelle soluzioni di smart health. 

In particolare, la BU sarà concentrata su queste iniziative: efficientamento degli edifici (anche attraverso cappotti termici); crescita del business legato alla pubblica amministrazione con modello del ppp (ospedali, aeroporti e fiere, comuni, case di riposo, Ater); soluzioni innovative di efficientamento energetico basata su algoritmi e data analysis ed intelligenza artificiale; proseguire lo sviluppo di soluzioni di smart health e smart city; diventare un player di riferimento del mercato italiano nella gestione del fotovoltaico in grado di spaziare dal residenziale all’industriale; proseguire lo sviluppo della mobilità sostenibile (elettrica ed idrogeno) sia per l’infrastrutturazione del territorio che per la realizzazione di innovative soluzioni commerciali; operatore di riferimento sul territorio per lo sviluppo di soluzioni di autoconsumo distribuito-comunità energetiche; supporto alla realizzazione di impianti di produzione di biometano; investimenti complessivi per circa 160 milioni di euro.  

Luis Amort, direttore generale del gruppo Alperia commenta: “Questo è il terzo piano industriale di Alperia, quello che ci traghetterà al 2027. Inoltre, ci siamo dati una Vision per il 2031 nella quale abbiamo delineato la nostra strada a medio-lungo termine in accordo con i piani strategici nazionali e locali. In particolare, con questo piano intendiamo rendere l’Alto Adige un esempio virtuoso nella sostenibilità e nell’innovazione non precludendoci alle opportunità che la filiera dell’energia ci proporrà su scala nazionale”. 

Per Flora Kröss, presidente del consiglio di gestione: “Il nuovo piano rappresenta una sfida perché nasce in tempi complicati, ma anche una grande opportunità e riconosce la responsabilità che operatori come Alperia hanno verso il proprio territorio nell’essere partner di una transizione energetica per cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione. Pertanto, crediamo negli investimenti in business/servizi abilitanti la transizione energetica come idrogeno, comunità energetiche, fotovoltaico o mobilità elettrica. Sentiamo appieno la responsabilità di investire, innovare e valorizzare i talenti. Tutto questo lo troverete sia nel Piano Industriale che nella Vision 2031”. 

“Alperia – sottolinea Maurizio Peluso, presidente del consiglio di sorveglianza – vuole contribuire in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità della Provincia Autonoma di Bolzano e dei Comuni integrandoli tra le componenti fondanti della sua strategia. Sono orgoglioso di poter rappresentare agli azionisti un gruppo che sa affiancare alla crescita di valore e di rendimento finanziario anche ambiziosi e lungimiranti obiettivi esg e che sarà nei prossimi anni un forte motore della transizione energetica del proprio territorio”. 

 

Sbircia la Notizia Magazine unisce le forze con la Adnkronos, l'agenzia di stampa numero uno in Italia, per fornire ai propri lettori un'informazione sempre aggiornata e di alta affidabilità.

Lavoro

Imprese, Dallocchio (Sda Bocconi): “Best Performance Award per spingere crescita sostenibile”

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Giunto alla sua sesta edizione, il ‘Best Performance Award’ di Sda Bocconi nasce con un’idea molto chiara: spingere le imprese a crescere, non solo da un punto di vista economico ma anche in termini di responsabilità nei confronti del proprio operato. La cerimonia di premiazione, per le cinque categorie, si terrà l’8 febbraio a Milano, presso la sede della Bocconi.  

“Il principale obiettivo del Best Performance Award -spiega ad Adnkronos/Labitalia Maurizio Dallocchio, professore di Finanza Aziendale di Sda Bocconi- è quello di spingere le imprese verso una crescita sostenibile. Se è vero, infatti, che le piccole e medie imprese rappresentano l’ossatura del nostro sistema economico, è altrettanto vero che sono tremendamente piccole e hanno scarsa capacità competitiva a livello internazionale con difficoltà a raggiungere economie di scala. La grande impresa è tendenzialmente un’impresa che innova, sensibile ai fattori Esg e che riesce a reagire meglio a crisi di portata globale come quelle che stiamo attraversando”, sottolinea.  

“La Sda Bocconi -spiega Dallocchio- che da sempre ha messo al centro del suo operato lo sviluppo economico e sociale e si pone come soggetto in grado di supportare le imprese italiane a crescere. Il ‘Best performance Award’, supportato da partner di assoluta eccellenza tra cui PwC partner storico che ci ha supportato fin della sua nascita, Eqt, Bureau Van Dijk, Havas pr a cui quest’anno, si sono aggiunti 3 nuovi partner, Fondazione Umberto Veronesi, Banca Mediolanum e Radio Deejay nasce proprio con l’obiettivo di selezionare e premiare le aziende eccellenti che sanno crescere e sanno farlo in modo sano ed equilibrato”. 

E per Dallocchio quello di sei anni di attività del Premio “è un bilancio assolutamente positivo con un’evoluzione straordinaria. Nella prima edizione siamo partiti con un numero significativo di imprese ma non enorme, quest’anno invece abbiamo censito circa 600mila aziende. Di queste ne abbiamo identificate 1400 che hanno delle caratteristiche positive e abbiamo fatto un’ulteriore selezione arrivando a 96. A questa lista di aziende abbiamo sottoposto dei questionari particolarmente articolati a cui i top manager hanno risposto, supportate dal team di Sda Bocconi e dai nostri partner, che ci aiutano poi anche nella verifica dei risultati”, spiega ancora l’esperto.  

Ma come vengono selezionate le imprese? “Il ‘Best Performance Awards’ -spiega Dallocchio- è strutturato su 3 pilastri: il primo è quello dimensionale. Premieremo le aziende delle tre categorie (piccole, medie e grandi imprese) che si sono contraddistinte nei loro rispettivi comparti per una crescita economica importante. Abbiamo selezionato quelle imprese che crescono dimensionalmente di più, che sono più profittevoli, generano maggiori risultati economici, che sono sotto il profilo dell’indebitamento più oculate cioè con un livello di indebitamento compatibile con l’attività che svolgono”, sottolinea.  

Ma non solo. “L’altro è il best performance of the year, dove viene identificata la migliore impresa dell’anno ed il terzo è dedicato a quello che chiamiamo ‘hot topic’, cioè un tema specifico che di anno in anno cambia. Il tema di quest’anno è il welfare, abbiamo quindi selezionato quelle imprese che si sono distinte nelle loro politiche a favore dei dipendenti. Il welfare è uno degli elementi portanti delle politiche Esg”, sottolinea.  

