Nel 2024 l’innovazione italiana mostra basi solide, ma anche crepe che meritano attenzione: oltre 15.300 tra startup e PMI innovative hanno generato 12,9 miliardi di euro di fatturato complessivo. Dentro questa fotografia nazionale, la Lombardia emerge come il territorio che addensa una quota decisiva di investitori CVC.
Il report che misura l’incontro tra imprese mature e nuove realtà
I risultati arrivano dal decimo Osservatorio sull’Open Innovation e il Corporate Venture Capital Italiano, presentato da InnovUp, l’associazione che dal 2012 rappresenta la filiera innovativa del Paese, insieme ad Assolombarda. Il lavoro è stato realizzato con la partnership scientifica degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e con il supporto dell’Area Politiche per il Digitale e Filiere, Scienza della Vita e Ricerca di Confindustria, con Fondazione MAI e Piccola Industria Confindustria. Una costruzione corale che restituisce un’istantanea articolata dell’ecosistema.
Al centro c’è un obiettivo chiaro: aumentare la consapevolezza su una dinamica che può cambiare il destino delle aziende. La “contaminazione” tra industrie consolidate e giovani imprese ad alto potenziale non è un esercizio teorico, ma un passaggio concreto per far entrare innovazione e talenti nelle organizzazioni mature e, allo stesso tempo, aprire nuovi mercati e occasioni di crescita per chi sta costruendo oggi il proprio futuro. È in questo scambio che l’Osservatorio individua una delle leve più decisive per la competitività.
Lombardia al centro: la concentrazione degli investitori e i numeri del Quadrilatero
Il punto di partenza è netto: l’Osservatorio registra una presenza fortemente concentrata di soci Corporate Venture Capital in Lombardia, pari al 33,1% del totale nazionale. Non è solo un dato statistico, ma l’indicazione di un baricentro che attrae capitali, competenze e strategie industriali. In un mercato che cerca stabilità e visione, questa densità di investitori disegna una geografia dell’innovazione dove alcune aree pesano in modo determinante sulle traiettorie complessive.
Dentro la regione spicca il “Quadrilatero” formato da Milano, Monza-Brianza, Lodi e Pavia, che concentra 3.413 tra startup e PMI innovative, pari al 22,3% del totale italiano. Nella stessa area si contano 25.438 soci, cioè il 31,1% del dato nazionale, capaci di generare ricavi per 3,6 miliardi di euro, equivalenti al 28,2% del fatturato nazionale. Numeri che raccontano un distretto esteso, non un singolo punto sulla mappa.
Un anno di frenata: meno imprese, soci in calo e ricavi sotto pressione
L’ultimo anno osservato segna una contrazione contenuta delle imprese innovative nel Quadrilatero: -2,1%, un arretramento comunque più lieve rispetto alla media nazionale, ferma a -3,6%. La tenuta del perimetro imprenditoriale, però, non basta a cancellare il senso di rallentamento che attraversa il sistema. Quando l’innovazione perde ritmo, non lo fa mai in modo spettacolare: spesso si manifesta con piccoli scarti che, sommati, cambiano il passo di un territorio.
Il quadro si fa più severo guardando ad altri indicatori dell’area: i soci diminuiscono del -6,0%, un calo più marcato rispetto al -4,9% nazionale, e soprattutto i ricavi scendono del -11,6%, a fronte di un -1,1% nel resto d’Italia. È una distanza che pesa, perché segnala una pressione più forte proprio dove la massa critica è maggiore. Non è una crisi generalizzata, ma un avviso chiaro: la traiettoria non è automatica.
Quanto conta il Corporate Venture Capital nel Quadrilatero
La diffusione del Corporate Venture Capital nel Quadrilatero risulta allineata al resto del Paese: si contano 119 tra startup e PMI partecipate da CVC, pari al 3,5% del totale dell’area, e 226 soci CVC, cioè lo 0,9% del totale. Di questi investitori, 206 sono italiani e 20 esteri. Il dato descrive un fenomeno presente e strutturato, ma ancora numericamente selettivo, come spesso accade quando l’investimento in innovazione richiede tempi, competenze e una cultura industriale non improvvisabile.
Guardando alla composizione dei ricavi, il 6,8% del fatturato dell’area è generato da imprese innovative partecipate da CVC, pari a 246 milioni di euro. A emergere, però, è anche un’altra evidenza: una quota sensibilmente più alta rispetto al resto d’Italia è prodotta da startup e PMI con investitori specializzati, che nel Quadrilatero arrivano al 24,2% contro il 17,4% nazionale. È un segnale che, accanto alla spinta corporate, qui si muove con intensità anche una filiera di capitali e competenze focalizzate.
Tra cali e crescita: la traiettoria delle partecipate CVC e le performance mediane
Le dinamiche più sorprendenti emergono quando si confrontano quantità e risultati economici. Nell’area, il numero di startup e PMI con partecipazioni CVC cala del -9,8%, molto più della contrazione generale delle imprese innovative del Quadrilatero, pari a -2,1%. Eppure, nello stesso periodo, mentre il fatturato complessivo di startup e PMI dell’area scende del -11,6%, le realtà partecipate da CVC registrano una crescita dell’1,9%. È la contraddizione apparente che spesso accompagna l’innovazione: meno soggetti coinvolti, ma una capacità maggiore di reggere l’urto.
Questo risultato positivo è trainato soprattutto dalle PMI innovative: i ricavi legati a CVC passano da 205 milioni di euro nel 2023 a 218 milioni nel 2024, compensando la flessione delle startup CVC, che scendono da 36 a 28 milioni. Sul fronte delle performance, l’area evidenzia ricavi mediani generalmente superiori al dato nazionale quando entrano in gioco investitori corporate e specializzati: le startup con investitori specializzati toccano 246 mila euro (contro 161 mila in Italia), mentre le PMI con investitori specializzati arrivano a 2,3 milioni (contro 1,5 milioni a livello nazionale).
Chi investe, quanto si sposta e la richiesta di un salto di scala
Tra i soci non finanziari, l’investitore “tipo” del Quadrilatero ha un profilo preciso: è prevalentemente una micro-piccola impresa, che rappresenta il 92,3% per numerosità e l’85,4% del capitale investito. Le provenienze settoriali indicano una forte presenza dei servizi non finanziari (32,4%) e una quota rilevante di ICT (20,9%). Anche la geografia delle partecipazioni racconta un’attitudine particolare: il 47,9% degli investimenti è fuori regione, con una distanza media di 221 km, superiore ai 187 km della media nazionale.
Nel commentare i risultati, la presidente di InnovUp, Chiara Petrioli, parla di un ecosistema “maturo” che entra in una nuova fase, con un numero crescente di imprese nate come startup che evolvono in PMI innovative e contribuiscono in modo significativo a ricavi e solidità del sistema. Sul CVC evidenzia un dato incoraggiante: le startup partecipate da CVC registrano un valore della produzione mediano di 123 mila euro, con una crescita del +29,2%, seconda solo alle startup con investitori specializzati, e il 38,7% mostra redditività positiva. Ma il messaggio finale è una richiesta netta: ampliare la base degli investitori corporate, perché oggi circa un terzo delle partecipazioni arriva da micro o piccole imprese e il “vero” CVC, con aziende di almeno 50 dipendenti, riguarda solo il 3,4% delle realtà innovative.
