Aborto, presidente Uds: “Non ci aspettavamo risultato, a San Marino donna diventa persona”


“Ieri sera è stato un momento bellissimo, storico, con un risultato che non ci aspettavamo. Eravamo sicuramente fiduciose e speranzose, ma mai ci saremmo aspettate che più di 3 elettori su 4 fossero favorevoli alla legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza. Da oggi non è più reato penale, tecnicamente, e dovrà essere fatta una legge che recepisca il quesito referendario. Nei nostri cuori sabbiamo che l’aborto non è più reato e la donna a San Marino diventa persona”. Karen Pruccoli, legale rappresentante del comitato promotore e presidente di Unione Donne Sammarinese, commenta così all’Adnkronos la vittoria ottenuta con il larghissimo consenso dei cittadini manifestato ieri alle urne a favore della legalizzazione dell’interruzione di gravidanza, fino ad oggi reato nella piccola repubblica. 

“Ci abbiamo provato negli ultimi 18 anni in vari modi, soprattutto attraverso progetti di legge che la politica non ha mai voluto accogliere. Siamo state costrette quest’anno a indire un referendum con i rischi che può comportare – continua la presidente di Uds – ma non potevamo più aspettare né tollerare l’ipocrisia di dire ‘da noi non si può fare, andate in Italia perché lì la legge c’é’, con i cittadini costretti a mendicare i diritti nel Paese vicino”. Smentita la notizia secondo la quale sarebbero stati “decisivi i voti dei giovani emigrati”. “Assolutamente non è vero – dice Karen Pruccoli – non so chi lo abbia detto ma non è corretto, c’è stata una partecipazione della cittadinanza che vive e risiede in Italia e che è venuta a San Martino ieri a votare, ma crediamo che il voto determinante interno sia stato quello dei giovani e delle donne”.  

“Stamattina ci siamo svegliate molto felici – continua – orgogliose di essere sammarinesi e di aver portato a casa un risultato per le donne, le coppie e le famiglie della Repubblica di San Marinesi, di poter dire che siamo un paese moderno civile, andare a testa alta in Europa. Abbiamo ricevuto stamattina una lunghissima mail con richiesta di pentimento, siamo state accusate di essere delle assassine, ma a parte questi momenti di folclore, ci sentiamo molto forti. E’ ovvio che c’é una piccola parte di questo Paese, circa il 10%, ultra cattolica contraria all’autodeterminazione delle donne”. E ora? “Intanto dobbiamo vigilare che venga fatta una legge decente, che non ci siano paletti strani come l’obiezione di coscienza che in Italia ha creato storture reintroducendo l’aborto clandestino. Continuiamo poi nostra battaglia sulla parità di genere, contro la discriminazione delle donne la disoccupazione femminile”.  

(di Silvia Mancinelli) 

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