E il tema Esg è sempre più centrale per le aziende. “Mentre in passato la componente Esg era in gran parte utilizzata per rendere l’azienda interessante per clienti e investitori, oggi questi elementi rappresentano un asset determinante per la permanenza stessa delle aziende sul mercato. Molte ricerche dimostrano che il valore di un’impresa sensibile alle tematiche Esg è superiore rispetto a competitor della stessa categoria ma con una sensibilità inferiore. Consideriamo che il regolatore ha imposto anche nel nostro Paese l’obbligo di una comunicazione non di natura finanziaria”, rimarca.  

Per Dallocchio “sono tutti elementi che indicano che ci stiamo muovendo verso un’obbligatorietà. Anzi, io reputo che oggi essere Esg compliant non basti più. Le aziende sono chiamate ad una maggiore responsabilità, ad una visione di lungo termine e ad un più ampio rispetto verso l’ambiente, i propri collaboratori e le comunità all’interno delle quali operano. E con il ‘Best Performance Award’ ci stiamo muovendo proprio in questa direzione”, conclude Dallocchio.  

Continua a leggere

Lavoro

Zaia: “Al via la super app per chi vive il Veneto”

Pubblicato

il

(Adnkronos) – “E’ su tutti gli store online la super app della Regione del Veneto che integra più di quaranta servizi digitali della pubblica amministrazione. Dalla sanità al turismo, dagli eventi culturali ai servizi amministrativi. Un’App sicura, veloce e gratis che, autenticandosi una sola volta con Spid o carta elettronica digitale, permette di fruire dei principali servizi digitali della nostra regione. E con ViviVeneto stiamo anticipando anche un fenomeno internazionale. Tra le dieci strategie tecnologiche emergenti del 2023 ci sono le ‘super app’, cioè le applicazioni mobili in grado di fornire molteplici servizi tra cui l’elaborazione di pagamenti, la ricezione di comunicazioni ed effettuare altre transazioni. Ancora una volta, anticipiamo i tempi con la nostra super app del Veneto”. Lo ha detto il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, presentando in conferenza stampa ‘ViviVeneto’, applicazione che nasce nell’ambito dell’Agenda Digitale del Veneto 2025 per semplificare la vita di chi vive il Veneto. 

L’app, progettata e sviluppata in collaborazione con Engineering, azienda specializzata nella digitalizzazione dei processi per aziende e pubblica amministrazione, è organizzata in tre aree verticali (servizi amministrativi, servizi sanitari e servizi turistici) e tre trasversali (messaggistica, portafoglio e suggerimenti/ segnalazioni). “Abbiamo centrato un importante risultato, ma non ci fermeremo qui. ViviVeneto è un’app che valorizza gli investimenti fatti in questi anni dalla regione in ambito digitale e li mette a sistema, creando benefici diretti per i cittadini e generando economie di scala”, ha precisato l’assessore Calzavara. “L’app è stata realizzata coinvolgendo ed ascoltando i cittadini, sia nella fase di progettazione sia di test e crescerà nel tempo. Infatti, tra le 16 schede del Pnrr regionale una è dedicata al potenziamento delle infrastrutture digitali e servizi per ViviVeneto, la Casa del Cittadino Veneto”, ha continuato. 

Nell’area Salute è possibile cercare e controllare l’affluenza nei pronto soccorso del Veneto, gestire i propri documenti sanitari (certificati, esami, visite), scegliere e cambiare il proprio medico di base. Servizi che prima richiedevano l’accesso tramite le App InfoPS, Sanità Km Zero Ricette e tramite il portale web regionale Sanità Km Zero Fascicolo. Nell’area Amministrativa è possibile fare tutto ciò che prima richiedeva l’accesso tramite web ai portali regionali MyPA, BolloAuto, ViviPass, come ad esempio gestire in completa autonomia tutto quello che riguarda il bollo per cittadini e imprese (pagare, controllare, prendere appuntamento, gestire avvisi di accertamento). Novità importante riguarda la gestione dei contrassegni e delle targhe per i disabili (Cude e Ztl), dal proprio smartphone anziché doversi recare in Comune; controllare gli avvisi degli enti interessati, fare e consultare le domande agli enti, interagire con il comune di residenza, prenotare appuntamenti nei Comuni aderenti al circuito regionale Myportal3. 

Nell’area Turismo è possibile cercare e informarsi su eventi, spettacoli, attività, beni e luoghi del Veneto, scoprire i sentieri pedonali, ciclabili, equestri e quelli dedicati agli sport invernali, ma anche cercare le strutture ricettive per programmare le proprie vacanze e trovare notizie sul territorio, sui prodotti locali e sul meteo. Notizie che si trovano nell’App Cultura Veneto, in Veneto Outdoor, nel portale Veneto Cultura, e in quelli Veneto.eu e Unionmare. Tutto questo è disponibile anche in lingua inglese. I servizi trasversali presenti sono quelli di messaggistica (con la possibilità di attivare notifiche push) specialmente su attività, prevalentemente culturali, così come è previsto l’invio di messaggi personalizzati “uno a uno”. 

Infine, il servizio Portafoglio, con cui è possibile accedere al sito regionale dei pagamenti digitali (usando la piattaforma MyPay), permette di effettuare tutti i pagamenti riguardanti i servizi della pubblica amministrazione (tributi regionali e comunali, ticket di prestazioni sanitarie, ecc.), ma anche visualizzare eventuali posizioni debitorie aperte e lo storico dei pagamenti effettuati. 

Spiega Maximo Ibarra, ceo di Engineering “uno dei primi obiettivi della tecnologia è semplificare la vita dei cittadini, rendendo l’accesso ai servizi delle amministrazioni sempre più facile, veloce e inclusivo. Con la App ViviVeneto Engineering, che da oltre 30 anni supporta la PA nel suo percorso di digitalizzazione, ha messo a fattore comune con la Regione una profonda conoscenza di tutti i processi amministrativi e della Sanità e una grande esperienza nella progettazione di digital experience usabili e multicanali. Questo ha permesso di realizzare un’applicazione disegnata come un vero ecosistema digitale, in grado di creare un unico punto di accesso a tutti i servizi pubblici rivolti ai cittadini che vivono il territorio regionale”, ha concluso.  

