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Activia al fianco delle donne con Act4Change

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Dare un supporto attivo alle donne che sono state colpite dalla crisi, fino a perdere il lavoro a causa della pandemia. Questo è l’obiettivo di Act4Change, il programma che Activia ha disegnato insieme a Francesca Parviero, di Linkbeat, società innovativa e benefit che sviluppa progetti sui temi del futuro del lavoro e digital mindset, per generare una partecipazione collettiva, inclusiva e autentica. Un progetto che mette la donna al centro per far emergere il valore che ognuna porta dentro di sé ed esprimerlo nella ricerca di nuove opportunità professionali. Prende così il via una serie di iniziative concrete per offrire strumenti di sviluppo personale e professionale e supportare tutte quelle donne che sono alla ricerca di una ricollocazione professionale, anche grazie a una partnership con Adecco, società di The Adecco Group che sviluppa e valorizza il capitale umano. 

“Act4Change nasce da lontano – spiega Jordi Guitart, direttore Marketing Danone Italia, durante la presentazione del progetto a Milano – perché Danone da sempre ha per missione prendersi cura delle persone; già nel 1976 il nostro presidente, Antoine Riboud, aveva dichiarato che Danone aveva un doppio obiettivo, uno economico e uno sociale perché non esiste progresso economico senza progresso sociale. Recentemente la nostra azienda è stata certificata come B Corp e vogliamo utilizzare l’impatto del business per avere un impatto positivo sulla società. Per questo nel progetto Act4Change non ci sono solo parole, ma azioni: agire per il cambiamento”. 

Da luglio 2020, infatti, Danone ha ottenuto la certificazione di azienda B Corp grazie al suo impegno nel coniugare la creazione di valore economico con la realizzazione del bene collettivo, producendo effetti positivi sull’ambiente, il territorio e le persone. Act4Change è la risposta a un dato che la pandemia, tra gli altri, ha messo in evidenza: 3 su 4 posti di lavoro persi durante il periodo di crisi sono di donne. I dati di occupazione femminile manifestano da sempre una profonda disuguaglianza di genere e che, a causa del Covid, sono peggiorati soprattutto nei settori produttivi a maggiore concentrazione di donne. 

“Purtroppo la pandemia ci ha fatto fare dei passi indietro rispetto ai progressi fatti nel campo del lavoro femminile – dichiara Azzurra Rinaldi, direttrice della School Gender Economics Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza – e per questo ci sono delle aeree che vanno sempre presidiate. Questa crisi ci ha colto di sorpresa, andava affrontata con strumenti nuovi invece sono stati messi in campo strumenti vecchi. La maggior parte delle donne italiane lavora in tre macro settori che sono quelli maggiormente colpiti. Serve dare una risposta e certe volte le aziende sono più veloci delle istituzioni. Act4Change è un esempio di quando un’azienda arriva e interviene dove invece le istituzioni stanno ancora metabolizzando. Ecco perché iniziative come queste sono preziose: per ripartire, l’Italia ha bisogno del lavoro delle donne e delle loro capacità”. 

Il format di Act4Change si svilupperà attraverso un percorso che prende il via con due momenti principali di approfondimento. Da una parte una serie di 4 eventi live sul canale Instagram di @activia_italia dove ogni puntata affronterà diverse tematiche rilevanti e di ispirazione per il processo di ricerca di una nuova opportunità professionale. Dall’altro, dal 22 al 24 novembre, 5 laboratori dedicati alle donne che hanno perso il lavoro in moduli da 50 partecipanti ognuno, aperti alle prime 250 donne che si iscriveranno sul sito www.activia.it/act4change. 

Alla fine del percorso formativo, le partecipanti saranno indirizzate nelle filiali di Adecco con la possibilità di sostenere un colloquio e avere la reale opportunità di un reinserimento nel mondo del lavoro. 

“Se il personal branding – sottolinea Francesca Parviero, designer di Act4Change – è la capacità di fare emergere il proprio valore attraverso le proprie reti sociali, per le donne può essere una leva straordinaria nel progettare in modo consapevole e intenzionale la propria vita. Saper riconoscere il proprio valore e riuscire ad esprimerlo attraverso i propri canali di contatto con il mondo (offline come online) è fondamentale. Riconoscere alcuni condizionamenti che ci frenano e imparare a indossare la nostra personalità attraverso le parole e l’immagine può comportare un cambiamento di paradigma rivoluzionario per le donne nel conquistare la loro prossima opportunità professionale e quindi personale. In uno scenario dove le donne sono più preparate e meno occupate, Act4Change può diventare un primo passo verso questa rivoluzione”.  

Act4Change fa parte di un cammino intrapreso ormai da anni da Danone, sempre attenta a tematiche sociali, tra cui l’equità di genere. “Il programma Act4Change – commenta Sonia Malaspina, direttrice Hr Danone Italia e Grecia – è un primo passo verso l’esterno di quanto abbiamo sperimentato e misurato in Danone in questi ultimi 10 anni. Nella nostra azienda 1 manager su 2 è donna, il 50% dei ‘Danoners’ è donna e il pay gap è pari a zero”.  

