Nella notte tra mercoledì 24 e giovedì 25 dicembre, alle 00:05, The Space Cinema accende i suoi multisala con l’anteprima di mezzanotte di “Buen Camino”. È il film che riunisce Checco Zalone e Gennaro Nunziante dopo quasi dieci anni, e promette risate proprio nel cuore della notte di Natale.
Una notte speciale nei multisala
L’appuntamento è fissato a cavallo della mezzanotte: alle 00:05, in tutti i multisala del circuito The Space Cinema, il pubblico potrà vedere in anteprima “Buen Camino”. La scelta della programmazione non è casuale: l’uscita in questo orario trasforma la notte di Natale in un’occasione diversa dal solito, con una sala che diventa luogo di condivisione e leggerezza. È una parentesi di allegria pensata per chi vuole regalarsi un momento di cinema quando le città rallentano e il tempo sembra sospeso.
Il film arriva con un’attesa particolare anche perché segna il ritorno della coppia artistica formata da Checco Zalone e Gennaro Nunziante, dopo una pausa durata quasi un decennio. Per chi intende partecipare all’anteprima, è possibile acquistare i posti direttamente attraverso i canali ufficiali del circuito: il sito di The Space Cinema e l’App The Space Cinema. Un passaggio pratico, che completa l’idea di una serata costruita per essere vissuta senza complicazioni, dall’ingresso in sala fino ai titoli di coda.
Il lusso, l’inerzia e un vuoto inatteso
Nel racconto, Checco sembra avere tutto ciò che molti considererebbero irraggiungibile. È il figlio unico di Eugenio Zalone, ricchissimo produttore di divani, e si muove dentro una quotidianità fatta di comodità ostentata: piscine nelle ville, un numero imprecisato di filippini al suo servizio, una giovanissima modella messicana come fidanzata. Le giornate scorrono tra vacanze sul suo yacht e amicizie cementate da una passione condivisa, quella di non voler lavorare. Una vita piena, eppure costruita tutta attorno all’idea di non dover mai scegliere davvero.
Ma proprio dentro questa abbondanza si apre una mancanza che sposta ogni equilibrio. A sparire, all’improvviso e senza lasciare tracce, è Cristal, la figlia minorenne, chiamata così in onore delle famose bollicine francesi. La notizia lo raggiunge nel modo più netto: Linda, l’ex moglie, lo chiama d’urgenza a Roma. È qui che Checco si trova davanti a qualcosa che non ha mai affrontato fino in fondo: le responsabilità della paternità, rese ancora più difficili dal fatto che di Cristal e della sua vita, fino a quel momento, non sa praticamente nulla.
Verso la Spagna, a piedi, per ritrovarsi
Nel tentativo di capire dove sia finita la ragazza, entra in scena Corina, la migliore amica di Cristal. Checco riesce a corromperla e a strapparle una confessione decisiva: Cristal è partita per la Spagna. Il motivo, però, non è un capriccio né una fuga qualsiasi. Checco lo scoprirà raggiungendola: la figlia ha scelto di mettersi in cammino come pellegrina lungo il cammino di Santiago di Compostela, un percorso di 800 chilometri a piedi, alla ricerca di un senso per la propria vita. Un’idea che lui giudica folle, ma che finisce per trascinarlo, suo malgrado, nella stessa direzione.
Il viaggio, per come viene raccontato, è fatto di contrasti che mettono alla prova chiunque: sentieri assolati, montagne fredde e piovose, piccoli paesi sperduti, pasti improvvisati e notti in ostelli fatiscenti affollati di pellegrini. Dentro questa fatica, Checco prova a ricomporre il rapporto con Cristal, passo dopo passo, senza scorciatoie. L’impresa sembra impossibile, eppure è proprio l’attraversamento, con tutto ciò che comporta, a insinuare una domanda semplice e potente: cosa significa essere davvero ricchi, quando il resto non basta più.