Continua a leggere

Lavoro

Federlegnoarredo, Italia al terzo posto in Europa nella produzione di case in legno

Pubblicato

il

(Adnkronos) – L’Italia diventa il terzo produttore di soluzioni abitative in legno dopo Germania e Svezia, registrando nel 2021 un turnover per una produzione di edilizia in legno di 1,795 miliardi di euro. Un ottimo risultato per un comparto industriale che conferma una grande vitalità. 

Lo dimostrano i dati del ‘7° Rapporto edilizia in legno’, accurata analisi di mercato sviluppata dal centro studi FederlegnoArrredo, che ogni anno fotografa la filiera delle costruzioni in legno in Italia. Infatti sono più di 3.400 le nuove unità abitative realizzate, con una tendenza verso la realizzazione di opere caratterizzate da una complessità ingegneristica crescente. 

I risultati del rapporto si basano sull’indagine annuale condotta presso le aziende associate ad Assolegno di FederlegnoArredo, che operano nel settore della realizzazione di edifici a struttura portante in legno, coinvolgendo nell’analisi statistica i maggiori players del mercato e raggiungendo una rappresentatività di circa l’80% del fatturato generato. Le regioni dove si concentrano il maggior numero di realizzazioni sono Lombardia (prima per numero di aziende con 70 imprese) Trentino, Veneto, Emilia Romagna e Marche; allo stesso tempo i maggiori players si concentrano nelle provincie autonome di Trento e Bolzano (con un peso del 34% sul valore della produzione del settore). 

“Registriamo con soddisfazione l’apprezzamento da parte del consumatore, che evidenzia la competitività delle nostre tecnologie costruttive”, spiega Assolegno di FederlegnoArredo, associazione nazionale che rappresenta il settore e che promuove un utilizzo razionale del materiale legno quale elemento strutturale. 

“Circa 1 casa su 13 è costruita in bioedilizia in legno, raggiungendo oggi una percentuale sul complessivo dei permessi di costruire che è superiore al 7,3%. Aumenta anche il valore costruito al metro quadro e la dimensione media delle costruzioni, dati che riflettono la capacità dell’edilizia in legno di rivolgersi anche a realizzazioni sempre più complesse”, continua l’associazione.  

“Si sta quindi sviluppando un trend positivo che coinvolge anche la realizzazione di edifici multipiano e che, per maggior parte delle opere, abbraccia all’interno del nostro circuito urbano, complessi realizzativi aventi 4-5 piani fuori terra. Questa tipologia costruttiva, intesa come nuova foresta urbana, può sicuramente contribuire a un sviluppo sostenibile del segmento edile, riuscendo di fatto ad essere un magazzino di carbonio e mitigando gli effetti del cambiamento climatico”, conclude l’associazione di categoria.  

Continua a leggere

Coronavirus

Izzo (Ga.Fi): “Nel 2022 1.500 interventi a supporto pmi, generato credito per oltre 200 mln di euro”

Pubblicato

il

(Adnkronos) – “L’anno appena trascorso per Ga.Fi è stato un anno di consolidamento di tutte le attività che portiamo avanti. Ormai le imprese sempre più ricorrono a noi anche per l’immediata capacità di interpretare i loro bisogni. Nel 2022 abbiamo assicurato oltre 1500 interventi che hanno generato credito per le imprese per oltre 200 milioni di euro. Abbiamo chiuso il bilancio in attivo con una forte attenzione alla qualità del portafoglio, con un indice di capitalizzane di oltre il 43% -tra i più solidi d’Italia- e un grado di copertura delle partite deteriorate di oltre l’84%. Insomma, un modello che si conferma vincente e sempre più richiesto della nostra platea associativa in continua crescita e che ad oggi conta oltre 4.000 aziende”. Così, in un’intervista ad Adnkronos/Labitalia, Michele Izzo, direttore generale di Garanzia Fidi Scpa (Ga.fi), Confidi iscritto nell’elenco degli intermediari finanziari vigilati da Banca d’Italia ai sensi dell’art. 106 del nuovo Testo Unico Bancari, sull’attività portata avanti a supporto delle imprese.  

Nel 2023 “il nostro piano industriale non trascura affatto la nostra attività core di ‘garanti’, con l’obiettivo di venire incontro alle esigenze delle imprese durante questo delicatissimo momento. A ciò aggiungiamo una sempre più intensa e qualificata attività di ‘consulenza alle imprese’ con nuovi prodotti e servizi anche nel campo della ‘finanza agevolata’ per accompagnare le imprese negli investimenti da effettuare mediante la realizzazione di idonei e qualificati business plan”.  

“Prevediamo una più forte e incisiva ‘erogazione diretta’ di finanziamenti di importo compreso tra i 50 e i 250 mila euro, valorizzando così -ribadisce- il nostro un ruolo di soggetti finanziari complementari alle banche. In materia di servizi tecnologici rafforzeremo l’operatività digitale, il cui principale punto di forza è la velocità di erogazione. Dulcis in fundo, la nostra grande novità per il 2023 sarà l’integrazione dei fattori Esg negli obiettivi aziendali e nella nostra Pef. Infatti, deve maturare la consapevolezza che i parametri Esg diventeranno centrali nelle scelte allocative di tutti gli istituti finanziari e quindi le imprese piccole o grandi che siano non possono più girarsi dall’altra parte di fronte a queste tematiche”, sottolinea.  

La ‘via’ per il futuro è tracciata. “Pertanto, Ga.Fi. grazie al proprio know-how, intende configurarsi come advisor per accompagnare le imprese verso scelte efficaci per la loro competitività e coerenti con la possibilità di ottenere un rating Esg utile per essere considerati attori credibili sul mercato”.  

Per il futuro dei Confidi una sinergia pubblico-privato, sottolinea Izzo, “è fondamentale. Ga.Fi., già da tempo è gestore di alcune risorse pubbliche (Mise, Mef, Cdp, Regione Campania, Cciaa) e di misure regionali destinate a garantire la concessione di finanziamenti in favore di aziende situate nelle aree di crisi della regione Campania e che effettuano investimenti. Mentre, a livello nazionale, negli ultimi mesi abbiamo ricevuto segnali incoraggianti dalla Politica che sta dimostrando di comprendere l’importanza del ruolo che possono giocare i Confidi in questo delicato momento”, rimarca.  

