A Capurso, un gesto semplice ha il peso delle cose che restano: una copia di un libro appena pubblicato è stata consegnata alla biblioteca comunale e al sindaco perché entrasse, a pieno titolo, nel patrimonio della comunità. Quando la cultura si fa dono, diventa memoria condivisa.
Un volume affidato alla città
La consegna è avvenuta nel mese di dicembre 2025 e ha avuto un destinatario preciso: la Biblioteca Comunale “G. D’Addosio”. L’obiettivo dichiarato è stato quello di far sì che il libro venisse accolto tra i materiali custoditi e consultabili, non come iniziativa privata fine a se stessa, ma come tassello di un patrimonio che appartiene a tutti. È il tipo di passaggio che trasforma un’opera in presenza stabile, non più legata soltanto a chi l’ha scritta.
In parallelo, una copia è stata donata anche al Sindaco Michele Laricchia, con la stessa finalità: rendere l’opera parte integrante dell’eredità culturale locale. Non si tratta di un atto formale, ma di una scelta che mette in relazione autori, istituzioni e cittadini, nel segno di una cura concreta per ciò che racconta e rappresenta il territorio. Il gesto, nelle intenzioni, è un invito a riconoscere valore alla produzione culturale che nasce e cresce dentro la vita di un comune.
Le firme e la pubblicazione
Il libro si intitola “Cento racconti + Uno” ed è firmato da Maria Patavia e Michelangelo Di Gennaro, autore residente a Capurso (Ba). La pubblicazione è avvenuta in self-publishing, scelta che sottolinea un percorso autonomo e diretto, capace di arrivare al lettore senza scorciatoie. A introdurre il volume c’è la prefazione dell’artista internazionale Manuel De Peppe, presenza che accompagna il testo fin dalle prime pagine.
Alla base dell’iniziativa c’è un progetto culturale che, nelle parole dell’autore, riguarda in modo immediato il suo comune: non un prodotto calato dall’alto, ma un lavoro che cerca un dialogo con il luogo a cui appartiene. Mettere un libro sugli scaffali pubblici significa affidarlo allo sguardo degli altri, accettare che diventi anche “di qualcuno che non conosci”. È in questo passaggio, spesso silenzioso, che la scrittura esce dall’intimità e incontra la dimensione collettiva.
Una notizia che parla di partecipazione
La comunicazione è arrivata come richiesta alla redazione per valutare la pubblicazione di un comunicato stampa legato alla donazione. L’iniziativa viene indicata come potenzialmente rilevante perché intreccia cultura, partecipazione civica e valorizzazione del territorio, tre parole che, quando trovano riscontri reali, raccontano un modo concreto di vivere una comunità. Non c’è alcuna enfasi artificiale: l’attenzione è rivolta al fatto in sé e al suo significato pubblico.
Il senso, espresso con chiarezza, è quello di offrire alla città un elemento in più con cui riconoscersi e confrontarsi. La cultura, quando viene condivisa senza secondi fini, sa diventare un ponte tra istituzioni e persone. In questa prospettiva, l’atto della donazione assume il valore di una piccola consegna alla memoria comune, un passaggio che chiede di essere osservato non per celebrare qualcuno, ma per misurare quanto un territorio sappia prendersi cura delle proprie storie.
Materiali e diffusione del progetto
Assieme alla richiesta di attenzione mediatica, è stata segnalata la disponibilità di una foto relativa alla consegna al sindaco e alla biblioteca di Capurso, elemento utile a documentare l’iniziativa nella sua dimensione più concreta. La scelta di accompagnare le parole con un riscontro visivo risponde a un’esigenza semplice: dare prova di un passaggio avvenuto, riconoscibile, legato a luoghi e figure istituzionali che rappresentano la città.
Il libro è inoltre affiancato da uno spot promozionale ufficiale che ha voce e volto di Marilyn Alice Balest ed è presente sui principali canali social che riportano i nomi degli autori. Nel messaggio inviato alla redazione non manca un ringraziamento per l’attenzione e per il lavoro svolto, chiudendo il cerchio con un tono di rispetto e di fiducia. In fondo, anche questo è un modo di chiedere ascolto: con misura, e con la forza tranquilla dei fatti.