“Questo è frutto di un processo di investimento sulle nostre persone e sulla loro formazione, a dimostrazione che, con adeguate politiche, azioni di gender equality e creando una cultura inclusiva e flessibile, le donne portano all’azienda un importante valore aggiunto anche in termini di ritorno economico. Allo stesso modo con Act4Change crediamo che cominciare a investire su queste 250 donne, sullo sviluppo di nuove conoscenze, abilità e competenze possa comportare un impatto sociale positivo, creando valore per l’intera comunità”, conclude. 

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Tumore alla prostata, scoperto meccanismo che lo favorisce: studio italiano

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(Adnkronos) –
Scoperto un meccanismo molecolare che favorisce lo sviluppo del cancro della prostata e che, se disinnescato, consente di arrestare la crescita delle cellule tumorali. Autori della ricerca – che potrebbe aprire la strada a nuovi approcci terapeutici – sono scienziati dell’università Cattolica Campus di Roma, in collaborazione con l’ateneo capitolino Tor Vergata. Al centro di questo meccanismo ad azione oncogenica, descritto sulla rivista ‘Nature structural & molecular biology’, ci sono due molecole, chiamate Sam68 e XRN2 che si siedono sugli Rna messaggeri (molecole che contengono il codice genetico per la sintesi delle proteine, le stesse usate alla base dei vaccini anti-Covid) e li rendono più efficienti, favorendo così la proliferazione delle cellule prostatiche.  

“Era già noto che i tumori in generale, e in particolare quello della prostata, presentano degli Rna messaggeri con regioni regolatorie più corte, e che questa caratteristica è associata al potenziale proliferativo delle cellule tumorali. Il nostro lavoro descrive un meccanismo molecolare che promuove questo accorciamento degli Rna messaggeri nel tumore della prostata”, spiega in una nota Claudio Sette, ordinario di Anatomia umana alla facoltà di Medicina e chirurgia dell’università Cattolica, coordinatore della ricerca insieme a Pamela Bielli, associato di Anatomia Umana alla facoltà di Medicina dell’Università di Tor Vergata. Lo studio è stato condotto da Marco Pieraccioli, Dipartimento di Neuroscienze dell’Università Cattolica, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs. 

“Poiché è già in uso clinico contro alcune malattie una classe di farmaci detti oligonucleotidi antisenso – dei cerotti genetici che aderiscono agli Rna messaggeri e li disinnescano – ipotizziamo che lo sviluppo di specifici oligonucleotidi anti-senso possa disinnescare questo meccanismo molecolare”, spiega ancora Sette. 

L’utilizzo degli Rna messaggeri è determinato da regioni regolatorie nella parte terminale del filamento: queste regioni sono riconosciute da proteine che ne promuovono la funzione. Il taglio e la terminazione degli Rna possono avvenire in punti diversi della regione regolatoria, e questo processo, chiamato poliadenilazione alternativa, determina la lunghezza dell’Rna ed è regolato da queste proteine.  

“Abbiamo scoperto – continua Sette – che Sam68 e XRN2 legano e reprimono i siti di poliadenilazione più distali, favorendo quindi la produzione di Rna più corti e più efficienti. La prospettiva – conclude – è sviluppare strumenti per bloccare l’attività di queste proteine di legame all’Rna e disinnescare, quindi, questo meccanismo molecolare oncogenico. Infatti, gli oligonucleotidi antisenso sono ormai in uso clinico, per esempio nella terapia per la Atrofia muscolare spinale, quindi questo approccio è fattibile. Naturalmente la strada in questa direzione è ancora lunga”. 

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Pelé in ospedale, come sta: le condizioni

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(Adnkronos) – “I segni vitali sono stabili, è cosciente e senza nuove complicazioni”. Questo quanto ha dichiarato l’ospedale Albert Einstein in un comunicato sulle condizioni di salute di Pelé, tre volte vincitore della Coppa del Mondo, sta anche combattendo il cancro ed è sottoposto a chemioterapia. ‘O Rei’ deve però restare ancora in ospedale per curare un’infezione respiratoria aggravata dal Covid-19. 

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Faelli (Entain Italia): “Sport uno dei pilastri del nostro business con inclusione sociale”

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(Adnkronos) – “Il CSR Award è un progetto che nasce circa due anni fa. Abbiamo iniziato con delle attività legate soprattutto all’emergenza Covid, ma poi ci siamo orientati molto presto su attività di inclusione sociale attraverso lo sport. Il CSR Award è anche la fine e l’inizio di un processo. E’ la fine di un’attività – svolta nel 2022 – di analisi di decine e decine di progetti che sono arrivati sulle nostre scrivanie, dai quali abbiamo selezionati i dieci migliori sparsi in tutta Italia, che cercano di premiare il valore nel tempo di questa inclusione sociale. E’ anche il punto di partenza, perché da qui questi progetti troveranno realizzazione durante il 2023. Sicuramente faremo una seconda edizione del CSR Award nel 2024”. Lo ha detto il ceo di Entain Italia, Andrea Faelli, a margine della premiazione dei vincitori della prima edizione del CSR Award della Fondazione Entain a Roma. 

“Sport e inclusione sociale sono pilastri dello sviluppo della nostra società- aggiunge Faelli- Credo che la restituzione di parte del valore generato dalle aziende, come quella che gestisco, sul territorio e sulla socialità siano fondamentali. Lo sport per noi è un punto nodale del nostro business, ma anche per la crescita sociale e l’inclusione di chi ha difficoltà a entrare in questo mondo per ragioni sociali, economiche o fisiche”, conclude. 

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