“Inoltre, come rimarcato anche dal nostro presidente Rosario Caputo, urge -ribadisce Izzo- una nuova legge quadro per i Confidi, siccome quella attuale tanto attuale più non è, visto che risale al 2003, ovvero venti anni fa. A livello locale, auspico una maggiore sensibilità delle Istituzioni verso lo ‘strumento Confidi’ che opera da oltre 50 anni nell’interesse delle pmi”, continua. “Appare necessario assicurare degli interventi per massimizzare l’efficacia di integrazione tra sistema privato e sistema pubblico della garanzia, anche attraverso la costituzione di una sezione speciale presso il Fondo di Garanzia con operatività in riassicurazione il cui effetto moltiplicatore aumenta, assumendosi i Confidi una parte del rischio”, aggiunge ancora. 

E Izzo ricorda che “L’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle ci ha consegnato un Paese che sembrava poter uscire, grazie ad un Pil che viaggiava a doppia cifra, dalla più grave crisi dal Secondo Dopoguerra, ovvero quella generata dalla pandemia da Covid-19, ma che si è ritrovato a fare i conti con un’altra crisi ancora più grave, quella energetica derivante dal conflitto tuttora in corso tra Russia e Ucraina, che di fatto ha annullato ogni sforzo che le imprese avevano fatto, mostrando una resilienza straordinaria. Tuttavia, grazie all’apporto delle misure emergenziali statali, le imprese hanno potuto superare brillantemente il periodo più buio degli ultimi 70 anni. Ma ora è il momento di ritornare alla normalità, agli investimenti e fronteggiare i cambiamenti”, ribadisce.  

Una ‘strada’ in cui è centrale il ruolo dei Confidi. “I Confidi negli ultimi anni -sottolinea Izzo- hanno profondamente cambiato pelle. Hanno rivestito un ruolo cruciale nell’affiancamento alle imprese, soprattutto a quelle più piccole, le quali rischiavano di essere tagliate fuori dal mercato del credito. Se il loro ruolo di garanti ha perso interesse per il massiccio intervento della garanzia pubblica del Fondo di Garanzia, i Confidi hanno, di contro, sviluppato competenze e professionalità nella consulenza, nella finanzia agevolata, nel credito diretto, nell’utilizzo di piattaforme digitali, nell’attività di tutor per l‘accesso al capitale di rischio, ecc. divenendo strumento di grande efficacia per la crescita del sistema produttivo”, aggiunge ancora.  

E nel supporto alle pmi “l’evoluzione del nostro sistema, fa sì che oggi il ruolo dei Confidi non è in competizione, bensì complementare al canale bancario, come dimostrato anche da alcuni rilevanti interventi introdotti dalla Politica, che in modo trasversale hanno compreso bene le ulteriori potenzialità del sistema Confidi, quali intermediari finanziari che svolgono una funzione mutualistica, caratterizzata da radicamento territoriale e capacità di valutare il merito qualitativo delle singole imprese e quindi le loro reali esigenze di credito”, sottolinea. 

Chiare le direttrici del rapporto tra sistema bancario e un Confidi vigilato come Ga.fi. “in questi anni la nostra collaborazione con il sistema bancario si è rafforzata per effetto proprio del nostro ruolo complementare. Sempre di più le banche ci consultano sia per la nostra conoscenza delle Imprese che per richiedere i nostri servizi consulenziali ritenuti di grande valore. Oggi le banche sono sempre più distanti dai territori con personale in continua contrazione e quindi il nostro ruolo viene valorizzato in piena sinergia anche per utilizzare meglio i vantaggi della garanzia pubblica”, continua. Secondo Izzo, “le nostre attività si sono sempre più specializzate con evoluti e complessi strumenti di consulenza aziendale, volti ad accrescere nelle Pmi la consapevolezza e la conoscenza della propria situazione finanziaria, con l’obiettivo di favorire la ricerca e l’accesso alle migliori fonti di finanziamento. E questo è molto apprezzato dalle banche nostre partner”, conclude.  

Continua a leggere

Lavoro

Lavoro, Contini (Lavazza): “Crediamo in modello ibrido, smartworking lanciato già pre-pandemia

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Lo smart working “è stato uno strumento di gestione del periodo pandemico efficace. Al termine della situazione emergenziale abbiamo proseguito nello sviluppo del nostro ‘modello ibrido’ in cui crediamo fortemente, anche grazie all’esperienza accumulata in questi anni. Il modello ad oggi prevede un totale di 10 giorni di smartworking al mese (anche consecutivi) per i dipendenti del Centro Direzionale e 2 giorni a settimana per i dipendenti degli stabilimenti, sempre per i reparti e le funzioni in cui è possibile applicarlo in considerazione delle attività richieste”. Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Enrico Contini, chief human resources del Gruppo Lavazza, sull’organizzazione del lavoro post-pandemica nel Gruppo. Lavazza, fondata a Torino nel 1895, è un’azienda italiana produttrice di caffè di proprietà dell’omonima famiglia da quattro generazioni.   

Il Gruppo è oggi tra i principali protagonisti nello scenario globale del caffè, con un fatturato di oltre 2,3 miliardi di euro. È attivo in tutti i segmenti di business, presente in 140 mercati, con 9 stabilimenti produttivi in 6 Paesi e oltre 4.200 collaboratori in tutto il mondo.   

E il lavoro agile ha fatto ingresso in Lavazza ben prima della pandemia. “La nostra azienda -racconta Contini- è stata notevolmente avvantaggiata in quanto era già stato introdotto in anticipo e non soltanto come semplice risposta all’emergenza. Infatti è stato introdotto per la prima volta alla fine del 2018 presso il Centro Direzionale Lavazza e alcuni mesi dopo è stato esteso anche ai collaboratori degli stabilimenti italiani, laddove era organizzativamente possibile applicarlo. Inizialmente, la possibilità di lavorare in smart working era prevista per un giorno la settimana, ma il nostro obiettivo iniziale era quello di aumentarne la frequenza, dopo le valutazioni della prima fase del 2019”, sottolinea.  

E oggi ‘la strada’ è tracciata con il modello ibrido. “Il nostro modello si basa molto sulla responsabilità individuale e di team. Le persone concordano le giornate di smart working e quelle di lavoro in presenza con i propri responsabili e i loro team di appartenenza, per poter garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati”, sottolinea. 

