Afghanistan: 3 ragazze scappano dal loro Paese per il “calcio italiano”


Stavano giocando a calcio per una squadra a Herat, in Afghanistan, quando i talebani presero il potere. Queste tre ragazze sono fuggite dal loro Paese con il loro allenatore, temendo per la propria vita. I rifugiati di Firenze, oggi in Italia, desiderano solo una vita semplice: andare a scuola e praticare il loro sport preferito.

“Soprattutto per noi, donne e ragazze che facciamo sport, la situazione era pessima e abbiamo dovuto lasciare il nostro Paese ” spiega Milena, una giovane calciatrice afghana (il suo nome è stato cambiato per rispetto della privacy).

Ci hanno chiesto di non mostrare i loro volti perché hanno paura per le loro famiglie in Afghanistan. Anche la struttura in cui si trovano deve essere tenuta segreta. Ma possiamo ancora mostrarvi questo cari lettori: un pallone da calcio. Un gioco semplice per molti di noi in Italia, ma un’attività molto pericolosa nel loro Paese.

Da anni queste ragazze inseguono il loro sogno più grande, di diventare calciatrici professioniste nel loro Paese e non sono assolutamente convinte a mollare: “Il calcio mi fa sentire potente. Voglio giocare e mostrare le mie capacità e il mio talento al mondo intero” sottolinea orgogliosa, una delle ragazze, dagli occhi lucidi di commozione.

Sono potute arrivare in Italia grazie al lavoro instancabile dell’associazione “ONG Cospe”, che dal 2008 sostiene i diritti delle donne afghane.

“Eravamo molto spaventati per la loro vita. E anche se ci dispiaceva profondamente non poterle riportare tutte qui, quando le abbiamo viste arrivare a Firenze, l’emozione è stata per tutti noi grandissima. Vederle in Italia, solo pochi giorni dopo aver ascoltato la loro richiesta di aiuto per noi è stato commovente. Non dimenticheremo mai questi meravigliosi momenti…” sottolinea Anna Meli Giornalista e Direttrice della Comunicazione della ONG COSPE.

La città di Firenze ha ospitato ben 120 profughi afgani su oltre 1.000 di quelli che nelle ultime settimane sono fuggiti in Italia.

“Quello che dico ai miei concittadini è che non devono mai dare per scontate la libertà e la democrazia. Quello che sta succedendo in Afghanistan può succedere ovunque. Un conto è lottare per i diritti delle persone delle donne in Italia e in Europa, ma è tutt’altra cosa farlo in un Paese dove si rischia la vita facendolo” spiega Dario Nardella Primo Cittadino di Firenze.

“La mia speranza e quella delle altre ragazze è quella di restare qui e migliorare il nostro livello calcistico, la nostra istruzione e il nostro lavoro. Spero che un giorno venga la pace in Afghanistan e che torneremo nel nostro Paese” ha sottolineato con un velo di tristezza una delle giovani donne afghane.

Leggete, studiate, e lavorate sempre con etica e con passione…
Ragionate con la vostra testa e imparate a dire di no…
Siate ribelli per giusta causa, difendete la natura e i più deboli, non siate conformisti e non accodatevi al carro del vincitore…
Siate forti e siate liberi, altrimenti quando sarete vecchi e deboli rimpiangerete le montagne che non avete mai salito e le battaglie che non avete mai combattuto.

(Mario Rigoni Stern)

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