Cronaca

25 Novembre, Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne


Dalla Nigeria al Brasile, dall’Italia all’India, nessun Paese è sfuggito alla pandemia Covid-19. Stesso discorso per l’esplosione della violenza contro le donne, che quest’anno hanno dato una risonanza speciale alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza. Secondo un rapporto dell’Onu “Global Study on Homicide 2019”, si consuma un atto di violenza ogni 10 minuti per un totale di circa 140 al giorno.

Ogni 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. In questo periodo di pandemia , stiamo assistendo allo scoppio di questa violenza in tutto il mondo. La crisi sanitaria ha messo in luce ovunque il flagello della violenza sessuale e di genere.

Un report realizzato dal servizio analisi criminale della direzione della Polizia Criminale su Violenza di genere e omicidi volontari con vittime donne ha registrato che il numero di assassini volontari nei primi sei mesi del 2020 è sceso a 131, contro i 161 dello scorso anno, ma quello di donne uccise è salito da 56 a 59.


Secondo i dati di UN Women pubblicati alla fine di settembre, il lockdown ha aumentato le denunce o le chiamate alle autorità per violenza domestica del 30% a Cipro, del 33% a Singapore, del 31,5% in Italia e del 25% in Argentina.

Porte chiuse pericolose

In tutti i Paesi, costretti ad adottare misure di limitazione dei movimenti per fermare la diffusione del virus, donne e bambini si sono trovati a porte chiuse. “La casa è il luogo più pericoloso per le donne“, hanno ricordato ad aprile una trentina di associazioni marocchine, chiedendo alle autorità “un pronto intervento“.

Il lento funzionamento di alcune istituzioni, le chiusure di attività commerciali, luoghi di attività culturali e sportive e scuole non costituiscono più una via di fuga per le vittime, già indebolite dall’insicurezza economica e sociale causata dal virus.


Stiamo assistendo a un pericoloso deterioramento della situazione socio-economica delle famiglie dopo il confinamento, con più situazioni di povertà, che possono portare a reazioni violente“, ha detto Hanaa Edwar, dell’Iraqi Women’s Network, che da 10 anni ha chiesto una legge contro la violeenza sulle donne nel Paese.

In Brasile, sono stati registrati 648 femminicidi nella prima metà del 2020, in aumento dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2019, secondo il Forum brasiliano di pubblica sicurezza (FBSP). Affermando di essere a conoscenza del problema, il governo ha lanciato una campagna per incoraggiare le denunce, ma per la FBSP le misure a sostegno delle vittime rimangono “insufficienti”.

A livello globale, solo un Paese su otto ha messo in atto misure per mitigare gli effetti della pandemia su donne e ragazze, secondo UN Women. In Spagna le vittime hanno potuto denunciare con discrezione assegnando il codice “mascherina 19” nelle farmacie.


Manifestazioni incerte

Per il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la mobilitazione rimane incerta a causa delle restrizioni sanitarie. Tuttavia, di recente si sono svolte manifestazioni per i diritti delle donne in Namibia, Liberia, Costa Rica, Guatemala o Romania.

Ovunque si guardi ci sono disuguaglianze. Che si tratti di occupazione, divari salariali, violenza di genere. Tutto questo si sta ulteriormente allargando a causa del Covid“, osserva Tamara Mathebula della Commissione per il uguaglianza di genere in Sud Africa.

In definitiva, le conseguenze del Coronavirus sui diritti delle donne potrebbero essere molto gravi. A luglio, le Nazioni Unite hanno avvertito che sei mesi di restrizioni sanitarie potrebbero portare a 31 milioni di casi in più di violenza di genere in tutto il mondo, 7 milioni di gravidanze indesiderate e mettere a rischio la lotta contro le mutilazioni genitali femminili e il matrimonio forzato.


Le parole del Capo dello Stato

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha detto “La violenza di genere non si esprime solo con l’aggressione fisica, ma include le vessazioni psicologiche, i ricatti economici, le minacce, le varie forme di violenza sessuale, le persecuzioni e può sfociare nel femminicidio. Alla base vi è l’idea dissennata e inaccettabile che il rapporto tra uomini e donne non debba essere basato su di un reciproco riconoscimento di parità“, aggiungendo “In questo momento drammatico per il nostro Paese e per il mondo intero le donne sono state particolarmente colpite. La pandemia ha accresciuto il rischio di violenza che spesso ha luogo proprio tra le mura domestiche: si è purtroppo assistito, durante il periodo di lockdown, ad un drammatico aumento della violenza contro le donne che vede tragicamente, a volte, coinvolti anche minori“.

Anche la Ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha rivolto un messaggio alle donne “Abbiate fiducia nelle istituzioni, nella magistratura, nelle forze di polizia, al vostro fianco sempre, e denunciate, denunciate chi non rispetta il vostro essere donna, la vostra personalità“.

Troppo spesso le donne sono offese, maltrattate, violentate, indotte a prostituirsi… Se vogliamo un mondo migliore, che sia casa di pace e non cortile di guerra, dobbiamo tutti fare molto di più per la dignità di ogni donna“, queste sono le parole di Papa Francesco, scritte in inglese sul suo profilo ufficiale Twitter @Pontifex.

Vi ricordiamo che il numero 1522, attivo 24 ore su 24, è collegato alla rete dei centri antiviolenza e alle altre strutture per il contrasto alla violenza di genere presenti sul territorio.



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