E i risultati non sono mancati. “In questi anni -spiega Contini- lo smart working ha senz’altro spinto e in certa misura anche favorito le diverse modalità di gestione dei processi aziendali. Ad esempio, i giorni trascorsi in ufficio ora vengono dedicati ai progetti interfunzionali, ai momenti di comunicazione, a riunioni di team allargati, in cui la presenza fisica è uno stimolo importante per l’innovazione e lo scambio delle idee e delle esperienze”, spiega Contini.  

Sul welfare aziendale il Gruppo ha puntato e punta molto anche per il futuro. “Con la recente firma del contratto integrativo, oltre al già menzionato ampliamento dello smart working, per il Centro Direzionale sono stati introdotti -spiega Contini- i ‘venerdì brevi’ da maggio a settembre, con un utilizzo ottimizzato delle riduzioni orario e, infine, è stato esteso anche il welfare aziendale. Tra i principali interventi possono essere citati: il miglioramento delle polizze sanitarie integrative, i permessi caregiving per poter accompagnare i propri cari alle visite mediche e per poter portare gli animali domestici dal veterinario, l’estensione del congedo di paternità con ulteriori 5 giorni a carico dell’azienda. Inoltre, ai collaboratori è stato riconosciuto un supporto aggiuntivo per poter affrontare le difficoltà legate al caro vita, con l’erogazione di buoni benzina o rimborso bollette”, rimarca.  

Secondo Contini “il welfare ha da sempre avuto un ruolo importante per Lavazza e in coerenza con la ‘Responsability’, uno dei nostri 4 valori. La nostra azienda ha una lunga storia di welfare aziendale, partendo dall’organizzazione dei campi estivi e dal conseguimento delle borse di studio per i figli dei dipendenti, iniziative tuttora molto apprezzate, nonostante possano apparire più ‘tradizionali'”. 

E per il futuro la strada è tracciata. “Per il biennio 2023/2024 stiamo per lanciare un programma rinnovato ‘Time to Care’, portando avanti un approccio comune anche all’estero, dove si trovano la maggior parte dei nostri collaboratori. Il programma in Italia è basato su 4 aree: il benessere fisico, emotivo, sociale e finanziario”, sottolinea Contini. “Le priorità e le azioni -continua- sono state identificate anche attraverso l’ascolto dei bisogni delle persone, ad esempio per l’area che riguarda il benessere fisico si punterà su salute e sul miglioramento degli stili di vita, con attività di formazione e di prevenzione in collaborazione con dei medici competenti e vari esperti del settore come i nutrizionisti, creando la sinergia con la nostra palestra aziendale e la ristorazione interna. Verrà introdotto, in via sperimentale, anche il servizio di Telemedicina”, sottolinea Contini.  

E la crescita professionale dei collaboratori è centrale nella filosofia dell’azienda. “In Lavazza supportiamo le persone nel loro sviluppo professionale e personale, fornendo opportunità di apprendimento per crescere all’interno dell’organizzazione. Entrando nella nostra azienda, le persone vengono prima di tutto accolte attraverso i percorsi di onboarding sui nostri prodotti e processi aziendali, sulla storia dell’azienda e i suoi valori”, sottolinea Contini.  

“Durante il percorso professionale offriamo loro le iniziative formative di cittadinanza aziendale e le opportunità di auto-sviluppo su competenze specifiche, sia manageriali, sia più tecniche, sulla base delle priorità aziendali e sulle necessità individuali concordate, ad esempio durante il processo di performance management”, spiega ancora Contini. 

“Abbiamo un catalogo aziendale -spiega- a cui attingere ed a cui vengono affiancati anche i programmi esterni. L’offerta formativa è disponibile in modalità online (abbiamo investito significativamente sull’e-learning negli ultimi due anni) ma anche in presenza, per poter essere adattata alle esigenze dei nostri collaboratori in modo più flessibile”, aggiunge ancora.  

Non solo welfare e formazione ma anche attenzione alla parità di genere. “Abbiamo deciso di abbracciare il ‘Goal 5 – Parità di genere’ come uno dei nostri obiettivi di Sviluppo Sostenibile prioritari e lo abbiamo declinato attraverso il programma ‘Gap Free’, avviato nel 2020, intraprendendo un percorso di trasformazione culturale per la promozione delle pari opportunità e la valorizzazione dell’unicità di tutte le nostre persone”, spiega Contini.  

“Con il Manifesto D&I’ abbiamo definito -aggiunge- anche obiettivi e impegni precisi: il conseguimento della certificazione Edge, (il primo livello lo abbiamo ottenuto proprio in questi giorni); il raggiungimento di almeno il 40% di donne nei ruoli dirigenziali e la parità di salario nel nostro Gruppo entro il 2030; l’adozione del programma internazionale Ciyo dell’Ashland Institute per il potenziamento della leadership femminile”. 

“Il nostro impegno per la diversità, equità e inclusione riguarda non solo le nostre collaboratrici e i nostri collaboratori, ma anche le comunità in cui operiamo – l’inclusione e l’emancipazione delle donne e delle generazioni più giovani sono tra gli obiettivi chiave dei progetti promossi dalla nostra Fondazione nei paesi produttori di caffè”, conclude. 

Continua a leggere

Lavoro

Sicilia: a Catania due startup gestite da migranti per dire no al caporalato

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Status irregolare e lavoro nero costituiscono l’humus sul quale attecchiscono varie forme di sfruttamento dei lavoratori. Un progetto finanziato dall’ufficio speciale immigrazione dell’assessorato regionale della Sicilia al Lavoro e alla Famiglia è in controtendenza, e sta mettendo radici a Catania per contrastare la diffusione di economia sommersa, lavoro nero, discriminazione. L’iniziativa etnea è innovativa perché genera contemporaneamente imprenditorialità, accoglienza e inclusione socio-lavorativa di persone provenienti da paesi terzi. 

È così che in mezzo ettaro di orto sociale, tra il litorale della Plaia e la zona industriale di Catania, sta crescendo il futuro di alcuni migranti. Nella terra messa a disposizione dall’Istituto tecnico agrario Eredia saranno loro stessi a pianificare lo sviluppo virtuoso di due nuove realtà produttive. Come in un giro di boa, stanno vivendo un riscatto dalle precedenti esperienze di caporalato. Nei prossimi mesi gestiranno due start-up, il loro obiettivo è farle crescere in autonomia e a lungo termine. 

