Per chi cerca regali con un’anima e storie vere da ascoltare, The Essence of Creation promette tre giorni intensi a Milano: non una semplice vendita, ma un incontro ravvicinato con una nuova generazione di designer che mette insieme cultura, responsabilità e visione contemporanea.
Tre giorni negli spazi di Fondazione Sozzani
Dal 19 al 21 dicembre, Afro Fashion Association insieme a Fondazione Sozzani apre le porte di Via Enrico Tazzoli 3 a un’archive sale pensata per chi riconosce valore al lavoro fatto bene. In vetrina ci sarà una selezione curata di capi e accessori d’archivio, accanto a pezzi speciali e limited edition, tutti provenienti dalle collezioni di dieci talenti di nuova generazione e disponibili per l’acquisto durante l’evento.
Il cuore dell’iniziativa, però, non si misura solo nel cartellino. Il pubblico potrà incontrare i designer, ascoltare i loro percorsi e avvicinarsi a quel passaggio delicato in cui un’idea diventa forma. È lì, nel tempo speso a capire cosa si indossa e perché, che la moda smette di essere rumore e torna racconto. La collaborazione con Fondazione Sozzani rafforza questa direzione, costruendo un ponte concreto tra creatività e responsabilità con l’obiettivo dichiarato di incidere sul presente e sul futuro del settore.
I designer e le loro traiettorie
Tra i protagonisti chiamati a comporre questo mosaico c’è Paul Roger Tanonkou, camerunense, che con ZENAM rilegge simboli africani con un linguaggio contemporaneo. Victor Hart, nato in Ghana e cresciuto in Italia, lavora sull’incontro tra artigianato africano e minimalismo sartoriale, con un’estetica dichiaratamente cosmopolita. E poi Akilah Stewart, designer e attivista ambientale originaria di Haiti, che con il progetto FATRA trasforma scarti tessili e plastica in capi di lusso, spostando l’attenzione dalla materia “di scarto” alla dignità del risultato finale.
La lista continua con Tokyo James, cresciuto nel Regno Unito da genitori nigeriani, che nel brand omonimo unisce precisione sartoriale, codici afro globali e una visione attuale della mascolinità. Papa Oyeyemi, fondatore di Maxivive, porta in primo piano un intreccio di artigianato, cultura queer e libertà espressiva. Accanto a loro, Joy Meribe, nigeriana residente in Italia, interpreta un nuovo “Italian chic” con un’eleganza decisa; Romy Calzado, cubana cresciuta in Italia, fonde energia latina e rigore sartoriale in una visione interculturale. Completano il gruppo gli studenti e le studentesse della LABA Douala, unica Accademia di Belle Arti in Africa Centrale, impegnata nel formare la prossima generazione di designer e artisti.
Dal vivo, poi una vetrina digitale internazionale
Finito l’appuntamento in presenza, dal 22 dicembre l’iniziativa continuerà online con una vetrina digitale internazionale che, per tutto il mese di dicembre, lavorerà per ampliare la visibilità dei designer coinvolti. L’idea è quella di far viaggiare le collezioni e i loro messaggi oltre i confini fisici dell’evento, mantenendo vivo l’incontro tra chi crea e chi sceglie di acquistare, anche quando la città torna ai ritmi delle feste.
Questa estensione digitale nasce per favorire un dialogo concreto tra moda, mercato e nuove economie creative, mettendo a sistema ricerche, identità e pratiche produttive. In un momento in cui la parola “lusso” rischia spesso di ridursi a una superficie, l’operazione prova a riportarla verso un senso più pieno: quello che passa da responsabilità, qualità e visione. È lo stesso orizzonte che accomuna i partecipanti, dove heritage, sperimentazione e sostenibilità convivono per una scena italiana più plurale e contemporanea.
Un workshop sul sari tra tecnica, cultura e contemporaneità
Nella giornata di sabato 20 dicembre, dalle 15.00 alle 17.00, è previsto Drape the Traditional Indian Sari, workshop curato da Shivin Singh. L’incontro è dedicato all’arte del sari, il tradizionale drappo indiano che prende forma sul corpo senza cuciture né chiusure. Il designer presenterà le principali tecniche di drappeggio e le varianti regionali, accompagnando i partecipanti dentro un gesto antico che, ancora oggi, conserva un peso culturale preciso.
Nel racconto di Singh, il sari diventa anche una chiave per entrare nel suo lavoro con Absent Findings: un percorso che dà nuova vita a vecchi sari e tessuti dimenticati, mostrando come la tradizione possa dialogare con il presente senza perdere autenticità. Osservare da vicino la manipolazione dei materiali significa capire che la modernità non nasce dal tagliare i ponti, ma dal saperli attraversare. Per partecipare è possibile iscriversi tramite Eventbrite.
Le visioni di Afro Fashion Association e Fondazione Sozzani
Nelle parole di Michelle Francine Ngonmo, Founder e CEO di Afro Fashion Association, The Essence of Creation nasce per mettere al centro ciò che muove davvero la moda: idee che sanno anticipare il futuro e mani capaci di renderle concrete. Il progetto si colloca in un tempo in cui il mercato chiede autenticità, qualità e visione, e invita il pubblico a investire su chi sta ridefinendo l’eccellenza creativa italiana con intelligenza, sostenibilità e coraggio.
Per Sara Sozzani Maino, Creative Director di Fondazione Sozzani, l’appuntamento è prima di tutto un invito a riconoscere il talento di chi immagina, costruisce, rischia e si mette in gioco. L’accento cade sulla forza del saper fare e sulla necessità di un’assunzione di responsabilità etica e sociale che accompagni il futuro del settore. In questa prospettiva, il progetto diventa un’occasione per avvicinarsi alla nuova generazione che sta spostando i confini dell’eccellenza italiana attraverso creatività, sostenibilità e coraggio.
Quando acquistare diventa una scelta che pesa
L’iniziativa promuove una nuova idea di shopping esperienziale che non chiede solo di comprare, ma di capire. Scegliere un capo o un accessorio, in questo contesto, significa sostenere modelli produttivi più sostenibili e alimentare nuove economie creative che cercano spazio e continuità. È un modo diverso di entrare nella moda: non da spettatori, ma da persone che decidono cosa rendere possibile con il proprio acquisto.
Dentro questo quadro, The Essence of Creation invita a ripensare la creatività come una forza capace di intrecciare cultura e responsabilità, offrendo la possibilità di portare a casa un pezzo che racconta un’idea di lusso più autentica e orientata al futuro. È anche un gesto che, nel suo piccolo, contribuisce a valorizzare il Made in Italy e le nuove visioni del design contemporaneo, senza separare l’estetica dall’impatto che la sostiene.