“Abbiamo proposto di realizzare questa attività alla Regione Sicilia nel 2021: è stata approvata dall’allora assessore regionale Antonio Scavone e si è concretizzata con la collaborazione della dirigente Rita Vitaliti del CPIA e della dirigente Giusy Lo Bianco dell’Istituto Eredia -spiega Francesco Cauchi, coordinatore dell’iniziativa finanziata dalla Regione Siciliana con i fondi FSE PON Inclusione 2014/2020- è un progetto che non avrà una fine e che rappresenta l’inizio di molte altre opportunità di accoglienza a Catania. Questo luogo, infatti, può diventare un punto di riferimento e accogliere altri migranti con regolare permesso di soggiorno motivati a far nascere altre imprese sociali in co-housing e co-produzione”.  

Nel 2021, dopo l’emanazione della legge 199/2016 contro il caporalato, erano 260 le inchieste giudiziarie aperte dalle procure italiane. Cresce l’impulso dei migranti di lavorare in proprio per salvaguardare la situazione occupazionale e creare valore nel territorio che li ospita. Tanto che a fine 2020 le imprese gestite da lavoratori di origine straniera in Italia hanno raggiunto quota 631.157 con un incremento del 2,5%. 

In questa specifica iniziativa il gruppo già attivo ha avuto l’opportunità di essere formato per entrare a far parte di una rete forte e qualificata costituita da partner pubblici e privati: al loro fianco ci sono istituzioni educative come il Centro per l’istruzione degli adulti Catania 2 Cpia – che è soggetto capofila – l’Istituto tecnico agrario Eredia, l’organizzazione sindacale Cisl, la Coldiretti, la cooperativa dei salesiani COL, il Consiglio italiano per i rifugiati Cir. Le farm in via di sviluppo oggi contano 10 mila cespi tra lattughe, broccoli, sedano, cavoli, ai quali si aggiungono un campo di piselli e fave e una coltivazione che, in condizioni metereologiche favorevoli, dovrebbe produrre complessivamente 12 quintali di patate. Saranno recuperate prossimamente anche delle serre che al momento versano in stato di abbandono. 

Il progetto è stato ‘seminato’ a marzo del 2022. Il primo raccolto è previsto per l’inizio della prossima primavera. Il gruppo operoso, giorno dopo giorno, sta scoprendo i diritti del lavoro, le tecniche agrarie, le normative del settore, le logiche di gestione dei budget per la produzione e la commercializzazione di ortofrutta. Sarà costituita una cooperativa che offrirà ulteriore lavoro e concorrerà all’assegnazione dei fondi previsti dai bandi pubblici regionali, nazionali ed europei. Con il supporto di Coldiretti i prodotti raccolti entreranno nei mercati a chilometro zero della città di Catania. 

Continua a leggere

Lavoro

Professioni, Associazioni: sì a ddl equo compenso ma serviranno modifiche

Pubblicato

il

(Adnkronos) – “Il disegno di legge sull’equo compenso, che lo scorso 25 gennaio ha ricevuto il via libera della Camera, è ora al vaglio della Commissione Giustizia del Senato. ProfessionItaliane, Adepp e Confprofessioni, organismi di rappresentanza delle professioni ordinistiche, ritengono che, al momento, risulta prioritaria ed urgente l’approvazione del ddl, concludendo un tormentato iter che nella passata legislatura si era interrotto, definendone i principi e le modalità applicative. Come già espresso in altre occasioni, occorrerà, però, che immediatamente si apportino quelle modifiche importanti che stanno molto a cuore ai professionisti italiani, a cominciare dall’estensione della platea dei committenti chiamati a rispettare il provvedimento dell’equo compenso ed a modifiche sul tema sanzionatorio”. E’ quanto si legge in una nota congiunta.  

“In questa direzione ProfessionItaliane, Adepp e Confprofessioni sono pronte a collaborare per giungere, anche in un secondo momento, alla definizione di un testo definitivo che sviluppi appieno la sua efficacia a tutela della qualità delle prestazioni professionali e, di conseguenza, dei cittadini. Ovviamente, ove si decidesse di procedere alle modifiche in sede di passaggio al Senato, sono pronte a contribuire presentando adeguati emendamenti”, concludono le organizzazioni.  

Continua a leggere

Lavoro

Assolavoro: Francesco Baroni è il nuovo presidente

Pubblicato

il

(Adnkronos) – L’assemblea di Assolavoro, l’associazione nazionale delle agenzie per il lavoro che aggrega e rappresenta oltre l’85% del settore, ha eletto stamattina presidente per il prossimo triennio Francesco Baroni, che succede a Alessandro Ramazza.  

Completano la squadra di presidenza i quattro vice: Alfredo Amoroso (delega Education e transizione Scuola-lavoro), Giuseppe Garesio (delega Evoluzione della rappresentanza associativa), Valeria Giaccari (delega Legalità interna ed esterna) e Andrea Malacrida (delega Innovazione & Digital). Sono invitati permanenti in seno all’ufficio di presidenza, inoltre, Marco Pagano (delega Servizi associativi, bilateralità e welfare) e Giuseppe Venier (delega Relazioni sindacali). 

Francesco Baroni è country manager di Gi Group Holding Italia con la responsabilità del coordinamento di tutti i business del Gruppo in Italia. In precedenza, ha lavorato per alcune tra le principali società di consulenza e, in seguito, in Regione Lombardia. Ha guidato per IBM, come partner della Divisione Global Business Services, progetti di consulenza organizzativa, system integration e outsourcing, in particolare nel settore industriale. Nel 2010 è stato nominato direttore generale della direzione industria, artigianato edilizia e cooperazione di Regione Lombardia e nell’aprile del 2013 è diventato direttore centrale programmazione integrata e finanza. Si è laureato in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano. 

“Mi rivolgo a tutte le agenzie per il lavoro associate ringraziandole per la fiducia accordata – ha dichiarato Francesco Baroni a margine dell’assemblea- ringrazio in particolare il presidente uscente, Alessandro Ramazza, e tutti i componenti del suo mandato per il lavoro svolto in questi anni. L’Associazione e il nostro settore hanno fatto fronte comune in un periodo storico caratterizzato anche da eventi drammatici come lo scoppio della pandemia e il conflitto russo-ucraino, e hanno saputo restare coesi e, anzi, rafforzarsi. Oggi, quindi, siamo pronti ad affrontare nuove sfide e a lavorare al miglioramento ulteriore del posizionamento e alla crescita del settore, dimostrando il valore, le conoscenze e le competenze che ci contraddistinguono”, ha proseguito. 

“È essenziale, infatti, puntare sulle competenze, tanto più nell’anno europeo dedicato a questa leva importante per la competitività e tenuto conto delle enormi opportunità che si presentano con il Pnrr. Le Agenzie per il Lavoro sono in prima linea da sempre per creare, aggiornare e integrare le competenze in stretto contatto con il mondo del lavoro e sono pronte a mettere a disposizione il proprio know-how per sfide più ambiziose che coinvolgano l’intero sistema Paese”, ha aggiunto Baroni. 

“In questa direzione salutiamo con favore le scelte del Governo di semplificare l’uso del contratto a termine e quindi la somministrazione a tempo determinato; dal canto nostro confermiamo la piena disponibilità a collaborare sul piano istituzionale per un mondo del lavoro sempre più competitivo e inclusivo”, ha rimarcato. 

“Le agenzie per il lavoro sono da sempre a fianco delle aziende e svolgono un ruolo chiave nel proporre soluzioni che sappiano leggere il mercato del lavoro, che oggi cambia con estrema rapidità”, ha evidenziato il neo Presidente dell’associazione delle agenzie per il lavoro. “L’impatto del loro operato che interessa singoli lavoratori e candidati e le aziende si riverbera sull’economia e sul sistema Paese e lo fa guardando al futuro delle persone, del mercato e del settore”, ha rimarcato. 

“In tal senso, sempre di più, le agenzie per il lavoro svolgeranno un ruolo decisivo nell’avviamento al lavoro e nella gestione delle transizioni, contribuendo alla riduzione del fenomeno dell’inattività e alla crescita dell’occupazione femminile”, ha aggiunto ancora.  

“L’obiettivo principale da perseguire come Associazione -ha ribadito Baroni – è proprio il posizionamento del settore da un punto di vista sia qualitativo, sia quantitativo. La percezione del nostro ruolo deve passare da intermediari ad abilitatori di conoscenze, competenze, formazione, welfare, soluzioni di servizio integrate, specializzazione. Inoltre, è necessario continuare a sviluppare le condizioni per la crescita del nostro livello di penetrazione nel mercato facendo leva sulla nostra capacità di fare la differenza fra flessibilità buona e flessibilità cattiva. Su questo elemento riteniamo possano esserci le condizioni per contribuire in modo deciso a valorizzare sempre di più il contratto di somministrazione come risposta capace di distinguersi per gli strumenti che consentono di gestire la flessibilità senza mai perdere di vista la centralità del lavoratore”, ha sottolineato.  

“Al contempo, l’attenzione e l’impegno si concentreranno sui temi del manifesto di Assolavoro, definito con il supporto di tutte le Agenzie associate e condiviso con le Istituzioni, tra cui mi preme ricordare: le modalità di impiego delle risorse del Pnrr e le logiche di collaborazione con la Pubblica Amministrazione, il contrasto alle forme di lavoro illegali e alle elusioni e distorsioni; la centralità delle Politiche attive in una logica di collaborazione pubblico-privato e lo sviluppo di un sempre maggior dialogo tra mondo della scuola e tessuto produttivo, grazie anche all’orientamento e a una spinta alla formazione professionale e a quella terziaria specialistica”, ha concluso Baroni. 

Oltre ai componenti già indicati, completano il consiglio direttivo di Assolavoro: Guido Crivellin, Rossella Fasola, Paolo Ferrario, Anna Gionfriddo, Rudy Parracino, Massimo Rosolen, Luigi Sposato, Federico Vione. 

Per le presidenze degli enti bilaterali: Alessandro Ramazza per E.Bi.Temp e Francesco Verbaro per Forma.Temp. Per E.Bi.Temp i consiglieri eletti sono: Francesco Egini, Daniele Randazzo, Cristian Sala, Agostino Di Maio. Per Forma.Temp: Gianantonio Bison, Arnaldo Carignano, Claudio Soldà, Rosario Salimbene. 

Continua a leggere

Lavoro

Infortuni, ProfessionItaliane: ecco 5 proposte su sicurezza e salute in luoghi di lavoro

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Cinque proposte in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. Sono quelle presentate da ProfessionItaliane al tavolo sul lavoro autonomo oggi con il ministro del Lavoro, Marina Calderone. ProfessionItaliane richiama i contenuti del documento presentato al Ministero nell’incontro di novembre, che riguardano in particolare la sicurezza nei cantieri mobili, l’organizzazione di un elenco unico dei coordinatori della sicurezza etc., la previsione di un coordinamento degli enti di controllo delle attività lavorative. Inoltre, va aggiornata la normativa sulla sicurezza (D.Lgs.81/2008) e definita una specifica normativa sulla tutela del rischio delle cadute dall’alto, oggetto di circa 1/3 degli incidenti.  

Per quanto riguarda la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro (art. 6 del Dlgs 81/2008) ProfessionItaliane ne chiede la modifica “con l’inserimento nella commissione consultiva di tre rappresentanti del mondo delle professioni tecniche, che verranno indicati dalla Rete delle Professioni Tecniche. Sarebbe un riconoscimento dovuto ed opportuno nei confronti del mondo delle professioni tecniche, certamente uno dei pilastri a tutela e salvaguardia della sicurezza nei luoghi di lavoro”.  

Secondo ProfefssionItaliane “al fine di garantire un costante e continuo controllo nei cantieri sull’adempimento dei dettami previsti dall’81/2008, è necessario, e sicuramente ormai maturo, intervenire unificando in unico ente le suddette attività di controllo oggi esercitate da più soggetti (ASL, carabinieri, ispettorati). Infatti le attività esercitate dai suddetti enti sono poco coordinate e condivise. Ricondurre tale attività di controllo, sicuramente importante al pari dell’attività di prevenzione, ad un unico ente nazionale, con ovvie diramazioni territoriali permetterebbe al contempo sia un’azione efficace ma anche un non indifferente risparmio di risorse economiche ed umane. Si ritiene in tal senso che sia l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) il naturale ente preposto a tale attività”.  

E ancora ProfessionItaliane ricorda che il GdL Sicurezza e Prevenzione Incendi della Rpt ha sviluppato una puntuale proposta di legge in materia di tutela del rischio per le cadute dall’altoa. L’iniziativa nasce dal fatto che l’emissione di tale importante strumento è di competenza delle Regioni; in Italia, in atto, solo 11 Regioni si sono dotate di una legge specifica. La proposta raccoglie il meglio delle 11 leggi regionali vigenti e ne elabora una a valenza nazionale che andrebbe ripresa. 

Per quanto riguarda l’anagrafe nazionale professionisti della sicurezza (Anps) alla stregua dell’obbligo previsto per legge dell’elenco dei professionisti antincendio, oggi gestiti dall’Anpa (Anagrafe nazionale professionisti antincendio), l’istituzione per legge di tale obbligo garantirebbe una possibilità adeguata di controllo sull’aggiornamento e sulla formazione in materia di sicurezza. Sarebbe opportuna una legge specifica come è stato per i professionisti antincendio (DM 5 agosto 2011, articolo 4). 

E per ProfessionItaliane “sulla base dell’esperienza derivata da quasi 14 anni di attività con il testo unico, si ritiene opportuno analizzare approfonditamente l’articolato normativo individuando le criticità, le incongruenze, le lacune, proponendo migliorie ed ipotesi di modifiche. Pur considerando che il D.Lgs. 81/2008, complessivamente, è un documento condiviso dagli operatori del settore, oltre che conforme alla normativa europea, ed è ormai testato anche a livello giurisprudenziale, è necessario compiere una sua revisione, aggiornandolo con quelle che sono le normative di settore eliminando pertanto le incongruenze e mettendo invece in evidenza le criticità riscontrate in questi anni di applicazione. In tal senso è stato sviluppato l’allegato 1 ‘Prime proposte di modifica al D. Lgs. 9 aprile 2008, n°81′”. 

Continua a leggere

Lavoro

Sud, Sangalli a Confcommercio Cosenza: “Senza non si riparte, corpi intermedi centrali”

Pubblicato

il

(Adnkronos) – “Penso agli imprenditori, a partire da quelli del Sud presenti in questa Sala. Donne e uomini che hanno dimostrato nelle difficoltà e dimostrano oggi nel lavoro quotidiano, tanta responsabilità e determinazione, prima di tutto nei confronti dei loro collaboratori, per le comunità, per il Paese. È difficile non arrendersi in un tempo in cui la parola più ricorrente è stata ‘crisi’. Crisi pandemica, crisi economica, crisi diplomatica, crisi energetica. E se non c’è stata anche una crisi sociale lo dobbiamo proprio ai corpi intermedi, quelli vivi e che hanno funzionato, come la Confcommercio. Se non riparte il Mezzogiorno non riparte il Paese”. E’ quanto dichiarato dal presidente Carlo Sangalli, durante l’assemblea pubblica di Confcommercio Cosenza, dal titolo ‘Il ruolo dei corpi intermedi per il rilancio del Mezzogiorno’.  

“I corpi intermedi sono determinanti per gli equilibri sociali ed economici del territorio”, ha continuato Sangalli. “Dialogare infatti significa far vedere che innanzitutto i corpi intermedi, le parti sociali e quindi anche il mondo associativo, sono una realtà importantissima in grado di offrire alla politica le richieste del mondo delle imprese”, ha aggiunto. E per Klaus Algieri, presidente di Confcommercio Cosenza, “coraggio nelle scelte, trasparenza, responsabilità, ascolto e buoni esempi. Sono queste le parole che devono comparire in primo piano nel vocabolario economico e sociale della Calabria. Lo chiediamo alla politica ma anche ai corpi intermedi”, ha sottolineato nel suo intervento.  

Tanti complimenti per il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sul lavoro svolto ma anche tanti spunti su temi che andrebbero affrontati: “Ci sono tanti temi sanità, porto di Gioia Tauro, lavoro, politiche energetiche e del mare, testo unico sul commercio e turismo, rigenerazione urbana -ha proseguito Algieri – per ognuna di esse Confcommercio è al fianco della politica e delle istituzioni per portarle a compimento. Questo è il ruolo dei corpi intermedi, fornire spunti, opinioni, collaborare e non dare giudizi. Essere di supporto e non di peso. Prima di giudicare bisognerebbe trovarsi nelle condizioni in cui si è agito per capire come si è arrivati a quell’azione”.  

Un bel confronto con il Presidente Occhiuto che nell’apprezzare le proposte di Confcommercio ha dichiarato: “Concordo con quanto detto dal presidente Algieri nel suo intervento -ha sostenuto- coinvolgere i corpi intermedi nelle scelte strategiche che riguardano la nostra Regione, è per me un percorso ineludibile. Voglio cambiare la Regione che ho l’onore di governare, ma per farlo ho bisogno della partecipazione attiva di tutte le energie positive del territorio e Confcommercio è una di queste. Vorrei che le associazioni di categoria diventassero sportelli della Regione e front office del mondo delle imprese. Soprattutto di quelle micro che non hanno accesso ai bandi o perché i bandi non esistono o perché non hanno personale capace di intercettare questi finanziamenti”, ha concluso Occhiuto”.  

L’incontro ha visto l’alternarsi di tre momenti distinti. Il primo la proclamazione dei risultati dell’assemblea elettiva di Confcommercio Cosenza, che ha visto riconfermato alla carica di Presidente l’uscente klaus algieri. Successivamente sono state premiati cinque soci del sistema Confcommercio: Enzo Barbieri, Franco Totera, Mario Tarsitano e Renata Tropea per la storicità delle proprie imprese, Ester Chimento per essere stata la prima a creare in Italia Confcerimonie.  

Momento culmine è stato il dibattito pubblico aperto dai saluti del dell’assessore del Comune di Cosenza, Pina Incarnato e della presidente della Provincia di Cosenza Rosaria Succurro. Successivamente ci sono stati gli interventi del presidente di Confcommercio Cosenza, Klaus Algieri e del Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. A concludere l’intervento del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Tutto l’evento è stato moderato dalla direttrice di Confcommercio Cosenza Maria Santagada. 

Continua a leggere

Articoli recenti

Post popolari

Il contenuto di questa pagina è protetto.